Cerca nel blog



UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





mercoledì 13 luglio 2016

ICONOFILIA-SANTUARI MARIANI-FEDE-TRADIZIONE-STORIA-CULTURA: LA MADONNA DEL PONTE IN NARNI-TERNI


Il Santuario della Madonna del Ponte è così chiamato perché, oltre a sorgere a pochi metri dal famoso Ponte d’Augusto, è anche strettamente legato alla sua storia. 
Suddetto ponte fu fatto costruire dall’imperatore Cesare Augusto nel 27 a.C., per permettere alla via Consolare Flaminia di superare il fiume Nera e collegare Roma a Rimini.

Resta un mistero il fatto che i Romani abbiano costruito un ponte così imponente (alto m. 30, lungo m. 160) proprio in quel punto e con sole tre arcate; l’arco centrale, il più grande mai costruito dai Romani, aveva una larghezza di m. 43. 
Sia per la grandezza del ponte, sia per calamità naturali, il ponte crollò in parte nell’anno 800 e definitivamente intorno al 1050 e gli archi caduti furono sostituiti con delle passerelle in legno, che rendevano il passaggio del ponte molto pericoloso.
È a questo periodo che bisogna far risalire gli
affreschi dipinti nella grotta, a pochi metri dal ponte, a testimonianza delle preghiere dei viandanti cristiani ai Santi protettori, tra cui la Madonna.

Nel Medioevo, intorno al 1200, si provvide a costruire un ponte più sicuro, a circa 300 m. più a monte, e così si abbandonò definitivamente il ponte d’Augusto e la Via Flaminia fu fatta passare sul nuovo ponte medioevale (anche questo oggi ridotto ad una passerella in ferro).
Abbandonata la Via Flaminia che passava sul Ponte d’Augusto, anche la grotta con i suoi dipinti cadde nell’oblio e nell’abbandono fino al
1714, quando fu riscoperta da un cacciatore e si provvide ad edificare il Santuario.
In seguito alla scoperta dell’
Immagine della Madonna, dipinta nella Grotta, a pochi metri dal Ponte d’Augusto, nel 1716 si diede inizio alla costruzione del Santuario, che fu consacrato solennemente nell’anno 1728.

Opera dell’architetto milanese
Giovanni Battista Giovannini, detto il Battistini, fu eretto secondo il modello del Santuario di Loreto, in quanto ingloba nel suo interno la suddetta Grotta.
Il Santuario all’esterno si presenta molto semplice con un grande timpano, due coppie di pilastri e un finestrone disadorno in alto al centro. 
Sulla sinistra del Santuario si eleva il campanile, che all’inizio mancava e che fu costruito in seguito, grazie al contributo di numerose persone devote alla Madonna. 
La facciata andò in parte distrutta durante la seconda guerra mondiale, nel bombardamento del 1° Giugno 1944, ma fu ricostruita dai PP. Salvatoriani nel 1946.

Davanti al Santuario c’è un sagrato semicircolare, da cui si dipartono due ampie scalinate, che portano al piano stradale. 
Su questo sagrato, nell’ anno Santo 1950, fu posta una statua in marmo della Madonna alla quale, con ripetuti atti vandalici, fu amputata una prima volta nel 1959 la mano destra, sostituita in seguito con una mano dorata, che trafugata, fu ricostruita, e recentemente, il 14 settembre 2005 , alla vigilia del Pellegrinaggio Diocesano al Santuario, sono state mozzate entrambe le mani. 
Ricostruite per l’ennesima volta, ciò ha determinando la realizzazione di una recinzione in ferro battuto e un impianto di video sorveglianza
Appena si entra nel Santuario si nota che la Chiesa è a pianta rettangolare ad una sola navata. L’interno è un esemplare di architettura settecentesca, tutta fatta a volta a tutto sesto per 2/3 e termina con due grandi archi, oltre i quali si sviluppa il tamburo, che sorregge la cupola, disadorna, sotto la quale vi è un medaglione con le iniziali della Madonna e due angeli in stucco, che reggono l’iscrizione:
In capite eius corona stellarum duodecim-= sul suo capo una corona di dodici stelle», epiteto che esalta la gloria di Maria.

Sotto la cupola vi è la Grotta, il cui frontespizio attira subito l’occhio del visitatore, in quanto è arricchito da un maestoso complesso di statue, altorilievi, in stucco bianco, opera come le due Cappelle laterali, in stile barocco, dello scultore
Michele Chiesa da Como.
Nelle due Cappelle laterali si notano due tele, una più grande, sotto e una più piccola sopra, incorniciata da due colonne in stucco bianco e due angioletti. 
Le suddette tele di notevole bellezza sono da datarsi intorno al 1700 di autore ignoto.
(Fonte: Sito Ufficiale della Diocesi di Terni-Narni-Amelia-Autore: E.Campana- continua sul Sito)



Paola Galanzi


Nessun commento:

Posta un commento