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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





sabato 19 gennaio 2013

Iconofilia e culto Mariano: la celebrazione di Miracoli ed Apparizioni Mariane nei Santini: la perfetta alchimìa tra fonti orali e iconografia si trasforma in Storia al servizio dei più poveri e degli analfabeti

 
La Madonna del Piano alias Maria SS.della Fontenova e la prima sua Apparizione alla pastorella Jacopina il giorno 9 Giugno 1573 in Monsummano (Pistoia).
Bellissimo Santino in cromolitografia degli ultimi anni del secolo XIX
L'Editore è purtroppo non conosciuto
 
Collezione privata Galanzi
 
 
La Storia, ed in particolar modo l'Archeologia, nell'attenta indagine e nella rigorosa ricostruzione, a ritroso nel Tempo, delle fitte trame del Passato e delle sue tracce, attingono i dati da molteplici fonti: dalla letteratura alla numismatica a una miriade eterogenea di fonti materiali e, laddove queste risultassero essere carenti e limitate o, peggio ancora, inesistenti, si affidano alla tradizione orale, la più antica ed assai efficace forma di comunicazione di massa che sin dai tempi più remoti permise la rapida e massiva diffusione di eventi degni di memoria collettiva.
 
L'affascinante iter divulgativo di episodi o fatti salienti di cui le comunità, e comunque il numero maggiore di persone, dovevano essere informate, iniziò oltre due millenni fà con gli ex voto, originariamente scene tragiche per lo più di naufragi o di spaventosi incendi, approssimativamente raffigurate su tavolette lignee, che i miracolati indossavano per scampato pericolo appesi al collo, con duplice funzione: da un lato quella prettamente religiosa di ringraziamento-il voto, appunto-alle divinità benigne provvidenzialmente intervenute e dall'altro quella a carattere marcatamente sociale, atta a catalizzare la pubblica pìetas per la grave disgrazia subita e inevitabilmente a suscitare negli astanti sentimenti di compassione e di solidarietà.
 
 
 
EX VOTO
 
Tavoletta votiva lignea offerta alla Madonna detta della Salvezza per ringraziamento per lo scampato pericolo in un naufragio
Chiesa della Madonna omonima di Vigo di Cadore (Belluno)
Anno 1795
 
 
Gli attori in tali circostanze furono principalmente mercanti, profondi conoscitori di rotte e dei venti, cui il Fato avverso aveva fatto perdere ogni bene posseduto e fonte unica di sussistenza, risparmiati tuttavia nel Bene supremo da Dei compassionevoli e generosi che pubblicamente, tramite appunto l'ostensione dell'ex voto, venivano così ringraziati e solennizzati.
 
Successori ed eredi indiscussi degli ex voto suddetti, i Santini, con specifico riferimento a quelli commemorativi di Apparizioni della Beata Vergine Maria e di eventi prodigiosi ad Ella direttamente collegati, divennero così, sin dalle prime xilografie stampate su carta del secolo XIV, il più immediato e potente mezzo di catechesi per immagini adottato dalla Chiesa a servizio dei più poveri, totalmente analfabeti.
 
L'Immagine devozionale in xilografia stampata su carta e colorata a mano più antica conosciuta nel nostro Paese-ed una tra le più antiche in assoluto in tutta Europa- risale al periodo tra la fine del secolo XIV ed i primi inizi del successivo e celebra la Madonna del Fuoco, indulgente Protettrice di Forlì, miracolosamente scampata nell'anno 1425 ad un rogo di straordinarie proporzioni e sin da allora custodita ed esposta alla devozione popolare nel Duomo della Città.
 
 
La Madonna del Fuoco di Forlì
 
La prodigiosa Immagine devozionale in xilografia su carta acquarellata a mano, miracolosamente scampata ad un incendio nell'anno 1425
 
 
Similmente, l'evento prodigioso tramandato a distanza di circa tre secoli dal Santino cromolitografico protagonista dell'odierno articolo, riporta le lancette del tempo indietro all'anno 1573, in un -allora- piccolo e insalubre centro del Granducato di Toscana nei pressi di Pistoia: Monsummano.
 
Dal carattere aspro e ingeneroso a causa delle malsane paludi da sempre caratterizzanti il territorio, grazie ad una grandiosa opera di risanamento promossa a seguito della Miracolosa Apparizione dalla munifica Signoria Medicea, Monsummano -oggi nota come Monsummano Terme- poté disporre infine di porzioni di terre bonificate destinate al pascolo di greggi ed armenti.
 
Fu così che i suoi abitanti, fondamentalmente poveri pastori e contadini senza alcuna istruzione, iniziarono la transumanza delle greggi, scendendo dal Castello-il piccolo, originario nucleo abitativo della Città alta- a valle.
 
Tra essi, che dal pascolo traevano modesto ed unico sostentamento, vi era la pastorella Jacopina Mariotti, pia fanciulla dal carattere mite e riservato, che si tramanda come in un caldo pomeriggio del 9 di Giugno dell'anno suddetto, concedendosi una breve pausa dal faticoso lavoro, dedicò le sue preghiere alla Santa Vergine dipinta a fresco entro una piccola edicola votiva posta lungo la strada.
A preghiera conclusa Jacopina si accorge però di aver smarrito il suo piccolo gregge e, piangente, si rivolge di nuovo alla Madonna invocandone accoratamente l'aiuto per ritrovarle. 
 
 
La bella storia delle Apparizioni e dei prodigiosi eventi della Madonna del Piano di Monsummano detta anche Maria SS.della Fontenova
 
Il suo pianto pare avesse commosso la Madonna che, secondo una documentata tradizione, le indica dove ritrovarlo.
Inoltre le ordina di recarsi dal Rettore della Chiesa del Castello per suggerirgli, a nome suo, di costruire una Chiesa nel luogo della sua manifestazione.
 
Dopo questi fatti ha inizio il primo movimento devozionale popolare per la Madonna del Piano, che andrà man mano sempre più crescendo.
 
A distanza di due mesi appena dalla prima manifestazione, le autorità locali, interpretando la volontà popolare, decidono di costruire un Tabernacolo alla Madonna del Piano e destinano a tale scopo le numerose offerte dei pellegrini che da tutta la Valdinievole si riversano sul luogo della manifestazione.
 
Un’altra manifestazione della Madonna del Piano, e questa volta più decisiva e determinante per l’erezione del Santuario e del Movimento Mariano che ne derivano, e che si estenderà a tutta la Toscana, specialmente nel Fiorentino e in parte nel nord Italia, avvenne il 10 Giugno 1602 ed è testimoniata dal Rettore di Monsummano Alto Simone Casciani.
 
Inoltre il 7 Luglio dello stesso anno, durante la celebrazione della Messa sgorga improvvisa, dopo una lunga siccità, una fonte nova, evento attribuito dal popolo all’intercessione della Madonna del Piano a lungo da tutti invocata.
 
Da quel giorno la Madonna del Piano verrà chiamata: Madonna della Fontenova.
 
L’esplosione devozionale mariana, già notevole dopo i fatti del 9 Giugno 1573, diventa incontenibile dopo i fatti del 7 Luglio 1602, tanto da richiedere un intervento del Granduca di Toscana, Ferdinando I de’ Medici.
 
Per intervento del medesimo viene ordinato che si appaltino i lavori dell’erigendo Santuario Mariano, la cui prima pietra viene posta il 30 Dicembre 1602.
Sono presenti alla cerimonia oltre a numerosi pellegrini, l’Ordinario diocesano di Pescia circondato da numerosissimo clero; la Granduchessa Maria Cristina di Lorena, sposa di Ferdinando I de’ Medici, il principe ereditario Cosimo e la Corte Granducale.
 
Il 13 Febbraio 1607 il Granduca di Toscana approva il progetto per la costruzione dell’Osteria dei pellegrini, a servizio del Santuario.
 
L’8 Giugno 1608 Cosimo de’ Medici in adempimento di un voto espresso dal padre Ferdinando I dona al Santuario una corona preziosa, finemente lavorata e cesellata, opera del “gioielliere di Galleria” Cosimo Latini che dagli esperti viene considerata il migliore e più significativo esemplare dell’arte del cesello toscano del periodo granducale.
 
Questa corona verrà posta sul capo della Madonna dal Capitolo Vaticano nel 1782.
 
 
Nel 1633 vengono ultimate anche le opere iconografiche del Santuario, iniziate fin dal 1612.
 
I migliori artisti dell’epoca granducale offrono la loro collaborazione facendo del Santuario anche la testimonianza artistica più valida e più ricca della Valdinievole.
Prestano infatti la loro opera artisti insigni come il Bronzino, Rosselli, Passignano, Pagani.
 
Giovanni Mannozzi, detto Giovanni da S.Giovanni, uno dei migliori affreschisti toscani dell’epoca granducale, ultima le 14 “Lunette” sotto il Loggiato del Santuario iniziate nel 1630, tendenti a rappresentare con i colori e il disegno l’apoteosi della Madonna della Fontenova e l’esaltazione del Santuario.
 
Uno storico pistoiese del 1662, il Salvi, ci fornisce in un suo libro una valida testimonianza dell’eccezionale affluenza dei pellegrini al Santuario della Fontenova:
 
Havendo in questo tempo la gloriosa Immagine di Nostra Signora in un tabernacolo alle falde di Monsummano...fatti infiniti miracoli, e facendone tuttavia ogni giorno, era tanto il concorso dei popoli, che in pochi giorni da diversi luoghi del Fiorentino, del Pistoiese, del Lucchese, del Pisano, del Bolognese, del Modenese, più di 150 Fraternità o Compagnie, per lor divozione, con vari e ricchissimi doni ricomparvero...tanto era il concorso dei popoli che attraversava la città di Pistoia che pareva l’Anno Santo".
 (dal sito ufficiale http://www.madonnadellafontenova.it)
 
 
La tradizionale, bellissima Storia dell'origine del Santuario di questa soave Madonna dallo sguardo dolce e languido e dei fatti miracolosi nel corso dei secoli a lei attribuiti, oltre che negli importanti edifici e nei tanti monumenti al suo culto dedicati nella Valdinievole e un pò ovunque in Toscana, venne affidata sin dall'epoca ad Artisti, Pittori ed Incisori che fedelmente incisero a bulino su legno e su lastre di rame le sue delicate fattezze stampandole successivamente su carta e avviando il noto processo di diffusione del culto, spesso attraverso la raffigurazione completa dell'apparizione a Jacopina nel 1573.
 
Il bellissimo Santino in cromolitografia a corredo di questo articolo, stampato verso la fine del 1800-assai probabilmente presso una Bottega litografica locale- dalla vivace e gradevole cromìa, commemora l'evento prodigioso con immediatezza ed efficace rappresentazione.
 
In esso nessuno degli elementi salienti per il riconoscimento istantaneo dell'evento da parte dal devoto analfabeta è stato dall'Editore- purtroppo non conosciuto- trascurato: in primo piano l'Effigie della bella Madonnina con il Bambino Gesù affrescata nella piccola nicchia dell'edicola votiva e l'aggraziata figura della pastorella Jacopina raffigurata con le sue pecorelle, ritrovate grazie all'intervento della Madonna: non manca neppure il preciso e inconfondibile riferimento paesaggistico del suggestivo cocuzzolo sul quale sorse sin dall'Epoca Etrusca Monsummano Alta, con in alto a sinistra la silhouette dell'antico Castello che campeggia fiero e maestoso da 500 anni.
 
 
 
Paola Galanzi

5 commenti:

  1. Agostino Sangiorgio-Collezionista e Socio A.I.C.I.S.-ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTORI IMMAGINETTE SACRE19 gennaio 2013 14:43

    Davvero interessante l'articolo quì riportato dalla nostra Paola. Ma ancora più degna di nota, a mio parere, è la ricerca storico-devozionale che parte da un bel, ma semplice, Santino. La ricerca è ampia e profonda. I Santini non sono solo belli da guardare ed ammirare, o solo devote Immagini da onorare e venerare, ma sono anche documenti da studiare e ricercarne il motivo del loro essere e e la Storia che raccontano. Grazie Paola !!!!

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  2. Daniele Pennisi-Collezionista e Socio A.I.C.I.S.-ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTORI IMMAGINETTE SACRE19 gennaio 2013 14:45

    Complimenti, articolo ricco di informazioni e immagini interessanti. Grazie Paola!

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  3. Giancarlo Gualtieri-Collezionista e Presidente A.I.C.I.S.-ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTORI IMMAGINETTE SACRE19 gennaio 2013 14:47

    Brava Paola, come sempre un articolo dal contenuto interessantissimo!!!

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  4. Rosina llagarìa Vidal-Collezionista e Socia A.I.C.I.S.19 gennaio 2013 16:56

    Estupendo y muy interesante !!

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  5. Professor Carluccio Frison-Collezionista e Socio A.I.C.I.S.19 gennaio 2013 22:07

    Ciao Paola,
    eccomi di nuovo qua! E sono assai contento di rientrare nel tuo salotto virtuale commentando questo tuo sempre ottimo contributo sulla devozione mariana, che mi sembra un bellissimo stimolo per volgere l'interesse di noi collezionisti ai piccoli, talvolta misconosciuti Santuari mariani che sorgono numerosi in ogni angolo della nostra bellissima Italia, ma non solo! Il ricostruire la loro storia anche tramite i santini può essere assai stimolante: lo so per esperienza diretta. Da anni, infatti, come ben sai, oltre a San Carlo, raccolgo le immaginette del Santuario della Madonna del Rosario di Fontanellato... Ancora grazie per il tuo infaticabile lavoro di ricerca storica!

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