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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





sabato 28 dicembre 2013

NATIVITAS CHRISTI- L'importante Mostra d'iconografia devozionale di A.I.C.I.S.-Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre nel trentennale dalla Fondazione (1983-2013)

 
 
Il 7 Dicembre u.s. è stata inaugurata in Roma nel maestoso Salone del Chiostro del Convento Domenicano di Santa Maria Sopra Minerva un'importante Mostra d'iconografia devozionale dedicata al tema della Natività di N.S. Gesù Cristo.
 
 
 
 
L'evento, importantissimo e doppiamente celebrativo per la nostra Associazione, in occasione dei festeggiamenti per i 30 anni dalla Fondazione (1983-2013), ha avuto l'importante apporto e sostegno della Comunità Domenicana di S.Maria Sopra Minerva.
 
Oltre 1500 antichi Santini e Immagini devozionali a celebrazione ed imperituro Ricordo della Nascita di Gesu' Salvatore raccontano la Fede e la Devozione Italiana ed Europea in cinque, lunghi secoli della sua Storia.
 
Un'unica Tematica sublimata in autentici, piccoli Capolavori Artistici su carta e pergamena, di differenti provenienze ed epoche: dai rari, preziosi Canivets manufatti conventuali, pazientemente intagliati au canif con splendide miniature centrali, alle immancabili ed ammiratissime Incisioni Fiamminghe colorate a mano dai brillanti ed inconfondibili colori, ai piccoli, teneri Gesu' Bambini nel "porte-enfant" vestiti di preziosi velluti, broccati e lustrini in oro, provenienti dalle più belle ed importanti Collezioni private dei Soci A.I.C.I.S. presenti in tutta Italia, che numerosi e con entusiasmo hanno risposto all'appello dell'Associazione anche in questa importante occasione.
 
 
 
Periodo espositivo: 8.XII.2013 - 6.I.2014
 
Orari: 9,30-12,30 e 16-19 tutti i giorni.
 
Natale e Capodanno: aperto solo nel pomeriggio.
 

A.I.C.I.S. attende numerosi i Visitatori
a Roma,  Piazza della Minerva 42
 
Ad A.I.C.I.S. l'Augurio sincero ed Affettuoso di un grande, meritato e crescente Successo per il costante e generoso impegno volto da 30 anni a far conoscere, ad un Pubblico sempre più numeroso ed affascinato, l'incantevole, delicato Mondo popolato dalle nostre amate Immagini devote, silenti Testimoni di Fede, Arte, Storia e Cultura e del più tradizionale e puro Messaggio Cristiano.

Paola Galanzi

lunedì 23 dicembre 2013

Santo Natale e Felice Nuovo Anno 2014, generoso per tutti in Pace, Salute, Gioia e Prosperità !

 
VERA IMMAGINE DEL MIRACOLOSO SANTO BAMBINO GESU' VENERATO PRESSO I PADRI AGOSTINIANI IN MONACO.



Immagine devota in xilografia - incisione su legno- su carta vergellata, acquarellata a mano, illuminata nei piccoli dettagli in oro zecchino e "vestita " di preziosi broccati d'epoca arricchiti di sottili lamine in oro.
 
Il tema della NATIVITAS DEI si esprime qui con una straordinaria completezza e chiara aderenza alle Sacre Scritture.
 
Divisa in tre "periodi" descrittivi e narrativi, con la scena principale dell'Adorazione dei Pastori e degli Angeli, culmina centralmente con il neo-nato Bambino Gesù circondato dall'Amore di Maria Vergine e San Giuseppe.
 
Dio Padre dall'alto dei Cieli invia lo Spirito Santo tenendo nella mano sinistra un Giglio dal lungo stelo, simbolo Cristiano di Purezza.
 
La scena si completa inferiormente con il tema della Fuga in Egitto.
 
Baviera, 1680 ca.
 
Collezione privata Galanzi

mercoledì 18 dicembre 2013

GLI INCISORI DI ANVERSA- Immagini devozionali Fiamminghe dal XVI al XVIII secolo in mostra a Ravenna dal 12 Dicembre al 1° Febbraio 2014


Dal 12 Dicembre u.s. sino al 1° Febbraio 2014 Ravenna promuove, in collaborazione con il Collezionista e Studioso di antiche Immagini devozionali Vittorio Pranzini- già Autore di importanti Pubblicazioni sul tema- e la Biblioteca Classense- prestigiosa e antica Biblioteca Camaldolese- un'importante Mostra dedicata alle antiche Immagini devozionali Fiamminghe

Preziose incisioni a bulino su rame stampate su carta e su pergamena, rigorosamente colorate a mano e firmate dal Gotha degli Incisori di Anversa tra il secolo XVI ed il secolo XVIII, provenienti dalla prestigiosa Collezione privata Pranzini e dalle altrettanto eccellenti Raccolte Classensi, sfileranno "vestitedei colori unici ed inconfondibili della eccellente cromìa Fiamminga e " ingioiellate" di luminose nuances in oro zecchino, per raccontare e, soprattutto, testimoniare, al Collezionista ed Amatore cosi' come al Visitatore profano, lo splendore di quasi due secoli di Devozione, dalle Fiandre diffusasi rapidamente in tutta Europa.

Ringrazio il Signor Pranzini per la segnalazione ed auguro alla Mostra un meritatissimo, grande Successo.

Paola Galanzi





mercoledì 9 ottobre 2013

L'educazio​ne e la cultura nei Monasteri nel 1600: un Canivet e la storia- ricostruit​a- di una Suorina di clausura

 
Gesù Salvatore dormiente sulla Croce
 
Canivet intagliato au canif su pergamena
Provenienza conventuale Francese
Seconda metà secolo XVII
 
Collezione privata Galanzi
 
 
Lo studioso e cultore di Santini, soprattutto nel caso specifico di Immagini devote manufatte provenienti da Paesi distanti, e per cultura e per tradizione, rispetto a quello proprio ed originario, incontra spesso non poche difficoltà nel riuscire a delinearne, con accettabile attendibilità, la storia e l'intenso quanto affascinante vissuto devozionale, antico di secoli.
 
Questo problema affligge in modo particolare i Canivets ed altre tipologie di Sacre Immagini di certa matrice e provenienza conventuale, notoriamente e rigorosamente anonimi, così come stabilito dalle severe regole vigenti all'interno dei Monasteri di clausura che, sin dal secolo XVI, all'indomani della Riforma Tridentina, fiorirono numerosi in Italia e un po' ovunque in Europa.
 
Gabriel Magnien, Studioso Francese e titolare di una delle più importanti e preziose Collezioni private di Canivets manufatti di origine conventuale, con l'osservazione attenta, tipica del Cultore appassionato, ne espone nel suo Libro-Catalogo "CANIVETS", pubblicato a Lione nel 1969, una selezione ricca e policromatica, tentando di desumerne dai differenti stili dell'intaglio au canif una probabile provenienza geografica per ognuno di essi: un apprezzabile ma, a mio avviso, azzardato e quanto mai vano tentativo di localizzazione originaria effettiva.
 
Poco conosciuto ai più, con l'ovvia eccezione di studiosi specifici della materia, è infatti l'ordinamento e la diversa destinazione che riservarono distinte aree conventuali all'educazione ed alla formazione delle novizie e delle giovanette ivi ospitate.
 
 
 
Cancello che delimitava la clausura nell'antico monastero di Arouca in Portogallo
(fonte: Wikypedia)
 
 
In Italia, gli Archivi di numerosi Monasteri claustrali di antica fondazione di vari Ordini religiosi della Toscana, dell'Umbria e dell'Emilia-Romagna ne attestano e tramandano attendibilmente la notizia:  i Monasteri accolsero numerose bambine e fanciulle- dai 7 ai 18 anni di età- per lo più appartenenti alle migliori Famiglie dell'Aristocrazia- destinate, per volere e disposizione paterna sin dalla giovanissima età, alla professione religiosa, onde ricevere un'adeguata formazione e cultura, star lontane dai peccati ed esser così preservate dai molti pericoli presenti nella società secolare.
 
Già all'epoca del Boccaccio, un suo concittadino, noto Mercante e figlio di illustre Giudice, tale Pagolo di Messer Pace da Certaldo (1320- +1370) pubblicò un'importante Operetta in volgare sui "Boni Costumi ".
Proprio da queste pagine, importante ed utilissima guida per i contemporanei e preziosa testimonianza per noi posteri, è possibile conoscere le rigide linee educative  adottate sin dal secolo XIV per allevare nel modo migliore le figlie femmine, linee queste seguite fondamentalmente sino al secolo XVII financo nei Monasteri di destinazione delle stesse da parte delle Famiglie.
 
Una "bona putta"- ovvero, una brava bambina-  doveva imparare a fare il pane, lavare il cappone, abburattare- toscano volgare per accatastare la legna per il camino - cuocere e fare il bucato, filare, tessere borse francesche- realizzate cioè con pregiate stoffe di provenienza Francese- ricamare, rammendare calze.
 
Ma questa era la migliore educazione per una bambina destinata ad uno sposo;
avrete infatti notato che nessun riferimento vien fatto circa l' apprendimento culturale e la formazione spirituale e religiosa.
 
I Munisteri, specifica infatti il Pagolo da Certaldo, dovevano presiedere a tale tipo di educazione femminile.
 
Dunque, almeno in principio e per circa due secoli dall'epoca cui si riferisce il Manuale suddetto, un'educazione di élite, rigorosamente destinata ad un numero limitato di fanciulle di nobile lignaggio. 
 
 
Rivolta inizialmente all'istruzione e al modellamento secondo i Principi ed i Valori Cristiani e Teologici in vista della Professione religiosa di clausura, a partire dalla seconda metà circa del secolo XVII venne estesa ai cosiddetti Educandati - strutture interne o comunque direttamente annesse agli stessi Conventi, atte ad accogliere sì ancora una volta fanciulle di Famiglie Patrizie, dietro corresponsione di una retta mensile, ma anche giovani donne del popolo che vivevano nel disagio, donne violate o comunque desiderose di ritirarsi nella pace di un Convento, che ripagavano l'ospitalità delle Suore con il loro lavoro a disposizione della Comunità.
 
 
Monache e Novizie di un Convento di clausura curano gli infermi
Dipinto medievale
(Wikypedia)
 
Alle novizie venivano impartite lezioni di Sacre Scritture, di pittura, di canto, musica, lettere e poesia.
Le si addestrava al ricamo, alla preparazione di marmellate e conserve per le quali si utilizzavano frutti e prodotti comunque coltivati negli orti del Convento.
 
Ma chi fu la Suorina, in quale Convento di clausura e in quale Paese d'Europa visse la straordinaria autrice di questo prezioso Canivet, realizzato con un intaglio millimetrico e così perfetto su un sottile foglio di pergamena ?
 
La sua grafia semplice ed incerta, indubbiamente ci segnala un'età assai giovane.
 
Per il suo aspetto dovremo immaginarla........ con un po' di fantasia.
 
Un elemento, pur nel rispetto dell'anonimato della Regola claustrale, ci parla tuttavia, a distanza di quasi quattro secoli, di questa straordinaria creatura, così devota a Dio, dotata di raro senso artistico, di tanta pazienza e non comune perizia manuale: la didascalia da lei manoscritta sul Canivet, sotto la bella miniatura di Gesu' Salvatore dormiente sulla Croce.
 
Scritta in una lingua oscura, apparentemente non comprensibile ai Francesi, non ai Fiamminghi, non ai Tedeschi, svela l'ubicazione del Convento dove visse la sua vita- la Francia- e le sue chiare origini non Francesi: non conosceva la lingua Francese scritta che sicuramente parlava appena e, per narrare nel cartiglio del suo bellissimo Canivet le Parole di
Gesù:

 

 
" Io sono e veglio pur nel riposo.
Giudicherò al mio risveglio i peccatori"
 
 
riproduce per iscritto suoni del Francese parlato aiutandosi con dieresi e lettere dell'alfabeto che - anche se non corrette ed assolutamente estranee alla lingua Francese - permettono a chi legge e parla questa lingua, così elegante e musicale, di comprendere l'importante e soave Messaggio.
 
 
 
Paola Galanzi

mercoledì 2 ottobre 2013

Il Catechismo ed i viaggi in 3D: le VEDUTE PROSPETTICHE, rivoluzionaria moda Europea del secolo XVIII

 
La Basilica di San Pietro in Roma
 
VEDUTA PROSPETTICA
 
Incisione a bulino su rame stampata su carta a vergelle, interamente colorata a mano.
Incisore e Stampatore anonimi
Secolo XVIII 
 
 
I primi, rari, esemplari - ambitissimi ed assai ricercati dai Collezionisti ma praticamente introvabili oramai anche presso le più famose e quotate Case d'Antiquariato Cartaceo delle principali capitali Europee- datano della seconda metà del 1600 e si diffusero rapidamente e con enorme successo in tutte le Corti d'Europa.
 
Nacquero inizialmente come forma di svago ed intrattenimento popolare, quasi un sorprendente e magico per l'Epoca trait d'union temporale tra le celebri ed amatissime Atellanae, ospitate in gremite piazze nel fasto della Roma Imperiale del I e II secolo d.C., ed il moderno Cinematografo dei Fratelli Lumiére di fine secolo XIX.
 
Diretto discendente - sebbene notevolmente più elaborato ed evoluto- della celebre Lanterna Magica, la cui geniale invenzione datante del 1678 appartiene, con vanto tutto nazionale, ad un fantasioso quanto eclettico Presbitero spoletino, Don Matteo Campani degli Alimeni (1620- + post 1678), il rivoluzionario sistema di Catechesi per immagini sacre di Santi e salienti scene bibliche, talvolta ricche di molteplici strati sovrapposti ed ingegnosamente collegati gli uni agli altri, consequenzialmente ed ordinatamente, per creare nello stupore degli occhi di chi le osservava una realistica tridimensionalità e quasi un effettivo senso di movimento della scena rappresentata, fu in auge fino alla prima metà circa del 1800.
 
Già cento anni prima rispetto a questa data tuttavia, la nuova originale moda, diffusa su tutte le piazze d'Italia e d'Europa e nota ed assai apprezzata negli stessi eleganti Palazzi dell'aristocrazia, rappresentò contestualmente una notevole opportunità occupazionale indubbiamente contribuendo in misura considerevole ad un fiorente traffico economico tra il nostro Paese ed il resto dell'Europa ed oltre. 
 
I Remondini di Bassano del Grappa, ed in particolare Giuseppe Remondini (1700-1769) con l'acquisizione di ulteriori tre Cartiere dislocate nell'area bassanese, diedero un impulso fondamentale al commercio e alla diffusione di tali stampe- rigorosamente incise a bulino su lastra in rame e gaiamente colorate a mano con gli inconfondibili, sgargianti colori, noti ed apprezzati nel Mondo- rifornendo periodicamente, a ritmi elevati, i Tesini dislocati nelle principali Regioni d'Europa - Francia, Germania, Belgio, Spagna- ed i loro principali referenti - essenzialmente ex-dipendenti che si erano con enormi sacrifici messi in proprio con una piccola Bottega di stampe; tra questi ricordiamo Domenico Fietta e Giuseppe Carmine, presenti sul territorio di Augsburg, in Baviera, ove stamparono e diffusero per conto proprio e degli stessi Remondini, centinaia di stampe prospettiche con didascalia in quattro lingue, a carattere sia sacro che profano.
 
Giuseppe Zocchi (1711- +1767) diffuse in proprio tale genere di stampe in Firenze ed il Marieschi Michele (circa 1694- +1743) nel territorio della Serenissima.
 
Ma cosa rappresentarono in particolare queste stampe ed in che modo fu resa possibile la fruizione di massa ?
 
Di denominazione ovviamente variabile ed espressa in lingue diverse a seconda della latitudine geografica di diffusione, le VEDUTE PROSPETTICHE o VEDUTE OTTICHE, sposarono con entusiasmo molteplici e tra le più svariate discipline dello scibile umano: dalla Religione alla Geografia, dalla Storia alla Mitologia, dall'Astronomia alla Botanica, all'Anatomia.
 
Ad Augsburg particolare successo ebbero, per tutto il secolo XVIII, le celebri, bellissime incisioni, immancabilmente munite di Privilegio Imperiale, di Monumenti e Piazze delle principali Capitali Europee, incise e stampate a firma di Georg Balthasar Probst (1732-+ 1801), stimato ed eccellente Incisore e Stampatore, antagonista ed acerrimo nemico- non senza alcuna ragione- dei nostri Remondini di Bassano.

 
 
 
VEDUTA PROSPETTICA del Refettorio dell'Hotel des Invalides a Parigi
Incisore e Stampatore: Chéreau
 
Francia, secolo XVIII
 
 
A Parigi- Ville-Lumiére ed elegante salotto culturale non solo di Francia ma dell'Europa intera a quell'epoca- nella famosa Rue Saint Jacques, le stampe prospettiche a tema sacro, ma ancor più secolare, furono prodotte dal quotato Incisore e Stampatore Chéreau  e dai discendenti della celebre (Maison) Basset, Casa Parigina produttrice dei più raffinati ed elaborati Santini in merletto,  fino quasi alla soglia degli anni '50 del 1800.
 
I nomi di Bowles e Sayer firmarono ricercate vedute ottiche accuratamente acquarellate a mano a Londra.
 
Dunque, se da un lato furono, in mano a Presbiteri e Predicatori, uno strumento importante di cultura e catechesi destinata per lo più alle masse analfabete e prive di dottrina, d'altro canto divennero di fatto, dapprima sulle piazze ad uso di un pubblico eterogeneo e, successivamente, per lo svago e l'intrattenimento di ristrette cerchie familiari appartenenti alla crème della Nobiltà Europea, strumenti fondamentali per la diffusione della Cultura in senso lato che, con il cammino del progresso, abbracciava ormai campi sempre piu' vasti del sapere e discipline molteplici.
 
 
Il Peep show nelle Piazze del Mondo
 
 
Inizialmente visibili, nelle sale Parrocchiali o di private abitazioni, attraverso il zograscopio, strumento ottico atto a conferire ed amplificare attraverso una speciale lente il senso della profondità e quindi una realistica tridimensionalità ad incisioni piatte stampate su carta, con l'avvento di speciali "scatole" rivestite di carte dai brillanti e gradevoli colori - non a caso chiamate Mondo Nuovo o "Spettacolo da sbirciare"- dall'originario nome Inglese Peep-Show (to peep-sbirciare) fu possibile a tutti, previo pagamento di una cifra modesta  e perciò da chiunque sostenibile, assistere "in diretta" al Matrimonio della Santa Vergine Maria con Giuseppe, al Battesimo del Cristo per mano di San Giovanni Battista o, in tema laico, viaggiare per pochi soldi in giro per il Mondo e visitare le Chiese o i Musei più importanti, gli Orti Botanici, le Biblioteche, le Piazze ed i Monumenti di ogni Capitale Europea. 
 
 
Un raro esemplare di zograscopio del secolo XVIII
 
 
Come detto nell'introduzione, questa tipologia di incisione è particolarmente ricercata da amanti e Cultori dell'antiquariato cartaceo, soprattutto Tedeschi e Fiamminghi.
 
 
 
Un rarissimo Peep-Show a cinque profondità
 
Augsburg, Baviera, secolo XVIII
 
Rarissime quelle a tema religioso- la Biblioteca Casanatense dei Padri Domenicani del Convento di S. Maria sopra Minerva a Roma, già gemellata con A.I.C.I.S.- Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre -ne possiede una di particolare pregio e bellezza- le vedute prospettiche dei secoli XVIII e XIX a carattere geografico-monumentale e storico sono oggi reperibili presso gli Antiquari cartacei a cifre che oscillano da un minimo di 250-300 euro sino a diverse migliaia di euro per quelle prodotte nel 1700 dai Remondini di Bassano.
 
 
 
Paola Galanzi


lunedì 23 settembre 2013

La presenza di Dio nella modernità post-bellica : un Santino seriale AR INEDITO ed originale

 
La Corriera
 
Dio sovrasta benedicente il progresso nella difficile ripresa economica successiva al secondo conflitto mondiale.
Artista-Disegnatore: Adelina Zandrino
 
Editore: Stabilimento Revoiera Edoardo e Lissoni Osvaldo in Milano- già AR  
 
Italia, primi anni'50 secolo XIX
 
 Copyright © Collezione privata Galanzi
 
 
Poco conosciuto, praticamente INEDITO, e totalmente, finora, ignorato dalla Letteratura dedicata lato sensu al Collezionismo dei Santini, con particolare riferimento ai Santini cosiddetti seriali, prodotti nei primi anni '30 fino ai seguenti '50 con le rivoluzionarie tecniche fotomeccaniche di stampa, presento oggi IN ANTEPRIMA sul mio Blog un Santino molto originale, stampato e diffuso, a partire dall'epoca suddetta, fin nelle lontane Americhe ed oltre, dalla Casa Editrice ARTURO RATTI di Milano- meglio nota ai Collezionisti seriali semplicemente come AR, appunto dalle iniziali del nome del Fondatore.

Originario di Desio antica località della Brianza a meno di 20 km. dal capoluogo Meneghino, Arturo Ratti, consanguineo del 259° Vescovo di Roma e Papa della Chiesa Cattolica Pio XI, nato Ambrogio Damiano Achille Ratti (1857- +1939), si trasferì giovanissimo a Milano ove impiantò, forse ancor prima dell'ultimo ventennio del 1800, la Premiata Casa Editrice omonima. 
 
 
S.S. Papa Pio XI
 
Avvalendosi inizialmente dei più moderni sistemi di stampa cromolitografica e, successivamente, in offset, la Ditta ARTURO RATTI di Milano, contemporanea e antagonista della più nota Tipografia Santa Lega Eucaristica, ebbe per circa 70 anni  un ruolo di gran rilievo nella diffusione del messaggio catechetico attraverso i Santini.
 
La produzione fu cospicua ed eterogenea non limitandosi alle sole Immagini Sacre di piccolo formato celebranti i Santi e le Sante più venerati ed amati della Tradizione Cattolica: dagli Almanacchi ai Ricordini stampati in memoriam dei Cari defunti, Rosari, Statuette di piccolo e grande formato riproducenti le Sacre effigi della Madonna e dei Santi, Testi Religiosi elegantemente rilegati, Ricordini di Prima Comunione di varie fogge e formati, carta da lettere e colorati Biglietti Augurali per le liete occasioni della vita come Battesimi, Cresime, Matrimoni , Anniversari e Compleanni.
 
Non ne conosciamo il motivo- chissà se per la prematura scomparsa del Fondatore e verosimilmente per la mancanza di Eredi- ma con certezza sappiamo che, grazie ad un Documento di archivio datato del 5 di Luglio 1911, la Ditta ARTURO RATTI già in data del 13 di Agosto dell'anno 1910 compare ufficialmente sotto la nuova denominazione di Stabilimento REVOIERA EDOARDO EDITORE e LISSONI OSVALDO, continuando con fortuna la produzione ed il commercio oltre confine dei summentovati articoli religiosi, e mantenendo tuttavia invariato l'originario logo AR.
 
I due Soci e nuovi eredi del noto marchio superano il difficile periodo del secondo conflitto mondiale e inaugurano, quasi a celebrazione dell'auspicata rinascita economica e sociale d'Italia, giunta con gli inizi degli anni'50, una Serie assolutamente originale di Santini ove la Spiritualità Cattolica tradizionale simpaticamente convive in armonia con i prodotti del progresso e della modernità.
 
Ecco che, con tanta originale simpatia, Dio sovrasta, immenso e benedicente, una moderna corriera che accoglie un'ordinata schiera di fanciulli che salgono su essa per recarsi a scuola o, in un altro colorato Santino della medesima serie, Gesù fanciullo amorevolmente spiega ad un bimbo coetaneo il progresso, indicandogli un'altissima gru impiegata nella costruzione di una moderna palazzina condominiale, destinata ad ospitare, con il boom demografico dell'epoca, molte famiglie.
 
 
 Copyright © Collezione privata Galanzi
 
 
Ma, al di là dell'armonicamente e con tanta gioiosa audacia calibrata convivenza tra Sacro e profano, l'assoluta originalità di questa particolarissima tipologia di Santino è da ricercarsi nel di certo non secondario valore artistico che ad essi dovutamente va riconosciuto e tributato.
 
Firmati dalla celebre Artista genovese Adelina Zandrino (1893- +1994), stimata e poliedrica Pittrice d'ispirazione patriottica e simbolista, talvolta romantica e decadentista, amica di Auguste Rodin e Gabriele D'Annunzio, Illustratrice presente con le sue molte ed applauditissime Opere artistiche ad importanti Esposizioni internazionali ospitate in Italia ed in Francia, protagonista di primo piano in occasione dell'Anno Santo, nel 1950, all'Esposizione Internazionale d'Arte Sacra a Roma, dove presentò, tra l'altro, una serie di dodici cartoline con allegorie a motivi cristologici e celebrative della Figura di Papa Pio XII.
 
Dello stesso periodo- primi anni'50 - apportatore sì di progresso ed innovazione materiale ma, contestualmente, anche di ricostruzione spirituale e sociale, datano i due bellissimi Santini oggi qui presentati e tutti gli altri a tematica analoga, facenti parte della stessa bellissima serie a marchio AR.
 
Copyright © Paola Galanzi.- ALL RIGHTS RESERVED

mercoledì 18 settembre 2013

Una bella selezione di Incisioni Fiamminghe: appuntamento on line l'8 di Ottobre 2013 alla Casa d'Aste HENRI GODTS di Bruxelles

 
Gesù, Maria e Anna
 
Splendida Incisione a bulino su rame su pergamena, acquarellata a mano e illuminata nei piccoli dettagli e nella cornice con prezioso oro zecchino.
 
Particolarmente raffinata l'incisione a firma di Peeter Clouwet, apprezzato Incisore Fiammingo attivo ad Anversa nel secolo XVIII, estremamente dettagliata tanto da sembrare quasi una Miniatura.
 
L'Immagine è parte del Lotto nr. 20 in asta presso la Librairie HENRI GODTS di Bruxelles
 
 
Per i Collezionisti più esigenti e raffinati l'appuntamento è d'obbligo: il giorno 8 di Ottobre 2013 alle h.13.30 verranno battuti all'asta centinaia di importanti LIBRI d'alta epoca, preziosi INCUNABOLI, Opere manoscritte e, immancabili nella celebre Casa d'Aste Belga, un ricco e variegato Lotto composto da ben 445 IMMAGINI DEVOTE FIAMMINGHE-su carta e su pergamena- dei secoli XVII e XVIII, SANTINI DI PIZZO dell'Epoca Romantica di Francia e, per i Collezionisti di questa- in Italia- poco diffusa e un po' trascurata tipologia di Immagine devota, un grande numero di LUTTINI.
 
Ottima e davvero competitiva ed invitante per i Collezionisti la stima di questo bellissimo Lotto, con base d'asta tra i 300 ed i 400 euro.
 
Da ricordare che, in caso di aggiudicazione del Lotto, la Casa d'Aste applicherà una propria commissione di circa il 20-25% in più sul prezzo di aggiudicazione, più le spese postali, ovviamente a carico del miglior offerente.
 
Il Lotto in questione, insieme a tutti gli altri numerosi articoli offerti sono visibili qui:  http://www.godts.com/fr/contenu/db_result.asp?t=1&from=7&to=45#fiche_20
 
E' visionabile invece qui l'ANTEPRIMA di tutti gli articoli proposti: http://www.godts.com/diaporama/vp_diapo.htm
 
Ricordo, per chi non conoscesse ancora la procedura di partecipazione alle aste del Sito, che basterà cliccare a destra dell'oggetto di interesse sulla voce "j'enchéris" - "faccio un'offerta" e seguire di conseguenza la facile procedura automatica di registrazione dell'offerta inserita.
 
Buon'Asta a tutti !
 
Paola Galanzi

 
 

giovedì 12 settembre 2013

Due Cuori uniti dal Cielo nel Sacro Vincolo del Matrimonio: un Manufatto inedito e rarissimo del secolo XVII

 
Il Sacro Vincolo del Matrimonio
 
Pregevolissimo Manufatto di provenienza conventuale: attento lavoro di ritaglio e decorazione con l'utilizzo di pigmenti naturali.
Area Lussemburghese, inizi della prima metà del secolo XVII
 
Collezione privata Galanzi ©
 
 
Non era noto alla grande Collezionista e Studiosa Dolores Sella (Arona 1918 -+ Lucca 2006), tanto che nella sua Opera-Capolavoro "Santini e Immagini devozionali in Europa dal secolo XVI al secolo XX"- vera "Bibbia" del Collezionista di Immagini devote Italiano- non ne fa menzione, pur nella variegata moltitudine di tipologie manufatte di provenienza conventuale sin dal secolo XVI ivi illustrate e successivi Santini prodotti meccanicamente per tutto il 1800 dalla folta schiera di Editori Francesi e del Centro-Europa; non lo cita l'illustre Studioso e Collezionista Prof. Dott. Adolf Spamer (Mainz, 10 Aprile 1883 -+ Dresda, 20 Giugno 1953), Etnologo e Antropologo di fama mondiale e appassionato Cultore di Tradizioni Popolari,  e nessuna Immagine devota similare che possa per significato intimo richiamarlo è contemplata tra le centinaia di Immagini sacre in bianco e nero e a colori a grandezza naturale presentate ai Cultori di Santini  Europei nelle ben 217 Tavole del suo Capolavoro letterario "Das kleine Andachtsbild vom XIV bis zum XX Jahrhundert" pubblicato, quale antesignana Opera dedicata allo studio approfondito della Genesi della Catechesi per immagini, nel 1950 a Monaco, in Baviera, regione Cattolicissima della Germania, già Patria dei più importanti e prolifici Incisori e Stampatori del secolo dei Lumi.
 
Di provenienza e manifattura esclusivamente e squisitamente conventuale, simile, almeno nell'impronta di base, ad un altro Santino realizzato a mano denominato "Guanto Spirituale" o "Mano di Dio" è noto e particolarmente ricercato dai Cultori e Collezionisti principalmente in Area Lussemburghese e Fiamminga.
 
Databile, orientativamente, del medesimo periodo storico delle suddette Immagini, il raro Manufatto che mi pregio oggi presentare in esclusiva inedita sul mio Blog è un Manufatto di Buon Augurio, un PEZZO UNICO di grande valore culturale, ispirato come idea dalla spiritualità Cristiana profonda e realizzato con rara abilità manuale e creativa da una Suorina che, nella quiete della sua cella, gli diede vita,  con materiali semplici- la carta a vergelle- e quattro pigmenti- il nero, il verde, il carminio ed il giallo- procurati da fiori e bacche immediatamente disponibili in Natura.
 
Fu un affettuoso ed assai prezioso Dono Beneaugurante che la Suorina, molto probabilmente, preparò con cura premurosa e materna per la sua nipote prediletta, nell'occasione unica e gioiosa dell'imminente suo Matrimonio.
 
 
Il Sacro Vincolo del Matrimonio- dettaglio
 
Essenziale ed assai semplice nel ritaglio, concentra tutto il suo elevato potere religioso e comunicativo nell'immediato eppur quasi fanciullesco richiamo simbolico alla "coniunctio dextrarum'  o "unione delle mani destre " e allo scambio delle fedi nuziali.
 
E' lo Spirito Santo, nelle tradizionali sembianze di colomba ferente nel becco il rametto fogliato di ulivo benedetto, simbolo Cristiano di Pace e di Unione, è Dio in Persona che, con i raggi benefici che si irradiano dal suo Amore, indissolubilmente unisce i due Sposi nel Sacro Vincolo del Matrimonio.
 
 
Il Matrimonio Romano
Museo di Capodimonte- Napoli
(fonte dell'immagine: Wikypedia)
 
Dell'Antichita' Classica, e Romana in particolare, lo Storico può rivivere in questo simbolismo abbozzato con così semplice schiettezza e quasi commossa partecipazione, l'antico Rito del Matrimonio in era pre-Cristiana: "l'unione delle destre" con invocata e presente tra i due Sposi Giunone Pronuba, a protezione della Sacra Unione.
 
Di notevole impatto emotivo per i destinatari, così intrise di una spiritualità sincera e sublime, le due didascalie manoscritte in grafia elegante e manierata presenti sull'Immagine devota: una, che come i chicchi di un antico Rosario quasi si snocciola -lenta e sequenziale- sulle cinque dita della mano, quasi invocativa della Protezione Divina sugli Sposi-
 
" Possano I Vostri dolci Raggi o Santo Amore- Dio- donare ai nostri Cuori la Vera Vita"
 
 l'altra augurale ed evocativa dell'antichissimo Rito originario:
 
" Il Cielo, per la loro Felicità, ha legato questi due Cuori"
.
Ecco che già il verbo preciso " lier"- legare in Lingua Francese- richiama chiaramente il Principio della Teologia Cattolica sull'indissolubilità del Matrimonio, così come espresso nel noto, bellissimo passo del Vangelo di Matteo:
 
" Non avete letto che il Creatore, al principio, creò l’uomo maschio e femmina e disse: "per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà alla sua donna e i due saranno una sola carne. Non divida pertanto l’uomo quel che Dio ha congiunto” (Mt., XIX, 8-6) "
 
Il Manufatto è parte della mia privata Collezione, proveniente da un celebre Antiquario del Lussemburgo.
 
Data degli inizi della seconda metà del secolo XVII.
 
 
In occasione del recente Matrimonio celebrato nello splendore dell'antica Cattedrale Romanica di Follina (Treviso) dell'unica, amatissima figlia di un caro e stimato Amico Collezionista e Socio A.I.C.I.S., Mario Tasca, dedico a Cristiana ed al suo Sposo Stefano il mio articolo odierno con l'antico Augurio su esso scritto
 
"Possano I Suoi dolci Raggi o Santo Amore- Dio- donare ai Vostri Cuori la Vera Vita"

 
unito al mio personale Augurio di vero Cuore di una lunga Vita insieme con tutto ciò che insieme desiderate e tanta, tanta Felicità e.... liete Sorprese !
(anche per il commosso ma felicissimo Papà Mario, naturalmente !)
 
Paola Galanzi
 
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giovedì 18 luglio 2013

1983-2013: A.I.C.I.S. compie 30 anni !

 
A.I.C.I.S.- Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre:
 
30 anni di diffusione e tutela del prezioso Patrimonio Culturale insito nell'Iconografia, nella Storia e nell'Arte delle antiche Immagini devote
 
 
 
FONDAZIONE DELL’AICIS:
6 LUGLIO 1983
 
Nel maggio del 1980 il Circolo San Pietro di Roma che, oltre a curare la beneficenza nella Capitale italiana, cura anche iniziative culturali e sociali, su proposta del proprio consigliere comm. Gennaro Angiolino, delegato nel Circolo stesso per la Filatelia ed altre forme collezionistiche, allestì nella propria sede di Piazza Sant’Apollinare una mostra di “Immaginette sacre”.
 
Inaugurata da S.E. Monsignor Ettore Cunial, arcivescovo di Soteropolis e vice camerlengo di Santa Romana Chiesa, ebbe un tale successo da dover prorogare la chiusura fino alla fine di giugno.
 
Ne parlarono ben 45 articoli su giornali e periodici, la Radio italiana e vaticana, la Televisione.
 
Vennero a visitarla collezionisti e studiosi appositamente anche da fuori Roma e, per unanime richiesta, si decise di costituire un’associazione di collezionisti, amatori e studiosi di Immaginette sacre.
 
Venne subito stabilito anche il nome: “A.I.C.I.S. – Associazione Italiana Collezionisti Immaginette Sacre”. Ma pur perdurando l’entusiasmo, dopo la ovvia stasi estiva per il periodo di ferie, la realizzazione effettiva di questa Associazione cozzò contro la difficoltà di reperire una sede idonea, sulla mancanza iniziale di fondi, su discussioni continue circa lo statuto e il regolamento.
 
L’idea della Mostra fu, intanto, recepita anche a Campofilone, un paesino delizioso delle Marche, dove la cooperativa locale culturale “Confronto e Rinnovamento” organizzò anch’essa una mostra di immaginette, riscuotendo altrettanto successo.
 
Ripetè, pertanto, la mostra anche nell’estate del 1982, con la consulenza e l’appoggio del comm. Angiolino, animatore della costituenda A.I.C.I.S.
L’inizio del 1983 vide il gruppo promotore dell’AICIS assai avanti nella compilazione delle norme statutarie ed ebbe l’offerta del Padre Lucio Migliaccio OMD di una sede al centro di Roma, in Piazza Campitelli.
 
Il 7 aprile 1983, perciò, in un incontro conviviale, i principali promotori poterono così stabilire lo schema anche di elezioni sociali, con candidature alle cariche, e di dare ogni appoggio alla mostra di Campofilone, che avesse in fase di preparazione la propria terza edizione espositiva.
Ci vollero comunque altri 4 mesi per poter arrivare alla effettiva assemblea costitutiva dell’A.I.C.I.S. e prime elezioni.
Diramati gli inviti a quanti avevano per ciò dimostrato interesse, il 6 luglio 1983 si ebbe così finalmente – nella sede di Piazza Campitelli 9 – il primo incontro ufficiale.
I presenti – non numerosi invero (alcuni avevano inviato comunque la propria delega), nominato Segretario dell’incontro A.T., hanno svolto i lavori, ai quali tutti hanno dato il proprio valido contributo.
Il Padre Lucio Migliaccio, che ha ospitato l’Associazione costituenda, ha innanzi tutto sottolineato l’aspetto anche religioso del collezionismo di Immaginette Sacre, attraverso il quale si può svolgere anche dell’Apostolato in ambienti perfino non cattolici.
 
Il comm. Angiolino ha poi riassunto la storia della costituenda Associazione, ed il lavoro fatto in questi tre anni, per arrivare a questa giornata conclusiva.
Si è passati, quindi, alla lettura, articolo per articolo, dello statuto e del regolamento e – o dopo gli emendamenti ultimi, dovuti ad ulteriori proposte e discussioni –  alla relativa approvazione.
L’assemblea ha quindi fissato le quote sociali in lire 5.000 d’iscrizione per tutti; e di L.10.000 per i soci ordinari, 20.000 per gli enti ed associazioni, e di L.5.000 per i giovani sotto i 18 anni.
 
 
  Il comm. Angiolino alla riunione del 6 luglio 2003
 
Dopo aver regolarizzato i presenti la propria quota, e quella dei rappresentati per delega, onde essere effettivamente e regolarmente associati, si è provveduto ad eleggere il seggio elettorale a presiedere il quale è stato votato alla unanimità il Padre Lucio Migliaccio, mentre scrutatori sono stati eletti Monsignor Piero Amato e il rag.Francesco R.
Lo spoglio delle schede ha dato come eletti al Consiglio dell’A.I.C.I.S. i nominativi che seguono, che una prima immediata riunione di Consiglio Direttivo ha determinato alle singole cariche, secondo quanto previsto sin dalla riunione del 7 aprile 1983.
 
 
da sinistra: Gennaro Angiolino, il Cardinale Palazzini, Prefetto della Congregazione dei Santi, Padre Lucio Migliaccio e in secondo piano, il socio Mario Francalanci
 
Il Primo Comitato Direttivo dell’A.I.C.I.S., in carica per tre anni, risulta pertanto così composto:
 
Lodovico Masetti Zannini;
-Assistente Ecclesiastico: Padre Lucio Migliaccio, Procuratore generale dell’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio, pubblicista;
-Segretario: Anselmo T., giornalista;
-Tesoriere: dr. Piergiorgio I.;
-Addetto alle pubbliche relazioni: prof. GUIDO D.L.
    I suddetti costituiscono il Consiglio Direttivo.
    Revisori dei Conti: - Prof.sa EMILIA BAGNASCO ANGIOLINO, presidente (scrittrice e insegnante);
-FRANCESCO BERNARDI, della Casa del Rosario in Roma;
-Dr. LIONELLO S., bancario.
   Probiviri: - Padre Carlo Pellegrini CRS, procuratore generale dei Padri Somaschi, presidente;
-Dr. Marco C., scrittore;
-Dr. Giorgio M., scrittore
 
L’assemblea ha anche stabilito la pubblicazione – nei limiti delle possibilità finanziarie dell’A.I.C.I.S. – di una circolare mensile di collegamento, ed il comm. Angiolino ha offerto la testata del “BOLLETTINO FAC” di sua proprietà, per tale uso.
La testata è stata appositamente ridisegnata dal dr. Adriano Perone, illustratore delle riviste scout dell’A.S.C.I. “Jau!” e “L’Esploratore”, vincitore del concorso indetto nel 1970 dalla Federazione Nazionale Commercianti Filatelici Italiani per un bozzetto per francobollo, ed autore dei bozzetti dei francobolli italiani per i “Giochi della gioventù” del 1971.
 
A lui si deve anche il simbolo dell’A.I.C.I.S.
 
 
Il BOLLETTINO A.I.C.I.S. nr.1- Luglio 1983 
 
 
PRIMI SOCI ISCRITTI ALL’AICIS …
PRESENTI IN ASSOCIAZIONE ALLA DATA DEL LUGLIO 2013
 
Nella seduta costitutiva del 6 luglio 1983, il Consiglio Direttivo neo-eletto dell’AICIS ha approvato l’ammissione dei primi 17 soci iscritti.
Tra questi sono ancora presenti nel 30° Anniversario di Fondazione: il conte dr. Gian Lodovico Masetti Zannini, Presidente AICIS onorario; la prof.ssa Emilia Bagnasco Angiolino di Roma, socio onorario; il Grand’Uff. Francesco Bernardi di Roma, socio.
 
 
LA FONDAZIONE DELL’AICIS PUBBLICIZZATA IN ITALIA E ALL’ESTERO.
 
L’annuncio della costituzione dell’Associazione AICIS è stato dato dall’Osservatore Romano, dal quotidiano “Il Tempo”, “Il Giornale d’Italia” e dall’Agenzia Giornalistica nazionale ANSA.
L’ANSA ha anche diramato a riguardo un comunicato in lingua inglese il 23 agosto 1983.
Nel mese di settembre 1983 un ampio articolo del giornalista Alberto Camuzzi ha parlato dell’AICIS sul mensile dei Paolini “Jesus”; altri articoli sono apparsi sul quotidiano “Il Tempo” di Roma e Fulvio Apollonio ha parlato della nuova associazione su “Il Mattino” di Napoli.
 
1-15.8.1983: PARTECIPAZIONE AICIS ALLA III MOSTRA NAZIONALE DI SANTINI A CAMPOFILONE (AP)
 
1-15 AGOSTO 1983, l’AICIS dà il patrocinio alla 3^ Mostra Nazionale di immaginette sacre a Campofilone (AP), sul tema “Il Giubileo della Redenzione attraverso i santini”, organizzata dalla nostra associata Cooperativa culturale “Confronto e Rinnovamento” di Campofilone.
 L’AICIS dà il patrocinio alla manifestazione alla quale partecipano anche i nostri associati.
 
31.1.1984: INAUGURAZIONE DELLA SEDE AICIS A PIAZZA CAMPITELLI 9 - ROMA
 
Martedì 31 gennaio 1984 alle ore 17 si è svolta la solenne inaugurazione della sede dell’AICIS in Roma, in Piazza Campitelli 9. La cerimonia è avvenuta nella prestigiosa Sala Baldini, attigua alla sede.
Dopo le parole dell’Assistente Ecclesiastico Padre Lucio Migliaccio e del presidente comm. Gennaro Angiolino, si è avuto lo scambio fra i presenti di idee e di immaginette doppie.
 
 
15.3.1984: L’AICIS IN TV SU RAI UNO NELLA TRASMISSIONE “PRONTO RAFFAELLA”.
 
Gennaro Angiolino è stato intervistato sui Santini e sull’attività della nostra Associazione nella trasmissione “Pronto Raffaella” condotta da Raffaella Carrà.
Hanno fatto da sfondo alla trasmissione centinaia di Immagini devozionali e nel breve tempo concesso all’intervista, sono stati ventilati problemi di interesse per questa materia dal punto di vista della popolarità, della religiosità, del gusto artistico, ed oggi anche di quello collezionistico e, conseguentemente, commerciale. Purtroppo, questo ultimo aspetto viene spesso falsato dalla realtà economica vera, e commercianti, privati e speculatori, hanno giocato al rialzo del mercato, con il solo risultato di bloccarlo.
Ciò non perturberà comunque affatto lo “scambio” tra soci, che continua nelle riunioni mensili e per corrispondenza, non tenendo nessun conto di questa situazione contingente.
 
 
 
RIVISTA “EVA”, APRILE 1984: DUE PAGINE A COLORI SULL’AICIS E L’INTERVISTA IN TV DEL 15 MARZO
Il settimanale “EVA” è uscito con due pagine a colori dedicate alla trasmissione televisiva su "Le antiche Immagini devozionali" e con una intervista al nostro presidente comm. Gennaro Angiolino.
 
 
COME ISCRIVERSI ALL'A.I.C.I.S.- Associazione Italiana Cultori Immaginette sacre
 
 
La quota 2013:

a)-Tesseramento speciale del trentennale AICIS riservato solo ai richiedenti che non sono mai stati iscritti all’AICIS: quota 2013 di 22,00 euro + 3,00 euro per l'iscrizio-ne.

 
b)- per i richiedenti che sono stati già iscritti all’AICIS nel passato, la quota 2013 è quella prevista per tutti gli associati, e cioè di 35,00 euro  + 3.00 euro per la re iscrizione.

 
A)-Il richiedente che desidera iscriversi all’AICIS comunica alla Segreteria (tramite cell.328-69.110.49, oppure tramite e-mail: aics_rm@yahoo.it)  il proprio recapito postale in modo da permettere la spedizione (senza alcun impegno successivo) del seguente materiale:
 
1-Rivista nr.1/2013 di “Santini e Santità” di Gennaio-Febbraio  2013,con i relativi santini.
2- Lettera con informazioni.
3-Pieghevole informativo dell’Associazione.
4-Modulo di iscrizione all’AICIS.
5-Modulo di conto corrente postale già compilato per il versamento della quota.
6-Modulo privacy.
7-Modulo per l'inserimento dei dati (solo quelli che il nuovo socio desidera) sul Libro dei soci con relativa indicazione della tematica di collezione. Il cosiddetto LIBRO DEI SOCI viene dato a tutti gli associati.

B)-Dopo il rinvio in Segreteria dei documenti relativi all'iscrizione verrà trasmeso al nuovo associato il seguente materiale:
 
1-Lettera informativa.
2-Tessera 2013.
3-Distintivo AICIS (bottone da giacca).
4-Le riviste dell’anno in corso già inviate agli associati con i relativi santini allegati.
5-10 santini del XXV di fondazione AICIS del 2008.
6-L’elenco degli associati (cosiddetto “Libro dei Soci”) con la tematica di ognuno di
   coloro che desidera effettuare scambi con altri associati.
7-Opuscolo o opuscoli relativi alla richiesta del “Fondo Sociale” dell’anno, per la richiesta gratuita di immaginette sacre offerte dagli altri soci.

 
 
 
VI ASPETTIAMO IN TANTISSIMI, CARI AMICI ! ...e, in attesa dei Festeggiamenti per i 30 anni dalla Fondazione che si terranno in Roma nel mese di Dicembre .....
 
 
 
BUONA ESTATE A TUTTI !
 
Paola Galanzi