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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





lunedì 4 luglio 2016

ICONOFILIA-DEVOZIONE MARIANA-FEDE-TRADIZIONE-STORIA-CULTURA: LA MADONNA ADDOLORATA-LA DESOLATA- IN LORO PICENO-MACERATA



Il Venerdì Santo nella parrocchia di Santa Maria in Loro Piceno è caratterizzato da due pratiche di pietà: la Processione del Cristo Morto e la Desolata.

Alla sera si svolge per prima la Processione che partendo dalla chiesa di San Francesco si snoda per le vie del paese dietro al simulacro di Cristo morto deposto nella bara, preceduta dalle statue lignee della Madonna, di S.Giovanni e della Maddalena portate a spalla da uomini che indossano gli abiti delle vecchie confraternite
Dietro vengono poi i simboli della passione e i bambini con delle candele in mano. 
Precede le statue un penitente che, in incognito, coperto con un cappuccio e a piedi scalzi, trascina una croce di legno. 
Dietro la bara segue la folla dei fedeli che segue il Cristo
Simbolo della volontà e impegno di seguirlo nella quotidianità e di impegno nella conversione.

Durante il tragitto vengono fatte tre soste durante le quali vengono proposte delle riflessioni che prendono lo spunto dalla
Passione di Gesù e dalle sua parole pronunciate in quella circostanza o da altri passi evangelici. Riflessioni che si concludono con una preghiera litanica.

Tra una sosta e l’altra, mentre si cammina, si recita il Rosario e vengono eseguiti canti tradizionali, accompagnati dalla locale banda musicale e dal coro della parrocchia.

Al termine della processione, che dura circa un’ora, c’è un ulteriore riflessione e la benedizione, che prima del trafugamento, veniva impartita con la reliquia delle Sacre Spine.

Subito dopo ci si reca nella chiesa di
Santa Lucia, dove c’è una bella statua lignea della Madonna Addolorata, per la pia pratica della Desolata.

Consiste in sette riflessioni che traggono lo spunto dall’ipotetico cammino della Vergine Maria dal sepolcro, dove era stato deposto il corpo di Gesù, a Gerusalemme. 

Lungo il tragitto Maria rivede i posti dove il suo Figlio era passato e il ricordo delle sofferenze e oltraggi subiti in quei luoghi sono per Maria, la madre addolorata, occasione di ulteriore straziante dolore.

Ad ogni tappa il fedele rivolge a
Maria sentimenti di conforto e promesse di conversione per non aumentare il suo già grande dolore e non vanificare il dono della salvezza che la passione e morte di Gesù ha procurato.

Dopo ogni riflessione si recitano sette Ave Maria e si canta un canto popolare che risale alla metà dell’ottocento.
(Fonte: La Voce delle Marche- Autore:Don Claudio Morganti)





Paola Galanzi



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