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UN CALOROSO BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI E DEI COLLEZIONISTI DI SANTINI E IMMAGINI DEVOZIONALI




giovedì 24 luglio 2014

Un raro "BIGLIETTO FERROVIARIO" di sola andata "DESTINAZIONE PARADISO" stampato nell'Italia post-unitaria dallo Stab.Litogr.PASSERO in Udine

 
Biglietto Ferroviario di sola andata destinazione Paradiso
 
Collezione privata Galanzi
 
Ringrazio il mio carissimo Amico e Padre Spirituale Giuseppe S. O.f.m. che mi ha fatto graditissimo Dono di questa piccola Guida senza la quale non sarebbe stato per me possibile scrivere l'articolo odierno.
 
 
Nel nuovo clima di fermento ed operosità che andò sempre più delineando e caratterizzando l'epoca post-risorgimentale, all'indomani della tanto auspicata e sofferta Unità d'Italia, la stampa, abbandonate le desuete ed oramai troppo dispendiose procedure calcografiche, iniziò a sperimentare e a far propria con grande successo la novità tecnica della riproduzione su pietra- la litografia- inaugurata il Germania, neanche un secolo prima, dal Tedesco Alois Senefelder.

Più che un Santino propriamente detto- del quale tuttavia da chiuso possiede le canoniche dimensioni di cm.11 x 7- è un Vademecum spirituale, una Guida fondamentale pel Buon Cristiano in formato tascabile, da leggere con grande attenzione e portare sempre con se per, infine,  passare la Dogana ed entrare diffilato in Cielo.

Sostantivi, verbi e signorili vezzi ortografici, da lungo tempo purtroppo abbandonati, della nostra amata e bellissima Lingua Madre, l'Italiano, sono, sulle quattro pagine piegate a fisarmonica, stampate recto-verso su pregiata carta sottile bordata in oro zecchino, la preziosa testimonianza storica di usi e costumi che rappresentarono e distinsero un'Epoca della nostra Storia e ora scomparsi per sempre.

Quanta sincera nostalgia rievocano in noi parole come "viglietto" anziché biglietto, il verbo "spiccare"-  ormai in tal senso definitivamente sostituito dai verbi emettere- in senso lato- e stampare- che fissa con assoluta precisione figurativa lo staccare con un colpo netto il titolo del viaggio ferroviario dal blocchetto allora in dotazione all'impiegato delle linee ferroviarie preposto; e ancora, paracqua, infanti, ajutare al posto di aiutare...

Questo eloquente testimone cartaceo della Devozione e del garbo linguistico dei nostri Nonni e Bisnonni attesta altresì del fecondo rapporto di collaborazione e di forte amicizia che intercorse ed indissolubilmente legò due autorevoli Stabilimenti Litografici, che rappresentarono per quasi un secolo il fiore all'occhiello della stampa al nord ed al sud della nostra Italia: lo Stabilimento Litografico Passero in Udine e la Tipografia "All'insegna di San Francesco " in S. Agnello di Sorrento (Napoli).

Il primo fu fondato in Udine nel 1871 da Enrico Passero, brillante disegnatore ed imprenditore che, similmente a quanto era accaduto in Bassano del Grappa circa due secoli prima, grazie alla non comune creatività e alla lungimiranza imprenditoriale di Giovanni Antonio Remondini, Fondatore dell'illustre dinastia di Stampatori Veneti, cavalcando l'onda dello sviluppo industriale e del conseguente benessere che da esso e dall'incremento dei commerci ne derivò, diede l'avvio ad una diversificata e massiva produzione di carte geografiche, raffinate cromolitografie in stile Liberty, colorate locandine teatrali, biglietti da visita eleganti per la nuova, emergente Borghesia- sensibile ed attenta alle Mode d'eco Europeo e sempre più esigente- con immediato ed enorme riscontro a livello regionale del Friuli e nazionale che non tardò, già come era successo con i Remondini, di estendersi alle principali nazioni d'Europa fino ad arrivare a raggiungere, oltreoceano, le più importanti Capitali dell'America del Sud.

Appena cinque anni dopo la nascita ad Udine della Tipografia Passero, a S.Agnello di Sorrento, antico e suggestivo borgo della Costiera Sorrentina a breve distanza da Napoli e sede dell'antica Chiesa il cui nucleo originario è databile già del secolo XV, dedicata ai Santi Prisco e Agnello, -quest'ultimo Patrono della Città- viene fondata la Tipografia "All'insegna di San Francesco" da Padre Bonaventura da Sorrento, monaco Cappuccino, missionario e Vescovo di San Severo, al secolo Antonino Gargiulo (1843- +1904).
 
Esimio erudito- i suoi interessi spaziarono dalla coltura degli agrumi, ricchezza, saliente dettaglio insieme al mare della bellezza paesaggistica e vanto secolare della Costiera Sorrentina, alla Storia e alla Geografia- fu grande Studioso di Teologia - pubblicò, quasi cieco, nel 1898 una bellissima Monografia su Gesù dal titolo "Il Redentore" -con attenzione particolare rivolta nel corso dell'intera sua vita alla ricca e meravigliosa Storia di San Francesco d'Assisi e dell'Ordine Francescano; fu Autore, tra l'altro, di un bellissimo, toccante Saggio su San Francesco Poeta e le sue Poesie stampato nell'anno 1883 nella suddetta Tipografia.



 
Bellissima rappresentazione litografica dell'Orologio della Passione- dettaglio del "Biglietto ferroviario verso il Paradiso

 
Dall'iniziale rapporto di lavoro consistente in frequenti e cospicue commissioni di stampe a carattere religioso- libri e piccoli opuscoli- instaurato con la Tipografia Udinese di Enrico Passero, consolidate dopo alcuni anni la reciproca stima e la fraterna amicizia tra il Passero e Padre Bonaventura, all'indomani dell'apertura della Tipografia "All'insegna di San Francesco" a S. Agnello di Sorrento, Padre Bonaventura ne acquisì interamente la Proprietà letteraria - ovvero, l'antico copyright - iniziando a stampare, insieme ad innumerevoli ed importanti Opere a carattere religioso e culturale di cui fu il brillante Autore, piccoli libelli tascabili e Guide spirituali in consolazione ed aiuto dei devoti.
 

 
Dettaglio

 
Nella piccola Guida oggi esaminata, prezioso "Biglietto Ferroviario verso il Paradiso", nella paginetta detta "GUIDA SICURA", al margine inferiore è presente uno spazio apposito "SPEDISCE PER AUGURIO o PER RICORDO DEL..." riservato ed intenzionalmente lasciato in bianco dalla Tipografia al fine di permettere l'utilizzo del libretto come gradito ed utile dono a familiari ed amici per un sicuro conforto spirituale.

E' citato San Bonaventura:
 
"Sapere e conoscere te, o Maria, è radice d' Immortalità, ed annunziare le tue Virtù, è Via di Salute"

E' presente un Consiglio pratico, secondo la più antica Tradizione Cappuccina:
 
"Giova grandemente leggere nel Libro della Virtù; ma leggere ogni giorno, meditar molto e trarre profitto delle cose meditate"

Insieme al Vademecum del Buon Viaggiatore sul Treno che porta al Paradiso e a tre bellissime ed assai curate fin nei minimi dettagli litografie bicrome in verde oliva ed oro zecchino, non manca, grazie alla versatile intelligenza e simpatia di Padre Bonaventura, neanche la
 
 
Ricetta "per evitare malsanìe lungo il Viaggio":
 
 

 
Monumenti, strade ed Opere sono intitolati a Padre Bonaventura da Sorrento, e quest'anno il 9 di Maggio, Sant'Agnello di Sorrento, sua amatissima Città natale, ha festeggiato 110 anni dalla sua morte.

La piccola Guida "Biglietto Ferroviario destinazione Paradiso" veniva venduta intorno all'anno 1876  in numero di 100 copie al costo di lire 3.
 
Réclames, locandine e bellissimi e variopinti Manifesti pubblicitari colorati a tempera dei piu' svariati eventi e Feste popolari della Belle Époque a firma dello Stabilimento Tipografico Passero sono oggi parte del Patrimonio Artistico dalla Fondazione CARIGO di Gorizia, grazie alla quale sono costantemente resi fruibili al pubblico attraverso Mostre ed importanti Manifestazioni Culturali.

 
Paola Galanzi
 

martedì 15 luglio 2014

Una piccola treccia e l'eco antico del richiamo all'Essenzialità Francescana e al Memento Mori

 
Una piccola treccia di veri capelli e la parabola di una Vita costruita e spesa nell'Amore di Dio
 
Francia, secolo XIX
 
Collezione privata Galanzi
 
 
All'apparenza, soprattutto se osservato nel contesto di un variegato insieme di antiche Immagine devote e Santini realizzati a mano in ambito conventuale, quasi scompare per la sua disarmante umiltà e la semplice, severa sua natura bicroma, sbiadita ancor più dai due secoli di età; ma il Santino che oggi presento, prezioso Dono fattomi da un fraterno Amico e Padre spirituale Francescano, è un semi-manufatto raro nel suo genere ed ancor più unico per l'antico, alto Messaggio spirituale che intese, sin dal momento della sua realizzazione, lasciarci in eredità attraverso il lento ma ineluttabile scorrere del Tempo.

Gesù, il Buon Pastore, mostra la Strada ed amorevolmente accompagna, al tramonto della Vita terrena, le sue pecorelle fedeli all'Ovile Eterno.
 
Null'altro è evidenziato graficamente, nemmeno il nome dell'originario, celebre Editore Parigino- Dopter, nascosto dalla sobria cornice ovale con piccoli fiori in argento, bianco e nero - che, verso l'ultimo ventennio del secolo XIX, ne curò la stampa e la diffusione.

Realizzato in due fasi, con due strati di carta sovrapposti ed uniti à collage, è la Testimonianza di Fede e di totale Dedizione a Dio di una Sposa di Gesù, un'umile Suorina vissuta, probabilmente in Francia, nel 1800, la cui intera Vita si dipanò lentamente, forse per mezzo secolo o forse più, tra le alte mura e le grate rassicuranti e familiari di un antico Monastero.
 

 
La preziosa ed esemplare Testimonianza di una Vita spesa nell'Amore-
 
dettaglio

La delicata, piccola treccia intessuta dei suoi capelli, dapprima castani e forti nella Gioventù, al momento dell'ingresso al Convento, al crepuscolo della Vita ormai argentei e sottilissimi, è la sublime Testimonianza di una Vita spesa nell'Amore di Dio e per l'Amore del Prossimo: moltissimi furono in Francia nel 1800 i Monasteri che dedicarono intere ed importanti aree delle loro strutture all'accoglienza dell'infanzia abbandonata e a molte altre opere caritatevoli erogate in favore dei più poveri e dei reietti.

L'alfa e l'òmega, l'inizio e la fine della parabola esistenziale intrecciata con Amore esemplare intorno a Dio, in preparazione della Vita Eterna.

Un Santino in siderografia ornato di una piccola treccia di veri capelli a monito eterno del Memento Mori, l'antico tema ricorrente sin dal secolo XII sulla brevitas e sulla caducità della Vita ma, forse ancor prima e più incisivamente di questo, una Testimonianza che soavemente ancora canta, trasportata dal vento, l'esortazione all'Essenzialità che fu di Francesco dapprima e che oggi ci ricorda il nostro amato Papa che proprio dal Poverello di Assisi ha scelto di prendere il nome e di perpetrarne il fulgido, nobilissimo Esempio per indicare a tutti noi la Strada sicura verso l'Eternità.

Paola Galanzi