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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





lunedì 27 gennaio 2014

Iconofilia e Cultura: l'importanza ed il fascino di ricostruire l'identità storico-culturale dei nostri Santini

 
Beata Michelina Metelli-Malatesta da Pesaro
 
Splendida incisione a bulino su rame stampata su carta a vergelle
 
Artista-Incisore: Johann Adam Hiller
 
Praga, 1730-1740 ca.
 
Collezione privata Galanzi
 
 
Ogni singola, antica Immagine devota è Testimone silenziosa ma nel contempo eloquente di quell'importante, fittissima trama costituitasi, nel lento ed inarrestabile scorrere del Tempo, dalla successione ordinata ed armonica di innumerevoli ed eterogenei eventi, costumi, credenze e tradizioni, dettati fondamentalmente dal substrato costitutivo originario ove la stessa fu ideata e prese vita in qualità di artefatto, prodotto cioè creato dall'Uomo che, in quel preciso contesto sociale, coesistendo con le medesime leggi, dottrine, influssi e tendenze, operò e condusse, consumandola, la propria vita.
 
 
Estremamente interessanti da un punto di vista etno-antropologico rivelano infatti agli occhi dell'osservatore attento e dello studioso elementi immediatamente pertinenti e riconducibili ad un preciso contesto culturale geografico e storico cui si riferiscono, talvolta parlandoci, laddove esistano gravi lacune biografiche degli Artisti-Incisori autori del documento o, nell'ipotesi peggiore, nell'anonimato dell'attribuzione, e rivelando in modo inatteso ed affascinante lo spaccato di un contesto storico preciso e di una Cultura particolare.
 
 
Un'antica Immagine devota è come una vecchia finestra, polverosa e cigolante, che si apre piano sul Passato, pronta, come per magia, a svelarci misteri ed affascinanti segreti che il Tempo e l'oblio dei secoli paiono aver per sempre sepolto.
 
 
Vite e storie di Artisti s'intrecciano spesso con luoghi e latitudini geografiche sconosciute e lontane, committenti autorevoli e facoltosi che parlano una lingua diversa, usi e costumi ignoti nella Patria d'origine.
 
 
E' proprio in tali specifici contesti che un'Immagine devota diventa eccezionale e prezioso Documento storico, rivelando di situazioni e rapporti non altrimenti documentabili o da altre fonti desumibili.
 
 
Beata Michelina Metelli-Malatesta da Pesaro - dettaglio
 
La Storia, antica e bella, di questo Santino, ricostruisce a memoria imperitura una committenza che partì dall'Arcidiocesi della Città di Pesaro, l'antica Pisaurum Romana fondata nell'anno 184 a.C., verosimilmente tra il 1730 ed il 1740.
 
 
Sotto il Pontificato di Papa Clemente XII (+1740) fu probabilmente l'allora Vescovo Monsignor Filippo Carlo Spada (+1738), o forse il suo successore Monsignor Umberto Luigi Radicati, a raggiungere sin nella lontana Praga ove l'Artista di origini Austriache visse l'intera, breve sua esistenza, il valente Incisore Johann Adam Hiller (ca.1706- +1746) commissionandogli la pregevole, bellissima incisione che doveva, in Terra Picena e ben oltre i suoi confini, celebrare le rare Virtu' Cristiane di una figlia delle Marche, nobile di origini e d'Animo e promuoverne il culto: la Beata Michelina Metelli-Malatesta, compatrona di Pesaro.
 
 
Esemplare la Vita di questa Beata Pesarese ricordata nel Martirologio Romano il 19 di Giugno, data della sua stessa morte avvenuta nell'anno 1356.
 
 
Appartenente ad una delle più nobili Famiglie di Farneto (Perugia), i Metelli, discendenti assai probabilmente dall'antica Gens Romana omonima, nacque nell'anno 1300 a Pesaro dove ancora giovanissima fu data in moglie ad un nobile Malatesta dal quale ebbe un unico figlio, restando presto vedova.
 
 
Alla morte prematura di quest'ultimo, divenuta Terziaria Francescana, dedicò l'intera sua Vita e destinò con generosità esemplare ogni suo bene per i concittadini più poveri e bisognosi, emulando l'Esempio sublime di Francesco d'Assisi.
 
 
Si recò più volte in pellegrinaggio in Terra Santa visitando i Sacri luoghi della Passione di Gesù.
 
 
Nel 1362, a pochi anni di distanza dalla sua morte, accolse le accorate e devote preghiere dell'allora Signore di Pesaro Pandolfo Malatesta scampandolo ad un terribile naufragio al rientro dalla Terra Santa.
In tale data per volere di questi il suo corpo fu traslato in un'urna di marmo ancora oggi conservata e visibile nella Cappella a lei dedicata della Chiesa di San Francesco (attuale Santuario della Madonna delle Grazie) in Pesaro.


 
B.Michaelina e nobili Metellorum familia Pisauri orla viro Malatesta desuncto.
Se totam sub Regula Tertii Ordinis S. Francisci ...


 
Così ne celebra ad eterna Memoria la Figura umile ed eccelsa l'Incisore Johann A. Hiller, incidendo a bulino su lastra di rame stampata su pregevole carta a vergelle, tipica del secolo XVIII, date e fatti salienti della vita, Miracoli avvenuti per sua intercessione e luogo ove sono conservate le spoglie mortali esposte ancora oggi alla pubblica venerazione.
 
 
 
Papa Clemente XII


 Proveniente giovanissimo dalla vicina Austria, dopo un breve apprendistato presso le Botteghe degli Incisori Praghesi più famosi, Hiller realizzò a bulino, firmandole, molte delle sue Incisioni più belle ed importanti, dedicate prevalentemente ai Santi e alle Sante più venerate dalla Tradizione Cattolica, non disdegnando talvolta di cimentarsi pure in lavori profani quali alcuni Stemmi Araldici, Mappe geografiche e Pannelli Botanici.
 

Splendide Incisioni a carattere sacro recanti la sua firma, assai curate nei dettagli ed elegantemente colorate a mano, sono a tutt'oggi custodite presso le principali e più importanti Chiese del centro storico in Praga.


Un'incisione dal tratto curatissimo e dalla splendida, ricca cromìa, così elegantemente resa ancor più preziosa da discreti ma manierati tocchi in oro zecchino
Sicuramente una Sacra Immagine non alla portata del volgo che, all'epoca ignorante ed analfabeta, di certo mai avrebbe potuto leggere la bella didascalia in Lingua Latina.
Assai probabilmente, invece, un Dono prezioso commissionato apposta e destinato dal Vescovo Monsignor Filippo Carlo Spada, o forse dal suo successore, al Santo Padre Papa Clemente XII in visita nella Città.
 
Paola Galanzi


martedì 21 gennaio 2014

Collezionare Madonne e Santi Patroni locali: la nuova, appassionata tendenza, tutta Italiana, nel Collezionismo dei Santini

 
Santa Maria Greca- Protettrice di Corato (Bari)
 
Splendido Santino in cromolitografia dai vivi colori, illuminato nei piccoli dettagli in argento ed oro zecchino.
Italia, fine secolo XIX
 
Collezione privata Galanzi
 
 

Un'impresa impegnativa, ma oltremodo appassionante, quella che di recente, quale assoluto fenomeno di tendenza, accomuna molti Collezionisti Italiani di antiche Immagini devote.
 
Indubbiamente un impegno notevole di ricerca e particolarmente certosino di catalogazione, alla luce delle 20 regioni del nostro Paese e delle ben 110 Province totali.
 
Un notevole ed assolutamente encomiabile lavoro di tutela di antichi culti Regionali e locali, nella salvaguardia di un'antichissima e genuina Devozione popolare inscindibile dalle più care e sentite tradizioni storico-culturali tipiche di ogni area geografica della nostra amatissima Italia.
 
Effigi miracolose di soavi, brune Madonne con il piccolo Gesù, biondo e ricciolino, coronate e in trono, cariche di scintillanti ex voto, Prodigiosi e bellissimi Cristi Crocefissi, Sante e Santi veneratissimi sin alle più remote latitudini nazionali, dall'iconografia arcaica ricca di simbolismi dall'immediata trasposizione alla Religione delle Origini.
 
 
Santa Maria Greca di Corato - dettaglio
 
 
Le più ricercate, nelle canoniche dimensioni 7 x 12, dai raffinati contorni lisci, le cromolitografie di fine 1800, corredate al verso di antiche e accorate suppliche ed orazioni espresse in lingua Italiana dei nostri Nonni, ancora così elegante e garbata e ancora così pura, scevra di neologismi pacchiani o derivazioni sciagurate da lingue straniere.
 
Derivanti talvolta da Italiche devozioni antiche di millenni, di cui spesso mantengono invariata l'originaria, bellissima rappresentazione, ricordano al devoto cultore antichi Riti e provvidenziali interventi Divini così come pure portentosi Miracoli.
 
Santa Maria Greca, in particolare, somma Protettrice di Corato, nell'antica Terra di Apulia, narra di un antico Miracolo operato dalla Miracolosa Effigie acheropita, prodigiosamente comparsa su una tavola lignea in noce, nel Luglio dell'anno 1656, allorquando imperversava sulla Città una terribile epidemia pestilenziale.
 
 
Unica nella particolare iconografia, bellissima ed assai interessante da un punto di vista prettamente storico, Santa Maria Greca di Corato richiama, nei policromi e morbidi panneggi, l'abbigliamento delle donne Greche, pie e morigerate, madri e mogli modello, antiche abitanti della Regione.
 
 
Lo stesso Pastorale Greco, stretto nella destra dalla meravigliosa originaria Icona esposta alla devozione popolare all'interno della Chiesa omonima in Corato (Bari), è parimenti elemento distintivo che connoterebbe l'attuale denominazione.
 
 
Sempre più rari e particolarmente difficili da reperire in condizioni ottimali di conservazione, registrano attualmente un costo- ricordiamoci che non si parla in questa sede di volgari e dozzinali riproduzioni attuali bensì di Santini AUTENTICI di oltre un secolo fà- che oscilla normalmente- ovviamente per quelli più RARI- tra i 18 ed i 24 euro.
 
 
Un prezzo che, solo in questo caso specifico, personalmente reputo equo, e per l'indiscussa, particolare bellezza rappresentativa e per l'indubbio fascino storico, testimone di pura e antica Fede e Tradizione.

Paola Galanzi