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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





mercoledì 27 aprile 2011

Iconofilia e Cultura: L'invocazione a San Liborio contro i terribili dolori della nefrolitiasi o calcolosi renale in un'incisione Remondiniana del sec.XVIII

 
 
ORATIO CONTRA CALCVLVM

Incisione a bulino su rame su carta vergellata

Produzione Stamperia Remondini di Bassano del Grappa- Sec.XVIII

Collezione privata Galanzi - © -ALL RIGHTS RESERVED


Le statistiche dei dati anamnestici raccolti e conservati nei secoli in trattati e documenti ufficiali stilati su papiri e antiche pergamene da Medici e da Speziali, concordano puntualmente nell'identificare e sottolineare insopportabili spasmi e atroci sofferenze attribuiti all'affezione da calcolosi renale, spesso paragonati ai dolori del parto o addirittura enfatizzati, e non di rado, come ad essi superiori.
Alimentazione povera,e comunque incongrua, un insufficiente apporto di liquidi e, di conseguenza, una diuresi inadeguata, si sono nei tempi concretizzati in una delle più temute -e purtroppo, da sempre, più diffuse- patologie a carico dell'apparato urinario: i calcoli.


Nel secolo XVIII, epoca di datazione della splendida incisione Remondiniana che correda l'attuale articolo, in uno scenario di studi e ricerche mediche ancora in nuce per la definitiva soluzione al problema, insieme alle auspicate e salutari cure idropiniche cui sottoporsi periodicamente presso Stabilimenti Termali di antica e chiara fama, la devozione popolare ripose tutte le proprie speranze nella guarigione da tale invalidante e temutissima infermità nell'invocazione e nel voto sincero al Santo protettore dai calcoli renali: San Liborio.
Liborio (348-396) fu il secondo Vescovo della città francese di Le Mans.
E' altresì il Santo Protettore della Cattedrale e dell'Arcidiocesi di Paderborn in Germania.

Ignoriamo la data esatta della sua nascita ma abbiamo quella certa della sua morte, avvenuta il 23 Luglio dell'anno 397.
Similmente agli altri Santi della Chiesa Cattolica nati nel IV secolo, sappiamo molto poco purtroppo della sua vita.

Nato in Francia, a Le Mans, fu Vescovo della sua città natale per ben 49 anni. Promosse e diresse personalmente la costruzione di molte Chiese, in particolar modo nelle aree periferiche della città, per renderle il più possibile fruibili ai poveri e ai devoti delle campagne.
Nel corso di 96 ordinazioni sacerdotali ordinò 217 Sacerdoti e 186 Diaconi.
Amico fraterno di un'altra Figura ciclopica della Chiesa, San Martino di Tours, venne da questi amorevolmente assistito negli ultimi istanti della sua vita. Venne sepolto all'interno della Basilica dei Santi Apostoli di Le Mans, accanto al suo predecessore Giuliano, fondatore del Vescovado.

Molti i miracoli e le guarigioni riconosciuti essere avvenuti ai piedi della sua tomba.

Nell'anno 835 il Vescovo Aldrich depose alcune reliquie del Santo all'interno di un'urna posta su un altare della Cattedrale e l'anno successivo, dietro precise indicazioni dell'Imperatore Ludovico I detto il Pio, il corpo di San Liborio venne traslato definitivamente presso il Vescovado di Paderborn, in Germania, Diocesi fondata nel 799 da Papa Leone III e dall'Imperatore Carlo Magno.
Tale importante evento sancì di fatto un "Patto di pace e di fratellanza" tra la Francia e la Germania, che sopravvisse inalterato a qualunque ostilità nei secoli a venire: le Chiese delle rispettive città di Le Mans e Paderborn si aiutaronò sempre e vicendevolmente con la preghiera e l'assistenza materiale nel bisogno, conferendo all'antico patto valore sacro ed eterno.

Attribuendo a San Liborio l'unione esemplare di genti diverse raccolte intorno alla sua Figura e a lui sinceramente devote, l'Arcivescovo Joannes Joachim Degenhardt di Paderborn istituì la coniazione nel 1977 della "Medaglia di San Liborio per l'Unità e la Pace", conferita da allora ogni quinquennio a chi si distingue contribuendo all'unità dell'Europa e dei Principi Cristiani.

Spirato serenamente tra le braccia del suo fraterno amico San Martino di Tours, Liborio è anche considerato, proprio per questa ragione, Patrono della Buona Morte.

Sin dal secolo XIII San Liborio è invocato per la guarigione dai calcoli renali; fu proprio l'Arcivescovo Werner von Eppstein, gravemente affetto dalla dolorosa patologia, a recarsi per primo, per voto, in Pellegrinaggio presso la tomba del Santo a Paderborn nell'anno 1267.

Pare proprio esser questa l'origine dei tre calcoli indicati quali inconfondibile e principale attributo di San Liborio.
Oltre che per la guarigione dai calcoli, il Santo è sin dal 1200 invocato contro le febbri e le stesse coliche renali.

San Liborio venne aggiunto al Calendario Romano nell'anno 1702 e commemorato il 23 di Luglio, insieme a Sant'Apollinare di Ravenna.
A Paderborn, Liborio è magnificamente celebrato con festeggiamenti in suo onore che richiamano fedeli da tutta la Germania per la durata di ben nove giorni.

Incisione a bulino su rame di Incisore anonimo stampata su carta vergellata e inequivocabilmente destinata al mercato spagnolo, la splendida Immagine devozionale, pur nel suo discreto anonimato, chiara ed evidente reca, inconfondibile all'occhio dello Studioso e del Collezionista esperto, l'impronta dei famosi torchi della Stamperia Remondini di Bassano del Grappa.

Attenti alle mode e particolarmente acuti nel captare con largo anticipo rispetto agli Stampatori antagonisti di Augusta le preferenze e le nuove e mutevoli tendenze della devozione popolare d'oltralpe, grazie agli occhi attenti delle fedeli squadre dei Tesini, i Remondini di Bassano furono per quasi due secoli sempre i primi - quasi provvidenziali Deus ex machina- ad incontrare e sposare con costante e crescente successo le esigenze e le aspettative del popolo credente, d'Italia e dell'intera, vasta parte di mondo allora conosciuto e dai grandi, instancabili Tesini in lungo ed in largo percorso a piedi con la cassela a tracolla.

L'indulgenza concessa dalla Chiesa a chi, già sofferente, rivolgeva toccanti invocazioni e preghiere e dagli Stampatori Bassanesi intelligentemente evidenziata, fu già una garanzia di successo per i Santi dei Remondini, ed anch'esso un elemento saliente e caratteristico nel tempo.

Paola Galanzi

1 commento:

  1. Roberto De Santis28 aprile 2011 11:23

    Carissima Paola,
    ancora una volta desidero ringraziarti per averci permesso di entrare realmente nell'immagine, assaporando tutti gli aspetti che essa contiene: agiografico, devozionale, storico, geografico e iconografico!
    E ancora una volta (probabilmente non mi abituerò mai) mi sono stupito per il quantitativo di informazioni che una piccola immagine devozionale può contenere.
    Un caro saluto,

    Roberto De Santis

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