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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





mercoledì 22 febbraio 2012

"STREGONERIE" DEL WEB NEL SECOLO XXI: IL PAGAMENTO ON LINE CON UN CLICK, DELIZIA PER GLI ACQUIRENTI E CROCE DEI VENDITORI


SANTINI
Immagine protetta da copyright di esclusiva proprietà del Blog

E' passata tanta acqua sotto ai ponti, dai tempi lontanissimi del baratto, quando era possibile acquisire beni tramite scambio, ritenuto equo dalle due parti contraenti, senza tassi aggiuntivi.

Tutto, allora, avveniva con reciproca soddisfazione dei due soggetti interessati all'atto, senza alcun intermediario che reclamasse alcun ruolo nella transazione e alcun compenso.


Oggi, nel secolo XXI, non è più così.


Con l'avvento di internet e la globalizzazione del Mercato è infatti a tutti possibile acquisire beni, anche prodotti e provenienti dall'altra parte del Mondo, ad incredibili distanze geografiche dalla nostra residenza: con un semplice click sulla tastiera del nostro PC.

L'evento sa di magico ma, ed è proprio questo il punto, è poi così conveniente per tutti questo innovativo e virtuale metodo di pagamento?

Indubbiamente, se ad usufruirne siamo nella veste di acquirenti, la risposta è decisamente sì.

Nel giro di pochi secondi acquisiamo il bene, comodamente seduti nella nostra poltrona, attendendo che ci venga, entro tempi brevi, recapitato dal postino o dal corriere.

La trappola micidiale di questo genere di pagamento virtuale è, tuttavia, pronta a scattare per il privato che, periodicamente scelga di cedere, ad esempio, Santini tratti dalla propria privata Collezione.

Di invenzione di un noto sito di vendite on line, il letale meccanismo ha di recente esageratamente aumentato le proprie pretese applicando in automatico- proprio nello stesso istante del click - tassi di commissione che, sommati alle ulteriori gabelle, salite di recente ben all'11 % e imposte dal sito, (senza versare alcun tributo allo Stato Italiano, entro il cui territorio tali denari liberamente circolano prima di confluire nelle pingui "casse virtuali", ubicate in Stato estero), fagocitano in finale quasi il 20% del valore dell'oggetto ceduto dal privato.

Immagine tratta dal Sito: http://belibri.it/
In termini pratici ciò significa che, se un privato cede dalla propria Collezione un Santino pagato all'originario venditore o Antiquario euro 100, quasi ben 20 euro verranno in automatico, al momento della transazione sulla rete, voracemente fatti sparire dal famelico dispositivo, che, paradossalmente, applica tali tassi sulla stessa franchigia di spedizione postale.

In summa finale:

-Redditizia ed inesauribile fonte di lucro, unicamente per il titolare inventore, detentore e proprietario

-Indifferente al commerciante di professione che continuativamente vende in rete, sveglio conoscitore dei micidiali ingranaggi che avvedutamente pre-include nel prezzo finale imposto all'oggetto i suddetti balzelli

-Sostanziale danno economico del privato, occasionale "venditore"
 
Eh già, vera catastrofe per il privato perchè, dietro l'astuto specchietto della trovata della tutela di chi acquista, anche nel malaugurato- e non infrequente, purtroppo- caso di perdita del ceduto Santino da parte del servizio postale, lo sfortunato privato Collezionista vedrà magicamente "sparire" dal proprio conto l'intero importo corrispondente al bene ceduto, senza alcuna tutela o rimborso, da parte di nessuno.(eccezion fatta per il magro indennizzo del servizio postale per un invio tracciabile in RACCOMANDATA).

A tutto ciò si aggiungano i prossimi ulteriori aumenti che l'esiziale trovata ha in automatico predisposto già a partire dagli inizi del prossimo mese per eventuali acquisti in valuta estera.

In effetti non è semplice rendersi conto del micidiale meccanismo se non quando ci si trova dall'altra parte, quando cioè non si acquista, bensì si decide di cedere un bene privato.

Sempre per informazione agli amici Cultori e Collezionisti che si apprestano ad acquistare on line Santini per incrementare la loro Collezione, faccio presente che, qualora ancora non lo avessero personalmente sperimentato, in altro noto, seppur meno importante, sito di aste on line i venditori impongono all'acquirente, nel caso sia il famigerato metodo di pagamento da egli prescelto, il pagamento supplementare del 5-6% in più, corrispondente appunto alle commissioni applicate dallo stesso *a**a*.

Giusto ? Sbagliato ?

Dipende dai punti di vista, naturalmente.

Se vi troverete ad essere acquirenti in quel sito, sicuramente storcerete il naso e forse rinunzierete allo stesso acquisto, pur se si tratterà, magari, di un Santino raro e di una particolare bellezza.

Tuttavia, se , al contrario, sarete Voi l'occasionale, privato "venditore" che cede il suo Santino, troverete giusto, esistendo fortunatamente anche il bonifico quale metodo di pagamento, che nel momento in cui l'acquirente opta per il metodo che "divora" i Vostri soldi, sia egli stesso ad assumersene gli oneri.

Personalmente, per mia esperienza diretta, acquistando un Santino e scegliendo per comodità il metodo "innominato" ho sempre pagato- e lo ritengo giusto ed onesto- la percentuale del 5-6% in più al venditore.

Ma non tutti la pensiamo uguale, purtroppo.

Il monopolio assoluto dell'intero Mercato globale è la vera morsa di forza dell'ingegnosa creazione, ma, dalla parte dei privati che mettono a disposizione pezzi della personale Collezione, l'alternativa da scegliere nella cessione degli stessi è indubbiamente il bonifico bancario.

Tutti- o quasi- gli Istituti di Credito nazionali offrono ormai, infatti, la possibilità al costo esiguo di un euro o poco più di poter acquistare beni on line.

E anche questo con un semplice, confortevole click, senza alcuna commissione applicata al privato Collezionista, occasionale "venditore".

Paola Galanzi

2 commenti:

  1. Ciao Paola,
    come vedi visito sempre il tuo blog.
    Quello che scrivi è vero, verissimo! Che si tratti di un meccanismo perverso tutti noi che usiamo Internet per cercare di trovare nuovi pezzi per le nostre collezioni ne siamo pienamente consapevoli... Forse si dovrebbe smettere di comprare online! Da collezionista, so bene che ciò è impossibile... Trovare nuovi strumenti, alternativi, almeno per lo scambio... Direi che qualcosa (e penso al tuo mercatino, ma non solo) è stato fatto... Bisognerebbe continuare su questa strada... Ma volevo tornare a ciò che hai scritto per portare una mia esperienza... Tempo fa avevo trovato un bel San Carlo in U.S.A. Bene, feci la mia offerta e attesi. Vinta l'asta, pagai il richiesto (online, ovviamente). Dopo un pochino di giorni, mi arrivò il pacchetto. Sorpresa, al pacchetto era allegata una bolletta della Dogana Italiana con cui mi veniva conteggiata l'IVA sulla somma pagata. Allora mi sembra che fosse circa il 30%! Cifra che pagai regolarmente... Come vedi anche lo Stato, quando può, interviene e reclama la sua... parte! Per ora mi è capitato una sola volta, ma mi aspetto che -visti i tempi- tutto ciò diventi la regola e che oltre al resto, di cui hai ben scritto tu, si debba anche tener conto del "valore aggiunto" per lo Stato... Non a carico di chi lucra su queste transazioni, bensì a carico sempre dell'acquirente finale, il povero collezionista, che, tuttavia, troverà ancora di che rallegrarsi guardando il suo nuovo, piccolo tesoro.
    Paola, scusami se mi sono dilungato troppo... grazie ancora e... alla prossima (un saluto a Renato) Carluccio

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  2. L'articolo di Paola con l'azzeccato titolo "STREGONERIE" ha evidenziato il nuovo. Io, da buon levantino, pochissime volte ho acquistato dal web, preferendo vedere oggetto e venditore. Trovo più che soddisfacente mercanteggiare sul prezzo ed analizzare l'oggetto del desiderio. Certo avrò meno possibilità di acquisire pezzi, però relaziono, conosco cose e persone e incappo in meno falsi. Riconosco però di essere fuori da un certo mondo. Antonio d'Errico Ramirez

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