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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





martedì 29 maggio 2012

Possa Sant'Emidio volgere il suo sguardo benevolo sopra l'Emilia flagellata dal terremoto


S. EMIDIO VESCOVO E MARTIRE
(Immagine tratta da Wikipedia con licenza d'utilizzo)



Dal giorno 20 di questo mese di Maggio l'Emilia, una delle più belle Regioni della nostra Italia, trema flagellata dall'inarrestabile sciame sismico.

Il mio pensiero è di costante Solidarietà ed Affetto a tutti gli Amici Collezionisti Emiliani chiamati a sostenere sì grande Prova in questo momento.

CORAGGIO ! 

Alla cara Maria, Sara e Paola, a Carluccio ed Angela, a Lucio e Patrizia, a Piero, a Marta, a Carlo, a Luigi, ad Alessia, a Biagina.  


Vi siamo TUTTI sinceramente vicini con il Cuore ed il nostro Affetto e siamo certi che nella Fede troverete la Forza per superare anche questo difficile momento !

Con Amicizia,

Paola e Renato 

domenica 27 maggio 2012

SANTJES, ovvero l'inimitabile Bellezza di tre secoli di Immagini devote Fiamminghe nate nelle Botteghe dei Maestri-Incisori di Anversa: qualche minuto di fiato sospeso ad ammirarne la perfezione in 100 immagini condivise



PER VEDERE LE IMMAGINI A SCHERMO INTERO CLICCA SUL SEGUENTE LINK:
https://picasaweb.google.com/centsprenten/Santjes#slideshow/5423288046069501698


Quando si usano aggettivi che siano di sinonimo alla perfezione della performance artistica nella produzione iconografica religiosa è inevitabile nel colto Collezionista ed estimatore di antiche Immagini devote l'associazione immediata con le incisioni Fiamminghe stampate su carta, ma ancor più su pergamena, nella fortunata parabola storica che per ben tre secoli ne celebrò la Gloria in tutta Europa.

Grazie alla condivisione di una spettacolare raccolta di ben 100 Immagini di proprietà di un privato Collezionista Fiammingo di cui conosciamo , purtroppo, solo il nickname -centsprent- ci è possibile ammirare una sequenza di una tra le più amate e collezionate tipologie di Immagini devozionali : i SANTJES, cioè le incisioni Fiamminghe su pergamena e carta celebranti Santi dell'antica Tradizione Cattolica ed episodi tratti dal Nuovo e dal Vecchio Testamento.

Scorrono in sequenza, come in un'elegante danza ritmata dagli ineguagliabili, brillanti colori, Santa Agnese, Santa Barbara, San Francesco di Sales, Sant'Adriano, Sant'Orsola, San Pietro, la Sacra Famiglia, splendide, dolcissime Madonne con Bambino, tutti avvolti in rapide pennellate in oro zecchino, vestiti talvolta di collages policromi di preziosi broccati, sete e velluti barocchi.

Qualche minuto di estatica ammirazione per tanta Bellezza e forse.....anche un pizzico di bonaria invidia ?....
Paola Galanzi

giovedì 24 maggio 2012

Anche nei Mercatini di cianfrusaglie può nascondersi talvolta un Gioiello antico della Devozione Popolare: il San Bernardo di Chiaravalle di Damiano e la Storia della sua Collezione


SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE
Pregevole Immagine devota manufatta di provenienza conventuale, ricamata a mano con fili di seta policromi e d'oro, con dettagli in miniatura.
Italia, fine secolo XVIII

Collezione privata Damiano Lombardo



E' proprio quanto capitato di recente ad un amico Cultore Lombardo delle antiche Immagini devote: un Mercatino  allestito in una delle più belle piazze di Milano dove, tra banchetti variopinti ordinatamente arredati con vecchie carte e cianfrusaglie varie d'epoca, guidato dall'istinto sensibile della tutela delle vecchie Immagini della Devozione Popolare è riuscito a ridare vita e dignità ad un assai pregevole manufatto conventuale della fine del secolo XVIII.

Interamente ricamato a mano, attendibilmente intorno alla fine del 1700, da una paziente e devota Suorina vissuta all'interno di uno dei tanti Monasteri dall'antica storia presenti in gran numero nel Milanese, venne "vestito" con prezioso ed elaborato intreccio di sottili fili di seta policroma, lumeggiati, nell'accurato schema di ricamo adottato, da intervalli precisi e regolari dove il filo d'oro diviene protagonista per illuminare, enfatizzandola, la Santità della Figura rappresentata: San Bernardo di Chiaravalle.

Il viso e i dettagli iconografici minori mirabilmente dipinti a mano lasciano trapelare un'Opera in miniatura di raffinato livello artistico che tanto ricorderà al Lettore le Sacre Figure affrescate nel secolo XV dal Genio raffinato di Frà Giovanni da Fiesole, il Beato Angelico.

San Bernardo di Chiaravalle, Abate e Dottore della Chiesavisse nel secolo XII e fu Fondatore dei Cistercensi.



Una Biografia interessante ed assai dettagliata del Santo è offerta dal Sito Santi e Beati al seguente link:
Per i più pigri il suddetto Sito offre, nella medesima Pagina, anche la possibilità di ascoltare narrata la Storia del Santo grazie ad un documento audio direttamente trasmesso da Radio Vaticana.

Di notevoli dimensioni, circa 15 x 20 cm., la splendida Immagine devozionale è dipinta e ricamata su base in spessa carta vergellata, protetta ed impreziosita da un'elegante cornice lignea coeva, decorata superiormente ed inferiormente ai quattro angoli da coppie opposte e simmetriche di fregi a foglia d'acanto, secondo la più classica delle tradizioni.

Particolare e distinto interesse antiquario è rappresentato dall' originale e ricercato ornamento costituito da piccole lastrine in vetro sottilissimo dipinto inserite ad intarsio in coppia e singolarmente lungo tutto il perimetro della cornice stessa.

Indubbiamente, nacque originariamente quale Dono di Gratitudine a un Benefattore del Monastero o ad Alto Prelato in visita presso lo stesso.

Interessante, pur nell'evidente ignoranza del reale valore culturale ed antiquario dell'oggetto da parte del venditore, almeno la conoscenza della sua provenienza: il manufatto faceva parte, insieme a un notevole numero di Messali e Libri Religiosi di varie epoche, dell'eredità lasciata da parte di un vecchio Sacerdote ai propri nipoti.

E se da un lato è triste constatare il biasimevole, diffuso disinteresse per il Sacro d'altro canto consola che proprio tale abulica indifferenza offra a noi Cultori la preziosa chance di ritrovare queste antiche testimonianze della Fede popolare, facendole riemergere dall'oblìo del Tempo nel loro antico splendore, così ricco di Storia e di Tradizione.
 
 



SAN BERNARDO di CHIARAVALLE- dettaglio
 
 
Il merito dell'identificazione del Santo celebrato, San Bernardo di Chiaravalle, appunto, è risultante da un appassionante confronto tra diversi Cultori delle antiche Immagini devote, Soci A.I.C.I.S., cui ieri ho sottoposto l'Immagine.

L'autorevole parere del Direttore del Museo della Certosa di Serra San Bruno (Vibo Valentia), il Dottor Fabio Tassone- che qui colgo occasione per ringraziare- che ne ha iconograficamente escluso la riconducibilità a San Bruno-  ipotesi inizialmente avanzata anche dalla sottoscritta- pare dunque avvalorare l'identificazione su esposta.

Acquistato dall'amico Collezionista Damiano per pochi euro, pur nella sua travagliata Storia di evidenti offese arrecate nel tempo da tarme e nel maldestro restauro postumo subito, reso evidente dalla differente cromia dei fili bianchi utilizzati su alcune porzioni dell'Immagine, reputo il manufatto- rientrante in pieno nei crismi dei cosiddetti KLOSTERARBEIT o Manufatti Conventuali- con indiscutibile valore Culturale ed Antiquario consolidato dalla pregiata cornice, quantificabile, secondo le quotazioni attuali del Mercato Antiquario cartaceo internazionale, sui 300-400 euro.

Ringrazio dunque l'amico Damiano per gentilmente aver voluto condividere con tutti noi la sua recente acquisizione e Vi lascio ora in sua compagnia nell'interessante "Storia della sua Collezione".
Paola Galanzi



Come è iniziata la mia Collezione di Santini

La mia passione è nata da bambino insieme alla passione per i libri.
Cercando libri usati spesso trovavo libri di preghiera con all'interno delle immagini sacre come "segnalibri".
Ho sempre pensato che fosse "sacrilego" disfarsene ed ho cominciato a metterli in un raccoglitore, molto prima che diventasse una "moda".
Sono anche un pezzo della nostra Cultura popolare e come tali devono essere salvaguardati.
La maggior parte della mia collezione è composta da pezzi che vanno dal 1850 al 1950, circa 200 in totale.


Quelli che preferisco sono quelli legati al culto di un particolare Santo in una particolare Chiesa perchè sono legati indissolubilmente ad un luogo e ad una comunità.

In particolare, San Leo , venerato a Gimello, frazione di Rometta (Messina).
Ne ho anche una serie su episodi evangelici che ricordano i fumetti. Molto simpatici e si capisce che erano rivolti ai bambini.
Una interessante forma di "fare" catechismo !
Il mio San Bernardo  di Chiaravalle l'ho trovato di recente in un mercatino all'aperto di Milano dove ogni domenica i privati possono affittare uno spazio e rivendere le cianfrusaglie di cui vogliono disfarsi.
Di solito la vendita è dedicata allo sgombero di case di persone anziane scomparse, da parte degli eredi.
L'Immagine devozionale era in mezzo ad altri quadri senza valore, nell' antica e bella cornice a specchi, purtroppo molto deteriorata dal tempo.

Saluto cordialmente tutti i Collezionisti e i Cultori che con me condividono questa bella passione,

Damiano di Milano

lunedì 21 maggio 2012

L'incomparabile, drammatico alito vitale dell' ECCE HOMO inciso su rame, straordinariamente firmato da un grande Incisore Fiammingo del secolo XVII: Théodoor GALLE


ECCE HOMO !
Museale incisione a bulino su rame stampata su spessa pergamena eccezionalmente firmata dal suo Autore: il grande Artista-Incisore Fiammingo THEODOOR GALLE.

Artista-Disegnatore: Jacobus de Man (le Père)

Anversa, secolo XVII

Collezione privata Dr.Theo Breugelmans



Ospiti anche per l'odierno articolo presso la celebrata Bottega calcografica "In de witte Lely"- Al Giglio Bianco- di Anversa, principale ed attivissimo Centro Artistico delle Fiandre nel secolo XVII°, grazie alla generosa condivisione di una splendida Immagine devota- SANTJE- incisa su rame e stampata sulla nobile pergamena, facente parte della museale, privata Collezione del caro e stimato Amico Dr.Theo Breugelmans, ci sarà possibile ammirare oggi un pezzo definito dallo stesso attuale proprietario "straordinariamente RARO".
 
 
L'Autore, erede naturale e materiale del Capostipite della famosa Dinastia d'Incisori di origine Olandese trapiantati ad Anversa sin dal secolo XVI, pur nella lunga e fortunata Carriera, raramente firmò infatti i rami a carattere devoto personalmente incisi a bulino.
 
 
La ragione di tale bizzarra ritrosìa ad attestare la paternità delle proprie Opere da parte del figlio maggiore del grande Incisore Philippus Galle è a noi ignota.
 
 
Probabilmente, come argutamente ipotizzato da un mio stimato Docente di Storia Medievale, non aveva dubbi Théodoor Galle che il suo tratto, particolarmente espressivo e così straordinariamente vitale, sarebbe da chiunque stato riconosciuto pur nell'anonimato dell'attribuzione.
 
 
 
Théodoor Galle
Ritratto del grande Incisore Fiammingo di Autore ignoto, attendibilmente Allievo di Anthony van Dick
Prima metà secolo XVII
 
 
Figlio primogenito del grande Philippus e della nobile Catharina Rollant van Jooste, Théodoor Dirck nasce ad Anversa il 16 Luglio 1571, cinque anni prima del non meno famoso fratello Cornelis.
 
 
Straordinariamente rassomigliante al Padre Philippus, viene da questi iniziato all'Arte Incisoria su rame presso la Bottega di Famiglia in Anversa.
 
 
Nel 1595, all'età di 24 anni, secondo l'iter professionale prestabilito dal celebre Padre, diviene Membro della Corporazione di San Luca- Sint Lucasgilde- ove, in seno alla stessa, appena 14 anni dopo, viene nominato Diacono, cioè "Anziano".
 
Nello stesso anno di tale ambito riconoscimento- 1609- si reca in Italia, accompagnato dall'amatissimo fratello Cornelis.
Qui, in visita a Firenze e a Roma, abbozza disegni da riportare successivamente sul rame provenienti dai principali Tesori dell'Arte Rinascimentale Italiana firmata dai più celebri Artisti.
 
 
Ad Anversa si unì in matrimonio nel 1598 con Catharina Moerentorff - alias Moretus- figlia di Jan Moretus e Maertine Plantijn.
 
 
Proprio Maertine, sua suocera, fu la figlia di Christophe Plantin, nome successivamente mutato nel Fiammingo Christoffel Plantijn, celeberrimo Umanista e Stampatore-Editore Francese proveniente da Parigi, dalla quale si vide costretto a fuggire con la propria Famiglia per evitare le frequenti persecuzioni arbitrariamente promosse su presunte, generiche accuse di eresia cui erano fatti oggetto- e non di rado- Stampatori di Libri e di Immagini devote.
 
 
Appena due anni dopo il matrimonio, nel 1600, nasce Joannes- Jan in Fiammingo- che viene battezzato con solenni festeggiamenti e la presenza della numerosa e potente Famiglia nell'imponente Cattedrale di Nostra Signora in Anversa- Onze-Lieve-Vrouwekathedraal- il giorno 27 di Settembre dello stesso anno.
 
 
Joannes, pare quasi superfluo sottolinearlo, Figlio d'Arte, seguì le impronte paterne nell'Attività calcografica, e fu allievo dello stesso padre Théodoor presso la Bottega di Famiglia, insieme ad altri valenti Artisti-Incisori dell'epoca quali Gilles van Schoor e Adriaen Millaert.
 
 
Nel 1612 alla morte del Padre Philippus, Théodoor, quale figlio maggiore, prende in mano le redini dell'importante Attività di Famiglia coadiuvato dal fratello Cornelis.
 
 
Théodoor muore ad Anversa all'età di 62 anni il giorno 8 Dicembre dell'anno 1633.
 
 
La sentenza inappellabile e crudele di morte emessa dal Governatore Romano Ponzio Pilato e trasmessaci dalla Storia attraverso i Vangeli si materializza nella magistrale padronanza dell'Arte Incisoria attraverso lo strumento del bulino.
 
Sorprendente la resa vitale, nel tratto sicuro di sè e personalissimo, della tragicità dell'evento; sconvolgente la drammaticità della Sofferenza di Cristo Gesù inchiodato alla Croce che factus obediens usque ad mortem, mortem autem crucis.
 
 
Chiari i riferimenti ai Vangeli, incisi sulla lastra di rame da Théodoor in elegante grafia barocca e stupendi e singolari gli spunti religioso-morali di riflessione contenuti e mirabilmente interpretati dall'Incisore nei quattro tondi che-superiormente ed inferiormente alla scena centrale della Morte in Croce del Figlio di Dio- illustrano il compimento della Volontà di Dio Padre e il Destino amaro del suo unico Figlio, morto innocente sulla Croce per la Salvezza dell'Uomo.
 
 
Disegnata da Jacobus de Man senior- alias noto come "Le Pére"- coetaneo di Théodoor, venne stampata su pergamena, acquarellata a mano e illuminata in oro zecchino da ignoto coloritore in forza presso la Bottega dei Galle.
 
 
Di notevoli dimensioni, oltre che per l'evidente bellezza ed espressività dell'incisione, difficilmente potremmo attribuirle un attendibile valore economico in termini attuali, non foss'altro per la rarissima ed eccezionale presenza della firma del grande Incisore Fiammingo scomparso ben 400 anni fà.
 
 
Paola Galanzi


mercoledì 16 maggio 2012

Iconofilia e Cultura: il Genio artistico di PHILIPPUS GALLE e l'incisione su rame di Immagini devote nell'aurea Epoca del Rinascimento Fiammingo


PHILIPPO GALLEO SCULPTORI CELEBERRIMO

Magistrale Ritratto realizzato con incisione a bulino su rame, stampata su carta.

Artista-Incisore: Hendrik Goltzius (1558-1617)


Rarissime e di pregio comprensibilmente assai elevato, le stampe a soggetto religioso su pergamena e su carta di rami incisi a bulino recanti la firma di Philippus Galle sembrano, trascorso ormai mezzo millennio dalla data della loro creazione, essere misteriosamente svanite nel Tempo.

Assenti presso Antiquari specializzati nella vendita di Antiche Carte, assenti dal noto sito globale di aste on line, assenti financo nelle Collezioni private Europee più preziose e ricche di "pezzi" unici, rari ed importanti,  si possono oggi ammirare unicamente esposte nei più famosi Musei d'America e d'Europa quali, giusto per citarne qualcuno tra i tanti, il Metropolitan Museum of Art di New York, lo Staten Museum for Kunst (National Gallery of Denmark) di Copenhagen, il Wallraf-Richartz Museum di Colonia in Germania.

La ragione di tanta rarità e la pressochè nulla reperibilità attuale è fondamentalmente da ricercarsi nella predilezione che ebbe l'Artista-Incisore Olandese a dedicarsi principalmente all'incisione di rami a soggetto profano, nelle più svariate accezioni.

Discendente dal celebre Nonno Roelant Galle, stimato Ufficiale della Guardia Personale dell'Imperatore Carlo V d'Asburgo, Philippus Galle nasce ad Haarlem (Paesi Bassi) nel mese di Gennaio o Febbraio dell'anno 1537, quale quarto figlio, dal prolifico matrimonio di Roelant Galle II con la bellissima Barbara van den Poorten, nota al suo tempo per la rara e delicata bellezza classica che la contraddistinse.
Ad Haarlem si forma come allievo-Incisore presso la Bottega di Dirk Volkertzt Coornhert, celebre Incisore, Teologo, Musicista e Commediografo.
Le cronache d'epoca tramandano la permanenza di Philippus in Italia - principalmente a Firenze e Roma- per un intero anno solare, dal 1560 al 1561.
Suoi compagni di viaggio furono in quell'occasione altri due celebri Artisti-Incisori e Cartografi del tempo: Abraham Ortelius (1527-1598) and Gerardus Mercator (1512-1594).
Ancor giovane si trasferì dalla Città natale stabilmente ad Anversa dove frequentò assiduamente e si formò con l'allora ambìto riconoscimento di plaetsnyder - dall'antico Fiammingo: plaet=lastra e snyder= tagliatore/incisore- con l'impronta definitiva di altissimo livello artistico presso la rinomata Bottega di Wellens alias Hieronymus de Cock (1510-1570), celeberrimo Pittore del Rinascimento Fiammingo, nonché Incisore e, contestualmente, fortunato Stampatore.



SAN FRANCESCO D'ASSISI
Meravigliosa incisione a bulino su rame su carta firmata Philippe Galle.

STAMPA POSTUMA alla morte dell'Artista, databile del secolo XIX

Collezione privata Dr.Theo Breugelmans




Il 9 di Giugno dell'anno 1569 si unisce in Matrimonio con Catharina Rollant van Jooste, figlia del Primo Cittadino di Haarlem Dick van Jooste, imparentato con la nobile e ricchissima Famiglia Olandese dei van Teylingen.
Unione fortunata e assai prolifica che, secondo la tradizione, festeggiò con Gioia con la riunione ad Anversa della numerosa Famiglia Galle l'arrivo di ben cinque figli:Theodoor, Cornelius, Josina - o Justa- che sposò l'Artista-Incisore Adrian Collaert, Catharina che giovanissima andò sposa a Karel de Mallery, e Philip, omonimo del padre e suo prediletto.
Secondo le tappe del Cursus Honorum comune ai più grandi Artisti del suo Tempo, Philippus o Phillips Galle nell'anno 1570 diventa Membro del Sint Lucasgilde- la celebre Corporazione degli Artisti di Anversa, e, appena un anno dopo, il 20 di Luglio del 1571 ottiene l'ambìto riconoscimento detto in antico Fiammingo poortersrecht, ossia la cittadinanza con annessi privilegi e onori.

Da un punto di vista storico-etnografico è molto interessante l'etimologia di questo termine fiammingo del 1500, corrispondente all'attuale definizione di "carta d'identità" con l'aggiunta del "Certificato di Cittadinanza": poort indicava allora il PONTE- secondo lo schema architettonico e planimetrico tipico delle Città Rinascimentali nell'intera Europa- e rechten erano i diritti ed i privilegi riconosciuti a chi abitava "oltre il ponte" sì, ma da Cittadino all'interno delle potenti e protettive mura della Città.

Eccezionalmente stimato all'interno della potente Corporazione di San Luca di Anversa viene dalla stessa insignito per ben due anni di seguito- nel 1585 e nel 1586- dell'ambito titolo di Decano, attribuito ad Artisti dalle unanimamente riconosciute non comuni capacità e Maestria.

Nell'anno 1571 ad Anversa, alla morte del suo amato Maestro Hieronymus Cock, Philippus Galle aprì la sua Bottega personale dal suggestivo nome "In de witte Lely" - Al Giglio bianco-destinato da subito, grazie alla fama della grande Dinastia d'Incisori, a divenire il più importante Centro Artistico di Anversa e della Regione delle Fiandre.

Presso "Il Giglio Bianco" Philippus insegnò l'Arte dell'incisione a bulino su rami ai figli Theodoor e Cornelis ed ebbe come allievi J.B.Barbé, H.Goltzius nonchè i suoi due generi Adriaan Collaert e Karel de Mallery.

Incise, firmandoli personalmente quale Artista-Incisore, molti rami traendo ispirazione dai più bei Capolavori di antichi Pittori Olandesi e Fiamminghi e Italiani, quali: Blocklandt, P.Breughel, Maarten de Vos, Heemskerk, Giulio Romano, Jan van den Straet.

Philippus Galle fu Pittore, Incisore e Stampatore-Editore.

A lui l'Arte tributa l'Onore di aver tra i primi Artisti-Editori in Europa fatto assurgere la stampa calcografica ad un altissimo livello artistico.



“Bottega del pittore”
  Incisione firmata Philip Galle
Prima metà secolo XVI

Proprietà Rijksprentenkabinet, Amsterdam


Oltre alle incisioni a soggetto devoto, con Santi e intere scene tratte dal Nuovo e dall'Antico Testamento, stampate su carta e pergamena in bianco e nero o dalla curatissima e dettagliata acquarellatura a mano, Philippus Galle produsse e firmò una grande quantità di Opere a carattere geografico, medico, botanico, mitologico, paesaggistico nonchè dei mirabili Ritratti eseguiti su commissione di Nobili ed Alti Prelati del suo Tempo, autentici Capolavori artistici battuti talvolta presso le Case d'Asta più importanti del Mondo- quali Sotheby's o Christie's- per decine di migliaia di dollari l'uno.


La Vita del grande e celebrato Artista si spense ad Anversa la mattina del 14 Marzo 1612.
Ai suoi Funerali si unirono al cordoglio della potente Famiglia Galle le maggiori Rappresentanze della Corporazione di San Luca, gli Artisti Fiamminghi ed Olandesi maggiori del Tempo e le più alte cariche civili e religiose della Città.

Venne a lui riservato l'alto Onore di esser tumulato all'interno della Onze-Lieve-Vrouwekathedraal , la splendida Cattedrale dedicata a Nostra Signora risalente al secolo XIV, realizzata secondo i dettami del ricercato stile del cosiddetto Gotico Brabantino, tipico della Regione del Brabante Fiammingo.

SAN SEBASTIANVS
Museale incisione a bulino su rame stampata su pergamena firmata Cornelis Galle.
Anversa, secolo XVII
Collezione privata Galanzi


Per lo più abituati ad acquisire Immagini devote firmate da Theodoor (1571-1633) o Cornelis (1576-1650), figli di Philippus, i Collezionisti spereranno ora di aver la Fortuna di imbattersi in una rarissima Immagine sacra recante la firma di Philippus Galle- talvolta abbreviato in P.Galle-che, indubbiamente, equivarrebbe a trovare un autentico Tesoro !



Attenzione però: talvolta, presso Venditori di antiche carte sul web, così come su alcuni siti di vendite on line, possono essere proposte stampe postume databili del secolo XIX come autentiche del 1500.



Richiedere al Venditore del caso un Certificato di Autenticità e datazione su carta intestata del Negozio, con le dovute firme e timbri al seguito, oltre ad ottemperare al rispetto delle vigenti e severe Leggi in materia di Opere d'Arte servirà ad evitare incauti acquisti.



Nonostante l'evidenziata rarità delle suddette, pergamene a soggetto Sacro firmate dai non meno celebri fratelli Cornelis e Theodoor Galle rappresentano ancora oggi, per la rara bellezza che le contraddistingue, il Fiore all'occhiello di molte Collezioni di Musei così come di privati Cultori, con quotazioni al momento decisamente crescenti dai 400- 600 euro fino a 1500 euro presso Case d'Asta Internazionali così come presso noti Negozi di Antiquariato Cartaceo nazionali ed Esteri.
Paola Galanzi


mercoledì 9 maggio 2012

...e si mostrò a Simone. Riferimento a un'esperienza o formula di legittimazione ? La trasformazione della Tesi di Laurea del Dottor Massimiliano Perugia in importante Opera Libraria in ambito Teologico-Fondamentale



E' trascorso un anno e poco più da quando ebbi l'Onore di presentare a tutti gli Amici Cultori della comune passione e ai graditi Lettori del mio Blog una Persona di grande spessore culturale e morale quale il Dottor Massimiliano Perugia.

Laureato a pieni voti con la lode in Scienze Religiose presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, in poco più di un anno, anticipando i miei Migliori Auspici a lui dedicati, Massimiliano è riuscito a coronare il suo Sogno di concretizzare la rigorosa esperienza di Studio, compiutasi con l'impegnativa Tesi di Laurea in ambito Teologico-Fondamentale, in un'importante Opera libraria dal titolo " ...e si mostrò a Simone. Riferimento a un'esperienza o formula di legittimazione ? " edita dalla Casa Editrice "I libri di Emil" di Bologna, dinamica Casa che ha l'importante e nobile fine, pur nella logica e severa selezione, di far emergere giovani e validi Autori dotati di non comuni potenzialità, seppur ancora sconosciuti al grande pubblico.
Massimiliano ha dunque stravinto la sua sfida.




Domenica 13 Maggio p.v. presso la Parrocchia San Gregorio Magno (Sala Don Angelo Scalabrini) in Piazza Certaldo, 85 a Roma, con la partecipazione dei Chiarissimi Professori P.Sandro Barlone s.j. della Pontificia Università Gregoriana, P. Alberto Valentini s.m.m. della Pontificia FacoltàTeologica Marianum, Professoressa Laura Provera della Pontificia Università Antonianum, con la presenza del Giornalista Dottor Marcello Aranci, Massimiliano presenterà ufficialmente il suo attesissimo Libro.
In tempi grevi e bui come i nostri, nello sconcertante scenario di tanti Figli d'Italia, brillanti giovani, laureati a pieni voti, come Massimiliano e, come lui, dalle grandi e distinte capacità, che lasciano amareggiati il Paese per trovare lontano da Casa un'occupazione consona ai sacrifici fatti in tanti anni di studio serio e rigoroso, Massimiliano diventa, per la sua Storia personale di Vita, un raro Modello civile e spirituale da emulare per tutti i giovani neo-laureati e laureandi Italiani che con scoramento cercano oggi una sempre più difficile dimensione e collocazione professionale.
Personalmente ammiro molto la rara ed encomiabile Armonia interiore che lo contraddistingue: nella sua elevata Cultura svolge con Generosità ammirevole la sua Professione di Operatore Ecologico presso l' A.M.A.- Azienda Municipalizzata Ambiente di Roma, con civile Amore per l'Ambiente- Patrimonio comune di valore unico ed incommensurabile che tutti siamo chiamati a tutelare- e Amore autentico per Roma, la sua meravigliosa Città, Culla della nostra Civiltà e Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
Caro Massimiliano, saranno in tanti ad applaudirti domenica prossima, commossi e con il Cuore pieno di Gioia per te, stimato Amico.
L'A.I.C.I.S.- ASSOCIAZIONE CULTORI IMMAGINETTE SACRE di cui anche tu fai parte, nella comune Passione per le belle Immagini devote, è orgogliosa di annoverarti tra i suoi Soci.
Lo sono anch'io e, nella lieta occasione, con il Cuore, ti rivolgo l'antico Augurio dei Patres: AD MAIORA Massimiliano: sia questo per te l'inizio di una Vita di Gioia e tante meritate Soddisfazioni !
Con Stima ed Amicizia,
Paola Galanzi

lunedì 7 maggio 2012

IL REGNO DEI CIELI firmato GANGEL e 205 TESORI DELLA TRADIZIONE DEVOTA DELL'IMAGERIE POPULAIRE DI EPINAL in MOSTRA PERMANENTE nei Musei di Francia


Beata Panacea
Xilografia colorata à pochoir, illuminata nei dettagli in oro zecchino, su base in sottilissima carta.

Stampatori: M.Pinot & Sagaire à Epinal
Francia, 1880 circa.

Collezione privata Galanzi


Sempre esemplarmente attenta e gelosa Custode delle più significative Tradizioni Culturali e Religiose nazionali, la Francia celebra con orgoglio, nei numerosi Musei presenti sul proprio territorio, la vasta produzione databile dalla seconda metà del secolo XVIII per tutto il successivo XIX, di Immagini devozionali a pieno titolo ascrivibili alla famosissima tipologia iconografica della Imagerie populaire.


Note ed apprezzate dai Cultori delle antiche Immagini devote d'Europa e del Mondo intero, le xilografie colorate a mano con i bellissimi e caratteristici colori, secondo la tecnica del pochoir di derivazione cinquecentesca, vennero prodotte e diffuse in tutta Europa da noti Editori di Epinal, quali Jean Charles Pellerin, capostipite della nota famiglia di Stampatori originariamente attiva a Wissenbourg (Alsazia) sin dal 1759, Fréderic Wentzel , attivo nella medesima Città per circa un quarantennio- precisamente dal 1838 al 1877- i celebri Pinot, Olivier e Sagaire, Adrien Dembour e, non certo per ultimo, Gangel, Stampatore, Libraio ed Editore in società col precedente nella città di Metz- l'antica Divodurum romana- nella Regione della Lorena, dal 1835 al 1870 circa.
 
 
Miracolosamente salvate dallo scempio distruttivo iconoclastico promosso dalle Leggi napoleoniche, testimoni della fortunata produzione di quasi un secolo di attività e commercio delle summenzionate Botteghe, possono oggi essere ammirate nelle eleganti Sale espositive di molti Musei della nazione.
 
 
In particolare, una splendida Collezione costituita da ben 205 pezzi- la maggior parte dei quali databili del primo quarto del XIX° secolo- è oggi anche virtualmente visitabile, grazie alla sua presenza sul web direttamente promossa dal Musée national des Arts et Traditions Populaires di Parigi in collaborazione con il Ministero della Cultura e della Comunicazione Francese, nel curato Portale delle Collezioni dei Musei di Francia:
 
 
 
Sempre riconducibile alla suddetta produzione di stampe cosiddette popolari di Francia, un esempio particolarmente interessante è rappresentato da un'immagine religiosa di grandi dimensioni - denominata in Lingua Francese "TABLEAU"- a carattere palesemente propedeutico promossa dalla propaganda Cattolica per l'educazione religiosa del popolo analfabeta attraverso l'iconografia.
 
 
Il Regno dei Cieli- Le Royaume des Cieux- è il suo titolo suggestivo e in essa, grazie al bellissimo VIDEO personalmente curato dalla D.ssa Martine Sadion, Curatrice del Musée de l'Image, mirabilmente, pur nella sua semplicità rappresentativa, è illustrato l'iter terreno che il Buon Cristiano deve seguire per la Salvezza dell'Anima.
 
 
Come in una postuma Divina Commedia Dantesca suddivisa nelle tre Cantiche dell'Inferno, Purgatorio e Paradiso, colorati secondo l'inconfondibile e caratterizzante cromìa, sfilano nel video, sequenziali e armonicamente ritmati nella sorprendente animazione dell'Immagine, tutte le tipologie e le classi sociali del Genere Umano: Re e Regine, Martiri, Santi, Peccatori , laici e Religiosi, Ricchi e Poveri.
 
 
Secondo la tradizione più arcaica, nata agli inizi della Storia dell'Uomo, due le mete principali e destinazioni ultime: gli imi Inferi per gli Ingiusti ed il Paradiso per i Giusti.
In medio, quale ulteriore possibilità offerta da Dio all'Uomo, il Purgatorio.
 
 
Auguro a tutti una Buona Visione. 
 
Paola Galanzi
 

mercoledì 2 maggio 2012

Iconofilia e Cultura: il mistero affascinante della Santa Angelica cui venne dedicato un bellissimo Canivet manufatto conventuale nella Francia del secolo XVII, eccezionalmente firmato


Sainte Angélique

Prezioso Canivet manufatto di provenienza conventuale intagliato au canif su carta ed eccezionalmente recante inferiormente la firma dell'originaria Autrice: Henriette.
Francia, seconda metà secolo XVII

Collezione privata Professor Carluccio Frison


Un Capolavoro dell'intaglio manufatto au canif, realizzato su base in carta, con un assai elaborata incisione abbellita, oltre che dal consueto decoro floreale in omaggio devoto alla Santa celebrata, dalla presenza discreta ed aggraziata di due eleganti uccellini, posti simmetricamente l'uno di fronte all'altro, quale barocco completamento alla sofisticata scenografia che contorna l'elegante ovale.
Dettagliata e particolarmente accurata la miniatura con l'effigie della Santa, acquarellata a mano secondo la tradizione conventuale.
 
Attendibilmente databile del secolo XVII- verosimilmente della sua seconda metà- rappresenta, pur nell'ambito della nota ed assai diffusa all'epoca tipologia di Immagine devota manufatta di provenienza conventuale, un esemplare UNICO e di estremo interesse.
 
Questo, fondamentalmente, per due distinti motivi: l'evidente  extra-ordinarietà della presenza della firma - seppur, purtroppo, leggibile limitatamente al solo nome di battesimo della sua esecutrice- Henriette- ed il nome della Santa all'evocazione della quale venne destinato: Sainte Angélique.
 
Traducendolo in lingua Italiana nel corrispondente Santa Angelica, infatti, non trova immediata collocazione nell'immenso Empireo di Santi commemorati dalla tradizione Cattolica.
 
A noi devoti Italiani viene istintivo pensar subito, per assonanza di nome, a Santa Angela de Merici (1474- 1540), Terziaria Francescana e Fondatrice della Compagnia delle Dimesse di Sant'Orsola-l'Ordine delle Suore Orsoline-santificata da Papa Pio VII nell'anno 1807.
 
Chi tra noi vive nella bruna Isola di Sicilia penserà invece senza esitazione alla Beata Angelica da Milazzo, Terziaria del Terz'Ordine- detto dei Minimi- fondato da San Francesco di Paola, vissuta nel secolo XVI.
 
I lettori delle Marche, con orgoglio regionale, non avranno dubbi che la nostra Sainte Angélique ritratta nel Canivet sia la Beata Angelina da Monte Giove- detta "da Marsciano"- vedova di Giovanni da Termis, conte di Civitella del Tronto, morta a Foligno nel 1439; tutti questi, senza escluderne alcuno, sono riferimenti plausibili, naturalmente.
 
 
Se ci atteniamo, tuttavia, scrupolosamente ai preziosi dettagli evidenziati nella bella miniatura centrale, noteremo che la Santa porta sul capo una piccola corona e, dunque, un'ulteriore ipotesi attendibile diviene l'attribuzione a Santa Angela, Regina di Boemia, consacrata Monaca da San Brocardo e vissuta nell'alto Medioevo.
 
Altra teoria, infine, ipotizzabile è il riferimento ad una non meglio identificabile Santa Angelina, la cui statua lignea, mirabile opera scultorea di Artista anonimo databile del secolo XVIII, è stata di recente rinvenuta all'interno della antichissima e suggestiva Chiesa rurale di Notre Dame de Corral -Nostra Signora delle Greggi- sui Pirenei Orientali, nella regione Francese del Roussillon, al confine con la Spagna.
 
Le supposizioni formulabili, come vedete, sono dunque molteplici e tutte con un proprio, concreto fondamento.
 
Al di là di quanto finora detto, la certa provenienza conventuale Francese del Canivet è nondimeno una preziosa indicazione imprescindibile per una esatta collocazione storica del manufatto e della Santa Angélique in esso con si tanta precisione, in signorile grafia, con l'oro zecchino nel cartiglio indicata.
 
A questo punto è proprio l'origine geografica e storica di genesi propria al Canivet ad aprire un orizzonte nuovo, alternativo alle ipotesi sinora formulate, senza per questo essere meno sostenibile rispetto alle precedenti, anzi: la misteriosa Santa Angelica è prossima ad essere rivelata nella sua più attendibile identità.
 
Il secolo XVII diede inizio e segnò nella Francia una lunga serie di importanti cambiamenti storici, politici, sociali e religiosi.
 
Dalla non lontana Regione dei Paesi Bassi giunse la nuova Dottrina Teologica del Giansenismo, teorizzata e promossa dal Teologo Olandese e Vescovo d'Ypres Cornelius Jansen, nome italianizzato nel più noto Giansenio.
 
Ispirandosi alla Dottrina originaria di Agostino D'Ippona, Dottore e Padre della Chiesa Cattolica, la nuova corrente filosofico-religiosa giansenista, inizialmente mantenendosi entro la Chiesa Romana Cattolica, sosteneva, in sintesi, l'originaria corruzione dell'Uomo, naturalmente destinato, senza l'intervento e la Grazia di Dio, a disobbedirgli e a peccare continuamente.
 
Molto seguito ottennero in Francia tali teorie neo-agostiniane, diffondendosi velocemente tra Religiose e Religiosi di Fede Cattolica.
 
In particolar modo esse trovarono humus ricettivo e fertile nell'antico Convento Cistercense di Port Royal a Parigi, grazie alla tenacia e alla combattività dell'allora Badessa: Madre Angélique de Saint Jean Arnauld d’Andilly.
 
 
Appartenente ad una delle più nobili Famiglie parigine, imparentata da parte di padre al Duca d’Orléans, fratello di Luigi XIII, nipote da parte materna del Vescovo di Angers, Henri Arnauld, secondo la più antica tradizione della noblesse di Francia, nel 1630, all'età di appena sei anni, viene dallo stesso autorevole zio mandata a studiare presso il Convitto per Educande interno all'Abbazia.
 
 
Qui, a venti anni, nel 1644, prende i Voti perpetui come Monaca.
 
La sua carriera, pur nella rigida gerarchia vigente all'interno dell'Abbazia, è rapida e folgorante, così come il suo tribolato declino, fino alla morte giunta il 29 Gennaio dell'anno 1694.
 
 
Additata con veemenza e duramente perseguitata dall'accesa intransigenza Gesuita, dal Pontefice in persona e dallo stesso Sovrano di Francia, la coraggiosa Madre Angélique, Badessa di Port Royal, difese strenuamente la buona fede delle sue idee filo-gianseniste, intrattenendo costanti carteggi, stilando di suo pugno suppliche accorate ad Arcivescovi, allo stesso Pontefice della Chiesa di Roma- l'allora Papa Innocenzo XI- e persino direttamente rivolgendosi a Sua Maestà il Re di Francia Luigi XIV.
 
 
Per le sue posizioni assai prossime al Protestantesimo, e, per la Chiesa di Pietro pericolosamente tendenti all'eresia, la Dottrina Giansenista venne ufficialmente condannata come tale, dapprima con un Decreto del Sant'Uffizio datato del 1641, quindi con la bolla In eminenti di Papa Urbano VIII del 1642 ed infine con la bolla di Papa Innocenzo X Cum Occasione del 1653.
 
 
Decretata con l'indiscutibile Auctoritas delle summentovate bolle papali l'inammissibilità della Dottrina neo-agostiniana di Giansenio e bandita per la sua non-aderenza alla Teologia Cattolica- fortemente sostenuta dall'Ordine dei Gesuiti- che concepiva la salvezza come sempre possibile per l'uomo dotato di buona volontà, l'Abbazia di Port Royal, ultima, fiera roccaforte dell'Idea Giansenista in Francia, venne contestualmente alla censura papale delle sue teorie, inesorabilmente condannata all'isolamento.
 
 
Venne chiuso l'Educandato riservato alla formazione culturale e religiosa delle aristocratiche fanciulle, fu poi la volta del Noviziato e dello stesso Convento.
 
Pari destino fu con severità inflessibile riservato al Cappellano e ai Padri Confessori che vennero espulsi.
 
 
Nonostante la chiara condanna, il Giansenismo continuò a far discutere ed appassionò in accese dissertazioni filosofi, teologi, scrittori e letterati insigni della Francia, tra cui Blaise Pascal e Jean Racine.
 
 
In Italia la Dottrina Giansenista ebbe limitata diffusione nel corso dei secoli XVII, XVIII e XIX.
 
 
Il Convento di Port Royal fu destinato a Prigione durante la Rivoluzione Francese.
 
 
Dalle parole che la Storia Francese di Età Barocca dedica alla coraggiosa Madre Angélique, fiera Badessa del Convento di Port Royal, traspare non poca ammirazione: per il coraggio dimostrato nel palesare la propria Idea e per la coerente fermezza nel dichiarare la Buona Fede di tale Idea.
 
 
Ora che, seppur limitatamente alle notizie principali, abbiamo conosciuto l' "eroina" dell'antica Abbazia cistercense situata nel cuore di Parigi - ultimo baluardo Francese dell'Idea di Giansenio- partendo dalla certezza, storicamente documentata del suo nome -Angélique- e dalle acclarate notizie biografiche a lei riferibili, non sarà difficile immaginare il bellissimo Canivet, protagonista di questo articolo, Dono prezioso e originale (la sua autrice celebra affettuosamente in esso Madre Angélique quale "Santa"), a lei dedicato con sincera Stima ed Ammirazione ed espressamente per lei intagliato au canif da Henriette, forse una giovane novizia o forse una nobile fanciulla del Patriziato Parigino, sua allieva e devota ammiratrice e sostenitrice della sua Idea. Chissà.....
Ringrazio il caro Amico Medievista Professor Carluccio Frison, attento Cultore delle antiche Immagini devote, alla cui preziosa privata Collezione il Canivet appartiene, per averlo generosamente messo a disposizione di tutti noi.
 
Paola Galanzi
(Alcune notizie biografiche su Madre Angélique, nonchè altre inerenti l'Abbazia di Port Royal a Parigi sono frutto di studio ed approfondimenti da me condotti sull'Enciclopedia filosofico-storica del secolo XVII oltre ad altri testi generali di Storia Francese del secolo XVII)