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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





martedì 27 maggio 2014

Nel 75° Anniversario di S.Caterina da Siena e S.Francesco d'Assisi Patroni d'Italia, A.I.C.I.S.-Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre- invita alla Mostra di Santini omonima in esposizione in Roma

 
 
 

L’A.I.C.I.S.- Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre, in collaborazione con la Comunità del Convento di Santa Maria sopra Minerva, propone la Mostra di immagini e santini devozionali “1939-2014: 75° ANN.RIO DI CATERINA E FRANCESCO PATRONI D’ITALIA-Un viaggio tra le immagini dal XVII secolo ad oggi”.
 
Infatti, Il Santo Padre Pio XII, il 18 Giugno 1939, anno primo del suo pontificato, alla vigilia del conflitto mondiale, ha proclamato San Francesco d'Assisi e Santa Caterina da Siena Patroni Primari d’Italia. Con tale atto, il Sommo Pontefice ha inteso, oltre procurare in modo particolare il bene degli Italiani, metterli sotto la protezione di due grandi santi, che durante la vita terrena si sono attivati concretamente per portare aiuto alle genti del loro tempo, spinti dall’Amore per la Patria.
 
La manifestazione avrà luogo a Roma, nel Convento di Santa Maria sopra Minerva, con ingresso da Piazza della Minerva 42, dalle ore 18,00 del 31 maggio 2014 (inaugurazione) fino alle ore 19,00 del 29 giugno 2014 ed osserverà il seguente orario:
 
 9,30 - 12,30 e 16,00 - 19,00, festivi compresi.
 
L’evento, prima celebrazione in Italia quest’anno di tale Anniversario, desidera mettere in risalto la figura dei due grandi santi, Caterina e Francesco, quali patrocinatori presso Dio delle preghiere degli italiani e nello stesso tempo esempio per loro di vita evangelica.
 
Il 31 maggio 2014, alle ore 18.00, con la cerimonia di inaugurazione della Mostra sono previsti l’introduzione del Presidente AICIS Giancarlo Gualtieri, dell’Assistente Ecclesiastico AICIS Padre Davide Carbonaro, O.M.D. e gli interventi di P. Manolo Puppini, O.P., sul tema “Santa Caterina fedele discepola di San Domenico” e della Dr.ssa  Giuseppina Licordari Gualtieri sul tema Santa Caterina e il monachesimo femminile del suo tempo”.
 
L’esposizione presenterà Santa Caterina da Siena e San Francesco d’Assisi attraverso immagini e santini (incisioni, manufatti, canivets, cromolitografie e libri antichi) dal 1600 ai nostri giorni, di 20 espositori collezionisti AICIS di tutta Italia, e inoltre disegni e poesie di alcuni partecipanti e dei vincitori del concorso del 2013 “Caterina, a piedi nudi nel vento…”, alunni della Scuola Media “Padre Angelico Lipani” di Roma.
 
Infine, in collegamento con la Mostra, il 15 giugno 2014, alle ore 20.30, nella Sacrestia della Basilica di S.Maria sopra Minerva si svolgerà “La Rappresentazione di Santa Caterina da Siena, tratta dall’omonima rappresentazione sacra, messa in scena a Scale di Badia nel 1617.
   
 
 
 
Ad A.I.C.I.S., agli Organizzatori ed a tutti i Soci Espositori rivolgo il mio più grande e sincero Augurio di un enorme e meritato Successo della bella ed importante Iniziativa !
 
 
Paola Galanzi
                                                                                         

giovedì 22 maggio 2014

Iconofilia e Cultura: la Madonna con Bambino dormiente di Antoon van Dyck incisa a bulino su rame dal grande Incisore Fiammingo Gérard Edelynck nel secolo XVII

 
Madonna con Bambino dormiente
 
Incisione a bulino su rame stampata su carta a vergelle, colorata a mano e illuminata con piccoli dettagli decorativi in prezioso oro zecchino.
 
Artista-Incisore: Gérard Edelinck
 
da " Il Riposo durante la Fuga in Egitto" di Antoon van Dick
 
Parigi, 1667-1668 ca.
 
© Collezione privata Galanzi
 
 

Nella didascalia avverte, e non senza più che giustificato - e comprensibile- compiacimento, Gérard Edelinck, ossia l'Autore, che
 
 
 
"la Santa Vergine Maria che qui ammirate
è un Opera così perfetta
 che lo stesso suo creatore (cioè lo stesso Edelinck)
si è incantato nell'ammirarla"
 
 

Un autentico Capolavoro dell'Arte Incisoria Fiamminga di Epoca Barocca, realizzata a bulino su grande lastra in rame e successivamente stampata su carta a vergelle e colorata a mano con delicati, incantevoli pigmenti illuminati da stelle e raffinati ghirigori ornamentali in prezioso oro zecchino.

Concepita originariamente dal Genio Fiammingo Antoon van Dyck, che la dipinse su tela nel 1630 nel suo celeberrimo Capolavoro "Il Riposo durante la fuga in Egitto" oggi conservato presso la Alte Pinakothek nel più importante Museo di Monaco in Baviera, venne da Gérard Edelinck, nel pieno fulgore della sua giovinezza, incisa su rame a poco più di un ventennio dalla morte dell'originario Autore ed ispiratore, intorno al 1667-1668 ca.
 
 
 
Il Riposo durante la Fuga in Egitto
 
Olio su tela di Antoon van Dyck , 1630
 
fonte: The Yorck Project: 10.000 Meisterwerke der Malerei. DVD-ROM, 2002. ISBN 3936122202. Distributed by DIRECTMEDIA Publishing GmbH
 

Il dipinto originale di van Dyck contempla la presenza di San Giuseppe, sposo di Maria e padre putativo di Gesù, ma l'Edelinck, proprio al fine di evidenziarne la soave Bellezza, ne riprodusse a bulino la sola immagine della Santa Vergine con il dolcissimo Bambino Gesù dormiente sul suo petto, con un effetto finale, a mio avviso, d'impatto visivo e di Bellezza addirittura di gran lunga superiore allo stesso dipinto.
 
 
Antoon van Dyck- Autoritratto con girasole - 1632-1633
 

Antoon van Dyck, nato ad Anversa nel 1599, apprendista ancora fanciullo presso la Bottega di Henri van Baelen, appare già precocemente formato e personale nelle prime sue Opere datate- il Ritratto di vecchio dell'Aja, del 1613, e l'Autoritratto dell'anno successivo.
 
Maestro già indipendente a partire dal 1618 inizia la pur discontinua collaborazione con Pieter Paul Rubens (1577- +1640) dal quale indubbiamente eredita idee compositive e soluzioni formali pur mantenendo assolutamente originale e personalissimo l'inconfondibile suo Stile, già all'epoca noto e celebrato in tutto il mondo.

Negli anni che vanno dal 1621 al 1627 visita molte tra le principali Città della nostra Italia e a Genova, in particolare, dimora per lungo tempo e dipinge meravigliose Effigi di Madonne e Ritratti di illustri Personaggi, soprattutto femminili, dell'antica nobiltà locale.

Una leggenda, anch'essa a lungo accreditata dalla storiografia, vuole che il soggiorno in Inghilterra dell'Artista, dove si trasferisce nel 1632, sia trascorso in piaceri smodati ed eccessi e stravaganze di ogni genere.
 
Richiestissime le sue Opere da nobili committenti delle maggiori Corti Europee, ormai ricchissimo e forse già stanco, affetto anch'egli da quel sottile mal de vivre comune ai più grandi Geni dell'Arte di ogni Tempo, Antoon van Dyck si spegne prematuramente, non più che quarantenne, a Londra il 9 Dicembre dell'anno 1641.
 
 
 
Ritratto di Gérard Edelinck
 
Bulino su rame di Nicolas Etienne Edelinck, figlio del grande Incisore Fiammingo
 

Appena un anno prima, nel 1640, nasce ad Anversa Gérard Edelinck, l'Autore di questo straordinario, museale Capolavoro calcografico del Barocco Fiammingo.

Apprendista sin dall'età giovanissima di undici anni presso la Bottega dei già famosi e stimati Incisori Gaspar Huybrechts  e Cornelis Galle il Giovane, al compimento del suo ventiseiesimo anno, nel 1666, si trasferisce stabilmente e definitivamente a Parigi dove inizia subito a studiare presso i rinomati Ateliers di Artisti-Incisori di già chiara ed indiscussa fama quali François de Poilly, Robert Nanteuil e Philippe de Champaigne.

E' il tipico caso in cui "l'Allievo supera i Maestri" e ben presto l'eccellenza di Edelinck e la meritata fama della sua rara ed incomparabile Maestria nell'Arte incisoria giunge sino alla Corte del Re Luigi XIV che, estasiato dalla rara Bellezza delle sue incisioni, dopo avergli conferito la Cittadinanza onoraria nel 1675, personalmente lo nomina, appena due anni dopo, Maestro-Docente presso l'Accademia Reale di Pittura e Scultura di Francia.

Insigni Critici e Storici dell'Arte di ogni tempo attribuiscono e unanimamente riconoscono a Gérard Edelinck di aver indelebilmente segnato un Epoca nella Storia dell'Arte; la Figura di Edelinck si staglia e si afferma, monumentale ed irraggiungibile, nell'infinita schiera dei suoi predecessori e Maestri e degli stessi suoi contemporanei.

E laddove questi si distinsero, chi per la plasticità, chi per il sapiente dosaggio di luci ed ombre, chi ancora per il colore o la raffinata trama delle superfici, Gérard Edelinck li superò tutti, concentrando nel suo inimitabile, quasi trascendentale bulino tutte le suddette qualità e naturalmente, con così eccellente armonia, miscelandole in quel portentoso, vitale effetto finale che rapisce ed incanta l'osservatore delle sue Opere.
 
 
 
Madonna con Bambino dormiente - dettaglio
 

Un enorme valore è attribuito ai Lavori che portano la sua firma: nei suoi 67 anni di vita incise infatti a bulino non più di quattrocento lastre in rame tra soggetti sacri- principalmente Madonne- e altri a carattere cosiddetto profano- essenzialmente Ritratti di nobili e altri importanti Personaggi dell'Epoca, oltre ad episodi salienti della Storia di Francia.

Gérard Edelinck si spegne a Parigi il 2 aprile dell'anno 1707.
 
Il suo fratello minore Jean ed il suo unico, amatissimo figlio Nicolàs Etienne, Autore del suo Ritratto posto a corredo di questo articolo, ne ereditano l'Arte e l'immenso patrimonio senza peraltro mai, né l'uno né l'altro, riuscire a raggiungere il suo unico, sublime ed inimitabile livello Artistico.

Paola Galanzi

mercoledì 14 maggio 2014

Iconofilia e Cultura: Visita virtuale alla Collezione di antiche Immagini devozionali del MUSEUM ROTTERDAM nei Paesi Bassi

 
S. Rita da Cascia
 
Splendida incisione a bulino su rame stampata su spessa pergamena.
 
Artista-Incisore: Cornelis van Merlen
 
Anversa, 1654-1723
 
Collezione MUSEUM ROTTERDAM
 
 
Incisioni su rame in bianco e nero o anche colorate a mano di tre, quattro secoli fa proposte a "prezzi stracciati", nomi autorevoli che hanno scritto la Storia dell'Arte lato sensu ed in particolare l'Arte incisoria, segnando indelebilmente i quasi tre secoli dell'importante ed inimitabile Storia della calcografia Fiamminga, citati con grossolani errori ortografici, Santini cromolitografici di fine 1800 offerti addirittura al kg., antichissimi ed oltremodo rari e preziosi Codici Miniati oltraggiati nell'originaria bellezza e perfezione e ridotti a tristi cumuli di fogli singoli trivialmente rifilati ai bordi; chi commercia oggi nell'ambito dell'Antiquariato cartaceo pare talvolta non conoscere bene o, ancor peggio, ignorare completamente, oltre all'evidente, intrinseca importanza religiosa e devozionale, l'inestimabile Valore Storico-Culturale nonché antropologico ed, ancora, etnografico di cui ogni singola Immagine devozionale d'Epoca è testimone fondamentale e contestualmente prezioso tassello, nell'immenso, variopinto mosaico della Storia dell'Uomo.
 
 
Ogni Santino, ogni Immagine devozionale, siano essi stampati su carta o sulla ben più pregiata pergamena, sono per il Cultore dell'iconografia devozionale un'immensa banca dati, un potente strumento d'indagine in grado di fornire, oltre alle informazioni direttamente ed immediatamente da esse desumibili, quali in primis la certa datazione se presente in originale la firma dell'Incisore, la tecnica utilizzata, il materiale impiegato per la stampa, i colori e, in taluni casi, il nome dell'Artista autore del disegno riprodotto a bulino su lastra in rame, un cospicuo numero di notizie importantissime e strettamente relazionate a tali dati che, se ben lette dallo Studioso, consentono l'interpretazione completa del Santino e la ricostruzione della sua apprezzabile ed unica Storia.
 
 
Fortunatamente, oltre ai Cultori e ai Collezionisti privati, un vastissimo quanto eterogeneo repertorio di antiche Immagini della devozione popolare è con cura amorevole conservato in alcuni importanti Musei nel nostro Paese- si pensi al Museo Remondini di Bassano del Grappa, al Museo che in Milano accoglie le preziose Stampe della Collezione Achille Bertarelli o, e non certo per ultimo, al Museo "PER VIA", Museo delle Stampe Tesine e dell'Ambulantato di recente inaugurato a Pieve Tesino, in Trentino, senza certo dimenticarci del MUSEO DEL SANTINO di Sommacampagna (Verona) dell'amico Stefano Fasoli  - così come in Europa e nel resto del mondo.
 
 
Un evento ammirevole che sottolinea e conferma l'importanza delle antiche Immagini devote quali veri e propri Beni Culturali è stata l'apertura nel 2008 a Rotterdam del Museo omonimo che ha raccolto, tra gli altri Beni della Tradizione e Cultura popolare nazionale, una bellissima Collezione di Incisioni Fiamminghe databili tra il secolo XVI ed il XVIII.
 
 
Data la notevole distanza geografica e la conseguente oggettiva difficoltà a raggiungerlo vi invito a visitarlo virtualmente partendo da qui:
 

Tra le varie, bellissime Immagini devozionali facenti parte della Collezione del Museo una, in particolare, ci parla volentieri della sua antica Storia e della sua vita intensamente vissuta: è una meravigliosa Incisione a bulino su lastra in rame stampata su pergamena celebrante Santa Rita da Cascia, eseguita e firmata dal grande Incisore Fiammingo Cornelis van Merlen (1654 -+1723).
 
 
Al verso, manoscritta con grafia compìta a inchiostro, comprensibilmente sbiadito per gli oltre due secoli trascorsi da quel giorno memorabile, un bimbo di nome Adrieanus van den Bogart ci fa sapere che ricevette la bella incisione di S. Rita quale dono per la sua Prima Comunione dalla signora Antonetta Anna Van Mol, vedova del signor Anthony Peymans.
 
 
Adrieanus ricevette il sacramento della Prima Comunione il 2 di Maggio dell'anno 1798.
 
 
Ordinato e preciso- oltre che simpatico- Adrieanus ci informa che in quella data lui aveva 12 anni, 9 mesi e 3 giorni.
 
 
Particolarmente bella e toccante la parte finale del suo scritto, a testimoniare l'eccellente educazione Cattolica ricevuta, che invita a "pregare con gratitudine sincera per chi generosamente vi ha dato".
 
 
Paola Galanzi

lunedì 5 maggio 2014

REGINA PROPHETARUM: la più antica immagine della Vergine Maria Madre di Dio da un affresco delle Catacombe di Priscilla in Roma

 
Santino in cromolitografia con bordi elegantemente fustellati.
 
Italia, fine sec. XIX
Collezione privata Galanzi
 
 
Questo raro, antico Santino cromolitografico di fine 1800, con i bordi garbatamente fustellati e l'elegante cromìa, ritrae, secondo la pregevole iconografia dello Stile Classico, la più antica Effige finora conosciuta della Santa Vergine, presente in affresco presso le Catacombe di Priscilla lungo l'antica consolare Salaria in Roma.

La preziosa pittura murale, datante orientativamente della prima metà del III secolo d.C., in epoca antoniniana, venne realizzata da Artista anonimo, certamente Cristiano, nel momento storico fondamentale per la nostra religione di consolidamento e progressiva istituzionalizzazione, quasi oramai in simbiosi con lo Stato di Roma ed alcuni suoi tipici moduli organizzativi nonché iconografici.
 
 
L'affresco celebrante la personificazione della Profezia Messianica dinanzi alla Vergine Maria col S. Bambino Gesù
 
Catacombe di Priscilla in Roma
 
 

La struttura delle Catacombe che lo ospitano, scavate per circa 13 chilometri nel tufo tra il II ed il V secolo d.C., si compone di un articolato sistema di gallerie ipogee sulla base di una preesistente area sepolcrale privata, destinata ad accogliere i membri della antica Gens di rango senatorio degli Acilii Glabrioni, cui appartenne la nobile Priscilla che generosamente donò alla Comunità Cristiana il terreno per la loro costruzione e dalla quale il complesso prende il nome.

Già nel secolo XIX il Giovanni Battista De Rossi (1822-+1894), colto scrittore ed esperto in Topografia storica, Epigrafia ed Archeologia Cristiana - fu egli, tra l'altro, a scoprire nel 1850 l'esatta ubicazione dell'importante complesso delle Catacombe di Callisto sulla via Appia- nella sua magistrale Opera Immagini scelte della Beata Vergine Maria tratte dalle Catacombe Romane, Salviucci, Roma 1863-interpretò la bellissima rappresentazione quale personificazione della Profezia Messianica, laddove, ritratto accanto alla Vergine Maria con al seno il S.Bambino Gesù, il giovane vestito di tunica e pallio alla esomide -identificato dall'Autore come il profeta Isaia- con un volumen nella sinistra e con la destra levata in atto di parlare, si delizia del felice adempimento delle Predizioni indicando la Stella, cioè il Messia.



 
Regina Prophetarum- dettaglio





Si è avverato che la Stella è sorta da Giacobbe (Num.XXIV, 17)
 
Si è avverato che una vergine concepirà e partorirà un figlio e che il Figlio è dato a noi (ISAI.,VII,14; IX, 6)

E' dunque la Vergine delle Profezie, è la Madonna dei Profeti.
 
Nella Sacra Liturgia già era presente il titolo di Regina Prophetarum e l'Autorità Ecclesiastica lo applicò a questa Effigie quando copia di essa ne fu collocata, nella seconda metà del 1800, all'interno della Chiesa di San Sebastiano in Roma.

L'insigne Monumento dimostra storicamente che il culto alla Vergine Madre di Dio vigeva fin dai primordi della Chiesa.

Dimostra altresì che con il culto della Vergine nascevano insieme i grandi ideali dell'Arte Cristiana.

QUAM
ORITURAM. EX. JACOB. STELLAM
VIRGINEM. FILIUM. PARITURAM.
PROPHETAE. CECINERANT
DEI. GENITRICEM
 
AB. USQUE. PRIMO. AECCLESIAE. AEVO
RITE. CULTAM. FUISSE. AC. VENERATAM
ROMANA. CHRISTIANORUM. REQUIETORIA
APOSTOLIS. COETANEA
LUCULENTER. TESTANTUR
HAERETICORUM. AC. PERDUELLIUM. PERFIDIAM
APERIUNT. REFELLUNT. PROTERUNT
 
(Antica iscrizione tratta da: Sante Chiavarelli S.J. - Inscriptiones et epigrammata , Campitelli, Roma 1921)



Paola Galanzi

giovedì 1 maggio 2014

Iconofilia e Cultura: HIERONYMUS WIERIX: Genio e sregolatezza del Rinascimento Fiammingo

Subsannaveunt me subsannatione: frenduerunt super me dentibus suis - Ps. 34
 
Il Genio ed il raro talento di Hieronymus Wierix conferiscono al bulino ed alle sue creazioni quasi un vitale afflato, con un risultato finale di grande realismo tridimensionale che crea nell'osservatore stupore e puro incanto.
 
Incisione originale a bulino stampata su pergamena con coloritura a mano e dettagli salienti mirabilmente illuminati in autentico oro zecchino
 
Anversa, sec. XVI -ant. 1619
 
Collezione privata Galanzi
 
 
Se volessimo sinteticamente definire l'esistenza di questo grande Incisore delle Fiandre del secolo XVI  attendibilmente potremmo graficamente indicarla e riassumerla con una curva ad andamento sinusoidale.

Figlio d'Arte, con l'Amore viscerale per l'Incisione nel DNA ereditato dal padre Antonius I Wierix, stimato Pittore professionista nonchè egli stesso Incisore, divise con i due fratelli Jan e Antonius II, anch'essi talentuosi Artisti, fama ed onori.

Secondo di quattro figli di cui l'ultima nata -secondo gli Archivi Parrocchiali della Città di Anversa -nel mese di Giugno dell'anno 1587- una femmina di nome Maria, Hieronymus nacque egli stesso nella suddetta Città nel 1553; per tutto il secolo XIX Studiosi e Storici dell'Arte Olandesi invano contesero ai Fiamminghi, sulla labile base di un breve soggiorno dello stesso ad Amsterdam,  i Natali del grande Artista.

Un prezioso documento giudiziario, scoperto e pubblicato nel secolo XIX dallo Studioso e Storico dell'Arte A. Pinchart, ha potuto rivelare un incidente di percorso relativo a quella che potremmo definire la burrascosa giovinezza dell'Artista e che nel contempo, plausibilmente, ne attesta seppur transitoriamente la presenza ad Amsterdam.
 
Tale avvenimento è riportato anche alla pagina 2 del tomo II presente all'Archivio delle Scienze e delle Lettere di Anversa:
 

Correva l'anno 1578 e un giorno, verso la fine del mese di Ottobre, Hieronymus insieme ad un suo amico e già entrambi visibilmente alterati da un pasto abbondante generosamente irrorato da buon vino, entrò nella Bottega di un noto e stimato artigiano bottaio di nome Frédéric Van Hove che al momento stava sostituendo la moglie Claire nell'attigua Mescita di vino di loro proprietà.

Agitando tra le mani due grandi boccali in stagno Hieronymus chiese sguaiatamente che venissero subito riempiti di buona birra per lui e per il compare suo ospite.

Alla risposta perentoria di rifiuto della signora Claire con congiunto l'invito a pagare i vecchi debiti prima di contrarne di nuovi, sentitosi profondamente umiliato per la presenza dell'amico che assistette ammutolito e visibilmente imbarazzato alla scena, Hieronymus, dopo un gesto di stizza che gli fece rovesciare a terra una grande pentola che bolliva sul fuoco nel locale, e dopo un vivace scambio di parole alquanto pesanti ed offensive con la signora, afferrò da un ripiano una grande e pesante pinta e la scagliò con violenza sul capo della donna.
Alla vista del sangue che copioso iniziò subito ad uscire dalla vistosa ferita l'Artista e l'amico se la diedero a gambe.
 

La povera Claire Van Hove morì sei settimane più tardi e Hieronymus fu imputato con la pesante accusa di omicidio.
 
Nonostante la certa condanna pronunziata a suo carico, sì come risulta dagli Atti ufficiali conservati presso l'Archivio del Tribunale di Anversa, il 24 di Marzo dell'anno 1580 riceve la grazia piena e totale dall'Arciduca Mathias, l'allora potentissimo Governatore dei Paesi Bassi.
 
 
Dettaglio- Collezione privata Galanzi
 

Dotato sin da bambino di un raro talento, Hieronymus iniziò ad appena 12 anni presso la Bottega del padre Antonius I ad incidere a bulino su lastre in rame i capolavori di Albrecht Dürer 

Nel 1570, ancora adolescente, entra nella rinomata Bottega di Christophorus Plantin.
 
Solo due anni più tardi, senza apprendistato, viene ammesso direttamente in quanto "Figlio di Maestro" alla prestigiosa Sint-Lucasgilde di Anversa, la celeberrima fucina di formazione di tutti i più grandi Artisti Fiamminghi.

Nel 1588 apre ad Anversa una propria Bottega indipendente e lì accoglie come Allievi Samuel van Hoochstraten e Jacques de Weert.

Discendente ed erede di una grande Famiglia di Artisti ed incisori- la presenza della Famiglia Wierix è attestata negli Archivi dell'Anagrafe della Città sin dal 1400- Hieronymus fu contemporaneo di numerosi altri Incisori Fiamminghi di chiarissima fama.

Vivendo a cavallo tra il secolo XVI ed il XVII fu protagonista della nascita e testimone del rapido ed enorme successo dell'industria dedita alla creazione e diffusione in tutta Europa delle bellissime ed inimitabili Immagini devozionali Fiamminghe stampate su carta e su pergamena, di cui Anversa, la sua città natale, fu sede principale ed incontrastata per quasi due secoli.

Fu contemporaneo ed amico di Cornelius Coort, fondatore di una Scuola in Italia e futuro Maestro del Carraccio, dei Sadeler, che ripresero in mano, dandole nuovo lustro, l'Arte in Germania, Patria del grande Abrecht Dürer, ed intimo del grande Artista Gerardus  Edelinck e della sua famiglia, che esercitò un'influenza notevole sulla brillante e già promettente Scuola Francese.

La produzione e la conseguente esportazione di Immagini devote Fiamminghe raggiunse all'epoca dei Wierix i livelli più alti: un'enorme quantità di esse entrò in Francia, in Italia, in Spagna e molte raggiunsero persino l'America Latina.

Hieronymus Wierix lavorò per molti anni alle dipendenze e per conto dei Padri Gesuiti della Compagnia di Gesù che assai intelligentemente ravvisarono in una massiccia diffusione delle Immagini sacre Cattoliche un buon freno ed un efficace antidoto atto ad inibire e a combattere apertamente la diffusione del Protestantesimo

Un breve ma esplicito epitaffio presente all'interno della Chiesa di San Giacomo Apostolo in Anversa ne sancisce senza dubbio alcuno la cittadinanza e la nazionalità Fiamminga, fornendoci con precisione l'età di questo eccelso Genio dell'Arte di Fiandre alla data di morte, avvenuta nell'anno 1619 :  
 

HIC EST HIERONIMO WIERCX ANTVERPIANVS
SCVLPTOR EGREGIVS
OBIIT AETAT. LXVl  KALEND. NOV
ANNO DOMINI MDCXIX

REQUIESCAT IN PACE
 

Le Opere di Hieronymus Wierix vennero pubblicate ad Anversa, tra gli altri, da Philippe Galle, Christophorus Plantin, Hieronymus Cock e Jan Sadeler.

Jean Messager le pubblicò a Parigi. 
 

Un esemplare stampato su carta dalla medesima lastra in rame incisa a bulino è in esposizione al Rijksmuseum di Amsterdam, il celebre Museo delle Arti e della Storia nei Paesi Bassi.
 
 
Dettaglio del medesimo soggetto iconografico inciso su carta esposto al Rijksmuseum di Amsterdam
 


La ricchissima Collezione completa del Rijksmuseum e l'incisione originale è visitabile al seguente indirizzo:

https://www.rijksmuseum.nl/en/search?p=2&ps=12&maker=Joachim%20de%20Buschere&ii=0

Pregevoli incisioni stampate su carta firmate Hieronymus Wierix sono conservate anche al British Museum di Londra:
 

Paola Galanzi