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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





martedì 25 maggio 2010

Il Collezionismo di Santini e Immagini devozionali: “istruzioni per l’uso” e utili consigli

Preveniamo con un'adeguata informazione che i nostri amati Santini, regolarmente pagati, "prendano il volo" mai giungendo da noi a destinazione

I “vecchi” Collezionisti ben conoscono sedi e luoghi, sia in Italia che all’Estero, dove gli amati Santini e Immagini devozionali sono oggi reperibili.
Oltre che presso Mercati e Fiere periodiche- qui in Italia doverosamente cito la bella Mostra Mercato Nazionale del Santino di Pieve di Cento (BO) ideata con tanta passione dallo stimato amico e Collezionista Antonio Michelazzo e giunta oggi con grande successo e consenso del Pubblico alla sua XVIII Edizione (che si terrà come di consueto presso i locali dell’ex-Convento delle Clarisse in data del prossimo 6 Novembre c.a.), e Veronafil, importante appuntamento per gli appassionati e Collezionisti di Antiquariato cartaceo oltre che filatelico e numismatico, organizzata nell’elegante cornice dell’antica capitale scaligera- i Santini sono “in vetrina” on line su noti Siti di compravendita internazionali.
Su questi ultimi, essendo il rapporto tra Collezionista-acquirente e Venditore, “virtuale” invito -anche per personale esperienza- alla massima prudenza: il web infatti, come noto, oltre ad offrire l’allettante scenario della ricca globalità del mercato a portata di un semplice clic, spesso potrebbe nascondere situazioni poco trasparenti e soprattutto amare sorprese per gli utenti-fruitori …. una corretta informazione è pertanto regola di prevenzione fondamentale.
Personalmente consiglio i Collezionisti a preferire ad aste cosiddette “private” ad esempio, aste a normale e canonico svolgimento, tenendo tuttavia sempre in conto che, pur in condizioni di apparente normalità può talvolta capitare di imbattersi nelle famigerate “aste con rialzo fittizio” operato da utenti-palo del venditore, parenti, amici e magari dallo stesso che- grazie a molteplici accounts intestati ai più svariati nomi, fanno disonestamente lievitare i prezzi degli ammirati ed agognati Santini….Davanti a tali palesi e comprovate situazioni invito, senza alcuna titubanza, trattandosi di veri e propri tentativi di truffa -reato penalmente perseguibile- di abbandonare immediatamente l’asta e di rivolgersi con fiducia alla Polizia Postale, avendo cura di aver preventivamente stampato la pagina dell’asta palesemente “truffaldina”, che rappresenterà l’ inequivocabile “prova” sulla quale- naturalmente solo in casi specifici conclamati ed evidenti di reato e solo dopo regolare denuncia- verranno fatte dalle Autorità competenti partire le indagini del caso.
Decisamente a mio avviso più SICURI sono gli acquisti on line a “PREZZO FISSO”: oltre infatti a rispondere ai parametri europei di TRASPARENZA in materia di compravendite, danno la GARANZIA di impossibili interventi destabilizzatori in seno alla stessa transazione.
Il Collezionista vede il Santino, ne legge CHIARAMENTE il prezzo di acquisto indicato e con un clic sereno e consapevole conclude la transazione, con soddisfazione reciproca, sua e del venditore.
Sempre circostanziati alle suddette aste, non pochi - purtroppo - sono i casi in cui sedicenti “venditori” improvvisatisi tali, data la nota e comune regola vigente nei siti suddetti dell’ “invio della merce acquistata DOPO il pagamento”, come per MAGIA, dopo aver ricevuto i soldi spariscono nel nulla, rendendosi irreperibili e ignobilmente truffando i malcapitati acquirenti, lasciandoli senza alcun bene già regolarmente pagato, bensì solo “con un palmo di naso” e l’amara delusione: ma, in tal caso- e, parimenti, anche in caso di merce regolarmente acquistata on line e “perduta” dai Servizi Postali locali, non disperate: c’è un importante Ente che, avvalendosi della consulenza di legali ed esperti accorre stragiudizialmente in maniera del tutto GRATUITA-per ora unicamente e limitatamente a livello dei Paesi aderenti all’ Unione Europea- in aiuto e a tutela dei Diritti dei (Collezionisti)-Consumatori : ECC-Net, che potrete trovare e facilmente consultare qui: http://www.ecc-netitalia.it/
Può infatti talora accadere che, nel caso anzidetto specifico di smarrimento da parte delle Poste della preziosa lettera contenente i nostri "profumatamente pagati" Santini e Immagini devozionali, se si ha la sfortuna di imbattersi in venditori tutt’altro che professionali e- ancor peggio- “sordi” a qualunque nostra accorata e cortese richiesta di poter almeno riavere il 50% dei denari spesi per merce giammai pervenutaci, nel migliore dei casi di avere dal venditore il patetico ed assolutamente ridicolo rimborso del solo costo della RACCOMANDATA !
Sul Sito dell’ ECC-Net sopra segnalato e anche qui: http://www.ermesconsumer.it/inchiesta/pagina53.html#corr_416
potrete acquisire importanti e fondamentali INFORMAZIONI ed utilissimi ragguagli in merito ai vari casi.

COLLEZIONISMO DI SANTINI E SICUREZZA: una regola fondamentale da seguire per i nostri acquisti “on line”: PAGAMENTI TRACCIABILI E DOCUMENTABILI. SEMPRE !

A chi, tra noi Collezionisti, non è capitato anche una sola volta, giungendo dopo l’ aggiudicazione del Santino in asta alla fase del contatto via e-mail con il venditore, di ricevere dallo stesso un chiaro invito ad effettuare il nostro pagamento tramite RICARICA di Carta Postepay ? Ebbene, per quanto tale carta possa essere per il titolare detentore utile strumento per prelevare i propri denari presso qualunque sportello Bancomat in Italia e anche all’Estero, effettuare agevolmente ricariche di cellulare etc., personalmente ritengo che ne sia altresì assolutamente sconsigliabile la RICARICA per pagare- a venditori più o meno SCONOSCIUTI- i nostri Santini.
Infatti, se da un lato – ovviamente in casi specifici di venditori con CONTINUATIVE vendite e GROSSI e GROSSISSIMI VOLUMI di affari- risolutamente rifiutandoci di utilizzare tale metodo, CIVILMENTE e RESPONSABILMENTE contribuiremo alla lotta al reato di evasione fiscale, dall’altro, in caso di una qualsivoglia controversia con il venditore, potremo, appunto utilizzando metodi chiari e TRACCIABILI di pagamento, ricorrendo agli Enti od Autorità preposte, far valere i nostri DIRITTI di Consumatori.
Molteplici e noti anche sugli stessi FORUM dei suddetti Siti di compravendita on line, sono infatti purtroppo i casi quotidiani di truffe operate da disonesti detentori-venditori utilizzando impropriamente la suddetta carta.
Il buon, vecchio Bonifico Bancario- inserendo ben chiaramente nella CAUSALE tutti i riferimenti UTILI per l’ identificazione dell’ oggetto acquistato, della piattaforma web che ha ospitato la vendita e del venditore- e Pay Pal rappresentano per l’ Acquirente metodi di PAGAMENTO SICURO per transazioni nazionali e transfrontaliere.
Di fronte infatti all’ “ufficialità” della ricevuta di un Bonifico Bancario o alla precisa e circostanziata documentazione di un pagamento con Pay Pal , un pagamento effettuato con ricarica Postepay non rilascia che un semplice cedolino con unicamente indicato l’importo “ricaricato” ed il nome - ATTENZIONE ! Spesso fornito FASULLO o comunque spesso NON CORRISPONDENTE alla persona del venditore- che in alcun modo potrà rappresentare PROVA dell’ acquisto dell’oggetto.

SEMPRE SULLA SICUREZZA degli acquisti “on line: pretendere SEMPRE spedizioni TRACCIABILI !

Può capitare, magari per il modesto costo del Santino, e credendo di fare un affare “risparmiando” sui costi di spedizione, di accettare che il venditore invii il nostro acquisto tramite posta prioritaria: niente di più sbagliato !
Pur tra molti venditori onesti e corretti, potremmo infatti proprio quella volta pagar cara tale nostra leggerezza…. Oltre alla delusione di non ricevere MAI il Santino che ci piaceva tanto (e regolarmente pagato), NON avremo parimenti alcun modo di PROVARE la malafede del venditore.
Per questo motivo, consiglio VIVAMENTE di fare al venditore SEMPRE specifica e chiara RICHIESTA SCRITTA- anche questa, in caso di controversia rappresenterà una PROVA- di invio per lettera RACCOMANDATA A/R e, nel caso specifico di Immagini devozionali di elevato valore, per ASSICURATA per l’ intero valore pagato.
Ma al di là di certi malaugurati e biasimevoli episodi che a volte possono accadere per acquisti “on line”, fortunatamente, ogni Collezionista ha i suoi “Venditori di Fiducia” e comunque i suoi personali ed inossidabili riferimenti resi tali da anni di conoscenza e di corretto e lineare rapporto reciproco.
Concludendo, oltre ai citati Mercati, Fiere e aste su internet, ovunque nella nostra bella Italia e in Europa, città e paesi, a cadenza fissa o periodica, offrono con pittoreschi Mercatini all’aperto un’ulteriore bella opportunità ai Collezionisti di acquisire nuovi Santini e Immagini devozionali per arricchire la propria Collezione, oltre naturalmente trascorrere una salutare e serena giornata all’aria aperta.
I più fortunati, avendo per motivi professionali l’opportunità di frequenti viaggi con soste all’Estero, potranno magari personalmente partecipare ad AUTENTICHE aste indette dalle più famose ed antiche Case d’Asta Antiquarie di Francia, Belgio, Olanda, Germania e Svizzera, tornando a casa con la valigia piena di preziosi Tesori di carta dell’ antica devozione popolare…….- e questo lo dico a voce bassa- facendo, non senza un pizzico d’invidia “allungare il collo” ad amici e parenti Collezionisti …..e non solo a loro...


Paola Galanzi

lunedì 24 maggio 2010

Immagini devozionali rare e preziose dedicate a Maria


Incantevole sequenza di rari e preziosi Santini e Immagini devozionali dei secc.XVII-XVIII e XIX, dedicati alla Madonna

raffinata selezione tratta dalla Collezione privata Lucio e Patrizia Grandi

I Collezionisti di Santini e Immagini devozionali sono Creature speciali, dotate di una sensibilità rara e particolare e come le farfalle, di grandi ali colorate per volare......

Paola Galanzi


A m'arcord.....(Io mi ricordo)

Questo mese, maggio, è il mese dei fiori, in particolare delle rose e dei Rosari in onore della Madonna.
Lontani ricordi di quando bimbo, poi adolescente e ragazzo, nel piccolo paese dove abitavo, in fondo al viottolo di campagna all'incrocio con la via principale rischiarata appena dalla luce fioca di un piccolo lampione, si trovava una "Maestà" (piccolo altarino viario dedicato alla Madonna) che all'imbrunire veniva illuminata da tanti ceri e lumini portati ed accesi al momento….. Ricordo allora gli anziani del paese e della campagna circostante che per l’ occasione si radunavano, la maggior parte con la seggiolina al seguito, accompagnati da una gaia frotta di bambini schiamazzanti…...
A quel tempo eravamo tanti, e davamo così tutti insieme inizio al Rosario. Il tempietto votivo era nel mese di maggio un tripudio di fiori di campo, molte le rose, e alcuni mazzolini ben composti con inserito tra le foglie un Santino con la preghiera alla Madonna; qualcuno lasciava scritto di suo pugno un pensiero lì per lì, al momento……
Il piccolo viottolo e la strada erano costeggiate di cespugli di biancospino, lavanda e rose selvatiche, nell'aria il profumo era intenso. Noi ragazzini non si aspettava altro che il termine del Rosario e quando l’ atteso momento arrivava, come premio, i più composti ricevevano una caramella.
Le litanie, i canti ed il premio: poco ci importava a noi ragazzini tutto questo perchè il nostro unico motivo per essere lì era “ il dopo ", ”le ragazzine" e l'inizio, insieme a loro, dei giochi spensierati: "nascondino" era in primis il gioco da noi tutti preferito….. Siepi e cespugli nella penombra della sera divenivano per noi l'habitat ideale e più divertente!
Qualcuno tra noi si dedicava all'inseguimento delle lucciole e solo i più "scafati " alla cattura dei maggiolini; questi ultimi avevano da parte loro un unico scopo: dopo la “cattura ,” i poveri maggiolini venivano lanciati addosso alle ragazzine cercando con abilità di farli aderire con le loro zampette adunche alle magliette……… naturalmente, con grande ed innocente divertimento e gioiose corali risate, mirando al “posto giusto” !.......
Gli anziani intanto, seduti a gruppetti, con il loro parlare grosso e fitto , con la coda dell’ occhio ci controllavano.
Il giorno di S. Rita, in lontananza, giungono dalla piccola Chiesa i canti in suo onore……
In quel giorno, come allora, si benedicono le rose, che a piccoli mazzetti i fedeli portano con sè, ma oggi non c'è più il Rosario alle "Maestà" delle piccole vie, non si sentono più nell'aria i profumi intensi dei fiori, sono scomparse le lucciole ed anche i maggiolini…. Non avverto oggi più nel mio paese, diventato grande, le grida gioiose del ragazzini che giocano e si rincorrono dopo il Rosario, nascondendosi tra i cespugli profumati di biancospino, ma ancora vivo e forte è dentro di me il ricordo bello e la nostalgia di quello che era allora il mese di Maggio……a m'arcord.....

Lucio Grandi

venerdì 21 maggio 2010

Iconofilia e Cultura: visita “virtuale” al Museo Remondini di Bassano del Grappa

E’una meravigliosa opportunità quella che ci viene offerta oggi- soprattutto per chi, come molti tra noi, vive in località della nostra bella e amatissima Italia ben distanti da Bassano !- dalla squisita disponibilità di TELECHIARA di Padova, Emittente Regionale del Nordest, nella persona del Dottor Mirco Cavallin che ho personalmente contattato, per poter “riprodurre” qui sul nostro Blog l’ interessantissima puntata del Programma “VIAGGIANDO, VIAGGIANDO”, dedicata- nella sua seconda parte- ai Remondini di Bassano, dalla metà del sec.XVII al 1860, indubbiamente, i più celebri ed amati Stampatori del Mondo.
I Collezionisti che seguono il Blog avranno sicuramente letto i due articoli espressamente e con Ammirazione da me dedicati ai Santi Remondiniani: orbene, credevo di avervi dato le notizie più importanti, e anche il caro Amico e grande Collezionista Lucio Grandi aveva a ciò preziosamente collaborato ricordandoci anche della ricca e pregevole produzione di “principesche” carte da parati, esportate con successo enorme nei Palazzi nobili e signorili di tutta Europa, ma –chiedo venia…- avevo scordato l’affascinante affinità che lega tutti noi ai Remondini…
Vi starete senz’altro chiedendo di cosa si tratti e con piacere vi svelo ora questa “chicca”: gli stessi Remondini, nelle persone di Giuseppe e Antonio -figli di Giovanni Antonio Remondini, l’illustre fondatore dell’Azienda (e successivamente anche Francesco, figlio primogenito di Giuseppe) ereditando alla morte di quest’ ultimo nel 1711 la florida Azienda paterna essi stessi non seppero resistere al fascino del Collezionismo delle belle Immagini devozionali, divenendo così appassionati Collezionisti di Santi ed incisioni firmate dai più valenti e famosi Incisori ed Artisti dell’epoca e dei secoli precedenti: Dürer,Rembrandt,Tiepolo, solo per citarne alcuni…e naturalmente anche le Immagini da loro stampate sin dall’ avvio della loro fortunata attività nel sec.XVII; tali Tesori sono appunto oggi custoditi all’ interno delle eleganti Sale del Museo che stiamo ora per visitare.

Splendide Immagini-Ricordo di una romantica giornata a Bassano del Grappa
si ringraziano di cuore per il bellissimo apporto i cari Amici e raffinati Collezionisti Lucio e Patrizia Grandi

I Collezionisti saranno oggi virtualmente accolti all’ ingresso del Museo Remondini di Bassano del Grappa dal “Tesino” in persona, che- grazie al genio creativo del grandissimo Artista genovese Emanuele Luzzati (1921-2007) che ne realizzò l' originalissima e splendida “silouhette” appunto posta proprio sulla facciata laterale dell’ingresso dell’antico e signorile Palazzo Sturm, sede del Museo- con la sua innata simpatia e malandrina socievolezza ci darà il Benvenuto con lo stesso entusiasmo con il quale seppe far conoscere ed amare in tutto il Mondo i famosi Santi nati nella celebre Stamperia Bassanese. ........e se dopo la visita al Museo doveste essere assaliti da un leggero languorino, non esitate, passando sul famoso Ponte degli Alpini, a degustare in qualche genuina Trattoria casareccia prodotti tipici come i gustosissimi asparagi bianchi D.O.P.e il baccalà, naturalmente brindando ai grandi Stampatori Bassanesi...... con un buon bicchierino di Grappa !
Paola Galanzi

martedì 18 maggio 2010

Le terminologie dell'Iconofilo : SANTINI MANUFATTI, SEMI-MANUFATTI E MECCANICI

Tipologie di Santini
in alto da sx.: Santino MANUFATTO Praghese sec.XIX, Santino SEMI-MANUFATTO, con pasta d'ostia acquarellata a mano e "collage" di raso e velluto, Santino SEMI-MANUFATTO con coloritura a mano, Santino MECCANICO-Francia, sec.XIX.
in basso da sx.:CANIVET MANUFATTO sec.XVIII, CANIVET MANUFATTO-Italia, prima metà sec.XX




Noti e familiari al Collezionista colto e competente, i termini specifici, ma ancor più i loro insiti significati, rappresentano strumento prezioso ed imprescindibile per il primo e giusto approccio del Collezionista neofita a tale affascinante ed articolato “mondo” popolato dai nostri Santi più amati.
I “vecchi” Collezionisti ben sanno infatti che, ad esempio, al di là della spettacolare elaborazione di una trina realizzata meccanicamente a punzone in bianco e nero nel sec.XIX, la stessa mai potrà competere- e per pregio estetico e per valore di quotazione- con un Santino o Immagine devozionale manufatti.
Ma cosa significa “manufatto” ? E qual’ è la differenza, l’elemento distintivo tra un Santino manufatto, un semi-manufatto ed un meccanico ?
Cerchiamo oggi, procedendo con ordine di chiarire tali punti fondamentali.
Iniziando dal primo, il Santino manufatto cosiddetto, come palesemente esplicativo del termine, ci indica senza equivoci che siamo qui di fronte ad un Santino (o Immagine devozionale) realizzato interamente a mano, nato cioè dalla creatività dell’uomo, che ne ha realizzato sin dall’ intervento diretto sulla base (altrimenti chiamata “fondo”) la forma così come qualunque altro dettaglio caratteristico e distintivo; è questo il caso, per fare un esempio chiaro, dei Gesù Bambini di Praga- autentici e preziosi Santini manufatti di provenienza conventuale praghese del secolo XIX-realizzati dal lavoro manuale amorevole, attento e paziente delle Suore su base in carta, più sovente in pergamena sottile (chiamata in Francese “velin” ed utilizzata anche per i Canivets manufatti) pazientemente ritagliata lungo i bordi e “puntinata”ad ago – nella tecnica specifica chiamata in Francese “picotage”- per creare una personalissima ed unica caratterizzazione del Santino a livello estetico-decorativo.
Una volta preparata appunto “la base”, e solo successivamente a tale fase, sempre “la mano dell’uomo”, procederà, quasi in un elaborato”rituale”, in una danza leggiadra di forbici su stoffe e rasi pregiati ad applicare gli stessi, congiuntamente a piccoli dettagli in siderografia -o cromolitografia per i più recenti- nella tecnica nota come “collage”al centro di tale base.
I piccoli dettagli citati, in siderografia-nel caso specifico del Miracoloso Gesù Bambino di Praga, saranno la testina, le manine ed i piedini- verranno infine impreziositi dal tocco discreto di un sottilissimo pennello che conferirà loro il colore nelle gote e il rosato dell’ incarnato.
Nei casi più “ricchi”non mancheranno, sempre applicati con la tecnica suddetta, preziose cornici in materiale metallizzato in oro ed argento, oltre a paillettes e lustrini di varie forme e colori.
I Santini manufatti, proprio per la loro distintiva, nota provenienza conventuale, sono sempre ANONIMI.
Oggi ricercatissimi dai Collezionisti di tutta Europa, allo stato attuale abitualmente quotati internazionalmente da una fino a diverse centinaia di euro,- naturalmente per i più elaborati ed esteticamente pregevoli- in condizioni di conservazione PERFETTE, i Santini manufatti rappresentano di fatto il “fiore all’occhiello” di qualunque Collezione, sia essa privata o museale.
Appartengono a questa specifica “nobile” ed assai preziosa tipologia di Immagine devozionale gli ancor più amati Canivets, ove però, rispetto ai summentovati, riscontriamo le fini tecniche artistiche del disegno e della pittura nelle meravigliose miniature dei Santi ospitate nell’ovale centrale, insieme naturalmente alla tecnica dell’ intaglio propriamente detto. E i Canivets, a differenza dei primi, vere e proprie “Opere d’Arte,”già da una decina d’anni a questa parte, in un crescendo costante e continuo anche per la sempre più rara reperibilità in seno al Mercato Antiquario cartaceo Internazionale, registrano e confermano alte ed altissime quotazioni: da due-trecento euro per quelli meno elaborati di dimensioni piccole e medie (cm. 4,5 x 10- 6,5-7 x 11,00 cm.) e pur sempre realizzati su pergamena, fino da una a diverse migliaia di euro per quelli di maestose dimensioni (18-20 cm. x 30-40 ed oltre), autentici straordinari Capolavori.
Dunque, ricapitolando: dicesi MANUFATTO il Santino o Immagine devozionale realizzato interamente dalla mano dell’ uomo, con intervento diretto sulla stessa materia alla base, avvalendosi dell’utilizzo di varie e distinte tecniche (ritaglio, intaglio, collage, miniatura (disegno e pittura), puntinatura).
Passiamo ora ad esaminare i Santini SEMI-MANUFATTI: qui, come dice la parola stessa, l’ intervento manuale dell’uomo e’ presente ma parziale e limitato.
E’ il caso specifico, per fare un esempio tra i tanti possibili, dei bellissimi “canivets meccanici”cosiddetti-alias Santini merlettati- con pasta d’ostia, “rarità” e vere “chicche” della produzione Francese del secolo XIX- con preciso riferimento temporale dal 1840 fin quasi al 1880 circa- cui diversi e tra i più celebri Editori Parigini si dedicarono con grande apprezzamento e successo: i Bouasse-Lebel di Rue Saint Sulpice, i Villemur di Rue de la Harpe, i Dopteur di Rue de Madame.
E fu la grande Collezionista e Studiosa Veneta Dolores Sella (1918-2006) a “scoprirli” nel panorama della vastissima produzione Francese del sec.XIX e per prima a classificarli nel suo libro-Capolavoro “SANTINI E IMMAGINI DEVOZIONALI IN EUROPA DAL SECOLO XVI AL SECOLO XX”, M.Pacini Fazzi Ed.,Lucca,1997.
In questa raffinata tipologia di Santino Francese di epoca Romantica, la siderografia su base trinata meccanicamente a punzone è infatti ricoperta da un sottilissimo strato di pasta d’ostia finemente colorata a mano e i vestiti dei Santi sono realizzati in eleganti rasi o velluti di vari colori con delicate sfumature ad acquarello, applicati nella nota tecnica “à collage”sulla siderografia stessa.
Abbiamo dunque ora capito anche il significato di “semi-manufatto” applicato ai nostri Santini: su una base stavolta interamente realizzata con mezzi e procedure meccaniche, è intervenuta “la mano dell’uomo”- e, nello specifico furono mani femminili a realizzare tali preziosi lavori, anonime Artiste impiegate presso gli Editori, o, verosimilmente le stesse Suore, cui venne dalle Case-Editrici affidata la realizzazione di tali raffinati dettagli- per la “messa a punto” decorativa.
Giungiamo infine ai Santini interamente ed esclusivamente realizzati “meccanicamente”: a partire dagli anni ’40 del sec.XIX, con l’avvento dell’ Era Industriale e di tecniche sempre più innovative anche in campo tipografico si assiste infatti ad un vero e proprio “boom” (con particolare riferimento originario sempre alla Francia restaurata così come anche, immediatamente dopo, alla Germania, Svizzera, Italia, Austria e Praga) della produzione di Santini incisi su lastra in acciaio (siderografia) su basi finemente “merlettate” a punzone che vanno definitivamente a sostituirsi alle famose ma ormai obsolete xilografie (incisioni su legno) e alle stesse - proprio in virtù di una più lunga vita della lastra in acciaio e dunque una resa altamente maggiore- lastre in rame (tipiche, come già abbiamo visto, della enorme produzione Europea caratteristica dei secc.XVII e XVIII).
Tali sono quelli oggi comunemente chiamati e conosciuti come “canivets meccanici” anche se, a mio avviso, tale definizione risulta quanto mai impropria e superficiale, ed anche qui, a onor del vero va fatta un’ulteriore distinzione, poiché se interamente MECCANICI sono i Santini in siderografia in bianco e nero con fondo trinato a punzone, invero non possono essere definiti tali gli stessi “colorati a mano” che rientrano nella precedente categoria di semi-manufatti.
Per scongiurare disorientamenti nei Collezionisti Vi invito personalmente ad osservare con attenzione gli esemplari del “Collage” in alto, ove, da sx. verso dx. si potranno visualizzare e memorizzare in sequenza tipologie tipiche e rappresentative di Santini “MANUFATTI”, “SEMI-MANUFATTI” e “MECCANICI” della produzione specifica del secolo XIX, insieme a due pregevoli Canivets -ossia “intagliati a mano “au canif ”- manufatti appunto - in basso nel Collage, il primo a sx. su pergamena con miniatura centrale del sec.XVIII ed il secondo, un raro esemplare Italiano su carta con piccola foto applicata “à collage” e reliquia “ex-indumentis ”del sec.XX (cui ho già precedentemente dedicato un ampio articolo qui sul Blog).
Concludendo, sempre appartenenti alla terza tipologia possiamo annoverare come già noto ai Collezionisti, la lunghissima schiera- tra gli altri- di tutti i Santini realizzati in cromolitografia a partire dalla fine del secolo XIX fino ai giorni nostri da note Case Editrici nazionali produttrici di Santini seriali, cui fra tutte, sicuramente- per bellezza iconografica, cromolitografica e design- spiccano senz’altro quelli della Santa Lega Eucaristica di Milano (S.L.E.), che riscuotono un vasto consenso tra molti Collezionisti Italiani, con attuali discrete e buone quotazioni riscontrabili presso i Mercatini nazionali e le stesse “aste on line".

Paola Galanzi

sabato 15 maggio 2010

Desde España con Amor: Rosina Vidal Llagarìa, una Grande, appassionata Collezionista di Santini e Immagini devozionali


Spettacolare e ricchissima Galleria di Santini e Immagini devozionali dal sec.XVI al sec.XX

Selezione tratta dalla Collezione privata Rosina Vidal Llagarìa



Sono diventata amica di Rosina grazie all’elenco dei Soci collezionisti dell’ A.I.C.I.S., e la prima volta l’ho contattata per coinvolgerla nel nostro Blog, insieme a tutti noi, certa che dalla Storia della sua passione per il Collezionismo dei Santini e Immagini devozionali, sarebbe scaturito un importante contributo ed una preziosa testimonianza, per arricchire di un nuovo, ulteriore tassello il “puzzle” internazionale, variopinto ed incantevole della nostra grande, comune e bellissima passione che, senza barriere geografiche o linguistiche tutti ci accomuna ed unisce in Amicizia e fraterna Cristiana condivisione in Europa e nel Mondo…
Ma ben prima che io avessi la Gioia sincera di conoscere Rosina, lei ha conosciuto il nostro comune e caro, Stimato Amico e grande ed appassionato Collezionista Mario Tasca, in occasione delle importantissime MOSTRE dei "Santini-Ricordo di Prima Comunione" e "Santini e dediche manoscritte", presentate da Mario con enorme ed entusiastico consenso dei numerosi Visitatori e Collezionisti intervenuti da ogni parte d' Italia a Follina e, successivamente nel 2006 a Caorle (Venezia).
Leggendone infatti Rosina le belle recensioni sulla Rivista A.I.C.I.S. "SANTINI E SANTITA" curata personalmente dal caro e Stimato Amico nonchè Vice-Presidente Renzo Manfè, ed ammirandone la rarità e la bellezza grazie alle foto pubblicate da Patrizia Fontana sul suo interessantissimo Sito CARTANTICA- che tutti conosciamo e ben apprezziamo-si mise in contatto con Mario, per esprimergli il suo vivo apprezzamento per l' importante iniziativa e per complimentarsi personalmente per il fondamentale impegno profuso per la divulgazione di tale meravigliosa forma di Collezionismo.Fu da quel momento, grazie a Mario, che Rosina divenne Socia A.I.C.I.S ! Rosina è originaria di Canals, località di circa 13.000 abitanti vicino a Valencia, dall’antica ed affascinante storia che ne fa risalire la fondazione all’anno1240 circa e ne lega inscindibilmente sin da allora le fortune commerciali –basate principalmente sull’allevamento e l’agricoltura- alla privilegiata posizione geografica, territorialmente “incastonata” tra i fiumi Cáñoles e De los Santos, da cui deriva il nome che significa appunto "canale".

Dato il clima tipicamente mediterraneo- molto simile a quello della nostra Sicilia - abbondano nella zona floride colture di alberi di ulivo- con conseguente ricca produzione di pregiato olio extra-vergine apprezzato ed esportato ovunque nel mondo- mandorli e aranci .
Sotto la protezione di Sant Antoni Abat -Sant’Antonio Abbate-, protettore degli allevatori e degli animali domestici e da allevamento, che la cattolicissima Canals ricorda ogni anno il 16-17 e 18 di Gennaio in una importante celebrazione di antichissima tradizione religioso-popolare, nel lontano 1378, in una piccola località limitrofa, allora piccolo paesino indipendente ed ora “quartiere” di Canals, chiamato “La Torre”, nacque Papa Callisto III (1378-1458), noto per avere dichiarato la nullità delle accuse -nel corso di uno dei tanti processi per eresia cui fu sottoposta, fino alla morte sul rogo nel 1431- Giovanna d’Arco- la Pulzella d’Orléans- Eroina nazionale e Patrona di Francia beatificata nel 1909 e canonizzata da Papa Benedetto XV nel 1920.
Parlando di Canals, storicamente ricca di testimonianze architettoniche di tradizioni legate al periodo della dominazione Musulmana, ritengo giusto, - sempre nell’ambito delle tradizioni locali- soffermarmi insieme a Voi un momento sulla suddetta Festa di Sant’Antonio Abbate, Patrono e protettore della piccola cittadina.
Antichissima, risalente al sec.XIII, in essa echi di decaduti Principi e Nobili e costumi agro-pastorali si fondono con il carattere tipicamente religioso, nella spettacolare esibizione di cavalieri con costumi caratteristici, impegnati a cavallo in una corsa per le vie principali del paese, con la partecipazione corale del popolo che interagisce con i “cavalieri-attori” impegnati sulla scena, recitando -come tradizione vuole- il “ Vitòl “, un’ invocazione solenne al Santo, “Patró del poble”- ossia Patrono del Popolo, con grande tavolata finale all’ aperto che coinvolge tutti i presenti nella degustazione del piatto tipico e più famoso della tradizione gastronomica canalense: l’arrosto al forno- arroz al horno- con contorno di patate.
Dopo questa mia doverosa introduzione alla ridente cittadina nativa della nostra cara Amica Rosina, Vi lascio, nella bella atmosfera di Ospitalità creata, in sua compagnia, per ascoltare da lei la bella testimonianza della Storia della sua Collezione.
…dimenticavo: la GALLERIA corredata a questo articolo, interamente a Rosina dedicato, è il frutto di una selezione da me operata tratta dalla ricchissima e preziosa sua Collezione privata di Santini e Immagini devozionali (diverse migliaia di splendidi e rari Santini), che temporalmente abbracciano l’incredibile arco di tempo dal sec.XVI alla prima metà del sec.XX, e che oggi, generosamente, Rosina con Amicizia condivide con tutti noi Collezionisti e i Lettori del Blog.

La Historia de mi Colecciòn

Empezè, como casi todos, coleccionando de todo un poco, hasta que continué con las postales y de allì a las Estampas, que me gustan mucho màs y parece que tienen “màs Vida” !
Me gustan personalmente mucho las antiguas y tambìen las que indican alguna Comemoracìon, Inauguraciòn de Altares, Iglesias……o alguna Festividad “especial”, siempre que ponga el año.
Me encantarìa poder ir por los mercadillos y rastros por encontrar Estampas: ¡ debe dar una gran alegrìa cuando te sale algo interesante!.....
Yo vivo en un pueblo y me es dificil conseguir nada de eso, tengo la suerte de encontrarlas gracias a un Amigo de Barcelona “Marcial ”que desde hace varios años me las va enviando.
Tengo bastantes màs las que estan escaneadas de hace año y medio pero aùn no he podido ponerlas y solo puse algunas...
La guardo por colecciones y temas: el Niño Jesùs, la S.Virgen Maria, Vida de Jesùs, Angeles, Santos etc.
Las que menos me gustan son las “modernas”-todas iguales- y de Beatos.
Me gustan tambièn mucho las “marrones” y “negritas”.
Como veis ya os he contado mucho...
Con Amistad desde España y mucho cariño para todos los Coleccionistas y Lectores de este Blog,

Rosina Vidal Llagarìa

TRADUZIONE: La Storia della mia Collezione

Ho iniziato, come quasi tutti, collezionando “un pò di tutto”, continuando poi con la raccolta di cartoline e da lì con i Santini e le Immagini devozionali, che mi piacciono infinitamente di più perchè, a differenza di qualunque altro tipo di Collezionismo, decisamente quasi si potrebbe dire che hanno “un anima “ !
Tra essi e le varie tipologie, amo personalmente molto quelli più antichi e quelli che in particolare riguardano Commemorazioni, Inaugurazioni di Chiese o anche Festività e Ricorrenze speciali.
Il mio sogno sarebbe quello di poter andare in giro per i Mercatini e le Fiere per cercare Santini: che Gioia deve essere in quei posti “scovare” qualche Santino interessante!
Io abito in un piccolo paese, e mi è pertanto difficile riuscire a trovarne qui; ho la fortuna di reperirne grazie ad un mio caro Amico di Barcellona, che si chiama Marziale, che già da molti anni me le manda.
La mia Collezione è assai vasta ed ho potuto infatti solo scannerizzare una parte dei miei tanti Santini….
Personalmente li conservo suddivisi per tipologia e tematica: Il Bambino Gesù, La santa Vergine Maria, la Vita di Gesù, Angeli, Santi ecc.
Quelli che tra essi mi piacciono di meno sono i Santini “moderni”- tutti uguali- e quelli dei Beati.
Mi piacciono anche molto quelli monocromi in marrone e in nero (Rosina qui si riferisce alla produzione di Santini monocromi al bromuro tipica dell’ Italia degli anni ’30-40 del sec. XX, molto diffusi e popolari anche in Spagna).
Come vedete Vi ho raccontato molto della mia Collezione…
Con Amicizia dalla Spagna e molti saluti affettuosi a tutti i Collezionisti ed ai Lettori del Blog,

Rosina Vidal Llagarìa


mercoledì 12 maggio 2010

I Santini con Reliquia:un piccolo ritaglio di stoffa benedetta e il Santino diventa “tramite” prezioso per la richiesta di intercessione del Santo

Santino-Reliquia di Fiori di Terra Santa posati sul Santo Sepolcro
Semi-manufatto conventuale con composizione di piccoli fiori e cromolitografia centrale di N.S. Gesù Cristo applicati " à collage" su cartoncino sottile
Francia, fine sec.XIX-inizi sec.XX
(collezione privata Galanzi)


Nel corso del sec.XIX, il progresso legato alla ferrovia e ai primi convogli a vapore destinati al trasporto pubblico risolse, con un incremento esponenziale degli stessi registrato in tutte le nazioni Europee, l’annoso disagio legato ai lunghi e tutt’altro che agevoli spostamenti dei Pellegrini verso Santuari ed importanti, tradizionali mete di Pellegrinaggio.
Tipica espressione della Religiosità popolare e ad essa espressamente destinata, i Santini-reliquia, la cui diffusione venne capillarmente promossa in Europa sin dal secolo XVII come risposta strategica della Chiesa Cattolica, nello scenario dell’articolato programma controriformista, alle gravi azioni destabilizzatrici e fuorvianti sfoderate dal Protestantesimo di Martin Luther, divennero- in epoche notoriamente caratterizzate socialmente da un alto grado di analfabetizzazione - la testimonianza visiva e materiale di miracolosi eventi direttamente e indivisibilmente connessi alla Madonna, Gesù Bambino, Gesù Cristo Crocifisso, Sante e Santi dell’antichissima tradizione Cristiana, venerati dal popolo credente presso Chiese e Santuari; ma non solo: alla valenza miracolosa – vivificata attraverso la preghiera a Dio per intercessione del Santo o della Santa - si unì contestualmente- sempre per mezzo della preghiera a Dio Padre e alla richiesta della Grazia- il potere taumaturgico- esempio particolarmente rappresentativo ne è il Santino-reliquia con le Foglie del Miracoloso Roseto di San Francesco presso il Santuario della Porziuncola in Assisi- connesso sin dall’alto Medioevo alle peculiari e distinte “sfere” di intervento direttamente individuate e legate al martirio dei Santi e agli strumenti dello stesso, iconograficamente per tradizione ad essi associati e popolarmente conosciuti.
E fu proprio ed in particolare nel corso del secolo XIX che, grazie al raggiunto progresso nel trasporto, si assiste- in un processo produttivo garantito dalle stesse innovazioni in campo tipografico- per la prima volta, alla produzione e diffusione su “scala industriale”- nello specifico - di tale tipologia di Santino.
Classificate dalla Chiesa Cattolica in base alla “preziosità” per “classe” di appartenenza, le reliquie ufficialmente riconosciute e dalla Santa Sede autenticate destinate al culto pubblico, associate nel caso distinto ai Santini, appartengono solitamente alle classi II, III e IV (reliquie ex indumentis - dai vestiti, ex velo - dal velo, ex veste - dall'abito talare, ex arca sepulchralis - dalla tomba), insieme a varie reliquie appartenenti alle ultime due classi, caratterizzate per l’essere entrate in qualche modo “in contatto”con le prime, chiaramente più importanti.
Particolarmente fiorente fu il loro commercio due secoli or sono, presso Santuari e luoghi di Pellegrinaggio.
Relativamente al Santuario della Madonna di Loreto - una tra le principali e più importanti mete di Pellegrinaggio del mondo- molto bello è un Santino-reliquia, databile del sec. XIX contenente la “polvere delle S. Mura della S.Casa di Loreto”-pregevole incisione al tratto e al puntinato su carta di autore ignoto.
Gli stessi incisori ed editori Praghesi- ed in particolare Sigmund Rudl- negli anni che dal 1815 al 1848 caratterizzarono l’epoca Biedermeier cosiddetta- con il crescente e costante movimento di masse di Pellegrini verso tali Santuari- ed in particolare diretti, provenienti da ogni parte d’Europa, a Praga, per devozione al Miracoloso Gesu’ Bambino, fiutando intelligentemente il potenziale grande riscontro economico, crearono- sull’ idea dei materiali “poveri” a disposizione in natura e tradizionalmente usati dalle stesse Suore nei Monasteri per la realizzazione di originali Santini manufatti e semi-manufatti- degli originalissimi Santini-reliquia Ricordo del Santuario semi-manufatti, addirittura su vere foglie di forma pennato-lobata- generalmente di quercia-presenti in natura in quantità elevata e-soprattutto!- gratuite, sulle quali applicarono con maestria piccolissime incisioni-quasi delle “miniature”- colorate a mano e racchiuse entro graziose, piccole cornici ovali in metallo dorato.
Alcuni esemplari, a distanza di due secoli sono giunti quasi incorrotti sino a noi ancora “vestiti”, a foggia di allegri “pois”, di lustrini e paillettes policrome e multiformi applicate “à collage”sulla foglia stessa, con al centro l’incisione su carta in ovale, raffigurante lo specifico Santuario Mariano che si intendeva celebrare.
Ma i Santini-reliquia più famosi, quelli che più di ogni altro tipo attirarono nel sec.XIX e fino alla prima metà del secolo scorso l’attenzione di adulti e bambini e che vennero capillarmente diffusi nel mondo, furono i semi-manufatti di provenienza specificamente conventuale: ex olivis Gehtsemani- con un piccolo frammento di ulivo del Sacro orto di Getsemani, o una piccola gaggìa colta personalmente dalle Suorine nello stesso, e ancora fiorellini secchi di Terra Santa, piccoli fiori nati nella Grotta Benedetta dell’Apparizione dell’Immacolata Concezione a Bernardette di Lourdes, applicati dalle Suore con gaia fantasia “à collage” su basi di cartoncino sottile dalle belle cornici goffrate (a rilievo) in oro.Concludiamo infine questa variopinta carrellata, con i moderni Santini-reliquia- a mio personale parere di gusto estetico tutt’altro che bello e per certo neanche paragonabile ai primi descritti –realizzati in serie con piccole “ampolline” ovali in plastica – a detta dei moderni Produttori Americani- "contenenti l’acqua della fonte miracolosa di Lourdes"….
Paola Galanzi

domenica 9 maggio 2010

Iconofilia e devozione privata : Sotto la protezione di San Carlo Borromeo: Carluccio Frison, l'Amore per la Storia e per le antiche Immagini di devozione


Sanctus Karolus Borromaeus
Galleria straordinaria ed unica di xilografie colorate a mano su fondo oro, esaltate dalla caratteristica ed inconfondibile "lacca di Cina" firmate da Josef e Leopold Koppe
Praga, prima metà sec.XIX
Collezione privata Dr.Carluccio Frison

Il Collezionismo dei Santini ed Immagini devozionali si distingue da qualunque altro genere collezionistico per uno speciale spiritus -originaria potente "energia interna"- di complice e partecipe condivisione tra i Collezionisti.
Tale è lo spirito di questo Blog, ove la generosa disponibilità e la passione dei Collezionisti rendono possibile la realizzazione di questo importante progetto di condivisione, fondamentale per la conoscenza e la diffusione di questa recente quanto affascinante forma di Collezionismo e per la crescita responsabile di chi ne è cultore, con la consapevolezza di essere "privilegiato custode" di un incredibile Patrimonio di Storia, d'Arte, di Religione e di Cultura della tradizione popolare Europea.
Il Dottor Carluccio Frison, stimato Medievalista e Docente di Lettere, tra i più appassionati Collezionisti di Santini ed Immagini devozionali d'Italia, è oggi l' Ospite d' Onore nel nostro "Salotto virtuale", dove Vi invito a prendere posto, per ascoltare la Storia della sua Collezione e la sua bella testimonianza....


La Storia della mia Collezione




Eccomi qua, Paola, come ti avevo promesso a parlare un po’ di me, un po’ di più dei miei santini e della nostra comune e bellissima passione: il collezionare santini.
Anch’io, come molti di noi (da quel che sento dire), ho iniziato un po’ per caso, dopo aver vissuto altre precedenti esperienze collezionistiche. Da giovane, anzi giovanissimo sono stato un appassionato collezionista di figurine (Panini anzitutto, se posso fare un nome…), ma non solo: fumetti, libri, monete, cartoline e, soprattutto, francobolli, che ho collezionato per tanti anni prima di scoprire la storia postale… Del resto lo studio della storia e dei documenti storici in genere sono sempre stati un’altra mia grande passione tanto che, finite le Scuole Superiori, volendo iscrivermi all’Università, alla fine decisi di frequentare il corso di studi universitari in Storia e di laurearmi in Storia Medievale.
Il che ha ovviamente indirizzato la mia vita verso la ricerca, cosa che ho fatto per alcuni anni, e verso l’insegnamento nella Scuola italiana, cosa che faccio tuttora. A scuola ho conosciuto mia moglie, Angela… Con lei ho ripreso a frequentare la Chiesa e quel cammino di fede cristiana che, a un certo punto della mia vita, avevo abbandonato, cominciando o forse ricominciando una collezione, quella dei santini, che -ritengo- è sempre stata dentro il mio animo. All’inizio raccoglievo tutto quello che trovavo, molti santini moderni e, quando capitava, qualche immaginetta d’epoca. Santi, Sante, Beati, Servi di Dio, Venerabili, Madonne titolate,…: del resto il campo di raccolta nel quale noi collezionisti di immaginette sacre possiamo spaziare è e resta vastissimo. Anche adesso che - come spesso mi ricorda mia moglie - sono diventato “più difficile”, più selettivo, tengo ugualmente tutto quello che trovo girando per la nostra bellissima Penisola, e tengo anche tutto ciò che mi arriva tramite lo scambio con i diversi amici collezionisti che corrispondono con me (vorrei qui poterli citare tutti, ma mi basti poterli ringraziare pubblicamente per la loro amicizia e la pazienza che mi dimostrano nell’aspettare le mie… risposte!).
Ho iniziato, come dicevo, per caso, potrei dire per “procura”: avevamo amici che raccoglievano santini e così, tutte le volte che si andava in giro per l’Italia, entrando a visitare una Chiesa, un Santuario o un Monastero, ne cercavo le immaginette … Poi ho cominciato a prenderne una in più, “per noi”, dicevo a mia moglie: in questo modo è nato il mio primo album, alquanto composito ed eterogeneo, senza alcun criterio di catalogazione… Il solo filo che legava tutti quei miei primi santini era la mia memoria, il ricordo delle diverse località che con mia moglie avevo visitato: e gli album che via via andavo riempiendo ne documentavano così i diversi culti, i vari Santi Patroni, le tante festività religiose.
Non ho avuto, rispetto ad altri, la fortuna di reperire in qualche cassetto di casa le vecchie immaginette della nonna: ho trovato comunque qualche piccolo tesoro presso amici che sono stati ben lieti di passarmi quei vecchi santini di cui loro non sapevano che farsene e che prima o poi avrebbero gettato via. In questo modo è nato il mio primo nucleo di santini d’epoca: vi era qualche immaginetta della Santa Lega Eucaristica di Milano, degli EB seppia, molti AR 2000, qualche Salvardi di Bologna e, ovviamente, alcune immaginette della Società Litografica San Giuseppe di Modena (e non poteva essere diversamente, abitando io nel Modenese). Incuriosito da questi piccoli avanzi del nostro passato religioso, da buon storico, ho voluto documentarmi cercando di ampliare le mie scarse informazioni, dapprima leggendo i pochissimi libri che, in commercio, trattavano del santino e della sua storia, o delle case editrici che li avevano prodotti: mi sono abbonato alla rivista “Santini et similia” dell’editore Barbieri, la cui lettura -ogni tre mesi- mi fornisce tanti splendidi spunti di riflessione, e presi contatto con il compianto Comm. Gennaro Angiolino (e con lui ho conosciuto l’A.I.C.I.S. di Roma, associazione di cui mi onoro di essere socio e, attualmente, proboviro), che mi ha dato i primi, utilissimi rudimenti per impiantare una vera e propria Collezione di Immaginette sacre facendomi intravedere l’immaginetta sotto una nuova, affascinante veste: piccolo oggetto da collezionare, ma anche da studiare, con una sua storia, colma di tanti piccoli spunti, ricca di bellissime tematiche da sviluppare ed approfondire, alla luce delle propria personale esperienza.
Ho ampliato, meglio diversificato il mio campo di ricerca, frequentando il sabato o la domenica, dapprima i più vicini mercatini dell’antiquariato, poi qualcuno più distante e poi quelli specializzati, dedicati al santino o che al santino dedicavano uno spazio particolare: Verona, Parma, Pieve di Cento, ecc., alla ricerca di sempre nuovi e preziosi pezzi, piccoli tesori, almeno ai miei occhi di neofita. Tutte le volte portavo a casa immaginette nuove, tanto da riempire più di raccoglitore: questo mi ha portato a stringere, selezionare ancor più e meglio le mie tematiche che si sono specializzate. Ora raccolgo principalmente le immaginette del mio Santo Patrono, San Carlo Borromeo (anche se il mio vero nome all’anagrafe è Carluccio), e di Sant’Angela Merici (la Santa Patrona di mia moglie), ma raccolgo anche le immaginette di San Carlo Magno imperatore, ancora venerato tra Francia e Germania, santo cui sono legato a doppio filo: per la comunanza del nome e per la mia passione per il Medioevo e la Storia… E ovviamente raccolgo alcune serie antiche: la Santa Lega Eucaristica, che ho sempre considerato “croce e delizia” dei collezionisti di serie antiche (e che ricerco nelle sue diverse tipologie tipografiche, neanche fossi un collezionista di varietà filateliche) e le immaginette della Società Litografica San Giuseppe di Modena… Poi raccolgo (ed è la collezione che condivido con mia moglie) le immaginette della Madonna del Rosario di Fontanellato, santuario mariano della Provincia di Parma al quale io e mia moglie siamo particolarmente legati.
E con questo concludo questa mia presentazione; le cose, i ricordi, le piccole scoperte da raccontare, gli amici collezionisti da menzionare sarebbero ancora tantissimi, ma tutto ciò fa parte di ognuno di noi: ogni collezionista, piccolo o grande che sia, ha molto, moltissimo da trasmettere…
Dimenticavo: l’immaginetta simbolo della mia collezione, che la potesse rappresentare? Ne avevo molte in mente, più o meno rare e, almeno per me, tutte preziosissime: all’inizio avevo pensato ad uno dei miei San Carlo “fiammingo”. E’ questa una tipologia di immaginetta che mi piace molto e che ricerco con cura particolare, anche sui mercatini online. I motivi che stavano alla base di questa mia scelta erano molteplici: primo perché i santini “fiamminghi” si pongono tra le produzioni di immaginette più antiche, a partire dalla seconda metà del XVI secolo, quando non vi erano ancora realizzazioni in grandi serie e grandi quantità tipografiche; e ancora l’uso della pergamena che li rende ancor più rari e preziosi, ricchi di fascino e bellezza; e infine perché ritengo che ognuno di essi è una piccola e splendida opera d’arte in miniatura, un vero e proprio micro capolavoro…
Il seguire questo blog e lo scambio di e-mail con te, carissima Paola, sulla ricchissima ed interessante produzione di Praga mi hanno fatto ricordare i miei “Koppe”: vale a dire tutti i “miei” San Carlo raffigurati da J. Koppe a Praga nei primi decenni dell’Ottocento. Non mi dilungo sulle loro caratteristiche tecniche (rimando senz’altro al tuo magistrale contributo), qui riporto solo il motivo per cui ho pensato di metterli tutti in vetrina, in bella mostra: non mi dispiacerebbe che altri amici collezionisti mi aiutassero a completare questa mia piccola raccolta (i miei sono soltanto una trentina (qui ne presento in tutto 27), ognuno con un’iconografia diversa di San Carlo o, quando uguale, una diversa coloritura, ma so che ve ne sono altri), così da giungere ad una catalogazione delle diverse immagini ed iconografie koppiane di San Carlo Borromeo!
Grazie dell’attenzione e a tutti, un augurio di una buona… collezione!
Carluccio Frison

giovedì 6 maggio 2010

I Santini-Ricordo di Prima Comunione: il Ricordo del “Giorno più bello della vita”



Straordinario Carosello colorato di Santini-Ricordo di Prima Comunione dei secc.XIX e XX
Dedicato oggi dai Collezionisti a chi fanciullo celebrò emozionato due secoli fà
"il Giorno più bello della sua vita"
Ringrazio per l'entusiastica partecipazione ed il prezioso apporto i Collezionisti ed Amici:
Lucio e Patrizia Grandi, S.Fasoli, Domenico Vella, Giancarlo Gualtieri-Segretario nazionale A.I.C.I.S.-e Mario Tasca
ai quali i bellissimi Santini oggi appartengono



L’ammissione intorno ai 12 anni di età -proprio agli esordi dell’ adolescenza- al Sacramento dell’ Eucarestia fu nel corso del sec. XIX una cerimonia molto in voga in Europa, con particolare riferimento e specifica tradizione nella produzione di Santini-Ricordo in seno alla Francia “restaurata” dell’ epoca suddetta.
I giovani Comunicandi, quasi a suggello del loro ingresso nella società “adulta”, sono ora personalmente e responsabilmente chiamati a confermare davanti a Dio la “promessa” pronunziata a loro nome nel corso della celebrazione del Sacramento del Battesimo dai genitori, così come dai loro Padrini e Madrine.
E’ di una bellezza sontuosa e “spettacolare” il lungo abito bianco, vaporoso e delicato come l’ innocenza e la purezza delle giovani fanciulle chiamate in quel giorno importante ad indossarlo, così come bianca e senza macchia è la fascia a foggia di “grande fiocco” che avvolge il braccio sinistro del Comunicando, così elegante e raffinato nel bel completo che per la prima volta nella vita gli dona quell’ aspetto da piccolo “uomo”…
Ecco che, insieme alla solennità celebrativa del Rito religioso, la “Comunione solenne”, diviene importante rito familiare privato che coinvolge in un’ atmosfera di gioiosa e partecipe condivisione parenti, amici, Parrocchie ed intere Comunità di laici e Religiosi.
E non poté tale occasione, al di là dell’intrinseca, saliente “essenza” religiosa e di Fede, mancare di rappresentare sin da allora un enorme “affare commerciale” che garantì costante attività e lauti guadagni alle case editrici che si dedicarono alla produzione dei Santini-Ricordo di Prima Comunione.
Per tutto il sec. XIX , con accento particolare dal 1880 alla prima metà del secolo XX, il “Souvenir de Prémiere Communion” o “Souvenir de Communion Solennelle” divenne simbolo inconfondibile del “più bel Giorno della vita” (in Francese: “Le plus beau Jour de la vie”).
Molte furono le Case Editrici in Francia, in particolare, che in un clima di competizione accesa, si sfidarono nell’ originalità di idee e modelli proposti per la creazione di tali Santini-Ricordo, in un incredibile, multiforme ventaglio di immagini che intelligentemente si adattarono a tutti i gusti –dal più semplice e lineare al più esigente e sofisticato- e a tutte le tasche.
E si farà caso che, proprio dipendentemente dalla ghiotta occasione di “affare commerciale” che tali immagini di fatto rappresentarono per gli Editori,– eccezion fatta per una tipologia particolare prodotta da Aubry e Genoux, e quelli manufatti e semi-manufatti dipinti a mano su pasta d’ ostia, di provenienza prettamente conventuale- la maggioranza di essi, e con enfasi particolare nel corso del sec. XIX, di fatto celebrarono nel “Ricordo” da distribuire a memoria dell’ evento a parenti ed amici, non tanto l’ immagine simbolica, specifica e centrale, del Rito Cristiano, quanto invece quella dei fanciulli Comunicandi, autentici protagonisti della “festa familiare” e dello stesso redditizio fenomeno commerciale ad essi direttamente connesso.
Vestite di carta di riso magistralmente plissettata per realisticamente riprodurre sul “Santino-Ricordo” l’ostentato splendore dell’ abito indossato in quell’ occasione "unica" nella vita, non di rado impreziositi da lustrini d’ oro ed eleganti “paillettes”policrome, con sapienti, finissimi pennelli arricchite di civettuolo belletto rosato sulle candide gote, le giovani Comunicande applicate “à collage” su raffinate trine a punzone, ancor più del corrispondente maschile, nell’ importante scenario sociale della Rivoluzione Industriale e dei nuovi assessments (dall’ Inglese: contributi, migliorie) che da essa ne scaturirono, furono quasi l’ icona caratteristica di un’ epoca di ritrovata serenità spirituale e materiale.
Dai raffinati e signorilissimi “Souvenir de Première Communion” della Maison Basset, alla vasta gamma proposta dagli Ateliers della celebre Maison Bouasse-Lebel di Rue Saint Sulpice, attraverso varie ma pur ricorrenti tipologie – varie per qualità e bellezza- e firmate da altri noti Editori Parigini, quali i Dopteur, Letaille, Lamarche, Boumard, Turgis, Villemur, Vaurs, Felix, Saintin- solo per citare i più noti e principali- i “Santini-Ricordo di Prima Comunione”dalle celebri incisioni a bulino su lastra d’acciaio (o siderografie) magistralmente colorate a mano, approdarono infine verso la fine del secolo XIX alle prime stampe cromolitografiche, di gusto sobrio e soprattutto ben più economiche delle precedenti.
Un contributo importante nella produzione e diffusione di tale specifica tematica di Santini furono, come appena avanti accennato, quelli manufatti e semi-manufatti prodotti dal buon gusto e dalla creatività delle Suore nei Conventi; oltre ai ben noti “Souvenir du plus beau jour de la vie” dalle delicate miniature simboliche dipinte a mano sulla pasta d’ostia, con incastonate piccole scaglie di vera madreperla- quasi autentici lavori di alta oreficeria !- e applicati “à collage” su basi in cartoncino leggero o realizzate meccanicamente a punzone con eleganti merletti, le Suore-Artiste, pur con il vivo e nostalgico ricordo della nobile pergamena, realizzarono bellissimi Santini manufatti su celluloide, nuova e rivoluzionaria materia, che ben si prestava ad essere dipinta e ritagliata nei bordi, con risultati finali esteticamente assai graziosi.

Al verso, insieme al nome della Comunicanda o Comunicando, al nome della Chiesa ospitante la celebrazione del Sacramento e, naturalmente, alla data dell' evento, spesso i Collezionisti hanno oggi la piacevole sorpresa di trovare belle dediche manoscritte,- frasi delicate e di un sentimento oggi purtroppo estinto- quasi a perpetrare oltre alla sacralità dell' evento religioso, la tappa importante rappresentata dallo stesso nella storia della famiglia....
Tridimensionali, a foggia di “cappellina”, realizzati con punzoni sempre più raffinati e precisi, o “a edicola” cosiddetti, con il doppio strato trinato meccanicamente ma rigorosamente colorato a mano e lumeggiato in oro, che si aprono con meravigliato stupore sulla scena principale “nascosta” dalle belle antine stilizzate, i “Santini-Ricordo della Prima Comunione” raggiungono tra il 1890 e gli inizi del secolo XX una nuova ed inedita dimensione di “spettacolare bellezza”.
Tipici del nuovo “Stile floreale”, delicato e romantico, affermatosi in Francia come Art Nouveau ed internazionalmente noto come “Stile Liberty”- Jugendstil in Tedesco -furono i famosi “Souvenir de Première Communiona teatrino (in Francese: “à systéme”), mirabili “altarini” tridimensionali di cartoncino stratificato, che grazie ad ingegnosi sistemi di linguelle e ad una ricca cornice floreale - elemento appunto tipico e ricorrente dello Stile suddetto -rapiscono ancor più di un giocattolo bello e costoso la fantasia dei giovani Comunicandi e degli stessi adulti, parenti ed amici, che con stupore infantile li ricevono in dono a ricordo imperituro del lieto evento….

Paola Galanzi

IMPORTANTE: Ringrazio sin d' ora i Collezionisti che avranno piacere ad arricchire con le immagini dei loro Santini-Ricordo di Prima Comunione questo articolo.
Con le Vostre immagini, sarà possibile creare una bella GALLERIA- similmente a quella realizzata grazie al Vostro apporto con i Santini Praghesi- da condividere amichevolmente insieme !

lunedì 3 maggio 2010

Iconofilia e Cultura: Ancora sui Santini ed Immagini devozionali dei Remondini di Bassano del Grappa: REMONDINI " MON AMOUR ! "

Gesù Crocifisso
Straordinaria incisione a bulino su rame su carta con coloritura a mano d'epoca-Dimensioni: 47,5 x 38 cm. (la lastra)-68,8 x 50,09 cm. (il foglio)-Immagine devozionale tipica della Produzione Remondiniana del secolo XVIII facente parte della splendida Collezione personale di Santini ed Immagini devozionali della grande Studiosa e Collezionista veneta Dolores Sella (1918-2006)
(l'immagine è tratta dalla sua opera-capolavoro "Santini e Immagini devozionali in Europa dal secolo XVI al secolo XX, M.P. Fazzi, Lucca, 1997-pag.70)





Il ” TEST ”proposto, corredato all’articolo precedente dedicato ai Santini popolari realizzati secondo la tecnica xilografica, ha confermato una ben vaga ed insufficiente conoscenza diffusa tra i Collezionisti Italiani circa l’identificazione immediata e precisa dei famosi Santi prodotti nel corso di ben due secoli- dalla metà del sec.XVII al 1860 - dalla celebre Stamperia Remondini di Bassano del Grappa; solo un Collezionista su nove è infatti riuscito ad identificare immediatamente nel ”collage”di Santini xilografici popolari –abbraccianti peraltro l’arco temporale di due secoli di produzione a livello Europeo (dal sec.XVI al sec.XVIII)- quelli nati nelle Officine Bassanesi.
Tale risultato è tuttavia comprensibile: a differenza infatti della quasi totalità dei Produttori a livello europeo di Santini ed Immagini di devozione cartacee nei secoli XVII e XVIII e fino alla metà del successivo, i Remondini –salvo rarissimi e sparuti casi- mai firmarono i propri
Santi di carta. E anche se il motivo di tale manifesta consuetudine non è ufficialmente chiarito, non è difficile ipotizzare che l’immensa e capillare diffusione geografica e l’apprezzamento quasi universale che contraddistinse i Santi Remondiniani, furono intrinsecamente già di per sé una firma, leggibile in tutte le lingue parlate e ovunque e da tutti immediatamente riconoscibile senza riserve ne dubbi di sorta.
Raro fù infatti l’istinto imprenditoriale che caratterizzò gli Stampatori bassanesi: al di là delle pratiche più o meno ortodosse che valsero loro il famoso processo nell’anno 1766 ad Augsburg, eretto sulle accuse di plagio mosse loro dagli Stampatori locali- si veda qui sul Blog il precedente articolo sull’argomento- geniale fu in essi la ricerca e la capacità di individuare e focalizzare quasi un “comune denominatore” coralmente e popolarmente “più amato” nello sconfinato scenario della produzione Europea ed applicarlo come un perfetto “abito su misura” ai propri Santini.
Come già detto nel precedente articolo, la produzione Remondiniana non si limitò ai soli Santi su carta, contemplando invero, oltre ad atlanti, carte geografiche e libelli di Storie e aneddoti tipici della tradizione popolare, anche carte da gioco, soldatini di carta ed il famoso “Giuoco dell’oca”, tanto amato ed in voga presso le Corti d’ Europa sin dal secolo XVI.
E pur concentrandosi inizialmente alla celebrazione di Santi e Santuari specifici e peculiari della tradizione religiosa del Veneto, non mancarono i Remondini di identificare i Santi prediletti dal popolo in ogni regione d’Europa, stampandoli oltre che in Latino- tradizionalmente la Lingua ufficiale della Chiesa Cattolica universalmente nota- in modo inequivocabile con didascalie e caratteri propri nelle lingue locali tipiche dei mercati di destinazione delle stampe.
Ma se si pensa di poter individuare una tipologia specifica, quasi un “archetipo” del Santino Remondiniano si va incontro ad una cocente delusione: molteplici e distinti furono infatti i parametri applicati alla vastissima produzione.
Dalle dimensioni, a seconda della destinazione nell’uso- Santino da conservare tra le pagine del breviario o Immagine devozionale di protezione da attaccare alle pareti domestiche o sul muro della cella nei Conventi e Monasteri- alle mode popolari varianti con le differenti epoche, dalle semplici xilografie colorate “a mascherina” con pennellate mediocri nei limitati colori prestabiliti di gusto “grossier” ed oltremodo popolano, alle cosiddette “Francesine” della seconda metà del sec. XVIII, Immagini devozionali di formato di 30 x 20 cm. realizzate con le ben più raffinate incisioni a bulino su lastra di rame e racchiuse in eleganti cornici in stile “rococò”.
Poiché oltre che la lettura di testi specificamente dedicati all’argomento- potrete trovare i principali e più autorevoli qui sul Blog nella sezione TESTI CONSIGLIATI SUL COLLEZIONISMO DEI SANTINI- è fondamentale la visualizzazione delle Immagini, ho ritenuto cosa utile corredare questo articolo con la splendida Immagine devozionale raffigurante “Gesù crocifisso”, di dimensioni (la lastra di rame) 47,5 x 38 cm. e 68,8 x 50,09 (il foglio), appartenente alla Collezione personale di Santini ed Immagini devozionali della grande Studiosa e Collezionista veneta Dolores Sella, e tratta dalla sua opera-capolavoro “SANTINI E IMMAGINI DEVOZIONALI IN EUROPA DAL SECOLO XVI AL SECOLO XX”, M.P. Fazzi, Lucca, 1997-pag.70.
Proprio le straordinarie dimensioni di questa Immagine devozionale dimostrano inconfutabilmente che-contrariamente a credenze e opinioni meramente personali e documentatamente infondate nella Letteratura internazionale dedicata a questo specifico genere di Collezionismo- non esistono né dimensioni prestabilite né limitazioni tipologiche in seno a questo Collezionismo, i cui unici parametri sono altresì basati sul senso estetico e sulla personale e soggettiva sensibilità.
Concludendo, mi permetto di segnalare ai Collezionisti, tra le molteplici e varie Opere, una piccola ma validissima pubblicazione dal titolo “I Santi dei Remondini” promossa dal Comune di Bassano del Grappa e corredata di bellissime immagini a colori, reperibile nelle stesse Librerie “on line” comodamente con un “clic” con la modica spesa di circa10 Euro.
L’ invito, infine, rivolto a tutti i Collezionisti ed i Lettori, di visitare il Museo Remondini a Bassano del Grappa, ospitato nell’incantevole e suggestiva cornice del Palazzo Sturm, già sede del Museo della ceramica, ove, grazie al lavoro appassionato degli Studiosi ed alla ricchezza figurativa della Collezione, con un percorso sequenziale guidato attraverso ben sei sale di esposizione permanente e supporti multimediali all’avanguardia, il Visitatore così come il Collezionista potranno infine ricostruire l’unicità di un preziosissimo Patrimonio dell’iconografia Sacra di produzione Veneta di grande orgoglio regionale e nazionale, internazionalmente conosciuto ed invidiatoci.

Paola Galanzi


SOLUZIONE DEL "TEST": "RIESCI AD INDIVIDUARE TRA I SANTINI POPOLARI DEL COLLAGE I TRE SANTINI DEI REMONDINI DI BASSANO ?"
RISPOSTA ESATTA: S. HYERONIMUS, S. AGATA, S. MARGUERITA
(contrassegnati dal circoletto rosso)

sabato 1 maggio 2010

Tecniche di stampa applicate ai Santini ed Immagini devozionali: l' incisione a bulino su rame

La parabola del Figliol prodigo
Magistrale incisione a bulino su lastra di rame stampata su pergamena, con coloritura a mano coeva-Incisore: Cornelis van Merlen (1654-1723)-Fiandre, sec. XVII
(collezione privata Galanzi)


Le cronache del secolo XVII registrano una nuova terribile ondata epidemica di peste (1629-1631) che, indistintamente, colpì l’Italia e buona parte dell’ Europa.
Diversi e inscindibilmente connessi tra loro furono i fattori che la scatenarono: ad un improvviso cambiamento climatico, con rilevanti aumenti delle temperature, si accompagnò inevitabilmente un grosso ed esteso danno in particolare alle coltivazioni di grano, che portarono ad un’ improvvisa impennata del suo costo di acquisto con relativa crisi economica cui seguì – inesorabile- un’ estesa e terribile carestia.
Nel clima di chaos generale che ne fu conseguente, non riuscendo gli stessi Medici e Speziali preposti ad individuare ne cure ne efficaci antidoti, si procedette a mettere città intere e villaggi, indistintamente con casi sospetti o conclamati di contagio, in condizioni forzate di isolamento.
Non furono poche le case di privati cittadini, così come i Conventi e Monasteri, cui per ordinanza vennero sprangate dall’ esterno e fatte murare le porte, relegandovi al loro interno intere Comunità monastiche e famiglie.
E fu proprio in questo clima apocalittico che dalla penna del Manzoni nacque ben due secoli dopo il più grande ed importante Romanzo storico della Letteratura Italiana “I Promessi Sposi”, ambientato in tale difficile scenario di fame e di morte.
La già tesa situazione si rese ancor più insostenibile a causa delle cosiddette “guerre di religione”, altro se non feroci e violenti scontri tra Cattolici e i protestanti seguaci e sostenitori della Riforma di Martin Luther, il Monaco “ribelle”che misconobbe i Dogmi alla base della Chiesa Cattolica.
Ancora le cronache dell’ epoca, nell’arco dell’ intero secolo e in vaste aree dell’ Europa prostrate dal morbo pestilenziale e dall’ aspro conflitto tra Cattolici e Protestanti , ci tramandano generose di voti costanti e numerosi a Rocco e Sebastiano, i Santi protettori invocati contro i flagelli della peste e della carestia. In tal clima di palese disorientamento e crisi materiale e spirituale, nelle nazioni Europee roccaforti storiche della Religione Cristiana e coraggiose avversarie della Riforma protestante, intere “legioni”di valenti incisori si misero al servizio catechetico della Chiesa Cattolica.
Fucina incontrastata sin dal secolo XVI e per tutto il XVII e XVIII fu Anversa, in Belgio, cui affluirono numerosi anche Artisti-Incisori provenienti dalle vicine nazioni di Germania e Olanda.
Sin dagli inizi del secolo XVII data la comprovata rapida deperibilità del legno, come abbiamo visto nel precedente articolo, materia utilizzata nella stampa xilografica cosiddetta, tale tecnica venne man mano dagli Stampatori fiamminghi intelligentemente accantonata, privilegiando al suo posto l’utilizzo dell’ innovativa e ben più remunerativa incisione su lastra di rame; contro infatti il ridotto numero di “planches” (“tavole” o “fogli”)- e di conseguenza il numero inferiore di Santini ed Immagini devozionali- stampabili con la xilografia, tale nuova tecnica consentiva per la maggiore resistenza del rame alla pressione dei torchi la produzione di un numero ben più elevato di stampe a costi minori e con qualità indiscutibilmente superiore alla prima.
I nomi –vere e proprie Dinastie !- dei Fiamminghi, Artisti-Incisori e Produttori che fianco a fianco collaborarono nelle operosissime Stamperie anversane, sono ormai a tutti i Collezionisti ben noti e familiari: i Wyerix, i Bouttats, i Galle, i de Wael, i Bunuel, i van den Sande, Petrus Clouwet, i Van Merlen, gli Huberti, i de Boudt, i de Man, le famose Artiste Incisori Isabella Hertsens e Susanna Verbruggen, i Fruytiers, Charle Neel e tra essi molti altri ancora, anonimi Artisti che con la loro Arte resero sin da allora famosi i Santi della religione Cristiana in tutta l’ Europa.
Indubbiamente influenzati dal genio Artistico di famosi Pittori-Incisori fiamminghi ed Olandesi contemporanei, quali Peter Paul Rubens (1577-1640), Antoon Van Dyck (1599-1651) e Rembrandt (1606-1669) essi realizzarono degli autentici piccoli capolavori di iconografia sacra, detenendo per quasi tre secoli il primato della produzione in Europa.
Incisi a bulino con rara maestria sulla lastra di rame- nella procedura calcografica che oggi sarà illustrata- Temi del messaggio Evangelico e i Santi Cristiani famosi, dai Gesuiti fatti conoscere e capillarmente diffusi nel mondo intero, furono da essi stampati su carta e su pergamena con costi di produzione e di vendita all’epoca pressoché uguali.
Molti tra Voi, stupiti, si chiederanno come sia stato possibile ciò, e la risposta è semplice: la carta di allora, come già sappiamo, non era la carta di oggi, discendente da quella “evoluta” inventata nel sec. XIX e ricavata dalla polpa fibrosa degli alberi, bensì quella per la prima volta inventata a Fabriano nel secolo XIII e ricavata dalla macerazione di stracci di lino e canapa; orbene, pur trattandosi di stracci, comunque nobile fu la materia prima che li costituiva ed insieme a una domanda sempre più alta che fece lievitare i prezzi ecco che il costo di Immagini devozionali incise a bulino su rame su carta fu infine equiparabile agli stessi stampati sulla pergamena.
Vere Opere d’ Arte, i Santi fiamminghi si distinsero in Europa per il tratto preciso e la rara, peculiare cura del dettaglio.
Colorati a mano dalla figura specializzata del “Coloritore” che lavorava nella Stamperia seduto accanto all’ incisore, lumeggiati nella pennellata finale –la più preziosa – con rapidi tratti in oro, in tutta la nazione, nella vicina Olanda e persino nella Germania meridionale essi divennero fonte di pane quotidiano anche per generazioni di autonomi Venditori con Bottega propria o modesti ambulanti che pure contribuirono alla loro enorme diffusione su intera scala Europea.
Attualmente ricercatissime, e rispetto a qualche anno fa già molto più rare e sempre più difficilmente reperibili sul Mercato antiquario cartaceo internazionale, rappresentano a mio fondato parere, unicamente insieme ai Canivets manufatti su pergamena dei secc. XVII e XVIII i principali e più oculati investimenti relativi a questo nobile ed incantevole genere di Collezionismo.
Non scordiamoci infatti che, mentre è frutto di non sufficiente informazione delle reali ed effettive attuali quotazioni in seno alle più autorevoli e storiche Case d’Asta Antiquarie internazionali l’arrivare a pagare un per quanto “scenografico” Santino in siderografia in bianco e nero trinato a punzone- di cui ne vennero prodotti meccanicamente nel sec.XIX migliaia di copie assolutamente identiche -l’assurda cifra di Euro 300- contro un valore massimo di mercato assolutamente non superiore agli 80-120 Euro -come confermato dalle Case d' Asta suddette, il valore delle Immagini devozionali manufatte- Canivets su pergamena integri e senza alcun difetto e incisioni fiamminghe a bulino su pergamena in ottime e perfette condizioni di conservazione firmate dai suddetti famosi Incisori, è -come detto, proprio a causa della loro sempre più rara reperibilità- in costante e – per i Collezionisti che già numerosi li apprezzano – rassicurante crescente aumento.

Possiamo ora accomodarci nelle comode “poltrone virtuali”del nostro Salotto- vedo che siete sempre più numerosi e questo mi fa molto piacere !- e prestare, nell’appuntamento consueto, la parola ai Professionisti della Galleria d’ Arte e Associazione Culturale “Il Torchietto” che anche oggi ringrazio di cuore nella persona del Dottor Massimo Riccobono per la preziosa e gentilissima collaborazione.


L' incisione a bulino su rame

Cominciamo col prendere in esame quelle che sono chiamate tecniche di incisione in cavo e parliamo del­la più importante; l'incisione con bulino, detta anche puntasecca: consiste nell'incidere, creando un solco mediante un bulino d'acciaio, una lastra di rame o di zin­co, nella misura necessaria perché, il solco possa ospi­tare l'inchiostro che successivamente si depositerà me­diante la pressione del torchio sul foglio di carta.
Viene considerata una delle tecniche di riproduzio­ne grafica tra le più fini, in quanto l'artista, non deve ave­re il minimo ripensamento su quanto deve eseguire, ed una preparazione notevole come disegnatore.
Qualora sbagliasse un solo segno l'artista dovrà buttar via giorni, talvolta settimane, di lavoro.
La lastra di rame che l'artista incide viene inchio­strata a caldo per permettere all'inchiostro di penetrare nel solco creato dal bulino.
Si prosegue quindi nella pulitura della lastra. Con l'aiuto di stracci, di carta e alla fine col palmo della mano, si porterà la lastra alla sua naturale lucentezza. A questo punto abbiamo la lastra carica di colore.
Il foglio di carta dovrà essere immerso in acqua perché si inumidisca, in modo che la carta sia sufficientemente flessibile nella pressione che il torchio eserciterà. Dopo di che, con il foglio ancora umido si procederà alla stampa.
Mediante un torchio calcografico, e poggiando la lastra incisa sul foglio di carta, si eserciterà una pressio­ne molto forte sulla lastra, facendola passare tra i due rulli d'acciaio del torchio stesso. A questo punto il colore depositato nei solchi dell'incisione, verrà trasportato sul­la carta ed il lavoro di stampa è terminato.
Per ogni passaggio di colore occorre rifare tutto il lavoro di inchiostratura e pulitura della lastra.
Normalmente si cerca di limitare la tiratura delle copie, ossia il numero degli esemplari da stampare, ad un quantitativo limitatissimo, perchè la lastra dopo i primi trenta passaggi, avrà subito una deformazione ed il segno (o solco) si sarà appiattito a causa della forte pressione dei rulli.
Infatti dall'inizio del XIX secolo si procede alla acciaiatura delle lastre, cioè si ricopre la lastra di rame di un sottile strato di acciaio, mediante il processo di elettrolisi.