Cerca nel blog



UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





martedì 5 marzo 2013

Iconofilia e Cultura: rare Immagini devote quali lavori artistici di sublime perizia: il mistero svelato della tecnica in voga tra Incisori, Suorine e Nobiltà nel 1800

 
PASSIO DOMINI NOSTRI
 
La spettacolare Immagine realizzata in MICROGRAFIA da Giovanni Bazzani II
Orafo e Incisore in Firenze-anno 1820
 
Collezione privata Mario Tasca-Per gentile concessione al Blog
 
 

Abbiamo avuto modo, grazie al contributo prezioso di un privato Collezionista, di ammirare di recente una extra-ordinaria Immagine devota di probabile provenienza conventuale, realizzata con una tecnica assolutamente finora sconosciuta alla maggior parte di noi Cultori dell'iconografia devozionale.
 
Tutti voi, amici e Collezionisti, che seguite regolarmente il mio Blog, ricorderete senz'altro la meravigliosa Mater Dolorosa graficamente realizzata con un'incantevole intarsio di migliaia di lettere nell'antica Lingua Latina.
 
Protagonista e ispiratrice di questo nuovo mio articolo odierno è un'altra Immagine devota, assolutamente insolita ed assai simile, per tecnica impiegata, alla precedente trattata, ma questa volta, grazie alla Presentazione elegantemente manoscritta ed incisa sulla lastra di rame ed alla firma chiaramente presente dell'Artista-Incisore, abbiamo tutti gli elementi, ma proprio tutti, per ricostruirne attendibilmente le origini e l'affascinante Storia.
 
Discendente dalla nobile e potente Famiglia dei Bazzani, originaria del versante Emiliano della Regione Emilia-Romagna- Bologna e Modena sono le principali Città ove ne è attestata sin dagli inizi del secolo XIV la presenza con ruoli di rilievo e chiarissima fama- Giovanni Bazzani -non casualmente detto il II, e capiremo più avanti il perchè- l'Autore, fu stimato Orafo ed Incisore in Firenze nella prima metà del secolo XIX.
 
Egli fu assai probabilmente consanguineo e diretto discendente del ben più noto Giuseppe Bazzani (1690-1769), illustre Maestro di Pittura all'Accademia di Belle Arti di Mantova (sua Città natale) tra i più prestigiosi esponenti della Pittura Rococo' a livello nazionale ed Europeo, figlio unico di Giovanni, onorato Orafo e creatore a sua volta di principeschi gioielli nell'elegante Città di Mantova.

 
L'Estasi di Santa Teresa
Olio su tela dipinto da Giuseppe Bazzani
 
 
 Avara di altre notizie è, purtroppo, la cronaca.
 
Realizzata nella sua Bottega Orafa e Calcografica in Firenze nell'anno 1820, verosimilmente dietro committenza di devoto privato, laico o ecclesiastico, fu "costruita" a regola d'arte su ben 10.289 lettere, così come, con evidente e lecito compiacimento, precisato dall'Artista, e celebra
 
 
"la Passione di N.S.Gesù Cristo
scritta da San Giovanni.
I due Inni del Mattutino del Corpus Domini.
La prima parte dell'Omelia di Sant'Agostino con l'indicazione dell'Evangelo analogo in fronte,
il Pange Lingua- (l'Inno Eucaristico della Chiesa Cattolica) - e Sua Orazione"
 
 
Incisa, così come specificato dall'Artista inferiormente al mirabile circolo, ad occhio nudo, riporta, sempre all'estremità inferiore, il numero manoscritto di 37 su 100.
 
Dunque, dall'originale inciso su rame, il 37° esemplare -su 100 totali- stampato su carta.
 
A questo punto, viene spontaneo chiedersi: quanto tempo abbisognò all'Orafo-Incisore Giovanni Bazzani per realizzare questo incredibile Capolavoro ? 
 
E ancora: poterono, cotanto impegno e maestria, avere un congruo riconoscimento, oppure no ?
 
Nonostante la mia ricerca scrupolosa in questo senso, nessun prezziario dell'epoca e nessuna testimonianza in merito al tempo necessario per la realizzazione di simili lavori sono stati da me sinora trovati.
 
Invito anzi, a questo proposito, tutti gli Amici Cultori e gli stessi casuali Lettori, se a conoscenza di tali informazioni, a condividerle con tutti noi qui sul Blog.
 
Proprio a compensazione delle lacunose notizie di cui sopra sara' tuttavia interessante considerare due elementi fondamentali, indicativi delle condizioni oggettive entro le quali il Bazzani lavorò all'Immagine devota: la sua età all'anno 1820 e le condizioni storico-economiche della Città di Firenze in quel primo, travagliato ventennio del secolo XIX.
 
Relativamente alla prima domanda, nessuna fonte riporta, putroppo, le date di nascita e di morte dell'Artista, ma la cosa non deve meravigliare più di tanto.
 
Innumerevoli e tutt'altro che infrequenti furono, infatti, nei secoli passati i casi di documenti importanti che andarono irrimediabilmente distrutti a seguito di roghi accidentali.
 
Gioverà ricordare a tal proposito che nel 1820 l'illuminazione, come nel secolo precedente, si basava ancora esclusivamente sull'utilizzo delle candele e dei primi lumi ad olio...(si dovrà infatti attendere circa un trentennio-la prima metà del 1800, appunto-per iniziare a vedere affiancate alle candele le prime, rivoluzionarie lanterne a petrolio)
 
Sono in nostro possesso le date di nascita e di morte di Giuseppe Bazzani- l'illustre Pittore figlio dell'Orafo Giovanni B. I°- nato nel 1690 e scomparso all'età di anni 79 nel 1769, esattamente 51 anni prima della data di esecuzione in Firenze dell'Immagine devota.
 
Di Giuseppe, se escludiamo il lunghissimo elenco di Opere da lui firmate, - autentici Capolavori per molti dei quali trovò ispirazione dai Capolavori di Rubens- pur nella frammentarietà delle notizie biografiche giunte sino a noi, sappiamo che in data del 4 Novembre 1742 fece testamento, (probabilmente a seguito di grave malattia dalla quale disperava di riprendersi)
 
Ma chi designò quale erede? Forse Giovanni Bazzani II ?
 
Di preciso non lo sappiamo poichè anche tale prezioso Documento è andato, col tempo, perduto.
 
Un elemento di non secondaria importanza viene però in questo caso in nostro aiuto: la grafia della didascalia manoscritta, incisa successivamente a punzone sul rame.
 
Il tratto in essa è elegante e preciso, manierato ma scattante, tanto da far pensare ad un Incisore giovane e non avanti con gli anni.
 
Da un rapido calcolo possiamo quindi, alla luce di quanto appena detto, ragionevolmente ipotizzare che il nostro celebrato Giovanni II, Autore della magistrale Incisione, sia dunque stato non il figlio, bensì il nipote del grande Maestro di Pittura, verosimilmente trasferitosi dall'originaria Mantova con la propria Famiglia stabilmente a Firenze.
 
E non verrà difficile, ai Lettori Fiorentini così come ai colti Cultori e conoscitori della Storia di Firenze, immaginare lo stimato Artista presente a dibattiti e disamine culturali in seno al Vieusseux, l'importante Gabinetto scientifico-letterario, fondato a Firenze appena un anno prima della data riportata sull'Immagine.
 
Forse fu egli stesso un Carbonaro e, chissà, magari prese in prima persona parte ai Moti Carbonari del 1820-21 che scrissero un'importante pagina della Storia d'Italia....
 
La tecnica, creativa ed assolutamente originale, adoperata da Giovanni Bazzani II nel 1820 nell'esecuzione della Passione di N.S. Gesù Cristo fu comune, all'epoca, a colti uomini e donne del Clero- Monaci e Suorine-ad Artisti- esperti conoscitori dell'Arte Orafa ed Incisoria- e, quale raffinato diletto, a pii rappresentanti della Nobiltà amanti ed estimatori dell'Arte.
 
MICROGRAFIA O MICROSCRITTURA fu il suo nome e la stessa Regina Maria Teresa d'Asburgo Lorena (1801- + 1855), consorte di Carlo Alberto di Savoia, ne fu un'appassionata estimatrice e Collezionista.
 
 
La Regina Maria Teresa d'Asburgo Lorena, raffinata estimatrice e Collezionista di Immagini in micrografia
 
 
Una spettacolare, rarissima raccolta composta da ben 11 Immagini-a carattere sacro e profano- incise e stampate su carta e sulla nobile pergamena, tra le quali spicca una meravigliosa Crocifissione firmata proprio da Giovanni Bazzani, Orefice e Incisore in Firenze.
 
La quotazione di un'Opera di questo genere oscilla intorno ai 600 euro.
 
Proprio la pregiatissima Raccolta di proprietà Savoia è presentata a Torino da un'antica Galleria Antiquaria al prezzo di euro 6700.
 
 
 
Un Grazie speciale al caro e Stimato Amico Mario Tasca di Follina, Collezionista e Socio A.I.C.I.S.
 
Paola Galanzi

5 commenti:

  1. Rosina Llagarìa Vidal- Collezionista e Socia A.I.C.I.S.6 marzo 2013 00:44

    Que maravilla,y que paciencia para poder hacerlo,igual que la Dolorosa,tan bonita que pusiste
    Muchas gracias a Mario y a ti Paola por compartirlo !

    RispondiElimina
  2. Renzo Manfé- Vice Presidente A.I.C.I.S.7 marzo 2013 15:29

    Fantastica e difficile tecnica.
    Grazie Paola di questo studio molto particolare

    RispondiElimina
  3. Giancarlo Gualtieri- Presidente A.I.C.I.S.7 marzo 2013 15:32

    Brava Paola, notizie preziose per i cultori di immagini sacre...............

    RispondiElimina
  4. Professor Carluccio Frison-Medievalista-Collezionista e ProboViro A.I.C.I.S.8 marzo 2013 22:35

    Ciao Paola,
    sempre assai preziosi i tuoi contributi per la Storia del Santino, ed ovviamente un grazie caloroso all'amico Mario Tasca per aver condiviso con noi questo "unico", meraviglioso pezzo. Da parte mia, mi consenti una breve, minima precisazione, da cultore di Storia Medievale modenese...
    Giovanni da Bazzano -ovviamente un altro, forse un antenato del nostro artista, come farebbe credere l'uso del nome- è un personaggio noto nella Storia modenese; altri non è che l'autore del "Chronicon Mutinense", notaio attivo a Modena a partire dal 1300, originario del Castello di Bazzano, località ora in provincia di Bologna, ma all'epoca sotto il controllo di Modena...

    RispondiElimina
  5. Grazie Paola per la tua approfondita ricerca e per l'esaustiva esposizione, come sempre molto interessante e ricca di spunti e di rimandi!

    RispondiElimina