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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





giovedì 12 novembre 2015

I Santini-Ricordo di Comunione Pasquale e Confessio Paschalis: rari e preziosi Documenti, dal secolo XVIII al 1966, dalla privata Collezione Mario Tasca.

 
Un raro, prezioso Signum Communionis Paschalis datato dell'anno 1785
La Storia che ci racconta è antica e bellissima.
 
Collezione privata Mario Tasca


Fu nell'anno 1215 che il Concilio Lateranense IV sancì, attraverso un precetto, la saliente importanza della Santa Comunione da riceversi nel lieto giorno della Santa Pasqua di Resurrezione

Lo stesso precetto statuiva altresì la Confessione, semel in anno, quale via auspicabile per ogni Buon Cristiano desideroso di vivere coerentemente la propria Vita di Fede.

Un precetto fondamentale per noi Cristiani per condurre la Vita-il Dono d'Amore supremo di Dio Creatore- nella Luce della Beatitudine immensa della sua Grazia.

Il più antico tra i Signa - così definiti in Lingua Latina per il "segno" della Benedizione anticamente imposta dal Ministro di Dio sul capo dei comunicandi nella gioiosa Solennità Pasquale- della Collezione Mario Tasca, data del 1785;  è un piccolo rettangolo in carta a vergelle, dai margini leggermente bruniti dal Tempo, di appena cinque righe stampate in nero inchiostro, racchiuse e bellamente incorniciate da un originale quanto assai interessante motivo decorativo-simbolico: la Santa Croce dalla quale nascono e si dipartono i Tralci della Vite - i Discepoli che, secondo Giovanni, se sapientemente potati dalla Parola del Maestro (cfr. Gv15,2-4), e se profondamente uniti a Lui, diventano i tralci fecondi che danno vita a generoso e copioso raccolto.

E si noti bene che tale motivo- come appurato, in apparenza solo ornamentale- a differenza delle cinque righe, evidentemente per la Solennità stampate in nero inchiostro sulla carta verosimilmente in svariate copie pressoché identiche, fu impresso a mano con sigillo, secondo una sequenza assolutamente casuale: i tralci con la Croce sovrastante sfilano lungo tutto il perimetro in sequenza assolutamente non coerente, dettata da un'originale quanto personalissima impronta artistica del Canonico autore.
 


Grazie al suo nome completo, con annesso titolo, presente inferiormente sulla quinta riga a stampa del Signum, a distanza di oltre due secoli da quell'anno è oggi per noi Iconofili possibile, con indubbia, sincera emozione, ricostruire e conoscere, se non lo svolgimento della Solennità Pasquale nelle sue fasi, la certa sede ove questa fu certamente celebrata nell'anno del Signore 1785.

E sempre grazie ad un antico, eccezionale Documento di epoca medievale, datato del 25 Marzo 1296, il "Bando sopra la istitutione de la Contea", che contestualmente alla nascita della Contea di Modica - Mohac, così come nominata nel testo in antica Lingua Italiana con chiare, eleganti influenze arabo-spagnoleggianti- e alla proclamazione della stessa quale entità plurifeudale autonoma, affidata con solenne cerimonia svoltasi in quella stessa data dal Re di Sicilia Federico II d'Aragona al neo-eletto Conte Manfredi Chiaramonte, viene nella preziosissima Charta  citata proprio l'antica Chiesa Madre dedicata a San Giorgio all'interno della quale, quasi mezzo millennio dopo la sontuosa Cerimonia di investitura del giovane, nobile rampollo palermitano, il Canonico Antonino Gugliotta- secondo alcune fonti di natali agrigentini-ebbe a solennizzare la Santa Pasqua.

 
 
"Noi, Frederique II de Aragon, por gracia de Dios Rey de Sichilia, por festejar nuestra encoronacion, stabilimu et ordinamu ki l'Excellentissimus Senor Manfredi de Claramonte, nuestro amigo liali et discendenti de Carlu Magnu Imperaturi, haya en su possedimiento la Condea de Mohac. Per li meriti offeriti a la Nuestra Persona dintra lu Parlamentu di Catania del mese de Jnnaru de kisto ano mil doscientos novanta seis, akkussì stabilimu et ordinamu ka dictu Excellentissimu Manfredi de Claramonte haya titulo Comes Mohac y Senor Ragusiae, Caccabi, Xicli, et delli terri de Gulfi et Posallus, finu a lu feudu de Spaccafurnu. Et per l'opera da dictu Comes Manfredi facta en Nuestro favor contra li preputentii de li Francisi, cussì stabilimu et ordinamu ka dictu Manfredi de Claramonte haya nomina de Gran Siniscalcu di lu Regnu de Sichilia. Por gracia de Dios, dicta investitura sarà festejada y resa publica dintra el duomu de s. Giorgiu de la ciudad de Mohac, con cuncursu de nobili, signuri et curtigiani. E tutti li genti di lu cuntadu de Mohac et li rimanenti, vicini o luntani, di tutta la terra di Sichilia, Noi, Frederique II, ordinamu chi currunu fistanti pi la gloria di lu novu Comes Manfredi et di la Condea de Mohac."

Datu in Palermu el dia 25 de marzo del ano del Senor MCCXCVI



dal "Bando sopra la istitutione de la Contea"

[1-vedi nota relativa della fonte





 
La Chiesa Madre di San Giorgio in Modica (Provincia di Ragusa).
 
Dalle sue antichissime origini, attraverso i secoli, è oggi un esempio monumentale e sublime dell'elegante Arte Barocca della Sicilia
 


Del Pastore celebrante, il Canonico Antonino Gugliotta d'Agrigento, praticamente nulle e controverse sono, purtroppo, le notizie biografiche; se dovessimo, tuttavia, immaginare- e ciò sarebbe fondatamente accettabile- di un suo iniziale impegno religioso da laico in seno ad una delle innumerevoli Confraternite locali, ragionevolmente, sull'omonimia oltre che sulla coerenza cronologica, potremmo identificarlo in un Antonio Gugliotta Mastro-Architetto di chiara fama vissuto nello stesso periodo.

 
Signum Communionis Paschalis datato dell'anno 1792
 
Collezione privata Mario Tasca 


Il secondo, più antico Signum Communionis Paschalis della distinta Collezione privata dell'amico Mario Tasca sul tema data del 1792 e, pur nel pregio aggiunto del richiamo in Lingua Latina al Vangelo di Giovanni, appare subito più spartano e severo rispetto al primo esaminato; il Ricordo ci conduce questa volta a Dronero, ridente centro nella provincia di Cuneo, in Piemonte, anticamente denominato Draconerium - dal toponimo Draco, termine medievale indicante lo sperone roccioso a strapiombo sopra un corso d'acqua sopra il quale venne originariamente fondata la località.

Rispetto a diversi altri documenti similari da me esaminati ascrivibili all'intero arco del secolo XIX fino ai primissimi anni del 1900, il Signum o Ricordo di Comunione Pasquale- che, per quanto definito erroneamente tale, almeno per gli esemplari più antichi, non è affatto un Santino- non fu nominale e, in mia personale opinione, funse verosimilmente da ricevuta per un'offerta pecuniaria simbolica elargita per l'occasione dai fedeli alla Chiesa Parrocchiale di riferimento.

A valido sostegno di tale mia teoria vi è l'indiscutibile rarità di questi documenti, in special modo degli esemplari più antichi, datati del secolo XVIII, ed il limitatissimo numero di essi sull'attuale Mercato Antiquario cartaceo, il che prova fondatamente la stampa limitata a cura interna delle Parrocchie e, di conseguenza, la non partecipazione della massa al rilascio del piccolo tagliando.


 
 
Nella prossima, originale Mostra, di elevato valore storico-culturale e devozionale - la prima in Italia dedicata all'argomento- organizzata, con il patrocinio di A.I.C.I.S.-Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre- a Follina nei giorni del 5-6-7 ed 8 di Dicembre dal caro amico nonché grande Iconofilo e Collezionista Mario Tasca, in concomitanza con l'annuale Mercatino di Natale "Colori d'Inverno", oltre agli antichi e preziosi Signa qui presentati, potrete ammirare l'intera Collezione sul tema con numerosi altri rari e pregevoli esemplari -anche relativi alla Confessio Paschalis-  
 

 
Signum Confessio Paschalis datato del 30 di Aprile dell'anno 1881 recante firma autografa del Padre celebrante-Padre Donatus- e, inferiormente a sinistra, del fedele confessato
 
Salzburg, Austria
Collezione privata Mario Tasca


dal secolo XIX fino all'anno 1966, passando attraverso i Santini-Ricordo di Comunione Pasquale relativi alle due grandi Guerre- corredati di bellissime quanto toccanti  Preghiere per la Pace e per i nostri eroici Soldati caduti per la Patria.
 
 
 
Ricordo di Comunione Pasquale dell'anno 1943
 
Collezione privata Mario Tasca
 

 
 
 
La bellissima Preghiera alla Madonna di Fatima per implorare la Vittoria e la Pace
 
 
 
 
 
 
A Mario un sentito grazie per la stima riposta in me per la presentazione di questi suoi introvabili Tesori e l'Augurio di un meritatissimo, grande Successo per la nuova, interessantissima Mostra.
 
Paola Galanzi
 
 
[1 F. Livia. Società ed istituzioni nella Modica del XVI sec., in Modica nelle tesi di laurea, catalogo di genius loci, 2003, pag. 44

Giovanna Stalteri Ragusa. Il Magnum capibrevium dei feudi maggiori, editrice Società Siciliana di Storia Patria, Palermo 1993, pag. 44


 


 

sabato 24 ottobre 2015

PREZIOSI, ANTICHI SANTINI MANUFATTI, ITALIANI D.O.C.: VERI AFFARI NEI NOSTRI MERCATINI DOMENICALI, A KM.0


Il Santo Bambino Gesù in fasce- Prezioso Santino manufatto proveniente da area conventuale Lucchese- secc. XVII-XVIII

Collezione privata Prof. Carluccio Frison



EXPO docet. Nella miriade di Mercati disseminati sul territorio nazionale si vende- e si acquista, naturalmente - ormai in tutta Italia, frutta e verdura, così come merci di ogni genere e natura, di produzione nostrana e anche proveniente da ogni altra parte del Mondo; questo è oggi possibile per l'avvenuta, cosiddetta globalizzazione e per l'apertura delle frontiere con la sottoscrizione dei vari Trattati  in materia di libero scambio; un fenomeno, questo, indubbiamente positivo in tema di Cristiana accoglienza e di doverosa attenzione nei confronti delle molteplici minoranze comunitarie di Stranieri provenienti da Paesi, anche molto distanti geograficamente dal nostro, che già da tempo, nel civile rispetto dei reciproci Usi e Costumi, hanno trovato in Italia, ben voluti da tutti, una stabile occupazione ed una reale integrazione sociale.

Quelli tuttavia più esigenti e nostalgici tra noi-pur nell'allettante, ampio ventaglio esotico di scelta oggi offerto e da tutti fruibile- insieme alla frutta e verdura biologica di piccole realtà agricole nostrane, da generazioni a conduzione ancora rigorosamente familiare, così come per il vino "fatto in casa", la tradizionale passata di pomodoro casareccia, l'uovo di galline ruspanti e l'olio extra-vergine d'oliva di frantoio, in tema di Iconofilia cercheranno nuovi, speciali e rari Tesori dell'antica Devozione popolare, da ospitare nella propria privata Collezione, nei piccoli e piccolissimi Mercatini dell'Antiquariato cartaceo a km.0, i variopinti Mercatini tradizionali della propria Città e dei Paesini ad essa limitrofi.

 

Il Santo Bambino Gesù in fasce- delizioso dettaglio del visino, sorridente e gioioso


Proprio sul banchetto gaio e variopinto di uno di questi piccoli Mercatini di Antichità cartacee e vecchie, intriganti cianfrusaglie vintage -anch'esse dall'indubbio fascino, anche per i più esigenti cultori dell'Antiquariato- lo stimato amico Medioevalista Professor Carluccio Frison, Proboviro e Socio A.I.C.I.S. della prima ora, ha, con immensa sua sorpresa, scovato, nascosto sotto una pesante pila di vecchi libri tarlati e imbiancati dalla polvere secolare, il pregevole Santino manufatto che, grazie alla sua condivisione, presento oggi qui sul mio Blog.

Di curatissima, chiara manifattura conventuale databile tra la prima metà del secolo XVII ed i primi inizi del secolo XVIII, il prezioso Santino rappresenta invero un compendio ammirevole di antica Tradizione dei distinti Lavori manuali geograficamente assimilabili all'area monasteriale specificamente Lucchese della Versilia, guizzi e dettagli di Iconografia sacra, personalissimi ed assai originali, dalla Creatività artistica delle Suorine Lucchesi e l'immancabile, antica Simbologia Cristiana, richiamata ed evidente, negli Strumenti della Passione di Gesù Cristo, il Salvatore del Mondo.
 


Il Santo Bambino Gesù in fasce
 
Collezione privata Prof. Carluccio Frison


 
Realizzato da mani piccole e delicate secondo un laborioso, paziente intreccio armonico delle diverse, antiche tecniche del ritaglio, dell'intaglio, della puntinatura ad ago e del collage decorativo e incantevolmente caratterizzante, ecco che il Santo Fantolino, col capino ad incisione al tratto e al puntinato, forse in antico con le piccole gote appena rosate con la punta di un sottile pennello, ritagliato ed inserito nelle morbide fasce, rivestite di piccoli ritagli di pregiati tessuti d'epoca, sorride sereno e splendente di Luce, con la corona a raggi di sole, non ancora di spine; Gesù, appena nato per la Salvezza del Mondo.

Giace Gesù piccolino su un ridente prato verde-il colore, tra i più antichi legati alla simbologia Cristiana, dell'Agape Eucaristica- con piccoli fiori policromi intervallati da graziosi ciuffetti d'erba, ritagliati ed applicati à collage sulla base in bella carta straccia; ai due lati superiori e opposti del Santino campeggiano, gioiosi e colorati, carichi di fiori e frutti, due alberelli generosi, i Simboli della Resurrezione e della Vita che, Eterna, sconfigge la Morte.

Il Calice con l'Ostia- il Pane che diventerà il Corpo di Cristo per la remissione dai peccati e per la Salvezza Eterna- i Simboli della Passione, la Corona di Spine, il Candeliere con la candela accesa, Simbolo della Fede fervente in Dio.

 
 
Il Santo Bambino Gesù in fasce - suggestivo dettaglio delle piccole-originariamente tre- borse porta-denari allegoriche dei Doni dei Santi Tre Re Magi al Santo Bambino Gesù 
(si noti, centralmente, tra le due borse ancora presenti, le tracce di colla lasciate da quella oggi mancante)   


Nella parte inferiore delle fasce che avvolgono Gesù Bambino due piccoli- originariamente in numero di tre- quanto salienti, suggestivi dettagli, svuotati ad intaglio ed applicati à collage sul prezioso broccato bianco-perlato sottostante-che meravigliosamente connotano, evidenziandola, la non comune creatività artistica delle Suorine Lucchesi: tre piccole borse portamonete-questo stesso modello è talvolta presente in dettagli dipinti su Immagini devozionali Fiamminghe del secolo XVII- allegoriche dei Doni offerti e posati ai piedi del Bambinello dai Santi Tre Re Magi: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre.

Dunque, al di là dell'evidente, intrinseco, enorme e assolutamente non quantificabile valore etno-antropologico e storico-devozionale in qualità di artefatto- un pezzo evidentemente UNICO- di quasi quattro secoli fà, se paragoniamo tale suo indiscutibile, sostanziale valore al prezzo di poco più di dieci euro cui è stato acquistato, ben venga, per tutti noi Iconofili, acquistare i nostri Santini presso i piccoli Mercatini domenicali delle nostre Città (a km.0 !)

Paola Galanzi