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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





giovedì 28 febbraio 2013

Grazie Papa Benedetto XVI !

 
 Brani dell'omelia di Papa Benedetto XVI sulla spiritualità di San Padre Pio di Pietrelcina.
 
Il papa nella Santa Messa celebrata a San Giovanni Rotondo il 21 giugno 2009 presso il sagrato davanti a 50.000 fedeli affida ai devoti di San Pio l'eredità spirituale del padre stigmatizzato.
 
Bellissime e commuoventi parole del Santo Padre, vero Balsamo per lo Spirito dell'Umanità intera.
 
Grazie Papa Benedetto !
 
Paola Galanzi
 
 

martedì 19 febbraio 2013

Il prolifico (fin troppo) ed insidioso mercato delle RIPRODUZIONI in Italia ed Europa: qualche consiglio per riconoscerle e proteggersi dalle truffe

 
Una cosiddetta RIPRODUZIONE attuale di un Santino originale in cromolitografia di fine sec. XIX: nulla in essa è lasciato al caso essendo nella stampa RIPRODOTTE anche macchie della carta, strappi e difetti dell'esemplare originale.
Il verso di questa RIPRODUZIONE è completamente bianco.  
(da Collezione Privata, per gentile concessione al Blog)
 
 
Sollecitata da un amico Collezionista della Lombardia che di recente ha volutamente acquistato per ben 3,50 euro la RIPRODUZIONE a corredo di questo mio odierno post, tratteremo oggi un argomento già da diversi anni assai dibattuto nel nostro ambito collezionistico: la presenza sul Mercato cartaceo di- purtroppo- ormai migliaia di RIPRODUZIONI.
 
A chi di noi non è capitato, almeno una volta, di acquistare un FALSO ?
(vi invito a partecipare al SONDAGGIO in alto a destra nella pagina: tra 6 giorni saranno pubblicati i risultati)

  
Un FALSO Salvardi di Bologna


Dai famosi pseudo-Klauber, addirittura riprodotti a colori- rarissimi e pressochè introvabili in originale d'epoca e con costi elevati che raggiungono tranquillamente i 150 euro ad esemplare presso gli Antiquari d'Austria e Germania- ai Koppe, dai Canivets manufatti conventuali e Santini di pizzo del secolo XIX ai ricercatissimi Santini della Serie 340 o Serie Comune della celeberrima Santa Lega Eucaristica di Milano fino, più in generale, alle cromolitografie originariamente firmate da altri noti Tipografi nazionali di fine '800-primi inizi del secolo scorso.
 
Insomma, ce n'è proprio per tutti i gusti.

 
 
Un FALSO Epinal
l'Amico Collezionista Daniele Pennisi precisa che, pur se non apprezzabile dallo scan, ne sono addirittura state RIPRODOTTE le lumeggiature in oro zecchino
 

Particolare accento desidero porre sul fatto che se, fino ad appena qualche anno fà, tali falsi erano immediatamente riconoscibili dal Collezionista esperto oggi lo stesso ha non poche difficoltà ad identificarli al primo colpo d'occhio, soprattutto se sprovvisto al momento di una valida lente d'ingrandimento con sè.
 
I falsari moderni non si limitano infatti più solo a ri-stampare il santino-tarocco copiandolo R/V dall'originale ma, proprio al fine di renderlo il più difficilmente scopribile in quanto FALSO gli conferiscono addirittura- nei casi più sofisticati - macchie brune di preteso invecchiamento della carta, sbucciature a sommo studio distribuite un pò quà e un pò là lungo i bordi, macchioline di pseudo-ruggine o umidità e-udite, udite !- nei casi più paradossali, arrivando persino impunemente a stampare la riproduzione copiando la dedica manoscritta al verso presente nell'originale.
 
E mentre Oltralpe paiono ancora non conoscere tali raffinate tecniche di sofisticazione- i Canivets fasulli così come i Santini merlettati sono infatti riprodotti al laser e dunque riconoscibili immediatamente anche da un Collezionista inesperto, così come gli pseudo-Klauber e le xilografie-tarocche dei Koppe- a livello nazionale manteniamo imbattuti il primo posto nei santini cromolitografici taroccati, sempre più spesso, più simili agli originali d'epoca.



Uno squallido insieme di varie tipologie di RIPRODUZIONI: si notino infatti, oltre alle pseudo-cromolitografie anche dei pseudo-merlettati Francesi e addirittura un pseudo-Epinal.
 
Per gentile concessione al Blog del Collezionista Daniele Pennisi
 
 
A quanto appena detto va anche aggiunto che chi li immette sul Mercato cartaceo-e questo accade, purtroppo, nel 98% dei casi- non avverte con chiarezza che si tratta di RIPRODUZIONI tacendolo, anzi, spudoratamente e, nella più rosea delle ipotesi, assegnandogli la dubbia ed estremamente equivoca aggettivazione di NUOVO.
 
Come possiamo quindi evitare tali palesi truffe ?
 
Gli accorgimenti da prendere sono pochi e semplici da mettere in pratica: in sedi quali Mercatini o Fiere del Cartaceo o comunque situazioni in cui possiamo essere fisicamente presenti, sarà di fondamentale importanza portare sempre con sè una buona lente d'ingrandimento ed un Santino autentico già ospitato nella nostra Collezione, della stessa tipologia che si intende acquistare.
 
Un Santino AUTENTICO in cromolitografia possiede infatti la classica struttura assolutamente liscia con i caratteristici "puntini" minuscoli dei vari colori rilasciati dalla procedura meccanica originale.

Gli stessi colori nel Santino cromolitografico ORIGINALE-con particolare riferimento a quelli che risaltano maggiormente rispetto agli altri, quali, ad esempio, il rosso- con l'ausilio di una valida lente d'ingrandimento risulteranno quasi in rilievo.

I colori nella RIPRODUZIONE risulteranno SEMPRE o troppo SPENTI o , al contrario, troppo ACCESI rispetto al Santino autentico ed originale e, parimenti, la trama della superficie cartacea avra' nel caso lampante di FALSI la classica RETINATURA, tipica ed inconfondibile della stampa in OFFSET.

Detto questo, basterà infine confrontare "al tatto" la consistenza del santino-tarocco e confrontarla con il Santino ORIGINALE che avremo in tali occasioni sempre in tasca.
 
E questa è la prova regina che potrà fugare o confermare i nostri dubbi prima dell'acquisto: le RIPRODUZIONI possono, infatti, avere una duplice consistenza, a seconda della qualità di supporto cartaceo impiegato: o ben più SPESSA e RIGIDA rispetto alla cromolitografia ORIGINALE di fine 1800- inizi del 1900 oppure notevolmente più blanda e sottile.
 
Ben più problematico ed insidioso l'acquisto on line: oltre ad esser sempre più diffuso il malcostume di presentare immagini a bassa risoluzione ed, ancor più grave, addirittura semplicemente fotografati a distanza o, ancora, pur se scansionati allo scanner, pubblicati con la sola parte centrale senza contorni e verso visibili, sono in altissima percentuale proprio questi i casi più famigerati di ignobili turlupinature.

Prezzi bassissimi e troppo allettanti o inviti da mercato quali "SVENDO!", "REGALO !", " VERO AFFARE! " e via dicendo, possono talvolta altresì nascondere l'insidia della RIPRODUZIONE: attenzione ! 
Nessuno oggigiorno regala niente !
 
Come possiamo tutelarci ?
 
Basterà in questi casi utilizzare bene tutti i mezzi a nostra disposizione e cioè porre per iscritto specifiche ed inequivocabili DOMANDE e GARANZIE DI AUTENTICITA' al venditore e, nell'incognita, PAGARE SEMPRE CON PAYPAL, in modo che, una volta ricevuto a casa il santino conclamatamente taroccato e ovviamente nel caso in cui NON sia stato dal venditore chiaramente dichiarato come RIPRODUZIONE, potremo serenamente riprenderci i nostri soldi e segnalare il truffaldino a tutti gli altri Collezionisti con un voto NEGATIVO.

Concludo, infine, con un accorato appello a tutti coloro i quali, in buona fede, immettono sul Mercato Antiquario cartaceo i santini in RIPRODUZIONE, magari, come ho sentito dire più volte, al solo nobile scopo di offrire l'opportunità di collezionarli a chi non può economicamente permettersi i Santini ORIGINALI, di regolarizzare i propri buoni intenti agli occhi di tutti noi Collezionisti di ORIGINALI d'epoca:

PERCHE' NON INIZIARE A STAMPARE BEN VISIBILE AL VERSO LA DICITURA "RIPRODUZIONE" ?

Grazie a nome di tutti i Collezionisti di Santini D.O.C.
 
Paola Galanzi
 
 
Un Grazie speciale all'Amico Collezionista e Socio A.I.C.I.S. Daniele Pennisi, Curatore del Sito SANTINI di SICILIA, per il prezioso contributo iconografico sul tema trattato. 




giovedì 7 febbraio 2013

I Santini più ricercati oggi e loro attuali QUOTAZIONI

 
GRAFICO DELLE PRINCIPALI TIPOLOGIE DI SANTINI ATTUALMENTE PIU' RICERCATE-Febbraio 2013
 
 
 
Oggi parliamo di un argomento di sicuro interesse- e spero di altrettanta utilità- per noi tutti Collezionisti, almeno come primo e immediato riferimento : la quotazione, nell'ambito del Mercato Antiquario cartaceo internazionale, delle attualmente più ricercate tipologie di Santini ospitate nelle nostre Collezioni.
 
In tempi di grave crisi globale- e nazionale, in particolare- e recenti, rovinose flessioni e crolli in Borsa di titoli pertinenti a colossi storici dell'economia mondiale, i nostri amati Santini paiono mantenere, nella maggior parte dei casi almeno, una posizione di tutto riguardo negli investimenti nazionali, pur nel ristretto contesto collezionistico in oggetto.
 
Non fanno assolutamente testo, evidentemente, i costi finali di aggiudicazione di aste tutt'altro che trasparenti, attualmente purtroppo in aumento, battuti recentemente nel più grande Mercato globale di vendite on line: il caso più paradossale, e direi grottesco, è quello di euro 51 pagati a conclusione di un'asta nazionale per un santino in offset di neanche 50 anni fà-peraltro sudicio, liso e consunto- del reale valore di 0,50 centesimi al massimo.
 
Chi tra voi che leggete ha individuato il santino in questione basterà che vada a controllare la cronologia delle offerte di tale asta per rendersi immediatamente conto dell'ignobile "rialzo a trabocchetto" portato avanti da un misterioso utente a feedback 0.
 
Tuttavia, al di là di certe macroscopiche anomalie-che a nessun titolo meritano e debbono essere prese in considerazione ai fini di una effettiva e attendibile valutazione- con riferimento agli attuali prezzi proposti dagli Antiquari cartacei in Italia e principali Paesi Europei -Germania, Austria, Belgio e Francia- e dalle aggiudicazioni del noto sito suddetto, per una immediata e semplice consultazione si potrà vedere lo schema che ho realizzato a corredo di questo post.
 
Anticipatamente, è altresì doverosa informazione ai Collezionisti, ed in particolare ai Neofiti o ai semplici curiosi che iniziano ora, affascinati, a muovere i primi passi in questo Mondo incantato e meraviglioso popolato dalle antiche Immagini devote, sottolineare come, proprio analogamente all'andamento dei vari titoli azionari in Borsa, anche per ciascuna tipologia di Santino la valutazione è estremamante variabile, con flessioni anche repentine e vistose dettate in riflesso, non solo da fattori prettamente economici e sociali contingenti ma anche, e soprattutto, dalle preferenze del momento, che, inevitabilmente, diventano subito MODA, dettando pertanto legge sul Mercato.
 
L'ambita palma del primo posto nella graduatoria nazionale dei PIU' RICERCATI la detengono attualmente - e a pieno merito- i bellissimi SANTINI CROMOLITOGRAFICI di fine 1800-primi inizi del 1900, stampati presso la celeberrima Tipografia Santa Lega Eucaristica di Milano, marcati S.L.E.M. e celebranti soavi Madonne e Santuari, insieme a quelli delle fortunate serie COMUNE e 9000- stabili su valori medio-alti, attualmente oscillanti tra i 9 ed i 18 euro.
Un recente risveglio della serie 500 negli esemplari a tema MILITARE-seguiti da quelli, non meno belli e curati -nella grafica così come nella cromìa- provenienti da meno note Botteghe litografiche un pò di tutta Italia (F.lli Tensi di Milano, Doyen a Torino, Guerra a Bari, per citare i nomi più ricorrenti tra gli esemplari reperibili sul Mercato)
 
A pari merito i Santini con Reliquia di Papi e dei Santi e Sante più amati - principalmente Reliquie di II classe, ossia ex indumentis o ex linteis -particolarmente ricercati e collezionati in Italia ma ancor più nel resto dei Paesi Europei ed extra-Europei.
 
Al secondo posto, pur con un calo sensibile nella richiesta, inevitabilmente determinato dalla crisi economica, i celebri ed amati Santini Fiamminghi a incisione a bulino su rame su pergamena ed i celebratissimi Canivets di manifattura conventuale.
Da notare come, relativamente a queste due specifiche tipologie, i costi si mantengano stabili-alti-altissimi- presso gli Antiquari e abbiano talvolta subito invece un sensibile calo nelle vendite on line sul noto sito.
 
A questi fattori si aggiunga pure-anche se in rari casi- l'ignoranza totale del venditore circa il reale valore storico-artistico e culturale dell'esemplare, proposto a cifre ridicole ed assolutamente incongrue rispetto alla effettiva valutazione antiquaria.
Ed è proprio quest'ultima eventualità il caso degli "affari d'oro" che un Collezionista fortunato può, a volte, fare sul web.
 
In stallo e, in talune Nazioni Europee, in discesa in questo momento- ma, si badi bene, solo nel Mercato delle aste on line- i Santini manufatti intagliati au canif di provenienza conventuale, preziosissimi ed incantevoli "pezzi unici" che, finiti chissà come nelle grinfie di commercianti assolutamente  incompetenti, vengono posti in asta a cifre a dir poco comiche, salvo poi, in casi conclamati e sempre più frequenti da parte degli stessi venditori-truffaldini, lievitare "prodigiosamente" nel corso delle stesse aste.
 
A questo preciso proposito invito gli amici e colleghi Collezionisti a tutelarsi preventivamente NON piazzando subito offerte per i desiderata e attendendo invece con pazienza le ultime manciate di secondi precedenti la conclusione della stessa.
Come buona regola di prevenzione da amari dispiaceri, ricordo nuovamente anche l'importanza di osservare la CRONOLOGIA DELLE OFFERTE: come detto avanti, misteriosi utenti a feedback 0 (ma sempre più spesso anche con svariati feedback) che rilanciano continuamente sulle offerte di ignari Collezionisti in buona fede, possono infatti, nel 90% dei casi, essere la spia da non sottovalutare di un'asta poco trasparente: attenzione !
 
Vistosamente in caduta libera attualmente le splendide xilografie colorate a mano ed illuminate dall'oro e dalla Lacca di Cina firmate Josef e Leopold Koppe di Praga della prima metà del secolo XIX: da una quotazione oscillante tra i 50 ed i 120 euro di 6-7 anni fà sono scesi oggi ad una valutazione di mercato media pari alla metà del valore minimo appena detto.
 
Stessa sorte riservata ai Santini stampati da altri noti Incisori sempre di Area Praghese e Boema.
 
In ambito di provenienza Tedesca- nello specifico Bavarese ed Asburgica in particolare- si registra parimenti una netta controtendenza rispetto a qualche anno fà con un calo importante delle richieste ed un conseguente crollo dei costi; per intenderci, un incisione del secolo XVIII recante la firma illustre di Klauber, da un'iniziale sopravvalutazione- che personalmente ho sempre ritenuto esagerata, ma questa è ovviamente la mia opinione personale- fissata tra i 60-120 euro del 2008 si è scesi attualmente sotto il 50% del valore minimo.
 
Sempre in area Asburgica reggono invece bene i Santini cosiddetti SPICKEBILD - con intarsi in preziose lamine in oro, argento e rame su carta vergellata-firmati dal grande Incisore bavarese Harrer, ricercati soprattutto dai Collezionisti Tedeschi ed Austriaci.
 
Fanalino di coda, infine, insieme ai Santini seriali delle Edizioni AR serie Z e 2000 ed EDGIM che, sebbene in apparente fase crescente, appartengono alla richiesta di un limitato numero di Collezionisti, i merlettati Francesi, con riferimento unicamente alle semplici siderografie in B/N e colorate a mano - Bouasse Lebel, Letaille etc.-
 
Questi ultimi, per una copiosissima ed inarrestabile immissione sul Mercato on line (vedasi a tal riguardo un mio precedente articolo qui sul Blog) da parte di commercianti d'Oltralpe, registra già da qualche anno- fatta eccezione per RARI casi o per le aste truccate di cui si è parlato più avanti- un crollo totale nelle quotazioni rispetto ad un decennio fà, passando dai 40-150 euro di allora ai 15-50 euro al massimo di oggi.
 
Sic transit gloria mundi.
 
Paola Galanzi
 

lunedì 4 febbraio 2013

5 Febbraio: la Chiesa, Catania e la Sicilia festeggiano solennemente SANT' AGATA Patrona, Vergine e Martire

 
Splendido Santino a incisione a bulino su rame stampata su carta vergellata
 Italia, sec. XVIII
 
Collezione privata Galanzi
 
La testimonianza autorevole ed entusiasta giunge dalla splendida Città di Catania che si prepara da giorni, insieme a tutti i centri abitati che sorgono ai piedi dell'Etna, ai grandi e solenni festeggiamenti in onore della Santa Patrona Agata: perchè a Catania dicono : "Semu tutti devoti, tutti "
 
E' quella del caro Amico e Socio A.I.C.I.S. Agostino Sangiorgio devotissimo e grande estimatore dell'iconografia della somma Patrona catanese.
 
Agata, il cui nome deriva dal Greco classico, dall'aggettivo agathòs, che racchiude tutte le sfumature del significato attuale di"buono" e che i Greci associavano al kalòs, il "bello", per indicare la perfezione interiore ed esteriore di un essere assolutamente virtuoso, è una Santa celebrata dalla più antica Tradizione Cristiana e Cattolica che val bene la pena di conoscere, per la sua Storia millenaria e per l'importante tradizione di Fede, Devozione e Folklore dal Popolo Catanese e Siciliano a lei tributato.
 
LA STORIA DI AGATHA, LA BUONA E VIRTUOSA
 
Secondo la leggenda, Agata nacque in una famiglia siciliana ricca e nobile, nell'anno 238, indicata come di origine catanese o palermitana
 
I documenti narrativi del martirio di S. Agata in tre punti indicano che la Santa potrebbe essere nata a Catania: il primo punto è quello relativo all'inizio del processo, secondo il testo fornito dalla redazione latina.
Tale redazione, infatti, esordisce rilevando nel vers. 1 che Agata fu martirizzata a Catania; nel vers. 24 la stessa redazione latina riferisce che Quinziano interpella Agata invitandola a dire di che condizione fosse; e nel vers. 25 riferisce che Agata rispose a Quinziano dicendo: "Io non solo sono libera di nascita, ma provengo anche da nobile famiglia, come lo attesta tutta la mia parentela": con queste parole Agata dichiara che tutta la sua parentela era presente e residente a Catania e quindi dà ad intendere che anch'essa era residente a Catania e vi era residente sin dal giorno della sua nascita.
 
Il secondo punto è quello relativo all'Apparizione dell'Angelo che, nel momento in cui il cadavere di S.Agata viene seppellito, depone dentro il suo sepolcro una lapide di marmo in cui era scolpito che S.Agata era "anima santa, onore di Dio e liberazione della sua Patria": a tale proposito i versetti 102-104 rilevano che, per dimostrare la verità di quanto espresso in quella lapide e cioè che Agata era la liberazione della sua Patria, Dio, ad un anno appena dalla morte di S. Agata, fa arrestare la lava dell'Etna, che stava invadendo Catania.
 
II terzo punto è quello relativo al fatto che il testo della redazione greca, riportato nel manoscritto del Senato di Messina, espressamente recita che "Catania è la patria della magnanima S. Agata" : tale testo è di assoluto valore storico perché risale all'epoca in cui in Catania ancora non era stato eretto alcun tempio a S. Agata .
 
Secondo la tradizione Cattolica Sant'Agata si consacrò a Dio all'età di 15 anni circa, ma studi storico-giuridici approfonditi rivelano un'età non inferiore ai 21 anni: non prima di questa età, infatti, una ragazza poteva essere consacrata diaconessa come effettivamente era Agata, cosa documentata dalla tradizione orale catanese, dai documenti scritti narranti il suo martirio e dalle raffigurazioni iconografiche ravennate, con particolare riferimento alla tunica bianca e al pallio rosso; possiamo quindi a ragione immaginarla, più che come una ragazzina, piuttosto come una donna con ruolo attivo nella sua comunità cristiana: una diaconessa aveva infatti il compito, fra gli altri, di istruire i nuovi adepti alla fede Cristiana -catechesi- e preparare i più giovani al Battesimo alla Prima Comunione e alla Cresima.
 
Rifiutatasi di cedere alle attenzioni di Quinziano, Proconsole Romano giunto in Catania con il proposito di far rispettare l'Editto dell'Imperatore Decio, che imponeva a tutti i Cristiani di abiurare pubblicamente la loro fede, venne da questi processata e tradotta in carcere ove subì atroci martìri, tra i quali l'amputazione di un seno e i carboni ardenti.
 
La notte seguente all'ultima violenza, il 5 Febbraio 251 Agata spirò nella sua cella.
 
 
 
Il Martirio di Sant'Agata-il Capolavoro-olio su tela- di Zuan Batista Tiepolo-secolo XVIII

 
Moltissimi i Miracoli avvenuti per intercessione della Santa sin dal giorno della sua morte ovunque nel Mondo ed in particolare nella sua amata Catania nell'antichissima e splendida Terra di Sicilia.
 
Solo per citarne alcuni tra i moltissimi avvenuti:
 
Appena un anno dopo la sua morte, nel  252, Catania venne colpita da una grave eruzione dell'Etna. L'eruzione ebbe inizio il giorno 1 di febbraio e aveva già distrutto alcuni villaggi alla periferia di Catania. Il popolo andò in cattedrale e preso il velo di sant'Agata lo portò in processione nei pressi della colata. Questa, secondo la tradizione, si arrestò dopo breve tempo. Era il giorno 5 di febbraio, la data del martirio della vergine catanese.

La Santa Lucia di Siracusa, quasi coetanea di Sant'Agata, andò con la madre gravemente ammalata a pregare sulla tomba di Agata per implorarne la guarigione.
Narra la leggenda che Lucia, mentre pregava, ebbe una visione nella quale sant'Agata le disse «Perché sei venuta qui quando ciò che mi chiedi puoi farlo anche tu? Così come Catania è protetta da me, la tua Siracusa lo sarà da te
La madre di Lucia guarì e Lucia dopo poco venne martirizzata.

Nel 1169 Catania fu scossa da un disastroso terremoto nel giorno 4 Febbraio alle ore 21 quando molti cittadini catanesi erano radunati nella cattedrale per pregare in onore della santa. Nel crollo della cattedrale morirono il vescovo Aiello e 44 monaci, oltre ad un numero imprecisato di fedeli.
Nei giorni seguenti altre scosse di terremoto e maremoto imperversarono sulla città.
La tradizione vuole che il terremoto sia cessato soltanto quando i cittadini presero il velo della santa e lo portarono in processione.

Secondo le leggende più di quindici volte, dal 252 al 1886 Catania è stata salvata dalla distruzione da parte della lava, ed è poi stata preservata nel 535 dagli Ostrogoti, nel 1231 dall'ira di Federico II nel 1575 e nel 1743 dalla peste.


 
5 FEBBRAIO A CATANIA: I FESTEGGIAMENTI SOLENNI A SANT'AGATA PATRONA
 

Video gentilmente segnalatomi dall'Amico Agostino Sangiorgio
 
 
LE RELIQUIE DI SANT'AGATHA
 
Le Reliquie della Santa furono trafugate a Costantinopoli nel 1040 dal generale bizantino Giorgio Maniace.
Nel 1126 due soldati dell'esercito Bizantino di nome Gilberto e Goselmo (uno di origine francese e l'altro calabrese), le rapirono per consegnarle al vescovo di Catania Maurizio nel Castello di Aci odierna Aci Castello.
Il 17 Agosto 1126 le Reliquie rientrarono nel Duomo di Catania.
Questi resti sono oggi conservati in parte all'interno del prezioso busto in argento (parte del cranio, del torace e alcuni organi interni) e in parte dentro a Reliquiari posti in un grande scrigno, anch'esso d'argento (braccia e mani, femori, gambe e piedi, la mammella e il velo).
Altre Reliquie della Santa, come ad esempio piccoli frammenti di velo e singole ossa, sono custodite in Chiese e Monasteri di varie città italiane e estere.


Fonte: Wikipedia

Paola Galanzi