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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





mercoledì 27 giugno 2012

Le Collezioni di Devote Immagini più belle del Mondo: la straordinaria unicità di un'incisione Fiamminga del secolo XVIII della Collezione Breugelmans, sublime interprete del Vangelo di Matteo


Il Corteo Nuziale delle dieci Vergini

Straordinaria incisione a bulino su rame stampata su carta, con coloritura a mano con pigmenti naturali e lumeggiatura di piccoli dettagli in oro zecchino.

Artista-Incisore: Diamaer Henry François Foulques

Anversa, secolo XVIII

© Collezione privata Dr.Theo Breugelmans


Il caro e stimato amico Dr.Theo Breugelmans, grande e devotissimo Cultore dell'eminente Figura di San Martino di Tours, nonchè Titolare del Blog a lui interamente dedicato

mi ha pochi giorni fà inviato questa Immagine congiuntamente ad una mail di cordiali ed amichevoli saluti dalle Fiandre.

Abituata ormai -un pò come tutti noi, del resto- dopo anni di Amicizia, ad avere da lui Immagini di raro pregio e bellezza, non credevo ai miei occhi quando stavolta ho aperto l'allegato: del tutto superfluo ch'io dica il mio rapito incantamento.....

Mirabilmente incisa a bulino su lastra di rame, con ammissibile approssimazione a partire dalla data del 1711, anno in cui l'Artista-Incisore entra a far parte della famosa Gilda di San Luca o Sint-Lucasgilde di Anversa, stampata su carta, colorata a mano con i brillanti, inconfondibili pigmenti naturali internazionalmente caratterizzanti e distintivi delle antiche Immagini devozionali Fiamminghe dei secoli XVII e XVIII e completata, infine, nel suo significato più sublime di sentiero privilegiato di comunicazione tra Dio e l'Uomo con rapide pennellate di luce conferite dal prezioso oro zecchino, tale Immagine rappresenta di fatto un unicum assoluto, sia per l'iconografia che per la rarissima firma del suo Incisore: Diamaer Henry François Foulques.

Nato ad Anversa il 30 Aprile 1685, alla giovane età di sedici anni frequentò come allievo per circa un anno, fino al 1702, la celebre Bottega calcografica di Jean Goossens di cui apprese i segreti e fece propri i preziosi insegnamenti.

Nel 1711, come detto avanti, si spalancarono per lui le antiche porte dell'austera Sede della Gilda di San Luca, che lo accolse insignendolo da subito dell'ambito titolo di Maestro- Master in lingua Fiamminga-

La Gilda di San Luca o Sint-Lucasgilde, intitolata al benevolo ausilio di San Luca Evangelista, Protettore delle Arti e degli Artisti, è la più antica Corporazione delle Fiandre e dei Paesi Bassi.

Fondata ad Anversa il 26 Agosto dell'anno 1382, fu originariamente Associazione volta ad aggregare, formare e tutelare nei fondamentali diritti Artisti ed Artigiani delle più disparate specializzazioni: dagli Orafi ed Incisori-Cesellatori su argento e rame, alle abili e ricercate Ricamatrici e i valenti Soffiatori di vetro, senza naturalmente tralasciare Pittori ed Incisori.

La prestigiosa categoria degli Stampatori-Editori entrò a farvi parte sin dal 1536.
Anche i provetti Artigiani costruttori di clavicembali furono ad essa inclusi a partire dall'anno 1565.

Su iniziativa di David Teniers il Giovane (1610-1690), celebre Pittore e profondo ammiratore e fautore delle innovazioni apportate all'Arte dal Genio Fiammingo Pieter Paul Rubens (1577–1640) nel 1663 venne istituita, in seno alla stessa Gilda, con l'autorevole nihil obstat di Filippo IV di Spagna, l'Accademia Reale di Belle Arti di Anversa.

Scioltasi una prima volta nel 1773 venne definitivamente abolita il 21 Novembre 1791.

Campo di apprendimento e formazione, confronto ed affermazione dei nomi più famosi dell'Arte, la Sede della Gilda di San Luca fu contestualmente Sede espositiva e "Mercato" dove commerciare le proprie Opere per tutti gli Artisti ad essa affiliati.

La Sede della Gilda di San Luca

Incisione di Artista ignoto datata dell'anno 1730


Curiosamente, forse per ragioni logistiche di residenza, il noto Cornelis de Man (1621-1706) fu associato, pur per la sua breve durata, non alla Corporazione di San Luca di Anversa bensì a quella di Delft, prospera città nell'Olanda meridionale.

Estremamente avare, purtroppo, le cronache di ulteriori e più dettagliate notizie dell'illuminato Autore della rarissima incisione protagonista di quest'articolo.

Di lui si ignora persino la data di morte.

Tuttavia,
grazie all'Archivio dell'Académie Royale de Belgique, il nobile cognome dell'Artista-Foulques- discendente per via materna dall'illustre Casato dei d'Angiò, ci trasmette il nome di tale Foulques o Folcuin, di cui è peraltro incerto il nome di battesimo, che visse nel secolo XI e fu Priore presso l'antichissima Abbazia Benedettina di Saint Hubert alle Ardenne, la cui fondazione è tradizionalmente datata del secolo VII d.C.

Il Priore Foulques, probabilmente antenato di Diamaer Henry François Foulques, fu apprezzato Miniaturista, Scultore su legno e abile intagliatore.

 

La Parabola - o Corteo nuziale - delle dieci Vergini


Leggiamo nel Vangelo secondo Matteo (25,1-13):

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:


"Il Regno dei Cieli è simile a dieci Vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo Sposo.
Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi.
Poiché lo Sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono.
A mezzanotte si levò un grido: "Ecco lo Sposo, andategli incontro! ".
Allora tutte quelle Vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
E le stolte dissero alle sagge: "Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono".
Ma le sagge risposero: "No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene".
Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo Sposo e le Vergini che erano pronte entrarono con lui alle Nozze, e la porta fu chiusa.
Più tardi arrivarono anche le altre Vergini e incominciarono a dire: "Signore, Signore, aprici! "
Ma egli rispose: 

"In Verità vi dico: non vi conosco
.
Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà"


Eccelso interprete e traduttore per Immagini incise sul rame della Parola di Dio espressa nel Vangelo suddetto, la Parabola- o Corteo- delle dieci Vergini- in Fiammingo Den Trap van de vyf wyse en de vyf dwase- è un importantissimo Discorso escatologico - sulle "cose ultime", cioè- noto anche come Discorso olivetano, che tratta l'argomento saliente della Fine del Regno sulla Terra:


"Et vos estote parati quia qua nescitis hora, Filius hominis venturus est "
è l'esortazione di Gesù."


Animate dai brillanti colori, alla sinistra della sacra Immagine ascendono verso Dio, sommo Giudice, che le attende sulla sommità, le cinque Vergini dotate di Saggezza: recano in mano le lampade ardenti, piene di olio.
Le sagge Vergini gioiscono
Particolare del Duomo di Magdeburgo

(This Wikipedia and Wikimedia Commons image is from the user Chris 73 and is freely available at //commons.wikimedia.org/wiki/File:ThreeWiseVirginsMagdeburg.jpg under the creative commons cc-by-sa 3.0 license)


In parallelo ed opposte ad esse discendono le cinque Vergini stolte: esse si accompagnano col canto e tengono nelle mani oggetti frivoli ed inutili: specchi, strumenti musicali, letture profane che distolgono dagli Insegnamenti di Dio.

Personalissima ed estremamente originale l'interpretazione scritta racchiusa dall'Artista all'interno delle eleganti cornici barocche, ricche di festoni, che campeggiano superiormente, ai due opposti lati della rappresentazione: a sinistra, in corrispondenza delle cinque Vergini sagge, traducendo dall'antica Lingua Fiamminga incisa sul rame dal Foulques si legge:

"Noi siamo le cinque sagge Vergini. Noi abbiamo sempre onorato e portato Dio nei nostri Cuori


Sulla destra, il messaggio antitetico proveniente dalle cinque Vergini stolte:

"Gente, siate lieti: come è piacevole il divertimento !
Noi speriamo lo stesso (nonostante ciò) di essere accolte in Paradiso"


Straordinario SANTJE (Immagine devota in Lingua Fiamminga): un pezzo definibile assolutamente UNICO e, consentitemi di aggiungere, da far impallidire la pur splendida Collezione del celeberrimo Westfries Museum di Hoorn...



Ringrazio, onorata, l'amico Dr.Theo Breugelmans per avermi permesso di presentare a tutti gli amici Collezionisti e Cultori delle Immagini dell'antica Devozione popolare un simile Gioiello e per averlo con noi tutti generosamente oggi condiviso.


Paola Galanzi

lunedì 4 giugno 2012

Donata Carolillo: la straordina​ria MASCOTTE classe 1930 dei Collezioni​sti Italiani di Santini


Donata e Mattia, giovani sposi felici in Piazza San Marco a Venezia.
Anni'60




Parlare della nostra Donata e farla conoscere anche a tutti i Collezionisti neofiti che ancora non hanno il piacere di conoscerla è come sfogliare un libro prezioso di Storia del nostro Paese, alla scoperta affascinante di Arti ed antichi Mestieri della nostra amata Italia, costumi e tradizioni popolari che affondano le proprie radici nelle più antiche consuetudini Italiche.

Nata a Gioia del Colle (Bari) durante il duro periodo precedente la seconda Guerra Mondiale, Donata, ancora in fasce, conosce l'amaro ed incolmabile dolore della perdita della sua adorata Mamma Clementina, scomparsa ad appena 30 anni, nel fiore della giovinezza.


Non ha il tempo Donata di giocare con le bambole come tutte le bambine della sua età; a 6 anni fà già da Mamma ai suoi 8 fratellini e sorelline.
 
Tiene pulita la casa, cucina per loro e per il Babbo Vincenzo, impegnato tutto il giorno al lavoro di ambulante, di paese in paese, lontano da casa.
 
Con il sole, nella bella e calda stagione, e con la neve ed il gelo nel lungo inverno, Donata attraversa il paese e va al fiume a piedini scalzi carica di panni da lavare con la cenere e da far asciugare al sole, va alla Fontana Vecchia con il secchio a prendere l'acqua, impasta la farina per fare il pane per tutta la sua numerosa Famiglia.
 
L'amata Nonna materna Crescenza l'alleva amorosamente- "come una Regina" ricorda Donata con commozione- e sempre, quando può, la porta con se sin dai primi anni di vita.
 
Nonna Crescenza fa il lavoro della Capéra, un'antesignana Parrucchiera a domicilio presso le Case di Nobili e ricche Signore della società bene apuliese.
 
Ricorda bene Donata le sue amorose raccomandazioni prima di iniziare il lungo e faticoso lavoro delle elaborate acconciature, ricche di boccoli e fiocchi di velluto profumati: "Fai la brava su questa sedietta Donata a Mamma che poi la Signora ti regala le caramelle e i vestitini belli" (i vestitini ormai dismessi dalle bambine figlie delle nobili e ricche Signore).
 
 
Donata come tutti i bimbi ha tanti Sogni ma poco tempo per sognarli.
 
A volte, dopo lunghe e faticose giornate di lavoro domestico per accudire i suoi fratellini si concede una piccola passeggiata e arriva fino all'antica Chiesa in Piazza e lì, spesso si addormenta, stremata, sui vecchi gradini di marmo bianco o sulle vecchie panche di legno con affisse le targhe con i nomi di Nobili e magnanimi Benefattori.
 
 
Impara sin da piccola il senso del Lavoro e del sacrificio: a volte accompagna gli zii paterni Angela e Vincenzo in giro per Altamura (Bari) e paesi e villaggi limitrofi.
 
Angela e Vincenzo di mestiere fanno i capellari, e vanno raccogliendo di casa in casa ciuffetti di lunghi capelli dei "tuppi" (le crocchie) sciolti che restano impigliati nei pettini delle donne e, quando va bene, viene loro data una treccia intera di neri capelli lucenti che verranno poi da loro venduti a chi li utilizzerà per fare belle parrucche e parrucchini per i ricchi signori.
 
 
Ricambiano con piccoli articoli religiosi: messalini , corone (rosari), e Santini per esporre nella Casa davanti al Focolare ed invocare la Benedizione dell'intera Famiglia; un'interessante variante un pò più articolata del nostro Meridione d'Italia dei celebri Tesini....
 
 
Ha poco tempo Donata per sognare.
 
E' spensierata, come tutti i bimbi della sua età, quando rincorre gioiosa gli uomini che sulle spalle curve dalla fatica e dalle privazioni portano i lastroni di ghiaccio da vendere dalle nivére- gli antichissimi precursori dei nostri freezer, noti ed ampiamente utilizzati sin dall'epoca Romana Imperiale- alla Gelateria del paese.
 
 
Sebbene vispa ed assai curiosa e intelligente Donata non ha tempo per studiare e, a malincuore, viene dal Babbo Vincenzo ritirata dalla Scuola appena conclusa la terza elementare.
 
 
 
Vincenzo Carolillo, classe 1902, l'amatissimo Papà di Donata
 
 
Suo preziosissimo ed insostituibile alter ego, anche per il profondo Affetto ed il responsabile senso di Gratitudine che a lui la unisce, Donata lavora per tutta la vita accanto all'amato Babbo nel variopinto Negozio di Famiglia, messo su con i sacrifici di una vita intera dall'onesto lavoro paterno.
 
 
Qui, nel centro di Tricarico (Matera) , in Piazza Giuseppe Garibaldi, Donata sorride e vende cartoleria, libri per le scuole, articoli di Merceria, articoli elettrici, giornali, regali per Matrimoni di lusso e a buon prezzo.
 
 
Alla morte dell'amato Padre, Donata porta avanti il Negozio con Mattia, il suo amatissimo Sposo e unico Amore di un'intera Vita, perso appena sette anni fà.
 
 

Il Sacro Cuore di Gesù
Santino manufatto conventuale realizzato su base in cartoncino a mezzopunto.
Il PRIMO Santino della Collezione di Donata

 
 
    
Tra i tanti suoi interessi verso i quali la porta una spiccata intelligenza e curiosità caratteriale, inizia sin da bambina a collezionare cartoline ,francobolli , monete e Santini per poi diventare Socia nel 2005, anche per cercare una nuova ragione di Vita nella dolorosa solitudine a seguito della pedita del marito, dell'A.I.C.I.S.-Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre,  e vanta ad oggi una cospicua Collezione di circa 50.000 Santini.
 
 
Grazie ad A.I.C.I.S. entra in contatto con storici Collezionisti Italiani quali Mario Tasca, il Professor Carluccio Frison e molti altri, facendo scambi di Santini e facendosi da tutti amare per la sua rara e straordinaria Simpatia ed Umanità, tanto da essere per tutti diventata un importante riferimento e, di fatto, l'insostituibile Mascotte nazionale per tutti noi Collezionisti di Santini.
 
Donata è un Mito !
 
Le sono state sufficienti brevi "lezioni" via telefonica dell' Amico Mario Tasca perché diventasse in brevissimo tempo un' autentica hacker (in senso positivo, naturalmente !) del computer.
 
Ha una Pagina personale su Facebook, mastica egregiamente l'Inglese, si esprime tecnicamente come ed ancor meglio degli attuali teen agers, navigando sul web; Donata posta, linka, scannerizza immagini in jpeg e in pdf, allega files.
 
 
Donata, classe 1930, ma solo all'anagrafe.
 
 
Personalmente l'ho "adottata" come Figlia, Mamma ed Amica insostituibile, con le sue Storie di un'Italia operosa e operaia dalle antiche Tradizioni che tutti indistintamente siamo oggi chiamati a salvaguardare dall'oblio, proprio come i nostri amati Santini.
 
Chi trova Donata trova un Tesoro.
 
Vi lascio ora in sua compagnia con la bella Storia della sua Collezione.
Buona lettura a tutti,


Paola Galanzi





La Storia della mia Collezione di Santini

Da piccola ho tenuto il pallino della conservazione e raccoglievo di tutto, francobolli monete cartoline e' santini che conservavo gelosamente in scatole belle che mi capitava di avere nel negozio coadiuvata da mio padre anche lui amante di tutto ciò.


Dopo ho incominciato a selezzionarli: la vita della Madonna, due album di 80 fogli per 12. Ho 9 tasche di Madonne sole senza il bambino gesu',,,5 album di Madonne con bambino gesu' tutti dalla nascita all'assunzione,,,5 album di gesu' dalla  nascita alla resurezione,,,sei album di santi dalla a alla zeta,,,4 album di sante  dalla a alla zeta,,due della bonelli ,,uno ancora,, uno egm,, uno arz,,, uno gn,,uno eb seppia,,uno eb 2/,,,, 20 album di santini di varie dimesioni,, due fustellati con logo,, uno senza loghi,,uno merlettati  del 800 ad'oggi ,ho scambiato con 52 amici da due giorni ho deciso di averne solo pochissimi per motivi vari.

Ciao a tutti i miei amici collezionisti,

Donata