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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





domenica 9 maggio 2010

Iconofilia e devozione privata : Sotto la protezione di San Carlo Borromeo: Carluccio Frison, l'Amore per la Storia e per le antiche Immagini di devozione


Sanctus Karolus Borromaeus
Galleria straordinaria ed unica di xilografie colorate a mano su fondo oro, esaltate dalla caratteristica ed inconfondibile "lacca di Cina" firmate da Josef e Leopold Koppe
Praga, prima metà sec.XIX
Collezione privata Dr.Carluccio Frison

Il Collezionismo dei Santini ed Immagini devozionali si distingue da qualunque altro genere collezionistico per uno speciale spiritus -originaria potente "energia interna"- di complice e partecipe condivisione tra i Collezionisti.
Tale è lo spirito di questo Blog, ove la generosa disponibilità e la passione dei Collezionisti rendono possibile la realizzazione di questo importante progetto di condivisione, fondamentale per la conoscenza e la diffusione di questa recente quanto affascinante forma di Collezionismo e per la crescita responsabile di chi ne è cultore, con la consapevolezza di essere "privilegiato custode" di un incredibile Patrimonio di Storia, d'Arte, di Religione e di Cultura della tradizione popolare Europea.
Il Dottor Carluccio Frison, stimato Medievalista e Docente di Lettere, tra i più appassionati Collezionisti di Santini ed Immagini devozionali d'Italia, è oggi l' Ospite d' Onore nel nostro "Salotto virtuale", dove Vi invito a prendere posto, per ascoltare la Storia della sua Collezione e la sua bella testimonianza....


La Storia della mia Collezione




Eccomi qua, Paola, come ti avevo promesso a parlare un po’ di me, un po’ di più dei miei santini e della nostra comune e bellissima passione: il collezionare santini.
Anch’io, come molti di noi (da quel che sento dire), ho iniziato un po’ per caso, dopo aver vissuto altre precedenti esperienze collezionistiche. Da giovane, anzi giovanissimo sono stato un appassionato collezionista di figurine (Panini anzitutto, se posso fare un nome…), ma non solo: fumetti, libri, monete, cartoline e, soprattutto, francobolli, che ho collezionato per tanti anni prima di scoprire la storia postale… Del resto lo studio della storia e dei documenti storici in genere sono sempre stati un’altra mia grande passione tanto che, finite le Scuole Superiori, volendo iscrivermi all’Università, alla fine decisi di frequentare il corso di studi universitari in Storia e di laurearmi in Storia Medievale.
Il che ha ovviamente indirizzato la mia vita verso la ricerca, cosa che ho fatto per alcuni anni, e verso l’insegnamento nella Scuola italiana, cosa che faccio tuttora. A scuola ho conosciuto mia moglie, Angela… Con lei ho ripreso a frequentare la Chiesa e quel cammino di fede cristiana che, a un certo punto della mia vita, avevo abbandonato, cominciando o forse ricominciando una collezione, quella dei santini, che -ritengo- è sempre stata dentro il mio animo. All’inizio raccoglievo tutto quello che trovavo, molti santini moderni e, quando capitava, qualche immaginetta d’epoca. Santi, Sante, Beati, Servi di Dio, Venerabili, Madonne titolate,…: del resto il campo di raccolta nel quale noi collezionisti di immaginette sacre possiamo spaziare è e resta vastissimo. Anche adesso che - come spesso mi ricorda mia moglie - sono diventato “più difficile”, più selettivo, tengo ugualmente tutto quello che trovo girando per la nostra bellissima Penisola, e tengo anche tutto ciò che mi arriva tramite lo scambio con i diversi amici collezionisti che corrispondono con me (vorrei qui poterli citare tutti, ma mi basti poterli ringraziare pubblicamente per la loro amicizia e la pazienza che mi dimostrano nell’aspettare le mie… risposte!).
Ho iniziato, come dicevo, per caso, potrei dire per “procura”: avevamo amici che raccoglievano santini e così, tutte le volte che si andava in giro per l’Italia, entrando a visitare una Chiesa, un Santuario o un Monastero, ne cercavo le immaginette … Poi ho cominciato a prenderne una in più, “per noi”, dicevo a mia moglie: in questo modo è nato il mio primo album, alquanto composito ed eterogeneo, senza alcun criterio di catalogazione… Il solo filo che legava tutti quei miei primi santini era la mia memoria, il ricordo delle diverse località che con mia moglie avevo visitato: e gli album che via via andavo riempiendo ne documentavano così i diversi culti, i vari Santi Patroni, le tante festività religiose.
Non ho avuto, rispetto ad altri, la fortuna di reperire in qualche cassetto di casa le vecchie immaginette della nonna: ho trovato comunque qualche piccolo tesoro presso amici che sono stati ben lieti di passarmi quei vecchi santini di cui loro non sapevano che farsene e che prima o poi avrebbero gettato via. In questo modo è nato il mio primo nucleo di santini d’epoca: vi era qualche immaginetta della Santa Lega Eucaristica di Milano, degli EB seppia, molti AR 2000, qualche Salvardi di Bologna e, ovviamente, alcune immaginette della Società Litografica San Giuseppe di Modena (e non poteva essere diversamente, abitando io nel Modenese). Incuriosito da questi piccoli avanzi del nostro passato religioso, da buon storico, ho voluto documentarmi cercando di ampliare le mie scarse informazioni, dapprima leggendo i pochissimi libri che, in commercio, trattavano del santino e della sua storia, o delle case editrici che li avevano prodotti: mi sono abbonato alla rivista “Santini et similia” dell’editore Barbieri, la cui lettura -ogni tre mesi- mi fornisce tanti splendidi spunti di riflessione, e presi contatto con il compianto Comm. Gennaro Angiolino (e con lui ho conosciuto l’A.I.C.I.S. di Roma, associazione di cui mi onoro di essere socio e, attualmente, proboviro), che mi ha dato i primi, utilissimi rudimenti per impiantare una vera e propria Collezione di Immaginette sacre facendomi intravedere l’immaginetta sotto una nuova, affascinante veste: piccolo oggetto da collezionare, ma anche da studiare, con una sua storia, colma di tanti piccoli spunti, ricca di bellissime tematiche da sviluppare ed approfondire, alla luce delle propria personale esperienza.
Ho ampliato, meglio diversificato il mio campo di ricerca, frequentando il sabato o la domenica, dapprima i più vicini mercatini dell’antiquariato, poi qualcuno più distante e poi quelli specializzati, dedicati al santino o che al santino dedicavano uno spazio particolare: Verona, Parma, Pieve di Cento, ecc., alla ricerca di sempre nuovi e preziosi pezzi, piccoli tesori, almeno ai miei occhi di neofita. Tutte le volte portavo a casa immaginette nuove, tanto da riempire più di raccoglitore: questo mi ha portato a stringere, selezionare ancor più e meglio le mie tematiche che si sono specializzate. Ora raccolgo principalmente le immaginette del mio Santo Patrono, San Carlo Borromeo (anche se il mio vero nome all’anagrafe è Carluccio), e di Sant’Angela Merici (la Santa Patrona di mia moglie), ma raccolgo anche le immaginette di San Carlo Magno imperatore, ancora venerato tra Francia e Germania, santo cui sono legato a doppio filo: per la comunanza del nome e per la mia passione per il Medioevo e la Storia… E ovviamente raccolgo alcune serie antiche: la Santa Lega Eucaristica, che ho sempre considerato “croce e delizia” dei collezionisti di serie antiche (e che ricerco nelle sue diverse tipologie tipografiche, neanche fossi un collezionista di varietà filateliche) e le immaginette della Società Litografica San Giuseppe di Modena… Poi raccolgo (ed è la collezione che condivido con mia moglie) le immaginette della Madonna del Rosario di Fontanellato, santuario mariano della Provincia di Parma al quale io e mia moglie siamo particolarmente legati.
E con questo concludo questa mia presentazione; le cose, i ricordi, le piccole scoperte da raccontare, gli amici collezionisti da menzionare sarebbero ancora tantissimi, ma tutto ciò fa parte di ognuno di noi: ogni collezionista, piccolo o grande che sia, ha molto, moltissimo da trasmettere…
Dimenticavo: l’immaginetta simbolo della mia collezione, che la potesse rappresentare? Ne avevo molte in mente, più o meno rare e, almeno per me, tutte preziosissime: all’inizio avevo pensato ad uno dei miei San Carlo “fiammingo”. E’ questa una tipologia di immaginetta che mi piace molto e che ricerco con cura particolare, anche sui mercatini online. I motivi che stavano alla base di questa mia scelta erano molteplici: primo perché i santini “fiamminghi” si pongono tra le produzioni di immaginette più antiche, a partire dalla seconda metà del XVI secolo, quando non vi erano ancora realizzazioni in grandi serie e grandi quantità tipografiche; e ancora l’uso della pergamena che li rende ancor più rari e preziosi, ricchi di fascino e bellezza; e infine perché ritengo che ognuno di essi è una piccola e splendida opera d’arte in miniatura, un vero e proprio micro capolavoro…
Il seguire questo blog e lo scambio di e-mail con te, carissima Paola, sulla ricchissima ed interessante produzione di Praga mi hanno fatto ricordare i miei “Koppe”: vale a dire tutti i “miei” San Carlo raffigurati da J. Koppe a Praga nei primi decenni dell’Ottocento. Non mi dilungo sulle loro caratteristiche tecniche (rimando senz’altro al tuo magistrale contributo), qui riporto solo il motivo per cui ho pensato di metterli tutti in vetrina, in bella mostra: non mi dispiacerebbe che altri amici collezionisti mi aiutassero a completare questa mia piccola raccolta (i miei sono soltanto una trentina (qui ne presento in tutto 27), ognuno con un’iconografia diversa di San Carlo o, quando uguale, una diversa coloritura, ma so che ve ne sono altri), così da giungere ad una catalogazione delle diverse immagini ed iconografie koppiane di San Carlo Borromeo!
Grazie dell’attenzione e a tutti, un augurio di una buona… collezione!
Carluccio Frison

giovedì 6 maggio 2010

I Santini-Ricordo di Prima Comunione: il Ricordo del “Giorno più bello della vita”



Straordinario Carosello colorato di Santini-Ricordo di Prima Comunione dei secc.XIX e XX
Dedicato oggi dai Collezionisti a chi fanciullo celebrò emozionato due secoli fà
"il Giorno più bello della sua vita"
Ringrazio per l'entusiastica partecipazione ed il prezioso apporto i Collezionisti ed Amici:
Lucio e Patrizia Grandi, S.Fasoli, Domenico Vella, Giancarlo Gualtieri-Segretario nazionale A.I.C.I.S.-e Mario Tasca
ai quali i bellissimi Santini oggi appartengono



L’ammissione intorno ai 12 anni di età -proprio agli esordi dell’ adolescenza- al Sacramento dell’ Eucarestia fu nel corso del sec. XIX una cerimonia molto in voga in Europa, con particolare riferimento e specifica tradizione nella produzione di Santini-Ricordo in seno alla Francia “restaurata” dell’ epoca suddetta.
I giovani Comunicandi, quasi a suggello del loro ingresso nella società “adulta”, sono ora personalmente e responsabilmente chiamati a confermare davanti a Dio la “promessa” pronunziata a loro nome nel corso della celebrazione del Sacramento del Battesimo dai genitori, così come dai loro Padrini e Madrine.
E’ di una bellezza sontuosa e “spettacolare” il lungo abito bianco, vaporoso e delicato come l’ innocenza e la purezza delle giovani fanciulle chiamate in quel giorno importante ad indossarlo, così come bianca e senza macchia è la fascia a foggia di “grande fiocco” che avvolge il braccio sinistro del Comunicando, così elegante e raffinato nel bel completo che per la prima volta nella vita gli dona quell’ aspetto da piccolo “uomo”…
Ecco che, insieme alla solennità celebrativa del Rito religioso, la “Comunione solenne”, diviene importante rito familiare privato che coinvolge in un’ atmosfera di gioiosa e partecipe condivisione parenti, amici, Parrocchie ed intere Comunità di laici e Religiosi.
E non poté tale occasione, al di là dell’intrinseca, saliente “essenza” religiosa e di Fede, mancare di rappresentare sin da allora un enorme “affare commerciale” che garantì costante attività e lauti guadagni alle case editrici che si dedicarono alla produzione dei Santini-Ricordo di Prima Comunione.
Per tutto il sec. XIX , con accento particolare dal 1880 alla prima metà del secolo XX, il “Souvenir de Prémiere Communion” o “Souvenir de Communion Solennelle” divenne simbolo inconfondibile del “più bel Giorno della vita” (in Francese: “Le plus beau Jour de la vie”).
Molte furono le Case Editrici in Francia, in particolare, che in un clima di competizione accesa, si sfidarono nell’ originalità di idee e modelli proposti per la creazione di tali Santini-Ricordo, in un incredibile, multiforme ventaglio di immagini che intelligentemente si adattarono a tutti i gusti –dal più semplice e lineare al più esigente e sofisticato- e a tutte le tasche.
E si farà caso che, proprio dipendentemente dalla ghiotta occasione di “affare commerciale” che tali immagini di fatto rappresentarono per gli Editori,– eccezion fatta per una tipologia particolare prodotta da Aubry e Genoux, e quelli manufatti e semi-manufatti dipinti a mano su pasta d’ ostia, di provenienza prettamente conventuale- la maggioranza di essi, e con enfasi particolare nel corso del sec. XIX, di fatto celebrarono nel “Ricordo” da distribuire a memoria dell’ evento a parenti ed amici, non tanto l’ immagine simbolica, specifica e centrale, del Rito Cristiano, quanto invece quella dei fanciulli Comunicandi, autentici protagonisti della “festa familiare” e dello stesso redditizio fenomeno commerciale ad essi direttamente connesso.
Vestite di carta di riso magistralmente plissettata per realisticamente riprodurre sul “Santino-Ricordo” l’ostentato splendore dell’ abito indossato in quell’ occasione "unica" nella vita, non di rado impreziositi da lustrini d’ oro ed eleganti “paillettes”policrome, con sapienti, finissimi pennelli arricchite di civettuolo belletto rosato sulle candide gote, le giovani Comunicande applicate “à collage” su raffinate trine a punzone, ancor più del corrispondente maschile, nell’ importante scenario sociale della Rivoluzione Industriale e dei nuovi assessments (dall’ Inglese: contributi, migliorie) che da essa ne scaturirono, furono quasi l’ icona caratteristica di un’ epoca di ritrovata serenità spirituale e materiale.
Dai raffinati e signorilissimi “Souvenir de Première Communion” della Maison Basset, alla vasta gamma proposta dagli Ateliers della celebre Maison Bouasse-Lebel di Rue Saint Sulpice, attraverso varie ma pur ricorrenti tipologie – varie per qualità e bellezza- e firmate da altri noti Editori Parigini, quali i Dopteur, Letaille, Lamarche, Boumard, Turgis, Villemur, Vaurs, Felix, Saintin- solo per citare i più noti e principali- i “Santini-Ricordo di Prima Comunione”dalle celebri incisioni a bulino su lastra d’acciaio (o siderografie) magistralmente colorate a mano, approdarono infine verso la fine del secolo XIX alle prime stampe cromolitografiche, di gusto sobrio e soprattutto ben più economiche delle precedenti.
Un contributo importante nella produzione e diffusione di tale specifica tematica di Santini furono, come appena avanti accennato, quelli manufatti e semi-manufatti prodotti dal buon gusto e dalla creatività delle Suore nei Conventi; oltre ai ben noti “Souvenir du plus beau jour de la vie” dalle delicate miniature simboliche dipinte a mano sulla pasta d’ostia, con incastonate piccole scaglie di vera madreperla- quasi autentici lavori di alta oreficeria !- e applicati “à collage” su basi in cartoncino leggero o realizzate meccanicamente a punzone con eleganti merletti, le Suore-Artiste, pur con il vivo e nostalgico ricordo della nobile pergamena, realizzarono bellissimi Santini manufatti su celluloide, nuova e rivoluzionaria materia, che ben si prestava ad essere dipinta e ritagliata nei bordi, con risultati finali esteticamente assai graziosi.

Al verso, insieme al nome della Comunicanda o Comunicando, al nome della Chiesa ospitante la celebrazione del Sacramento e, naturalmente, alla data dell' evento, spesso i Collezionisti hanno oggi la piacevole sorpresa di trovare belle dediche manoscritte,- frasi delicate e di un sentimento oggi purtroppo estinto- quasi a perpetrare oltre alla sacralità dell' evento religioso, la tappa importante rappresentata dallo stesso nella storia della famiglia....
Tridimensionali, a foggia di “cappellina”, realizzati con punzoni sempre più raffinati e precisi, o “a edicola” cosiddetti, con il doppio strato trinato meccanicamente ma rigorosamente colorato a mano e lumeggiato in oro, che si aprono con meravigliato stupore sulla scena principale “nascosta” dalle belle antine stilizzate, i “Santini-Ricordo della Prima Comunione” raggiungono tra il 1890 e gli inizi del secolo XX una nuova ed inedita dimensione di “spettacolare bellezza”.
Tipici del nuovo “Stile floreale”, delicato e romantico, affermatosi in Francia come Art Nouveau ed internazionalmente noto come “Stile Liberty”- Jugendstil in Tedesco -furono i famosi “Souvenir de Première Communiona teatrino (in Francese: “à systéme”), mirabili “altarini” tridimensionali di cartoncino stratificato, che grazie ad ingegnosi sistemi di linguelle e ad una ricca cornice floreale - elemento appunto tipico e ricorrente dello Stile suddetto -rapiscono ancor più di un giocattolo bello e costoso la fantasia dei giovani Comunicandi e degli stessi adulti, parenti ed amici, che con stupore infantile li ricevono in dono a ricordo imperituro del lieto evento….

Paola Galanzi

IMPORTANTE: Ringrazio sin d' ora i Collezionisti che avranno piacere ad arricchire con le immagini dei loro Santini-Ricordo di Prima Comunione questo articolo.
Con le Vostre immagini, sarà possibile creare una bella GALLERIA- similmente a quella realizzata grazie al Vostro apporto con i Santini Praghesi- da condividere amichevolmente insieme !