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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





venerdì 29 gennaio 2016

PAULUS VAN DEN SANDE, L'INCISORE FIAMMINGO CHE CELEBRO' SAN FILIPPO APOSTOLO E LA FONTE MIRACOLOSA DELLA MADONNA DELLA CONSOLAZIONE DI HEYLOIN


San Filippo Apostolo di Betsaida
 
Splendida incisione a bulino su rame stampata su pregiata pergamena, colorata a mano e illuminata con raffinati, leggeri tocchi in oro zecchino.
 
Artista-Incisore e Stampatore: Paulus van den Sande
Anversa, secolo XVII

©Collezione privata Galanzi


Figlio d'Arte, appartenente ad una tra le più importanti e conosciute Dinastie di Incisori su rame Fiamminghi, autori di una vasta produzione di antiche Immagini devozionali - stampate su carta e sulla pergamena- di indiscusso ed elevato pregio artistico, Paulus van den Sande visse ad Anversa, nelle Fiandre, a cavallo tra il secolo XVI ed il XVII.

Sposato con Rito Cattolico con la nobildonna Ursula vanden Eynde e fraterno amico dell'insigne Incisore Olandese Philipp Galle (1537- +1612) ebbe un unico figlio cui diede, per consolidata tradizione familiare, il nome ricorrente di diversi suoi avi paterni: Jan Baptist- talvolta, su taluni documenti d'epoca trascritto come Jan Babtist o Johannes Baptist.

 
 
Philipp Galle 
 
Ritratto dell'illustre Incisore Fiammingo eseguito dal suo alunno Hendrik Goltzius 
Anversa, 1577 


E proprio Philipp Galle fu l'illustre Padrino scelto da Paulus van den Sande per il Battesimo del neonato Jan Baptist, celebrato in Anversa il 17 di Febbraio dell'anno 1600.

Ricchissimo e potente, Paulus van den Sande curò con amore particolare e con premurosa attenzione la formazione artistica dell'unico suo Erede, investendo per ben otto anni consecutivi, a partire dal 1614, l'ingente somma di quattrocento Fiorini d'oro all'anno, destinati all'educazione del giovanissimo Jan Baptist- affettuosamente in famiglia chiamato Jo, così come poi si firmerà sulle sue numerose e bellissime lastre in rame a soggetto prevalentemente sacro- oculatamente affidato, appena quattordicenne, alla maestrìa del grandissimo Artista-Incisore Hieronymus Wierix (1553- +1619) presso la sua rinomata Bottega in Anversa.

Sebbene gli Archivi -d'Olanda e delle Fiandre- siano inspiegabilmente particolarmente avari di notizie a proposito di questo importante Incisore e Stampatore-Rivenditore di antiche Immagini della devozione, eccezionalmente troviamo in essi riportata la data precisa della stipula di un vero e proprio Contratto relativo alla formazione del giovane Jan Baptist van den Sande, avvenuta il 9 di Aprile dell'anno 1614 presso lo Studio in Anversa del Notaro- oriundo Bolognese- Petrus Fabri, tra Paulus van den Sande e Hieronymus Wierix.

Appena sei anni dopo la stipula di quel Contratto, nel 1620, l'autorevole Gilda di San Luca- molto a causa dell'enorme potere politico ed influenza nella società anversana dell'epoca di Paulus e molto anche per il nome altisonante del suo designato Maestro- spalancò le sue porte al giovane- e per sua stessa, genetica virtù - già promettente Jo .

Paulus, la nobile sua consorte ed il giovane e coccolatissimo unico loro figlio Jo vissero nell'aristocratica, storica Residenza di Famiglia nella esclusiva, centralissima Keyserstraete- la cosiddetta via imperiale- a breve distanza dalla bellissima Cattedrale dedicata alla S.Vergine Maria sin dal secolo IX e completata nel suo attuale splendore e pregio architettonico ed artistico nel secolo XIV, ancora oggi l'esempio più elevato dell'elegante Stile Gotico Brabantino e principale Cattedrale Cattolica della Città di Anversa e dell'intero Belgio.

 
 
Vista del cortile interno e vestibolo dell'antica dimora secentesca dell'Iconofilo e Studioso dell'Arte Fiammingo  Nicolaas Rockox, fraterno amico di Peter Paul Rubens
 denominata Rockoxhuis, prossima alla celebre Keyserstraete, sede della dimora storica della Famiglia van den Sande in Anversa
foto di Mark Ahsmann


Anche l'allora celeberrima, grande Stamperia di Paulus van den Sande era situata nel Centro Storico della Città, nella nota e frequentatissima Huyvetterstraet, lunga via ricca, già all'epoca, di numerose diramazioni secondarie con fiorentissime attività artigianali e già indiscussa sede delle più importanti Botteghe Artistiche dedite alla produzione copiosa di Immagini devozionali e cuore pulsante del fiorentissimo Mercato Antiquario della Capitale Fiamminga.

La Stamperia di Paulus, durante i decisivi otto anni di apprendistato e formazione nell'Arte Incisoria del giovane Jo presso la Bottega del Wierix, contò numerosi dipendenti: incisori talvolta dotati di brillanti qualità artistiche che, tuttavia, per contratto, non firmavano i propri rami incisi, lasciando riservato tale spazio al titolare della stessa Stamperia.

Alcune Sacre Immagini uscite dai torchi della Stamperia van den Sande furono stampate su carta in bianco e nero; la maggior parte di esse- nel pur esiguo repertorio recante la rarissima firma di Paulus - è oggi conservata presso i più importanti Musei nazionali di Arte Sacra delle Fiandre e Olandesi.

Valenti coloritori, specificamente addetti all'interno della Stamperia van den Sande, sin dal secolo XVI fino quasi alla fine del secolo XVIII, sedettero su scomodi sgabelli in legno per infine ultimare le belle Immagini devote con sapienti pennellate di colore, talvolta completandole con i noti e ricercati tocchi in oro zecchino, pregio aggiunto in quelle più esclusive che faceva decisamente - insieme alla qualità estetico-artistica dell'incisione-lievitare anche il costo finale alla vendita.

A corredo iconografico di queste notizie abbiamo ben due differenti Santjes -letteralmente Immagini devozionali in lingua Fiamminga-provenienti dalla suddetta, celebre Stamperia
Entrambi recano la rara firma di Paulus van den Sande.

Il primo, datato del secolo XVII, stampato sulla nobile pergamena e accuratamente colorato a mano e illuminato con raffinati tocchi in oro zecchino celebra la pur rara Figura di San Filippo Apostolo di Betsaida, con la Croce nella mano destra, secondo l'iconografia classica; la seconda sacra immagine, sempre risalente al secolo XVII, è invece stampata in B/N su carta e celebra il Santuario della Madonna di Heyloin e dell'omonima Fonte miracolosa amministrato sin da allora dai Frati Predicatori di San Domenico.



La celebrazione del Santuario Mariano di Heyloin, l'Apparizione della S.Vergine e la Fonte Miracolosa- anno 1713

Incisione a bulino su rame stampata in b/n su carta eseguita e firmata da Paulus van den Sande
e diffusa dal Mercante di Stampe Olandese Willem van Bloemen come "Ricordo del Santuario" per i numerosi Pellegrini.


Curioso notare su quest'ultima immagine quella che a primo acchito potrebbe apparire come una vistosa quanto inspiegabile incongruenza cronologica: sebbene, infatti, non si conoscano le date di nascita e morte di Paulus van den Sande, come detto all'inizio, egli visse in Anversa a cavallo tra il secolo XVI ed il successivo.

Dunque, la data del 1713 riferita nella didascalia in Lingua Fiamminga dell'immagine all'Apparizione Mariana presso la Cappella del Santuario è successiva alla morte di Paulus ragionevolmente di almeno qualche decennio.

Come spiegare questa apparente contraddizione tra la firma presente dell'Incisore- in basso sulla destra- e la data precisa dell'apparizione- 1713- celebrata nell'Immagine?

I rami incisi, e talvolta, proprio come in questo caso specifico, già tempo addietro firmati, passavano dopo la morte dell'incisore ai suoi Eredi e accadeva che questi ultimi, vuoi per pigrizia vuoi per celebrare la memoria ed i trascorsi lustri del celebre antenato, riutilizzassero lo stesso rame originario senza apportare modifiche di sorta.

In quella data, a capo della rinomata Stamperia fu infatti, e senza dubbio alcuno, neanche il figlio di Paulus- Jan Baptist  senior o Jo (1600- +1664-1665) - ma addirittura il nipote Jan Baptist junior- omonimo di suo padre, unico figlio di Paulus- verosimilmente nato intorno all'anno 1650-60, ammesso alla Gilda di San Luca come apprendista nell'anno 1675, divenuto presso la stessa Maestro nel 1712 e infine morto nel 1719.

Il grande Mercante di Stampe, nonché Stampatore-Editore lui stesso, l'Olandese Willem van Bloemen commissionò personalmente, da destinarsi alla vendita ai molti Pellegrini accorsi per l'occasione, presso la Stamperia van den Sande in Anversa, diverse centinaia di Immagini devozionali celebranti l'Apparizione Mariana del 1713 a Heyloin (Olanda).

Se pensiamo che i primi Miracoli attribuiti alla S.Vergine del suddetto Santuario datano del 1573, l'Apparizione successiva del 1630 - quando insieme alla Madonna scaturì dal nulla anche la Fonte dell'acqua ritenuta miracolosa- allora si spiega tutto assai chiaramente: Paulus van den Sande incise sul rame l'Apparizione dell'anno 1630 e, a distanza di poco meno di un secolo, il nipote Jan Baptist junior ristampò lo stesso rame inciso dal nonno, semplicemente raschiando sulla lastra originaria la data del 1630 e modificandola- fateci caso: tale aggiustamento è ben visibile- con quella relativa all'Apparizione dell'anno 1713

© Paola Galanzi



venerdì 15 gennaio 2016

L'ICONOFILIA COME PREZIOSA TESTIMONE NELLA RICOSTRUZIONE DELLA STORIA: L'ANTICHISSIMO SANTUARIO MARIANO DI N.S. DELLA TESTA E IL PREZIOSO SANTINO-RELIQUIA DELLA REGINA ISABELLA II DI BORBONE


Il prezioso Santino-Reliquia relativo al Santuario Mariano di S.Maria della Testa di Andujar (Spagna)

Anno 1862
©Collezione privata Galanzi (ex Collezione Mons.U.S.-Firenze)




QUALCHE BREVE CENNO STORICO

Il Santuario di Nostra Signora della Testa ha questo nome che gli deriva dalla sua posizione al centro della Sierra Morena, su una nuda vetta rocciosa di una collina, a 686 metri d'altezza e a circa 80 km. dalla Città di Cordova, in Spagna.
Le sue origini risalgono alla notte del 12 di Agosto dell'anno 1227, quando il pastore Juan Alonso Rivas scorse strani bagliori sulla cima della collina e da lì sentì provenire i rintocchi di una campana.
Incuriosito, salì sulla vetta e lì, parzialmente nascosta tra le rocce, trovò, con sua enorme sorpresa, una bellissima statua della S.Vergine Maria con in braccio il Bambino Gesù.
Caduto in ginocchio e raccoltosi in preghiera, la Santa Madre di Dio gli parlò esprimendogli il desiderio di avere una chiesa a lei dedicata in quel luogo e per assicurare ai devoti Pellegrini che l'avrebbero lì venerata Protezione e Rimedio ai loro mali.
L'edificazione del Santuario ebbe inizio nell'anno 1287 e fu completata nell'anno 1304.
Per il suo sito selvaggio e la strada di accesso che si inerpica per ben trentadue chilometri su tornanti interminabili tra boschi di pini e querce secolari, il Santuario ha affascinato ed ispirato in ogni tempo Scrittori e Poeti.
Già nel secolo XIII il Re Alfonso X il Saggio personalmente compose e dedicò alla S.Vergine i suoi bellissimi Cantigas de Santa Marìa, così come pure, cento anni dopo, Re Alfonso XI detto il Giustiziere volutamente la nominò in una sua Opera scritta sulla caccia.
L'illustre Scrittore, Poeta e Drammaturgo Miguel de Cervantes Saavedra (1547- + 1616) nella sua Opera intitolata Historia Septentrional affermò, citandolo, che il Santuario della Testa era famoso in tutta la Spagna così come nel Mondo intero.
Lope de Vega (1562- +1635) , il più famoso Scrittore della sua epoca, gli fece eco con un giudizio simile nella sua Opera Tragedia del Rey Don Sebastiàn .
Un Pellegrinaggio che richiama dagli inizi del secolo XIV decine di migliaia di Pellegrini e di turisti è la Romerìa.
Il Venerdì che precede l'ultima Domenica di Aprile, convergono nella Città di Andujar, provenienti da tutte le Regioni di Spagna ed, in particolare, dell'Andalusia, oltre cinquanta Confraternite con i loro Associati, uomini e donne che indossano, per l'occasione, i costumi propri della loro Città di origine.
Il Sabato, dopo una pittoresca sfilata lungo le vie della Città, partono tutti in direzione del Santuario inerpicandosi lungo un'antica mulattiera: le donne sul dorso di muli e gli uomini e le coppie in groppa a cavalli.
A mezzogiorno fanno una breve sosta per il pranzo sulle rive del Jandula, affluente del Guadalquivir, per infine, verso il tramonto, giungere al Santuario dove ogni Confraternita reca alla Madonna il suo dono particolare.
A mezzanotte inizia la celebrazione delle Sante Messe. 
Nella tarda mattinata ha luogo la processione della statua della S.Vergine tra centinaia di colorate bandiere, antichi stendardi scoppi a salve e rulli di tamburi.

La statua attualmente esposta nel Santuario è una copia di quella primitiva scomparsa durante i devastanti bombardamenti della Guerra Civile del 1936-1939.





Il Santino-Reliquia di Isabella II di Spagna- dettaglio
©Collezione privata Galanzi 




IL SANTINO-RELIQUIA E LA RICOSTRUZIONE DELL'IMPORTANTE EVENTO STORICO AD ESSO LEGATO




E' testimone di antichissima e profonda devozione Mariana così come evocativa di trascorsi storici cruenti e dolorosissimi per l'antichissima Città di origini Romane di Andujar, in Andalusia, la suggestiva immagine, così ricca in dettagli, del Santuario di Maria Santissima della Testa stampata superiormente e centralmente in nero inchiostro sulla base in cartoncino del Santino-Reliquia.

Il progetto in nuce tratteggiato, relativo all'ampliamento del complesso basilicale, spicca in esso e colpisce l'osservatore ancor prima del piccolo scampolo del prezioso broccato intessuto- come ancora era usanza e Tradizione all'epoca- pazientemente e interamente a mano, disegnando, come in un'autentica Opera d'Arte tessile, eleganti, grandi fiori bianchi su sfondo azzurro illuminati da sottilissimi fili in autentico, prezioso argento. 

Tale progetto, contemplava la costruzione di un ulteriore erigendo edificio al lato sinistro della Chiesa originaria, speculare a quello già esistente edificato a ridosso del suo lato destro e già sede dell'antico Convento dei Padri Trinitari di San Giovanni de Matha sin dal secolo XV e ad essi ufficialmente ritornato, dopo varie vicissitudini, in data del 1 di Aprile dell'anno 1930 ad opera del Vescovo Monsignor Manuel Basulto Jimenez.

Appena sotto la rappresentazione grafica del Santuario, così come specificato ed evidenziato in eleganti caratteri in corsivo stampati in inchiostro di colore rosso- oggi leggermente sbiadito a causa dei 154 lunghi anni trascorsi da quel giorno- l'ardito progetto prevedeva la futura costruzione di ben quattro piani con complessive 28 camere- destinate ad ospitare il numero all'epoca sempre crescente di Pellegrini provenienti da ogni dove in Spagna e nel resto dell'Europa- tre grandi saloni- per gli incontri e lo svago degli Ospiti- una vasta e ben attrezzata cucina - destinata al ristoro - e inferiormente, al piano terra, una nuova Cappella.

All'epoca, il Rettore del Santuario della Sierra Morena- da qui l'affettuoso appellativo di Morenita - letteralmente "la bruna"-  tributato dal Popolo devoto all'Effigie della SS.Vergine con Bambino Patrona della Città di Andujar e della Diocesi di Jaèn- tale Fra Eugenio, giovane ed entusiasta Sacerdote Francescano oriundo granadino, fu brillante ideatore di una valida operazione di quello che oggi in economia viene definito marketing strategico, per la promozione del Santuario e della devozione Mariana, sostenuto e indubbiamente favorito nel suo nobile disegno dal potenziamento promettente delle reti ferroviarie locali ed europee e dalla nascente industrializzazione del territorio.
 
 
 
 
 
 
La Regina di Spagna Donna Isabella II di Borbone ed il Principe Francesco d'Assisi Borbone
Anno 1863



 
 
 
 

In occasione della visita in Andalusia dei Reali di Spagna, la Regina Isabella II di Borbone (1830- +1904) e del suo real consorte, il Principe Francesco d'Assisi di Borbone (1822- + 1902) così come da tradizione, alle ore 17.00 del giorno 12 di Settembre dell'anno 1862 la veneratissima Effigie della SS.Vergine con Bambino, con tutte le licenze e dietro autorizzazione del Vescovo in persona, venne traslata in processione- presenti tutte le Confraternite, il Clero e il Popolo, accorso numeroso anche dalle vicine località-  protetta all'interno di un'urna in vetro, dal Santuario fino alla bellissima Chiesa gotica di Santa Maria Maggiore, risalente al secolo XV, situata al centro della piazza omonima della Città.




L'interno dell'antica Chiesa di Santa Maria Maggiore ad Andujar.

Sullo sfondo l'altare centrale ove venne esposta alla devozione e in onore della Regina Isabella II di Spagna e del Principe Francesco d'Assisi Borbone dal 12 al 14 di Settembre dell'anno 1862 la S.Effigie della Madonna della Testa, ricevendo direttamente per mano della Regina la preziosa stoffa da destinarsi al suo abito.





Il giorno seguente, il 13 di Settembre, davanti alla S. Effigie, esposta sin dal giorno prima alla devozione popolare all'interno della Chiesa, venne ufficiata una Messa solenne dal Vescovo in persona, celebrazione cui assistettero i Reali di Spagna.

L'indomani ancora, il giorno 14 di Settembre 1862, al termine della S.Messa, la Regina Isabella II ed il Principe toccarono con profonda devozione la S.Effigie ed in quell'occasione la Regina le fece dono della preziosa stoffa destinata a farle da abito.




Dettaglio della preziosa Reliquia del broccato in seta intessuto di fili in argento donato dalla Regina Isabella II di Spagna alla S.Vergine in data del 14 di Settembre 1862 presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore in Andujar 





PER UNA VISITA VIRTUALE ALL'INTERNO DELLA CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE IN ANDUJAR CLICCARE QUI: http://www.santamariaandujar.es/parroquia/visita.html





Trattandosi di pregiato e splendido broccato donato dalla Regina in generosa metratura Fra Eugenio pensò bene di destinarne una parte- quella evidentemente avanzata dopo la realizzazione dell'abito della S.Vergine- come preziosa Reliquia e a Ricordo dell'importante Evento a tutti i devoti che avrebbero fatto un'offerta di almeno una peseta per l'erigenda, nuova ala sinistra del Complesso del Santuario.

Gli scampoli rimanenti dopo l'esecuzione dell'abito per la S. Effigie vennero affidati da Fra Eugenio ad una pia e devotissima donna del luogo, abile Sarta e verosimilmente autrice dello stesso abito, che lavorò incessantemente per circa tre mesi all'applicazione tramite cucitura a mano dei piccoli ritagli del prezioso tessuto su circa duecento Santini-Reliquia.

La stampa del Santino-Reliquia venne affidata dal Rettore del Santuario ad un'antica Stamperia locale chiamata LA PURITANA, comprovatamente attiva fino all'anno 1954.

Quello oggi qui presentato, proveniente dalla Collezione privata di un Monsignore caro amico di Famiglia e oggi parte preziosissima della mia privata Collezione, riporta stampato il numero 142. 




Il prezioso Santino-Reliquia relativo al Santuario Mariano di S.Maria della Testa di Andujar (Spagna)

Anno 1862
©Collezione privata Galanzi (ex Collezione Mons.U.S.-Firenze)





Ogni Santino riporta, sempre stampata inferiormente alla Reliquia tessile, la dicitura di autentica seguita dalla firma autografa- non stampata- del Rettore del Santuario.

Superiormente alla firma autografa del Rettore, stilata in elegante grafia in blu inchiostro, venne apposto dallo stesso per ulteriormente e definitivamente attestarne l'autenticità, il sigillo ufficiale in ceralacca rosso vivo del Santuario, applicato appunto sopra il filo giallo diramato che cuciva ogni Reliquia sul Santino.

Oggi, a distanza di oltre un secolo e mezzo da questi eventi, a me Iconofila, appassionata studiosa che ama indagare questi affascinanti, antichi Documenti della devozione popolare, appare particolarmente commuovente la rappresentazione grafica a stampa dell'antico Progetto di estensione di questo importantissimo Santuario Mariano nel cuore della Cattolicissima Spagna. 
Il suo tratteggio timido, appena abbozzato, esprime ancora oggi la rispettosa titubanza insieme con la profonda e sincera Fede nella Divina Provvidenza che allora diede vita all'audace Progetto che fu, infine, realizzato.




Un'antica, suggestiva fotografia del Santuario datata dell'anno 1897.






Durante il tristissimo e buio periodo storico della Guerra Civile di Spagna, precisamente tra il 1936 e l'anno successivo, il Santuario venne pesantemente bombardato e praticamente raso al suolo interamente per la nuova ala sinistra per ultima realizzata e per metà della stessa Chiesa originaria. 






Il Santuario, in una tragica fotografia scattata all'indomani dei bombardamenti dell'anno 1937






In tale infelice circostanza andarono perduti la primitiva S.Effigie della Madonna con Bambino ed il suo prezioso abito, dono della Regina Isabella II.





Un'antica, rara immagine  dei primi anni '30 del 1900 della statua primitiva della S.Vergine della Testa. Si noti, per quanto sia la foto in b/n, che l'abito indossato dalla S.Effigie è quello realizzato nel 1862 con la pregiata stoffa donata dalla Regina di Spagna.




Il Santino-Reliquia, oltre che Testimone di quella bellissima, antica Storia che fu e che insieme oggi leggiamo e conosciamo, è oggi più che mai un prezioso, autentico Reperto di Archeologia religiosa, conservando ancora in ottime condizioni, dopo tanto Tempo, un piccolo scampolo originale ricco di nobile Storia e di Devozione che oramai, nel suo insieme unitario e più importante- appunto l'abito della S.Vergine-  è irrimediabilmente e per sempre andato perduto.






Datando le sue antiche origini del secolo XIII, il Santuario della Madonna della Testa di Andujar in Andalusia è Sacra Meta di Pellegrinaggi di devozione Mariana più antica di Spagna e fors'anche uno dei più antichi ed importanti del Mondo intero.


©Paola Galanzi