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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





sabato 26 novembre 2011

Il curioso dettaglio del leone di San Gerolamo visibile da due prospettive su una bella Immagine devota Bavarese del sec.XVIII


San Gerolamo
Una bellissima Immagine devota semi-manufatta di provenienza conventuale, probabilmente Bavarese,"vestita" di preziosi broccati policromi intessuti di fili d'argento, databile della prima metà del secolo XVIII.
Un pezzo unico.

Collezione privata Galanzi 

Se si esula dalla copiosissima produzione di Santini di pizzo in siderografia trinati meccanicamente a punzone nella Francia del secolo XIX, magicamente tirati fuori a flusso continuo ed inarrestabile per pochi euro dal cilindro dei tanti improvvisati Houdini del web, restano invero assai poche le Immagini devote veramente degne di attenzione e di studio da parte dei seri, appassionati, Cultori della materia.


Insieme agli aristocratici Canivets manufatti di provenienza claustrale e ai pregiati bulini Fiamminghi dei secoli XVII e XVIII intagliati au canif o impressi sul nobile supporto pergamenaceo, ben pochi sono attualmente sul Mercato antiquario i pezzi sui generis, dotati di una qualche rara e curiosa caratteristica che possa elevarli ai gradi sommi dell'Empireo delle Immagini devote considerabili "pezzi unici".

L'Immagine protagonista e musa ispiratrice di questo articolo, con semplicità ed immediatezza disarmanti può con merito fregiarsi di tale ambito e distintivo riconoscimento.


Nata in ambito probabilmente conventuale Bavarese su base in suggestiva carta-straccia (al verso fuoriescono in più punti dalla struttura sfilacciature di fibre di lino), in essa si celebra con puntuale aderenza iconografica, deferente agli antichi attributi simbolici perpetrati dalla tradizione Cristiana, la titanica figura di San Gerolamo, Padre e Dottore della Chiesa, colto traduttore della Sacra Bibbia
dal greco e dall'ebraico al latino.

La centralità della sua raffigurazione ed il prezioso collage di ricchi e pregiati broccati policromi - quello di colore azzurro, addirittura intessuto di fili di autentico argento- che lo "veste", iconograficamente ammantandolo di aggiunto carisma e di un' aura quasi regale, completano l'abile bulino, base su cui stese il pennello i brillanti colori di origine naturale.

Ieratico, nell'impegnativa traduzione della Sacra Scrittura, retta ed esposta nella mano destra insieme alla penna, strumento indispensabile per portare a compimento l'alto compito a lui affidato -ode all'improvviso squilli di tromba che annunciano il Giudizio Universale, lacerando il silenzio raccolto della sua volontaria solitudine nel deserto di Calcide.
 

Immancabile accanto a lui il fedelissimo leone, docilmente accucciato alla sua destra, cui l'abile Incisore, con geniale artificio grafico, volutamente conferisce ruolo di saliente importanza rispetto agli altri simboli presenti nell'Immagine.
Si tratta, infatti, di un leone visibile straordinariamente da due prospettive distinte: dapprima volto a sinistra, apprezzabile per i suoi 3/4, e rivolto, quindi, di profilo, muso in alto, verso il Santo.
Lo scopo, o l'arcano significato, di tale curioso ed abile gioco grafico di prospettiva in cui si cimentò, sicuramente divertito e compiaciuto, l'estroso e simpatico Artista-Incisore anonimo autore della Sacra Immagine, è a noi posteri devoti ignoto.


La straordinaria duplice prospettiva in dettaglio del leone di San Gerolamo presente nell'Immagine.

E' tuttavia innegabile il fatto che tale assolutamente originale peculiarità rappresenta un unicum di grande valore iconografico e simbolico conferendo all'Immagine un indubbio ed indiscutibile pregio aggiunto.


Auguro a tutti i Lettori del Blog e agli Amici una Buona e serena Domenica.

Paola Galanzi


lunedì 21 novembre 2011

Il Mercato attuale dei famosi "SANTI DI PIZZO": dietro un'apparente (ma fasulla) "svalutazione", protagoniste- e vincenti- le abili manovre dei commercianti stranieri


"Santino- cosiddetto- di pizzo": siderografia acquarellata a mano, della celebre e fortunata produzione Francese firmata dall'Editore Bouasse-Lebel
Francia, secolo XIX


Sono sempre loro i più richiesti e ricercati dai Collezionisti italiani: i "Santi di pizzo", onore e vanto della vastissima produzione Francese che inondò letteralmente, per tutto il secolo XIX°, il redditizio Mercato cartaceo delle Immagini devote di una Francia romantica, impegnata allora nella non semplice attuazione di un nuovo, delicato assetto politico e religioso.

Superfluo citare i nomi dei celebri Editori Maison Basset e Bouasse-Lebel, quest'ultimo-come noto ai Cultori- astuto e lungimirante acquisitore delle raffinatissime siderografie su base in pizzo acquarellate a mano della sfortunata Maison di Rue Saint Jacques, attiva a Parigi sin dalla fine del secolo XVIII°.

Un repertorio, come detto, immenso: dai famosi "Souvenirs de Prémiére Communion", con eteree figure di Comunicande "vestite" di delicata carta velina abilmente plissettata, a tutto il ben vasto Empireo dei Santi della Cristianità, passando attraverso le coloratissime celebrazioni della Sacra Famiglia, esaltata da preziosi e scintillanti lustrini d'oro e paillettes policrome, fino ai più doverosamente austeri "luttini"; a distanza di un secolo e mezzo- mai avrebbero potuto i postumi acquisitori Bouasse-Lebel immaginarlo !- tali Santini avrebbero conosciuto un vero e proprio "ritorno di gloria".

Sempre più rari ed il più delle volte "malridotti" nelle offerte che di essi fa attualmente il Mercato cartaceo Italiano, soprattutto attivo nei grandi siti di vendita presenti nel web, vengono invece proposti a prezzi base d'asta incredibilmente allettanti- da 4 a 9 euro- da abili commercianti esteri, in particolar modo Francesi, che, grazie al brillante escamotage, detengono attualmente il primato indiscusso di vendite di questa collezionatissima tipologia di Immagine devota.

Attenzione però: non deve trarre in inganno tale magnifica presentazione ! I pochi euro posti a base d'asta, infatti, si traducono infine con aggiudicazioni MAI inferiori a 70- 100 euro, ed oltre, per ogni singolo Santino colorato a mano.

E a farne le spese, in tale specchio per le allodole intelligentemente messo a punto oltralpe, non solo è il Collezionista Italiano, fedele Cultore dei Santi trinati a punzone, ma, inevitabilmente, il primo ad esserne toccato è l'Antiquario italiano che tratta tali ricercatissime Immagini devote.

Ho parlato personalmente, di recente, con uno tra i più accreditati e noti venditori di Santini a livello nazionale e lo stesso si lamentava dell'impossibilità, ormai, di acquistare tali Immagini all'estero, con particolare riferimento alla Francia, date le sempre più esose richieste dei venditori locali.

Complice, poi, anche la grave crisi economica globale e, per quanto direttamente ci riguarda, l'importante recessione dall'esito finale ancora incerto ed assai preoccupante, e il gioco è fatto.

Ma, in finale, quanto sono dunque valutabili oggi i "Santi di pizzo" ?  Si può iniziare - e con non poca preoccupazione per i tanti affezionati e fedeli Cultori del genere- a parlare di una pericolosa svalutazione ?

La risposta è: assolutamente NO, in virtù di quanto finora detto ed attendibilmente verificato, soprattutto dai dati provenienti dalle innumerevoli transazioni portate a termine con successo dai venditori francofoni della Madrepatria.

Un Santino merlettato in siderografia, acquarellato a mano, vale dunque al momento attuale- sempre se in CONDIZIONI OTTIMALI di conservazione, naturalmente- dai 70 ai 90 euro.

A questa ufficiale ri-valutazione si aggiunga anche la componente straordinaria e-passatemi il termine- dogmatica, che, alla fine, è sempre il singolo Collezionista a dirigere l'andamento del Mercato: non è raro, infatti, pur nei nostri tempi di pesante crisi, assistere ad aste che si concludono, con somma soddisfazione del fortunato venditore, a cifre ben oltre la quotazione massima stabilita dalla media europea.

Discorso a parte meritano le ben più preziose-e RARE- tipologie di Santini merlettati sfavillanti di paillettes e lustrini d'oro e gli ancor più rari e preziosi-oltre che veramente belli- "Santini a teatrino", i cui costi si confermano attualmente, stabilmente dai 120- sino ad arrivare, talvolta- ai 250 euro per gli esemplari più rari e di raffinatezza assolutamente extra-ordinaria.

Paola Galanzi