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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





venerdì 5 febbraio 2016

SANT' EMIDIO VESCOVO E MARTIRE INVOCATO A PROTEZIONE DAL TERREMOTO IN FIRENZE ALL'ALBA DEL SECOLO XX


La Benedizione di Sant'Emidio Vescovo e Martire, sommo Protettore contro il Terremoto

Grande Immagine devozionale in litografia evidentemente destinata ad essere affissa all'interno del focolare domestico, così come recita la didascalia "a protezione della casa e di ogni suo abitante dal flagello del Terremoto".
 
Proveniente da Bottega antiquaria in Buenos Aires- Argentina
1850-60 ca.
 
©Collezione privata Galanzi- E'VIETATA QUALSIASI RIPRODUZIONE DELL'IMMAGINE



Dopo un lungo sonno durato secoli, le antiche Immagini devozionali capita che si risveglino infine, desiderose di raccontarci le belle, antiche Storie di cui furono testimoni, discrete e silenti, e talvolta addirittura muse ispiratrici e indiscusse protagoniste.

La mia Bisnonna Etrusca, dalle fattezze delicate e nobili e dagli occhi a mandorla azzurri come il Cielo, aveva vissuto, così come tutti i Fiorentini e gli stessi abitanti dei centri a Firenze limitrofi, la grande paura per il fortissimo terremoto che pesantemente colpì la Città il 18 di Maggio dell'anno 1895.
 



La prima pagina del Giornale fiorentino Fieramosca, edizione del giorno 20 Maggio 1895
(fonte: Cioppi E. (1995). 18 maggio 1895: Storia di un terremoto fiorentino. Osservatorio Ximeniano, Firenze 1995) 



Ricordo che da bambina sovente mi raccontava, non poco commuovendosi, del brutto sisma di Firenze, di quando, quella sera, all'ora della cena, lei e il Nonno, alla prima, fortissima scossa, quasi caddero a terra.

La Casa, così come qualsiasi pubblico edificio ed ogni altra privata abitazione, in Città come nei centri prossimi ad essa dove il terremoto si abbattè violento, divenne già dall'indomani sede di accurate perizie di una squadra di instancabili Vigili del Fuoco per rilevare eventuali lesioni e porvi con esemplare solerzia tosto rimedio.

Il Conte Venturini, scapolo impenitente e fraterno amico di Famiglia da vecchia data nonché dirimpettaio dei Nonni, come spesso accadeva, si recò anche quel giorno- era il 19 di Maggio dell'anno 1895- da loro per il desinare e fu in quell'occasione che fece dono alla Nonna della bellissima Immagine devota in litografia celebrante Sant'Emidio Vescovo e Martire, immagine resa ancor più preziosa dal fatto che il Conte, eruditissimo ed amante di tutte le carte antiche, l'aveva portata seco insieme ad alcuni antichi libri del secolo XVIII rilegati in pergamena e ad un imprecisato numero di pregiate e rare monete d'oro addirittura dal suo viaggio a Buenos Aires, in Argentina.

Dunque, dalle lontane Americhe, così come la Nonna mi raccontava, navigando attraverso l'immenso Oceano, Sant'Emidio era giunto infine a Firenze.

Inciso sulla pietra litografica e stampato - non vi sono purtroppo dati utili per risalire alla Tipografia argentina che produsse e diffuse la bella immagine- sulla forte carta ottocentesca, Sant'Emidio tornava alfine in Patria.

 

 
La Benedizione di Sant'Emidio V.e M. Protettore contro il Terremoto- dettaglio
 
©Collezione privata Galanzi- E' VIETATA QUALSIASI RIPRODUZIONE DELL'IMMAGINE


Rara l'iconografia di questa Sacra Immagine che raffigura il Santo Patrono di Ascoli Piceno e co-patrono, insieme a San Gennaro, anche della Città di Napoli,
qui rappresentato magnificamente con indosso il piviale, la mitria e nella mano sinistra il bastone pastorale mentre con la destra, quasi inginocchiato, da una nuvola del Cielo benedice la Città sottostante mentre è in atto un potente terremoto cui è, nell'evidenza della scena, contestuale uno spaventosissimo maremoto.
 



La Benedizione di Sant'Emidio- L'inquietante, realistico dettaglio del devastante Terremoto- Maremoto in atto

©Collezione privata Galanzi- E' VIETATA QUALSIASI RIPRODUZIONE DELL'IMMAGINE


Oscillano, sussultano e forsennatamente ondeggiano come fuscelli le case, la Chiesa e l'attiguo Convento; il Mare, come in un respiro affannoso e convulso, comanda alle onde di salire e poi di riscendere, mentre l'imbarcazione a vela rischia, sospinta dal furore indomabile delle acque, di sfracellarsi contro le rocce. 

Nonostante la scena terrificante e quasi apocalittica, dal Cielo, il giovane Emidio di Treviri, con espressione ieratica e serena, attorniato da nove piccoli Angeli- uno alla sua sinistra è in procinto di porgergli la Corona del Martirio mentre un altro, alla sua destra, mostra la Palma dei Martiri- sovrasta e pare all'improvviso acquietare tale flagello.

Particolarmente interessante dal punto di vista specificamente iconofilo la bellissima didascalia in Lingua Spagnola, ritmicamente scandita dall'iconcina della SS.Croce che, incredibilmente, pedissequamente ricalca, lettera dopo lettera- nelle prime tre righe- la meravigliosa Benedizione che San Francesco d'Assisi scrisse di suo pugno per l'amato confratello Frà Leone.

 

La Benedizione autografa di San Francesco d'Assisi a Frà Leone, la preziosissima chartula scritta nel settembre dell'anno 1224, una tra le Reliquie più preziose custodite all'interno della Basilica di S Francesco in Assisi

Dal lato destro della terza riga della didascalia prosegue l'invocazione a Sant'Emidio affinché interceda presso il Signore per dare la Benedizione "a questa casa e a tutti i suoi abitanti e affinché li liberi dall'impeto funesto dei terremoti per il dolcissimo nome e Virtù di Gesù ".

Netti ed ancora ben definiti i margini alla battuta della grande pietra litografica che impresse, verosimilmente almeno un trentennio prima, la bella e rara Immagine del Santo Martire cefaloforo, nel vasto Empireo dei Santi Cattolici, per antonomasia il Protettore esimio contro il flagello del Terremoto.

Quanto finora qui detto sulle origini e provenienza della bella Immagine devota fu in buona sostanza quanto da bambina mi venne raccontato, con grande coinvolgimento, dalla mia amatissima Bisnonna- all'epoca quasi centenaria- donna pia e timorata di Dio, ferventissima Cattolica praticante e, per l'intera sua vita, forte e salda nella sua incrollabile Fede.

A distanza di oltre quarant'anni da quel giorno e dalla storia narrata del terribile Terremoto di Firenze dell'anno 1895, nel riesumare alcuni giorni fà dalla soffitta di casa l'antica, bellissima credenza toscana di fine 1800 ereditata dalla mia Nonna, per caso, liberandola dalla polvere e dall'oblìo che il Tempo reca con sè, mi sono accorta, estraendo un cassetto, di un grande scomparto segreto presente inferiormente, dove, con mia immensa sorpresa e gioia, ho trovato l'antica litografia di Sant'Emidio di cui da piccola mi parlò la mia Bisnonna, proprio quella che il caro Conte Venturini le portò in dono dall'Argentina.

E insieme ad essa- entrambi erano avvolti in carta oleata di un bel colore verde oliva, dal tempo solo leggermente offeso- ho anche trovato il prezioso libretto con il Triduo in onore di S.Emidio Vescovo e Martire, Protettore nel terribil flagello del Terremoto, stampato con approvazione ecclesiastica e diffuso in Firenze al costo di Centesimi 5 dalla Calcolitografia Luigi Tassini nell'anno 1899, appena quattro anni dopo lo spaventoso terremoto.


 
 
Il Libretto del Triduo in Onore di S.Emidio Vescovo e Martire, Protettore nel terribil flagello del Terremoto - Firenze, anno 1899
 
©Collezione privata Galanzi- ALL RIGHTS RESERVED


Il ciclo della Preghiera e della speciale invocazione a Sant'Emidio incominciò in Firenze il giorno 7 di Agosto di quell'anno- 1899- e si concluse appunto il terzo giorno dal suo inizio, ossia il 9 di Agosto, giorno della celebrazione della Festa dedicata al Santo



 
S.EMIDIO V.e M. Protettore contro il Terremoto
 
Bella litografia presente all'interno del Libretto del Triduo di Preghiere al Santo
 
©Collezione privata Galanzi- E' VIETATA QUALSIASI RIPRODUZIONE DELL'IMMAGINE



Al termine della celebrazione vennero concessi 300 giorni d'indulgenza a tutti i devoti celebranti.

Particolarmente bello l'Inno in Lingua Latina associato al primo giorno del Triduo di Preghiera al grande Santo.

©Paola Galanzi- ALL RIGHTS RESERVED

5 commenti:

  1. Michele Fortunato Damato-Barletta-Collezionista e Socio AICIS6 febbraio 2016 16:19

    Cara Paola, sempre lieto di ritrovarti attraverso la lettura di nuovi articoli sul tuo meraviglioso Blog.

    In questo caso felice anche della tua inaspettata scoperta di un antico documento cartaceo che testimonia di quanto da sempre l'Uomo senta naturale il bisogno dell'invocazione a un potere soprannaturale, qual era quello dei Santi, per mettersi al riparo da eventi che avrebbero sconvolto il normale vivere quotidiano.

    Anche oggi comunque il Popolo devoto non è insensibile a segni che rimandano al mistero.

    E' proprio di questi giorni l'enorme afflusso di gente a Roma per l'ostensione del corpo di Padre Pio.

    C'è il desiderio di ritrovare quel sacro, rappresentato dalla devozione popolare , che un certo clero intellettuale aveva cercato di togliere di mezzo per la preoccupazione di sfuggire a ciò che viene percepito come superstizione.

    Un tentativo di trasformazione comunque che non ha funzionato perchè il Popolo non desidera seguire un certo tipo di religione intellettualistica ma sente il bisogno di pregare ed adorare.

    E proprio questo "Sensus Fidei" di normali credenti ha evitato al Cattolicesimo di cadere nel baratro di una religione arida.

    Ti ringrazio per i tuoi articoli che ormai rappresentano l'Offerta culturale più importante e di superiore, inimitabile fattura nel campo dell'Iconofilia.

    Tu Paola fai rivivere e valorizzi un Patrimonio storico-devozionale, qual'è quello delle Immagini Devote,ogni volta arricchendo noi Iconofili di importanti e valide informazioni.

    Michele Fortunato Damato-Barletta- Collezionista e Socio AICIS

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  2. Rosina Llagarìa Vidal6 febbraio 2016 16:23

    Muy interesante y curiosa la historia de esa bonita estampa,muchas gracias por compartirla

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  3. Edmondo Barcaroli6 febbraio 2016 16:30

    Ottimo articolo di vita raccontato partendo dall'immaginetta di Sant'Emidio Vescovo.

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  4. Renzo Manfè - Vice Presidente AICIS7 febbraio 2016 02:12

    Il ritrovamento di una grande immagine in litografia della fine secolo XIX di Sant’Emidio Vescovo e Martire, nell’ambito della propria famiglia, è la giusta occasione per Paola di descrivere tale ritrovamento e pescando nei preziosi ricordi della propria infanzia far luce sul terremoto di Firenze del maggio del 1895 e sulla devozione a Sant’Emidio, quale protettore contro i terremoti. Grazie cara Paola per questa condivisione.

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  5. Agostino Sangiorgio10 febbraio 2016 08:30

    I Santini (così io li definisco) si possono 'leggere' e 'sentire' in tanti modi, uno di questi modi sono le storie ad essi legati. Se poi le storie che raccontano sono quelle di famiglia, ecco che assumono un valore inestimabile. Sapere che questi santini sono stati nelle mani di qualcuno della nostra famiglia, e che ancora in album o in altro dopo tantissimi decenni sono ancora davanti a noi che a nostra volta li rimiriamo tra le nostre mani entrano di diritto nella storia ufficiale e sentimentale delle nostre famiglie.

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