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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





lunedì 9 febbraio 2015

La Scala Santa al Laterano: uno fra i più celebri Monumenti della Cristianità celebrato in un Santino cromolitografico dell'antica Stamperia Gavuzzo in Roma


La Scala Santa al Laterano

Pregevole e raro Santino in cromolitografia stampato nell'anno 1896 dallo Stabilimento Litografico Gerolamo Gavuzzo in Roma

Collezione privata Galanzi


La Scala Santa è uno dei più pregevoli Monumenti della Cristianità -tra gli innumerevoli- che Roma, la Città Eterna, possiede.

Per essa si saliva già alla Loggia superiore del Pretorio di Pilato in Gerusalemme.

Il Divino Redentore la consacrò con le tracce del suo preziosissimo Sangue nel giorno della sua dolorosa Passione, salendola più volte e discendendone per andare a morire per la nostra Salvezza sul Monte Calvario.

Secondo una ben fondata tradizione, l'Imperatrice Santa Elena la fece dalla Terra Santa trasportare a Roma, insieme con altre insigni Memorie della Palestina.

Fu collocata nel Laterano, residenza dei Papi, dove più volte venne mutata di sito, fino a Sisto V, il quale la fece collocare dove ancora attualmente si trova.

Sin dal IV secolo fu sempre grande la venerazione dei fedeli alla Scala Santa e sin da allora fu consuetudine salirla in ginocchio.

Gli stessi Romani Pontefici ne furono devotissimi ed usarono frequentarla solennemente, da Pelagio II a Sergio II, da S. Gregorio VII a S.Pio V, da Gregorio XIII a Leone XII, fino a Papa Pio IX il quale affidò ai Padri Passionisti la custodia del venerato Monumento e, in data del 19 Settembre 1870, prima di andare a rinchiudersi prigioniero in Vaticano, visitò piangendo la Scala Santa per l'ultima volta.


 
La Scala Santa- suggestivo dettaglio 


La Scala Santa si compone di 28 gradini che la consuetudine vuole che si salgano in ginocchio, pregando o anche solo meditando la Passione di Gesù.

Papa Pio VII nell'anno 1819 e dopo di lui Papa Pio IX, nell'anno 1856, concessero molti anni di indulgenza, particolarmente in tempo di Quaresima, a tutti i devoti osservanti questa antica tradizione.

Con gusto sobrio ed essenziale nondimeno con rara cura del particolare e della cromìa- si noti in esso il microscopico, suggestivo dettaglio dell'affresco in cima alla Scala - questo raro ed assai pregevole Santino fu stampato in cromolitografia intorno all'anno 1896 dalla Stamperia Gavuzzo di Roma.

Poco conosciuta ed assai rara, nel pur vasto e ricchissimo panorama delle produzioni cromolitografiche a carattere sacro Italiane a cavallo tra l'ultimo ventennio del 1800 ed il primo decennio del 1900, la Stamperia Gavuzzo -o Stabilimento Litografico G. Gavuzzo & C.- fu fondata proprio nel medesimo anno di stampa di questo bellissimo Santino, nel 1896, da Girolamo Gavuzzo, brillante imprenditore di origine Piemontese e ferventissimo Cattolico, già titolare in Roma di una celebre Caffetteria e Liquoreria fondata nell'anno 1872.

L'attività di stampa fu continuativa e di enorme successo fino all'anno 1909, anno di chiusura definitiva dello Stabilimento in seguito ad un terribile incendio- sospettato essere di origine dolosa per questioni di concorrenza- proprio per lo stile sobrio ed elegante delle cromolitografie, affidate alla maestrìa di una squadra di provetti lapicidi che instancabilmente lavoravano di giorno e di notte per soddisfare l'enorme richiesta, per ragioni catechetiche, direttamente commissionata dalla Santa Sede.

Paola Galanzi 

mercoledì 4 febbraio 2015

Un prezioso invito alla Fede che arriva da un lontano passato, affidato al verso di una pergamena Fiamminga di rara bellezza

 
La S.Vergine Maria e Gesù Bambino benedicente
 
Splendida incisione a bulino su rame stampata su pergamena, colorata a mano.
Artista-Incisore:  Cornelis Galle (the Elder)-1576-+ 1650
Anversa, 1640 ca.
 
Collezione privata Michele Fortunato Damato- Barletta
 
 
 
 
E' assolutamente incantevole ed in grado di toccare le corde più profonde dell'Animo questa incisione stampata in Epoca Barocca su pergamena e colorata a mano a firma autorevole del grande Artista-Incisore Fiammingo Cornelis Galle (the Elder- 1576-+1650).
 
 
 
Ritratto del Pittore Fiammingo Jan van der Straat
-ex libris-
 
 
Nel celebratissimo ambito delle rappresentazioni iconografiche Mariane, di ogni tempo e maniera, brilla per la distinta sua ricercatezza dei dettagli, per la cromìa-delicata ed attenta- per la tenerezza naturalmente ispirata dalle divine, dolci fattezze della Santa Vergine Maria e del suo ancora piccolo e adorato Figlio Gesù benedicente.
 
 
Facente sicuramente parte della raffinata Serie di rami celebranti la Vita di Maria Vergine, incisi su disegno degli inimitabili Capolavori pittorici di Jan van der Straat (1523- + Firenze, 1605) -naturalizzato e noto nell'Italiano Giovanni Stradano- celebrando la divinità di Maria Vergine Madre di Dio, maestosa nella sua pur candida e sublime Humilitas, esalta l'Imperium di Dio sul Mondo - il Globus Cruciger- racchiuso e ben controllato nella manina sinistra del Santo Bambino Gesù, in atto di benedire la sua Santa Madre.
 



La S.Vergine Maria e Gesù Bambino benedicente-dettaglio
 
 

Una rappresentazione rara nel pur vastissimo repertorio iconografico Mariano, altamente simbolica ed evocativa del trionfo della Spiritualità sull'effimero e transeunte mondo della materia.
 
 
Nell'esaltazione illustrativa dell'inseparabile binomio Gesù-Maria Vergine, con il suo magistrale ed ineguagliabile bulino, Cornelis Galle stigmatizza esemplarmente il biblico concetto del vanitas vanitatum et omnia vanitas, sottolineando la miserevole precarietà dell'esistenza.
 
 
Il Globo Crucigero, Simbolo del Potere Divino, invero racchiude ed ingloba in sè il Teschio allusivo al Memento Mori e alla vana e passeggera condizione umana, spalancando le porte all'Eternità.
 
 
Delicato e sensibilissimo interprete e commentatore della divina simbologia espressa dal grande Incisore Fiammingo, sin dal 1610 Maestro della Gilda di San Luca di Anversa, fu un anziano Monaco Bavarese di nome Carolus
 
Nel rispetto delle Regole conventuali- particolarmente rigide soprattutto in ambito claustrale-ci è dato di conoscerne il solo nome di Battesimo.
 
Quello che potrebbe apparire come il cognome, subito dopo il nome, nella firma al verso della pergamena, è infatti un mero titolo- oggi intraducibile-riconducibile unicamente al ruolo da lui rivestito in seno alla Comunità Monastica di appartenenza.

 
 
 
 
Baviera, 4 Dicembre 1669
 
Immaginiamo così l'incontro tra Frate Carolus e la N.D. Barbara Friedrichen....
 
 
Frate Carolus, in una freddissima giornata invernale da lui precisata essere il giorno 4 di Dicembre dell'anno 1669, fece dono della preziosa e bellissima Immagine devota su pergamena alla Nobildonna Barbara Friedrichen, generosa Benefattrice del Convento e prediletta sua figlia spirituale, nella lieta occasione del suo genetliaco.  
 
 
Affidando la sua protetta all'Amore di Maria Vergine, così scrive Frate Carolus di suo pugno, in grafia elegante e con nero inchiostro, nell'antico Stile denominato in Lingua Tedesca Suetterlin, assai diffuso negli Scriptoria conventuali di Baviera nei secoli XVI e XVII :
 
 
 
La S.Vergine Maria e Gesù Bambino benedicente-
la commuovente dedica di Frate Carolus al verso
 
 


In questo mondo nessuna Gioia è completa.

La Felicità, come in un ballo, si alterna alla Tristezza,
alla fine della Gioia vi è Dolore e Sofferenza.
 
Per questo, oh Umanità, guarda solo all'Eternità !
 
Con questo triste scenario terreno, insieme all'offerta della sua preghiera sacerdotale affida la N.D. Barbara Friedrichen alla Santa Vergine augurandole un beato Compleanno e affidandosi alla sua solenne e fedele Preghiera.
 
Suo servo (lett. indegno)

 Frate Carolus
 
 
Non abbiamo purtroppo alcun dato aggiuntivo che possa aiutarci all'identificazione precisa del caro Frate Carolus, uomo di Dio dalla rara e sublime Spiritualità.
 
 
Nessun nome di città accanto alla data siglata da lui a mano che possa con esattezza ricondurci, tra i numerosissimi, antichi Conventi e Monasteri di Baviera, a localizzare con attendibilità quello dov'egli trascorse la sua Vita e ove oggi riposa. In Pace.
 
 
Ringrazio di vero Cuore il mio carissimo e Fraterno Amico Michele Fortunato Damato, Collezionista e grande estimatore dell'iconografia Mariana nonchè Socio A.I.C.I.S. di Barletta, per aver messo a disposizione la preziosa Immagine devozionale, parte della sua privata e distinta Collezione.

Paola Galanzi