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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





mercoledì 12 maggio 2010

I Santini con Reliquia:un piccolo ritaglio di stoffa benedetta e il Santino diventa “tramite” prezioso per la richiesta di intercessione del Santo

Santino-Reliquia di Fiori di Terra Santa posati sul Santo Sepolcro
Semi-manufatto conventuale con composizione di piccoli fiori e cromolitografia centrale di N.S. Gesù Cristo applicati " à collage" su cartoncino sottile
Francia, fine sec.XIX-inizi sec.XX
(collezione privata Galanzi)


Nel corso del sec.XIX, il progresso legato alla ferrovia e ai primi convogli a vapore destinati al trasporto pubblico risolse, con un incremento esponenziale degli stessi registrato in tutte le nazioni Europee, l’annoso disagio legato ai lunghi e tutt’altro che agevoli spostamenti dei Pellegrini verso Santuari ed importanti, tradizionali mete di Pellegrinaggio.
Tipica espressione della Religiosità popolare e ad essa espressamente destinata, i Santini-reliquia, la cui diffusione venne capillarmente promossa in Europa sin dal secolo XVII come risposta strategica della Chiesa Cattolica, nello scenario dell’articolato programma controriformista, alle gravi azioni destabilizzatrici e fuorvianti sfoderate dal Protestantesimo di Martin Luther, divennero- in epoche notoriamente caratterizzate socialmente da un alto grado di analfabetizzazione - la testimonianza visiva e materiale di miracolosi eventi direttamente e indivisibilmente connessi alla Madonna, Gesù Bambino, Gesù Cristo Crocifisso, Sante e Santi dell’antichissima tradizione Cristiana, venerati dal popolo credente presso Chiese e Santuari; ma non solo: alla valenza miracolosa – vivificata attraverso la preghiera a Dio per intercessione del Santo o della Santa - si unì contestualmente- sempre per mezzo della preghiera a Dio Padre e alla richiesta della Grazia- il potere taumaturgico- esempio particolarmente rappresentativo ne è il Santino-reliquia con le Foglie del Miracoloso Roseto di San Francesco presso il Santuario della Porziuncola in Assisi- connesso sin dall’alto Medioevo alle peculiari e distinte “sfere” di intervento direttamente individuate e legate al martirio dei Santi e agli strumenti dello stesso, iconograficamente per tradizione ad essi associati e popolarmente conosciuti.
E fu proprio ed in particolare nel corso del secolo XIX che, grazie al raggiunto progresso nel trasporto, si assiste- in un processo produttivo garantito dalle stesse innovazioni in campo tipografico- per la prima volta, alla produzione e diffusione su “scala industriale”- nello specifico - di tale tipologia di Santino.
Classificate dalla Chiesa Cattolica in base alla “preziosità” per “classe” di appartenenza, le reliquie ufficialmente riconosciute e dalla Santa Sede autenticate destinate al culto pubblico, associate nel caso distinto ai Santini, appartengono solitamente alle classi II, III e IV (reliquie ex indumentis - dai vestiti, ex velo - dal velo, ex veste - dall'abito talare, ex arca sepulchralis - dalla tomba), insieme a varie reliquie appartenenti alle ultime due classi, caratterizzate per l’essere entrate in qualche modo “in contatto”con le prime, chiaramente più importanti.
Particolarmente fiorente fu il loro commercio due secoli or sono, presso Santuari e luoghi di Pellegrinaggio.
Relativamente al Santuario della Madonna di Loreto - una tra le principali e più importanti mete di Pellegrinaggio del mondo- molto bello è un Santino-reliquia, databile del sec. XIX contenente la “polvere delle S. Mura della S.Casa di Loreto”-pregevole incisione al tratto e al puntinato su carta di autore ignoto.
Gli stessi incisori ed editori Praghesi- ed in particolare Sigmund Rudl- negli anni che dal 1815 al 1848 caratterizzarono l’epoca Biedermeier cosiddetta- con il crescente e costante movimento di masse di Pellegrini verso tali Santuari- ed in particolare diretti, provenienti da ogni parte d’Europa, a Praga, per devozione al Miracoloso Gesu’ Bambino, fiutando intelligentemente il potenziale grande riscontro economico, crearono- sull’ idea dei materiali “poveri” a disposizione in natura e tradizionalmente usati dalle stesse Suore nei Monasteri per la realizzazione di originali Santini manufatti e semi-manufatti- degli originalissimi Santini-reliquia Ricordo del Santuario semi-manufatti, addirittura su vere foglie di forma pennato-lobata- generalmente di quercia-presenti in natura in quantità elevata e-soprattutto!- gratuite, sulle quali applicarono con maestria piccolissime incisioni-quasi delle “miniature”- colorate a mano e racchiuse entro graziose, piccole cornici ovali in metallo dorato.
Alcuni esemplari, a distanza di due secoli sono giunti quasi incorrotti sino a noi ancora “vestiti”, a foggia di allegri “pois”, di lustrini e paillettes policrome e multiformi applicate “à collage”sulla foglia stessa, con al centro l’incisione su carta in ovale, raffigurante lo specifico Santuario Mariano che si intendeva celebrare.
Ma i Santini-reliquia più famosi, quelli che più di ogni altro tipo attirarono nel sec.XIX e fino alla prima metà del secolo scorso l’attenzione di adulti e bambini e che vennero capillarmente diffusi nel mondo, furono i semi-manufatti di provenienza specificamente conventuale: ex olivis Gehtsemani- con un piccolo frammento di ulivo del Sacro orto di Getsemani, o una piccola gaggìa colta personalmente dalle Suorine nello stesso, e ancora fiorellini secchi di Terra Santa, piccoli fiori nati nella Grotta Benedetta dell’Apparizione dell’Immacolata Concezione a Bernardette di Lourdes, applicati dalle Suore con gaia fantasia “à collage” su basi di cartoncino sottile dalle belle cornici goffrate (a rilievo) in oro.Concludiamo infine questa variopinta carrellata, con i moderni Santini-reliquia- a mio personale parere di gusto estetico tutt’altro che bello e per certo neanche paragonabile ai primi descritti –realizzati in serie con piccole “ampolline” ovali in plastica – a detta dei moderni Produttori Americani- "contenenti l’acqua della fonte miracolosa di Lourdes"….
Paola Galanzi

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