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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





venerdì 17 ottobre 2014

UN RARISSIMO "BREVE" IN XILOGRAFIA SU LINO E SETA DATATO 1713 DI S.GALGANO, IL SANTO CAVALIERE SENESE DELLA SPADA NELLA ROCCIA

 
 
S. GALGANE ORA PRO NOBIS
 
Raro Breve in xilografia stampata su fascia in lino e seta
 
Area senese, anno 1713
 
Collezione privata Galanzi
 
© all rights reserved
 
 
 
Al solo tatto, delicatissimo, nella gentile trama a spina di pesce delle fibre in pregiato lino italiano e sottilissimi fili di seta conferenti il distinto, nobile pallore quasi argenteo che lo illumina, nel preciso contesto storico dei primi del 1700 relativo all'area senese cui si riferisce ed in cui venne concepito e realizzato, evoca nitidamente il suo intenso vissuto di oltre tre secoli, quasi trasudando memoria dell'importante, solenne cerimoniale religioso che lo vide protagonista cinto sulla fronte di un bambino della nobiltà locale. 
 
 
 
Il Breve di San Galgano- dettaglio con l'effigie del Santo ed invocazione
© all rights reserved
 
 
 
Nell'ambito del preciso contesto collezionistico relativo alle antiche Immagini devote è assimilabile per tipologia all'antichissimo Breverl, già anni addietro da me presentato ed ampiamente trattato qui sul mio Blog, antesignano, pur con le dovute distinzioni che illustrerò appresso, dei noti Breve di Sant'Antonio da Padova e Breve o Benedizione di San Francesco d'Assisi, stampati su tela sin dal secolo XVIII fino agli anni'30 e '40 del secolo scorso e notoriamente, come da tradizione, indossati nella versione dello scapolare sotto gli indumenti a diretto contatto con la persona o, più semplicemente, cuciti internamente allo stesso vestiario.
 
 
 
Il Breve di San Galgano- dettaglio con l'effigie del Santo
© all rights reserved
 


 

Evidente e straordinario in questo Breve di San Galgano, elemento formale importantissimo e distintivo, assolutamente non presente e mai contemplato nei due succitati Brevi di Sant'Antonio e San Francesco, è il richiamo netto all'antica vitta Romana, sottile benda in stoffa pregiata-solitamente in seta o in lino - con le effigi degli Dei sacri a Roma che, morbidamente allacciata sulla nuca, cingeva la fronte dei Sacerdoti- quasi a voler creare un contatto diretto e privilegiato con il Divino- e che di essa ne ripropone e conferma, a distanza di quasi due millenni, il valore altamente sacrale.
 
 
 
San Galgano conficca la spada nella roccia
 
 bassorilievo in marmo dello Scultore Giovanni di Agostino (1332-1347 ca.)
 
Pinacoteca Nazionale, Siena
 
 
 

 

Galgano Guidotti, figlio di Guidotto e Dionigia, esponenti della nobiltà locale, nacque nel 1148 nel piccolo borgo di Chiusdino (Siena), nei pressi dell'antica Abbazia che verrà successivamente a lui dedicata.



Secondo la tradizione, fu un figlio a lungo desiderato ed era destinato, per i costumi dell'epoca, ad una vita da guerriero, quale cavaliere: la sua vita si svolse nel senese, durante le lotte dei signori locali, per la supremazia politico-militare nel territorio.
Fu un secolo di contese che attraversò la Toscana e vide il disfacimento del cosiddetto stato canossiano.
 
In questo contesto storico Galgano ebbe una gioventù improntata al disordine e alla  lussuria salvo in seguito convertirsi alla vita religiosa e ritirarsi in un eremitaggio vissuto con la medesima intensità con cui aveva precedentemente praticato ogni genere di dissolutezze.

Un lento e sofferto seppur glorioso percorso di evoluzione spirituale e di conversione accomuna San Galgano a San Francesco d'Assisi.





« Qui adolescentie sue tempore lascivie argumentis aliquantulum animum relaxavit. »
 
(R. Pisano, Legenda Beati Galgani)



 
La spada nella roccia di San Galgano
 
Cappella di Montesiepi a Chiusdino (Siena)
 

 

Nell'anno 1180, all'età di 32 anni e nell'apoteosi del suo cammino di conversione quale Cavaliere di Dio, così come già anticipatogli in sogno da San Michele Arcangelo, conficcò la sua spada in una roccia che affiorava dal terreno utilizzandola da quel momento in poi come croce sulla quale pregare e disconoscendola così per sempre quale temibile e deplorevole arma d'offesa. 

Il giorno 3 di Dicembre dell'anno 1181 Galgano muore - appena un anno prima della nascita in Assisi di San Francesco- e solo quattro anni più tardi sarà proclamato Santo da Papa Lucio III.


 
La Cappella o Rotonda di Montesiepi


 

Nell'area del suo Eremo venne edificata negli anni a seguire una Chiesetta nota col nome di Cappella di Montesiepi e a far data dal 1218 si iniziò nelle immediate vicinanze l'edificazione della splendida Abbazia a lui dedicata realizzata in pregevole stile gotico-cistercense.

La tomba che accolse i resti mortali di San Galgano divenne da subito meta di incessanti pellegrinaggi da Siena e da tutte le città della Toscana.

I numerosi atti del processo di canonizzazione riportano di molti miracoli operati dal Santo con particolare riferimento a guarigioni da peste e altri simili, terribili flagelli e altrettante portentose liberazioni da possessioni demoniache.

 
Collezione privata Galanzi- © all rights reserved
 
 
 
La fascia in lino e seta - o Breve lato sensu- con la sua effigie contornata da Angeli e l'invocazione stampata in formula essenziale ma potente nel richiamo all'intercessione del Santo presso Dio per ricevere Grazie e Miracoli , venne assai probabilmente,  accompagnata da preghiere ed invocazioni al Santo, da un Sacerdote morbidamente legata sulla fronte di un bimbo- l'esigua lunghezza conferma l'assai ridotta circonferenza da cingere- forse affetto sin dalla nascita da malattia grave o misteriosa.

Non sappiamo infine, purtroppo, se questo bimbo vissuto nell'anno 1713- epoca tristemente già contrassegnata, peraltro, da un'altissima mortalità infantile- guarì, ma la piccola fascia benedetta con l'effigie del Santo Patrono di Chiusdino ci testimonia ancora oggi, a distanza di trecento anni, del culto antico, profondo e radicato, e della sentita devozione a San Galgano.

La Chiesa celebra memoria del Santo nel Martyrologium Romanum il 30 di Novembre.

Chiusdino ne celebra la Festa Patronale il giorno 3 di Dicembre.

 Paola Galanzi



FONTI: Per la biografia del Santo : WIKIPEDIA e WWW.SANGALGANO.ORG 



 
 


giovedì 24 luglio 2014

Un raro "BIGLIETTO FERROVIARIO" di sola andata "DESTINAZIONE PARADISO" stampato nell'Italia post-unitaria dallo Stab.Litogr.PASSERO in Udine

 
Biglietto Ferroviario di sola andata destinazione Paradiso
 
Collezione privata Galanzi
 
Ringrazio il mio carissimo Amico e Padre Spirituale Giuseppe S. O.f.m. che mi ha fatto graditissimo Dono di questa piccola Guida senza la quale non sarebbe stato per me possibile scrivere l'articolo odierno.
 
 
Nel nuovo clima di fermento ed operosità che andò sempre più delineando e caratterizzando l'epoca post-risorgimentale, all'indomani della tanto auspicata e sofferta Unità d'Italia, la stampa, abbandonate le desuete ed oramai troppo dispendiose procedure calcografiche, iniziò a sperimentare e a far propria con grande successo la novità tecnica della riproduzione su pietra- la litografia- inaugurata il Germania, neanche un secolo prima, dal Tedesco Alois Senefelder.

Più che un Santino propriamente detto- del quale tuttavia da chiuso possiede le canoniche dimensioni di cm.11 x 7- è un Vademecum spirituale, una Guida fondamentale pel Buon Cristiano in formato tascabile, da leggere con grande attenzione e portare sempre con se per, infine,  passare la Dogana ed entrare diffilato in Cielo.

Sostantivi, verbi e signorili vezzi ortografici, da lungo tempo purtroppo abbandonati, della nostra amata e bellissima Lingua Madre, l'Italiano, sono, sulle quattro pagine piegate a fisarmonica, stampate recto-verso su pregiata carta sottile bordata in oro zecchino, la preziosa testimonianza storica di usi e costumi che rappresentarono e distinsero un'Epoca della nostra Storia e ora scomparsi per sempre.

Quanta sincera nostalgia rievocano in noi parole come "viglietto" anziché biglietto, il verbo "spiccare"-  ormai in tal senso definitivamente sostituito dai verbi emettere- in senso lato- e stampare- che fissa con assoluta precisione figurativa lo staccare con un colpo netto il titolo del viaggio ferroviario dal blocchetto allora in dotazione all'impiegato delle linee ferroviarie preposto; e ancora, paracqua, infanti, ajutare al posto di aiutare...

Questo eloquente testimone cartaceo della Devozione e del garbo linguistico dei nostri Nonni e Bisnonni attesta altresì del fecondo rapporto di collaborazione e di forte amicizia che intercorse ed indissolubilmente legò due autorevoli Stabilimenti Litografici, che rappresentarono per quasi un secolo il fiore all'occhiello della stampa al nord ed al sud della nostra Italia: lo Stabilimento Litografico Passero in Udine e la Tipografia "All'insegna di San Francesco " in S. Agnello di Sorrento (Napoli).

Il primo fu fondato in Udine nel 1871 da Enrico Passero, brillante disegnatore ed imprenditore che, similmente a quanto era accaduto in Bassano del Grappa circa due secoli prima, grazie alla non comune creatività e alla lungimiranza imprenditoriale di Giovanni Antonio Remondini, Fondatore dell'illustre dinastia di Stampatori Veneti, cavalcando l'onda dello sviluppo industriale e del conseguente benessere che da esso e dall'incremento dei commerci ne derivò, diede l'avvio ad una diversificata e massiva produzione di carte geografiche, raffinate cromolitografie in stile Liberty, colorate locandine teatrali, biglietti da visita eleganti per la nuova, emergente Borghesia- sensibile ed attenta alle Mode d'eco Europeo e sempre più esigente- con immediato ed enorme riscontro a livello regionale del Friuli e nazionale che non tardò, già come era successo con i Remondini, di estendersi alle principali nazioni d'Europa fino ad arrivare a raggiungere, oltreoceano, le più importanti Capitali dell'America del Sud.

Appena cinque anni dopo la nascita ad Udine della Tipografia Passero, a S.Agnello di Sorrento, antico e suggestivo borgo della Costiera Sorrentina a breve distanza da Napoli e sede dell'antica Chiesa il cui nucleo originario è databile già del secolo XV, dedicata ai Santi Prisco e Agnello, -quest'ultimo Patrono della Città- viene fondata la Tipografia "All'insegna di San Francesco" da Padre Bonaventura da Sorrento, monaco Cappuccino, missionario e Vescovo di San Severo, al secolo Antonino Gargiulo (1843- +1904).
 
Esimio erudito- i suoi interessi spaziarono dalla coltura degli agrumi, ricchezza, saliente dettaglio insieme al mare della bellezza paesaggistica e vanto secolare della Costiera Sorrentina, alla Storia e alla Geografia- fu grande Studioso di Teologia - pubblicò, quasi cieco, nel 1898 una bellissima Monografia su Gesù dal titolo "Il Redentore" -con attenzione particolare rivolta nel corso dell'intera sua vita alla ricca e meravigliosa Storia di San Francesco d'Assisi e dell'Ordine Francescano; fu Autore, tra l'altro, di un bellissimo, toccante Saggio su San Francesco Poeta e le sue Poesie stampato nell'anno 1883 nella suddetta Tipografia.



 
Bellissima rappresentazione litografica dell'Orologio della Passione- dettaglio del "Biglietto ferroviario verso il Paradiso

 
Dall'iniziale rapporto di lavoro consistente in frequenti e cospicue commissioni di stampe a carattere religioso- libri e piccoli opuscoli- instaurato con la Tipografia Udinese di Enrico Passero, consolidate dopo alcuni anni la reciproca stima e la fraterna amicizia tra il Passero e Padre Bonaventura, all'indomani dell'apertura della Tipografia "All'insegna di San Francesco" a S. Agnello di Sorrento, Padre Bonaventura ne acquisì interamente la Proprietà letteraria - ovvero, l'antico copyright - iniziando a stampare, insieme ad innumerevoli ed importanti Opere a carattere religioso e culturale di cui fu il brillante Autore, piccoli libelli tascabili e Guide spirituali in consolazione ed aiuto dei devoti.
 

 
Dettaglio

 
Nella piccola Guida oggi esaminata, prezioso "Biglietto Ferroviario verso il Paradiso", nella paginetta detta "GUIDA SICURA", al margine inferiore è presente uno spazio apposito "SPEDISCE PER AUGURIO o PER RICORDO DEL..." riservato ed intenzionalmente lasciato in bianco dalla Tipografia al fine di permettere l'utilizzo del libretto come gradito ed utile dono a familiari ed amici per un sicuro conforto spirituale.

E' citato San Bonaventura:
 
"Sapere e conoscere te, o Maria, è radice d' Immortalità, ed annunziare le tue Virtù, è Via di Salute"

E' presente un Consiglio pratico, secondo la più antica Tradizione Cappuccina:
 
"Giova grandemente leggere nel Libro della Virtù; ma leggere ogni giorno, meditar molto e trarre profitto delle cose meditate"

Insieme al Vademecum del Buon Viaggiatore sul Treno che porta al Paradiso e a tre bellissime ed assai curate fin nei minimi dettagli litografie bicrome in verde oliva ed oro zecchino, non manca, grazie alla versatile intelligenza e simpatia di Padre Bonaventura, neanche la
 
 
Ricetta "per evitare malsanìe lungo il Viaggio":
 
 

 
Monumenti, strade ed Opere sono intitolati a Padre Bonaventura da Sorrento, e quest'anno il 9 di Maggio, Sant'Agnello di Sorrento, sua amatissima Città natale, ha festeggiato 110 anni dalla sua morte.

La piccola Guida "Biglietto Ferroviario destinazione Paradiso" veniva venduta intorno all'anno 1876  in numero di 100 copie al costo di lire 3.
 
Réclames, locandine e bellissimi e variopinti Manifesti pubblicitari colorati a tempera dei piu' svariati eventi e Feste popolari della Belle Époque a firma dello Stabilimento Tipografico Passero sono oggi parte del Patrimonio Artistico dalla Fondazione CARIGO di Gorizia, grazie alla quale sono costantemente resi fruibili al pubblico attraverso Mostre ed importanti Manifestazioni Culturali.

 
Paola Galanzi