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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





giovedì 30 settembre 2010

Iconofilia e Cultura: Tra privilegi imperiali e reato di plagio: i Tesini dei Remondini di Bassano del Grappa sul banco degli imputati ad Augsburg nel sec.XVIII


Il TesinoSuggestiva acquaforte su carta di produzione di area Tedesca, sec.XVIII
La didascalia,in lingua Tedesca, recita:"
Compralo! Compralo!..o porto via tutto!"

da Collezione privata, per gentile concessione al Blog




Per meglio comprendere il clima di concorrenza agguerrita e spietata in cui operarono gli “Stampa-Santi” nel panorama Europeo caratterizzante il secolo XVIII, dobbiamo necessariamente prima ben conoscere lo “status operandi” delle grandi dinastie di Stampatori Asburgici, già da tempo in guerra dichiarata con i nostri Remondini di Bassano.
I loro nomi, noti e già familiari ai Collezionisti di Immagini devozionali, echeggiarono in Augusta- l’antica Avgvsta Vindelicorum, fondata dai Romani nel 15 a.C. in una florida area della Baviera sud-occidentale- autorevolmente sostenuti da facilitazioni e privilegi direttamente concessi loro per la loro attività di produttori di Santini e Immagini devozionali destinati al mercato locale ed Europeo, direttamente dalla Persona dell'Imperatore. La sigla presente sulle belle Immagini devozionali Asburgiche di quell'epoca giunte sino a noi " C.P.S.C.M."- stante in Lingua Latina per "Cum Privilegio Sacrae Cesareae Majestatis", ovvero "Con privilegio(concesso)dalla Sacra Maestà dell'Imperatore", indica inconfondibilmente tale superiore "protezione" e il derivante privilegio ad essa connesso conferito all'Incisore nella stampa delle proprie Immagini devozionali.
Già nell’anno1753, ad opera di Daniel Herz von Herzberg, venne fondata la Kayserlich Franciscische Akademie der Freyen Künste und Wissenschaften” –L’Accademia imperiale Francescana delle Libere Arti e delle Scienze” che per prima ricevette in Augusta, in data del 5 Luglio1755, la protezione incondizionata dell’Imperatore Leopoldo II d’Asburgo-Lorena per tutti i suoi affiliati.Fu dunque la creazione di una sorta di vera e propria “Corporazione” a tutela della propria attività l’esigenza che accomunò i principali Incisori e Stampatori di Immagini devozionali Tedeschi dell’epoca.Tra i tanti, i primi ad aderirvi furono i Klauber e i Göz, che, parimenti, furono sempre tra i primi e i più agguerriti a deporre al processo contro i nostri Remondini di Bassano.Falsarij”, falsari, cioè; così vennero con acri formule accusatorie qualificati i Remondini all’apertura del processo, che si tenne nelle aule del Tribunale di Augusta nell’anno 1766. Martin Engelbrecht, Johann Andreas Pfeffel furono già agli inizi del 1700 tra i primi Incisori Asburgici a ricevere privilegi imperiali per la stampa dei Santi di loro produzione.E acerrima- anche se condotta in sordina- tra autorizzazioni vergate dalla mano imperiale sventolate quasi a foggia di temibili armi di offesa e quantità enormi di carte varie prodotte, fu la lotta tra gli stessi Stampatori Asburgici, che-pare quantomeno divertente a dirsi !- si contendevano con astio reciproco l’esclusiva di "poter stampare Santi dipinti ad acquarello e magnificamente lumeggiati di brillante oro e d’argento"……caratteristiche queste, tutte già magnificamente presenti nelle apprezzatissime Immagini devote dei Remondini !.....Per tutto il secolo XVIII, dietro pressioni di singoli Stampatori e della stessa summentovata Corporazione, postille su postille furono aggiunte dai Legislatori Asburgici alla Legge che di fatto regolamentava tale attività, raggiungendo severissimi divieti di copiare da altri "i soggetti Sacri et loro peculiarità" rappresentati nelle Immagini devozionali, palesando, in caso di violazioni evidenti alla Legge suddetta (disciplinante sin dal secolo precedente tale controversa materia), l’eventualità di arrivare a comminare ai “falsari”, rei comprovati di tale delitto, pene pecuniarie di cospicua entità, la confisca e, nei casi più gravi, persino la reclusione.Le prime avvisaglie del velenoso conflitto tra Stampatori Asburgici e Giuseppe Remondini di Bassano del Grappa iniziarono già sin dalla prima metà del secolo XVIII; l’attività febbrile ed entusiasta dei “Kolporteur”o “Tesinern", (definizione con la quale erano noti all’epoca in area Tedesca) -i famosi e da me amatissimi Tesini- al soldo degli illustri Bassanesi, che con costanza, tenacia e duro lavoro fatto di sacrificio e privazioni, sin dalla seconda metà del secolo XVII si era ben guadagnata la più importante porzione territoriale a livello Europeo ed extra nella diffusione e nella vendita dei propri Santini, non solo era concorrenza malvista e invisa agli Incisori Bavaresi, ma iniziò ad essere da essi recepita quale una vera, pericolosa minaccia ai propri affari, peraltro tradizionalmente gelosamente esercitati nel proprio territorio di appartenenza da generazioni.Gli anni che vanno dal 1750 al 1790 di fatto rappresentarono l'età aurea per l’attività dei Tesini, provenienti dalle antiche Valli di Pieve, Cinte e Castello, nel Trentino, faticosamente dai luoghi originari di provenienza, passando attraverso il Sud-Tirolo, estesa in Baviera e per tutte le regioni di Germania, e da lì, come già detto, in giro per l’intera Europa ed oltre.
Inizialmente presenti, abitualmente, come Venditori a tutte le
Fiere e i Mercati annuali più importanti della Germania, si videro, successivamente al divieto sancito legalmente nella Regione, costretti a parteciparvi non più nella qualità suddetta, bensì come semplici ambulanti e ad effettuare faticose vendite porta-a-porta,o a stazionare penosamente sin dalle prime ore del mattino presso Chiese e Santuari mete di Pellegrinaggi, sempre con la pesante borsa a tracolla pronti ad ogni istante alla fuga….proprio come i moderni “vu cumprà”…. poveri Tesini !
Spregiudicata e “Skrupelfrei”-ossia, biasimevolmente priva del benchè minimo scrupolo- come la definisce lo Spamer- “irrispettosa delle Leggi regionali e locali, in gara sleale, sfacciata e disinvolta, con gli Incisori Asburgici -“e ancora, rincarando la dose:"...non solo accontendandosi di offuscare la fama dei più famosi Incisori e Disegnatori di Immagini devozionali di Augusta Vindelicorum, ma addirittura arrivando spudoratamente a copiarne, senza alcun riguardo ed integralmente, tutte le caratteristiche, cancellandone abilmente il nome legittimo dall’estremità inferiore e lasciando tuttavia inalterata la dicitura dei privilegi imperiali concessi, usurpandoli illegalmente e senza alcun diritto”: così venne
bollata all’epoca la celebre Stamperia Remondini Giuseppe di Bassano del Grappa.
Il 3 di Gennaio dell’anno1741 l’Artista-Incisore Asburgico Joseph Siech, formatosi presso la famosa Bottega di Philipp Jacob Rieg, che aveva, a causa di gravi difficoltà economiche firmato un accordo con i Remondini ricevendo da essi un prestito per metter su una piccola Tipografia ad Augusta, in segno di solidarietà agli insorti Incisori, suoi illustri concittadini, rescisse ipso facto il contratto appena sottoscritto.
Braccati per le stradine di Augsburg da un manipolo di gente, volutamente stanata e assoldata tra le frange infime del popolino, aizzatagli contro dal gran vociare degli Incisori inferociti e acciuffati da questi con tutt'altro che fini maniere, finirono in Tribunale con le loro cartelle piene di Santini sul banco degli imputati, davanti a severi ed impassibili Giudici,
i Tesini: Antonio Fabro, Carlo Zanna, i tre fratelli Giuseppe, Melchiorre e Giovanni Battista Fietta, Antonio, Bastiano e Zuanne Buffa.
Il 27 di agosto dell’anno 1766, a processo iniziato, il Tesino Giuseppe Fietta, fedele operaio da anni al servizio dei grandi Bassanesi, tra l’ilarità contenuta dei Giudici e l’esplosione violenta di rabbia degli Incisori-accusatori presenti all'udienza, dichiarò che: “I Santini Remondiniani avevano suscitato l’odio irriducibile degli Incisori Asburgici unicamente per il grandissimo successo che riscuotevano ovunque presso il popolo, sia per i costi assai contenuti e i bei colori brillanti impiegati, sia per le preziose lumeggiature dei dettagli in oro ed argento”.
Documentatamente, a poco servì tuttavia tale accorata deposizione di Giuseppe Fietta; i Giudici Asburgici solennemente e pesantemente bollandoli come falsari”, infami copiatori e “ignobili usurpatori degli altrui diritticondannarono i Remondini alla confisca di tutte le Immagini devozionali risultanti copiate dai vari Busch, Engelbrecht, Grueber, Klauber, Frehling,Will, etc. imponendo loro un'esemplare, pesantissima sanzione pecuniaria ed il divieto assoluto da quel momento di perpetrare qualunque loro attività di vendita nella città estendendo tale rigida proibizione financo all'intera Regione di Baviera.
In aggiunta alla preesistente Legge venne da quella data imposto severamente l'obbligo di indicare sempre sul Santino-stampandolo a chiare lettere- la città di produzione: Avgvsta Vindelicorum,Varsavia, etc.
I Remondini –ci informa sempre lo
Spamer- non sembrarono accusare il colpo subito più di tanto; di lì a poco, infatti, trasferirono la fedele squadra dei loro Tesini, ancor più carichi dei bellissimi Santini di loro produzione, nella fiorente città di Oberhausen, in Westfalia, dove da subito questi ultimi incontrarono il favore del popolo riscuotendo un grande e plateale consenso-cui peraltro già erano abituati ovunque in Europa- grazie soprattutto al loro fare spiritoso e malandrino, che in ogni luogo che calcarono ben seppe far loro attirare le simpatie della gente tutta con sincera benevolenza.

Paola Galanzi

domenica 26 settembre 2010

Il Collezionismo dei Santini in Italia: Gregorio Giarrusso, Collezionista e appassionato Cultore dell'antica tradizione religioso-popolare di Sicilia


Collezionismo devoto ed encomiabile culto delle importantissime, antiche tradizioni familiari: è questo il binomio che rende unica e preziosissima la bella Collezione di Santini dell’Amico Gregorio Giarrusso di Licodia Eubea, Licuddìa- denominazione di remote e affascinanti radici Saracene- come con legittimo orgoglio la chiamano i suoi abitanti.
Siamo nell’incantevole e da me amatissima Terra di Sicilia, a circa 68 km. da Catania; è qui che Gregorio, Amico e Collezionista di devote Immagini e Cultore appassionato delle belle memorie della religiosità popolare- quella autentica e genuina- che da due secoli raccontano e tramandano la fervente Fede Cristiana della sua Famiglia, ci da il suo più sentito Benvenuto, con la cordialità generosa e sincera tipica della bellissima Gente di Sicilia.
Euboia, antica colonia Calcidese, la cui fondazione risale verosimilmente all’anno 650 a.C., passò nel corso dei secoli sotto le dominazioni Saracena, Normanna, Aragonese, rappresentando costantemente un luogo di particolare importanza strategica data la sua posizione a ben 688 mt. sul livello del mare, incastonata tra il colle del Calvario e quello del Castello Medievale, superbamente attraversata dal fiume Dirillo che forma nel territorio il pittoresco Lago omonimo, donando al paesaggio un’impronta preziosa di incanto, dal profumo di antico.
Palermu u piccilu ovvero “la piccola Palermo” tale fu l’affettuoso nome con il quale in epoca Medievale era conosciuta in tutta la Sicilia Licodia Eubea; roccaforte di nobili Famiglie con il non secondario ruolo nella città di vigili tutori e difensori delle più antiche tradizioni religiose locali.
Dalla bellezza particolare e distinta le molte Chiese e gli eleganti Palazzi patrizi che videro nel corso del tempo l’avvicendarsi dei nobili Casati che governarono Licodia: cito, tra gli altri, la splendida Basilica di Santa Margherita V.M.- Santa Patrona della città- e i meravigliosi Castello Santapau e il Palazzo Mugnos-Vassallo di epoca barocca, residenza, il primo, della nobile Famiglia Angioina da cui prende il nome e successivamente dei Principi Ruffo di Calabria.
Lo stesso Giovanni Verga (Catania, 1840-Catania, 1922), illustre Scrittore e Padre della corrente letteraria nota col nome di Verismo, rapito dalla bellezza del territorio di Licodia, la elesse a sede protagonista di molte tra le sue bellissime Novelle, autorevoli Capolavori della Letteratura Italiana.
Gregorio Giarrusso, originario di Vizzini- il suo bisnonno, sposando nel lontano 1909 una donna di Licodia, vi stabilisce da allora la sua Casa e la sua Famiglia- e discendente da forti radici tradizionalmente Cattoliche e Cristiane che nel tempo hanno con amore custodito le tradizioni più antiche ed importanti della città di Licodia Eubea, è una nobile Persona dalla squisita, generosa Ospitalità Siciliana unita all’amore e al culto delle tradizioni religiose e familiari; la sua bellissima Collezione, che conta attualmente oltre 1700 Santini, è frutto di una profonda devozione Cristiana, ereditata in due secoli dai suoi Avi.
Particolarmente prezioso e commuovente il Santino che porta al verso la firma autografa del bisnonno di Gregorio: Giuseppe-Pippo, come affettuosamente veniva chiamato in Famiglia- Giarrusso: è un bellissimo Santino di San Giuseppe, il suo Santo Protettore, cui egli fu particolarmente devoto e legato da profonda e sincera affezione.
Licodia Eubea ha un’assai antica, esemplare tradizione di fervente devozione Cristiana e molte sono le personalità illustri, come generosi benefattori, personalità del Clero e laici che la Storia della Città ci tramanda con schietto senso di fierezza.
Visitare Licodia Eubea è un salutare, rigenerante tuffo in un passato ricchissimo di Storia e di antico folclore: la cucina licodiese, ricca di gustosi piatti dell’antica tradizione rurale e contadina dei secoli passati, offre ai suoi Ospiti menù sostanziosi e prelibati, come la patacò, una specie tipicamente locale di polenta, resa assai gustosa con l’aggiunta di salsiccia e broccoli ed un ricco condimento, assolutamente da gustare accompagnata da un buon bicchiere dell’ottimo e pregiato vino locale.
L’ Amico e Collezionista Gregorio, Licodiese D.O.C. di antica tradizione, è l’ideatore e il webmaster di un bellissimo Sito, di recente ampliato e rinnovato:
https://sites.google.com/site/santinidacollezionegiarrusso/ ; qui potrete ammirare la Collezione completa dei suoi Santini.
Mettetevi comodi, cari Amici: Vi lascio ora in sua compagnia, tra fresche folate di brezza marina e delizioso profumo di zagara, per ascoltare direttamente da lui la bella Storia della sua Collezione ….

Paola Galanzi


La Storia della COLLEZIONE DI SANTINI DI GREGORIO GIARRUSSO

La Collezione di Santini di Gregorio Giarrusso ha avuto inizio ufficialmente nel 2000 / 2001, periodo in cui un numero esiguo di Immagini sacre furono ritrovate in un vecchio armadio, dove erano state conservate e dimenticate per anni. I Santini ritrovati al tempo erano perlopiù d'epoca .La maggior parte risalgono alla fine del 1800 e agli inizi del 1900. Queste Immagini sacre trovate in quel posto, erano state accumulate negli anni al punto da formare una vera e propria raccolta . Appunto per questo, in realtà, la Collezione di Gregorio Giarrusso, o almeno una piccola parte di essa, ebbe inizio precedentemente all'anno 2000, all'incirca un novantina di anni prima, quando i bisnonni e poi il nonno di Gregorio Giarrusso cominciarono a conservare questi Santini in un unico posto. Naturalmente la raccolta iniziata prima era solo un modo di raggruppare i Santini senza nessun preciso progetto di collezionare. Ugualmente quel primitivo gruppo di immagini ritrovate diede il lancio determinante alla Collezione odierna. Gran parte dei Santini ritrovati nell'armadio interessavano Licodia Eubea, proprio perchè furono evidentemente raccolti durante le Feste locali sin dal 1909, anno in cui la famiglia Giarrusso si stabilì definitivamente a Licodia . Un’altra esigua parte dei Santini ritrovati è formata da antiche Immagini tipografiche in bianco e nero raffiguranti il SS. Sacramento, la Madonna e altri Santi. Sono molte le Immagini sacre che raffigurano i Santi venerati nei paesi limitrofi a Licodia Eubea , come Grammichele , Militello V. C. , Mineo , Vizzini e molti altri ancora. Tra questi Santini spicca la pagina iniziale di un antico Messale latino risalente al 1775. Il testo doveva parlare di ricognizione canonica, (come viene illustrato in un' Immagine). Questo pezzo così speciale appartenne al bisnonno di Gregorio Giarrusso , Giuseppe, il quale lo ebbe in regalo dai Frati Minori Cappuccini del Convento di Licodia Eubea . La Collezione durante gli anni 2004/05, non ebbe grandi ampliamenti , anzi ebbe quasi un periodo di crisi o di abbandono, anche se l'opera di raccogliere Santini e di catalogarli andò avanti, ma in minima parte. Già dal 2007 la Collezione di Gregorio Giarrusso ricomincia a crescere . Infatti dai 300 Santini degli anni passati , in pochi mesi si arriva ai 500 con la risistemazione e il miglioramento di conservazione dei pezzi più antichi. Il vero miglioramento generale avviene però negli anni 2008 e 2009, anni in cui la Collezione non solo subisce un forte incremento, ma anche una catalogazione dei pezzi più accurata e precisa . In pochi mesi del 2008 si supera infatti la quota di 600, fino ad arrivare ai 700 del 2009 e, durante i mesi estivi dello stesso anno, al traguardo dei 1000 pezzi da Collezione. Questo grosso incremento nella crescita della Collezione avvenuto negli ultimi anni, è dovuto alla collaborazione di Amici Collezionisti di tutta Italia e in particolare della Sicilia. E' stato ed è importante l'aiuto dato dai Parroci di Licodia Eubea nel fornire Santini locali e di altre zone vicine. Inoltre è giusto ricordare una donazione di circa 50 Immagini sacre, interamente d'epoca, fatta alla Collezione nel novembre 2009. Oggi la Collezione conta un totale di circa 15 albums e di altri tipi di raccoglitori per immagini. Inoltre, la Collezione è suddivisa nella sezione d'epoca, in quella dei seriali, in quella delle Immagini sacre di varia provenienza e in quella riguardante Licodia Eubea. Sicuramente la parte più importante della Collezione rimane la sezione d'epoca che ultimamente, tramite l'acquisto di alcuni pezzi molto antichi, ha aumentato , seppur nel suo piccolo , il suo prestigio. La Collezione nell'ultimo censimento dell'agosto 2010 ha raggiunto il numero di 1753 immagini sacre e all'incirca 400 pezzi d'epoca di valore.

Gregorio Giarrusso