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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





lunedì 11 luglio 2016

ICONOFILIA-DEVOZIONE MARIANA-TRADIZIONE-CULTURA-STORIA: LA MADONNA DEL CARMINE IN RICCIA DI MOLISE



Il culto della Madonna si è sviluppato largamente a partire dal Concilio di Efeso e trova il suo fondamento nel fatto che Maria è la Madre di Dio che ha preso parte ai Misteri di Gesù insignita di somma santità. 

Riccia dedicò a Lei la sua prima chiesa, quella che porta il nome del Beato Stefano, innalzata tra il quarto e il quinto secolo dal primo nucleo di cristiani. 

A giudizio di Berengario Amorosa, il culto della Madonna del Carmine cominciò a Riccia nel 1535, mentre mons. Nicola Fanelli ritiene che fu conseguenza dell’arrivo a Napoli dell’icona della Madonna Bruna nel 1229, quando i Carmelitani si sparsero nel Regno e proprio Riccia ebbe una loro rappresentanza che non fece altro che accrescere il culto popolare della Madonna del Carmine e durò fino alla soppressione dei piccoli conventi decretata da Innocenzo X il 16 agosto 1653, essendo priore p. Alberto Meg.Paolo. 

Senz'alcun dubbio,
Riccia è una città mariana, privilegiata per le sue chiese dedicate all'Immacolata, all'Annunziata, all'Assunta e alla Madonna del Rosario, al Carmine e alla Madonna di Montevergine.

La venerazione offerta alla Madre di Dio promuove il recarsi al Santuario cittadino per l'omaggio della propria fede, e l'intervento ai riti, specie nel mese di maggio, attesta la partecipazione piena e attiva della gente alle celebrazioni liturgiche. 
Le tre processioni mostrano indiscutibili radici popolari, anche se non si conoscono con precisione le date di inizio di questi cortei di particolare predilezione per la Vergine. 

Attualmente le tre processioni si muovono la prima la domenica precedente l'inizio del novenario e porta a spalla la splendida statua dal Carmine alla Chiesa madre, dove si svolgono le cerimonie in preparazione della solenne festa del 16 luglio. 
Nell'abside, dietro l'altare, viene esposta la statua della Madonna, posta sulla nuvola angelica, con un'espressione dolce e consolatoria, che coniuga insieme maternità e solennità, bellezza santa e vicinanza affettiva per la naturalezza dell'atteggiamento di portare sul braccio sinistro il piccolo Bimbo.

In passato il simulacro, rigorosamente rivestito di monili aurei, veniva accompagnato dalle statue di Santi usciti dalle loro chiese e in piazza si assisteva all'elemento pittoresco del volo dell'Angelo, un bambino che tributava un saluto alla Madonna in sosta. 

Nella mattinata del 17 luglio la statua della Madonna rientra nella sua abituale dimora.
(Fonte: Pro Loco di Riccia )



Paola Galanzi

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