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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





martedì 19 maggio 2015

Iconofilia e devozione Mariana: un antico Santino ex voto in cromolitografia e la sua triste, bellissima storia

 
Prodigiosa Immagine di Maria Santissima di Valverde (Catania)
 
Bellissimo Santino ex voto in cromolitografia incastonato con autentiche perle naturali e pietre preziose
 
Italia, inizi secolo XX
 
Collezione privata Galanzi
 
 
La bella storia a lieto fine-per la prodigiosa grazia ricevuta- che narra questo Santino cromolitografico di fine secolo XIX, inizi del successivo, è preziosa testimonianza di Fede e profonda devozione a Maria.

A riprova del fatto che la diffusione delle antiche Immagini di devozione fu sin dall'epoca della Controriforma della Chiesa Cattolica capillare e vittoriosa su qualsivoglia confine geografico, in questo Santino celebrante il Culto Mariano si intrecciano, armoniosamente fondendosi insieme, le storie personali di due Persone la cui Vita si dipanò distintamente in due tra le più belle Regioni della nostra amata Italia: la Sicilia e la Toscana.

I protagonisti di una storia antica e commuovente, di un autentico Amore cavalleresco e gentile, simile alle storie più belle che raccontano i Romanzi d'Amore, storie d'Amore, nel nostro sciagurato Tempo, depauperato dei Valori antichi e preziosissimi della Tradizione, ormai presenti, sempre più di rado, come sbiaditi amarcord del Passato, pieni di struggente Nostalgia e poetiche rimembranze.

La N.D. toscana Contessa Olga Assalini- affettuosamente dagli amici chiamata Olghetta- amica della mia Famiglia, rimase, per un infausto destino, vedova assai giovane e senza prole.

Visse lo straziante dolore della prematura perdita dell'amatissimo suo Sposo e l'intera sua Vita in un'importante Città della Regione d'Italia che fu per lungo tempo feudo e culla incontestata della Signoria Medicea.
 
Visse in solitudine, consolata nell'Animo dalla sua incrollabile Fede e allietata nella sua antica, bellissima Casa profumata di rosolio e di antichi, preziosissimi merletti preservati nella lavanda, dalla silenziosa ma a lei sì cara compagnia del suo piccolo barboncino bianco di nome Flocon, in lingua Francese fiocco, batuffolo

L'incontro con il Conte Manfredi, discendente da antico e nobilissimo Casato Catanese, avvenne- così come raccontatomi da bambina dalla mia amata Nonna-un pomeriggio del primissimo ventennio del 1900 in occasione di un raffinato thé con pasticcini offerto presso la Casa di comuni amici.
 
 
 
 
Dettaglio- Collezione privata Galanzi
 
 
 

Conservo tra i Ricordi più lieti della mia infanzia le dolci fattezze della Contessa Olga: i suoi bellissimi occhi chiari ed i lunghissimi suoi capelli ondulati, ormai bianchi come la neve, raccolti in un fine chignon.

Quello stesso pomeriggio, nella Sala del thé gremita di ospiti, Cupido scoccò dal suo arco due frecce che infiammarono di vero Amore i cuori della Contessa Olga, allora ancora giovane e bellissima, e del Conte Manfredi di Catania.
 
E Amore fu; un Amore bellissimo e fatale di cui resta testimone prezioso questo Santino.

Il Conte, fatto ritorno il giorno dopo nella sua Catania, mantenne per lunghi anni con la Contessa Olga un fitto e costante scambio epistolare.

Un giorno funestissimo, proprio una di quelle Lettere d'Amore- che lei era solita baciare e posarsi sul cuore- comunicò alla Contessa Olga che il Conte Manfredi, l'Amore che forte le aveva rifatto battere il Cuore, si era gravemente ammalato di una seria patologia respiratoria, all'epoca ancora dall'esito letale.

Il Santino con raffigurata la prodigiosa Immagine della bellissima Madonna venerata in Valverde (Catania) era il prezioso Dono, simbolo di Fede e profonda devozione a Maria, ricevuto, dalle sue proprie mani, dal Conte Manfredi nel lieto, indimenticabile giorno del loro primo incontro.

La Contessa Olga si rivolse alla dolce Immagine di Maria, pregandola incessantemente affinché il suo amato riacquistasse la salute con il voto solenne che, qualora tale grazia fosse a lei stata accordata, avrebbe per sempre rinunziato a quell'Amore.
 
E così fu.

Maria Santissima di Valverde ascoltò le sue accorate Preghiere e il Conte Manfredì, di lì a poco, guarì, inspiegabilmente e completamente.

Qui- mi raccontò sempre la mia Nonna- si interruppe bruscamente il loro romantico idillio, fatto di lettere profumate scritte con l'elegante inchiostro e di vaghi sguardi d'Amore e di sopita ma infuocata Passione.

La Contessa Olga fece per grazia ricevuta incastonare da un Orafo della Città autentiche, preziose pietre - piccolissime perle naturali, rubini, zaffiri e piccoli brillanti- sull'Immagine prodigiosa della Madonna, sulla sua Corona e sulle sue vesti.

Il Santino fu infine regalato, protetto da una preziosa, antica cornice in argento, dalla Contessa Olga alla mia Nonna, sua amica e confidente, ed oggi è parte -preziosissima, per la sua triste ma bellissima Storia- della mia personale Collezione.
 
Paola Galanzi


4 commenti:

  1. Prof.ssa Maria Grazia Reami Ottolini19 maggio 2015 21:32

    Per chi è solita frequentare un museo creato per conservare una collezione di ex-voto e una di santini, vedere un santino-ex-voto è una sintesi strepitosa.

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  2. Michele Fortunato Damato-Barletta-Socio AICIS20 maggio 2015 15:17

    Cara Paola,
    nel vastissimo tema all'Iconofilia assai caro dell'iconografia Mariana hai raccontato di un santino cromolitografico una bellissima storia piena di significato: una storia che suscita nostalgia di tempi andati, di altri Valori, di altre Dignità nei comportamenti.

    Dispiace che le nuove generazioni, pur venendo a contatto con storie di questo tipo, non ne assimilino il messaggio per far propria una certa Etica e trasmetterla al prossimo.

    Michele Fortunato Damato - Barletta - Socio AICIS

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  3. Agostino Sangiorgio21 maggio 2015 08:37

    L'Iconofilia, oltre allo scopo religioso-devozionale, ha pure piccole o grandi storie da raccontare.
    La storia del santino che ci proponi per il tuo blog è una di quelle piccole.
    Piccole si, ma grandi per i protagonisti di questa antica e delicata storia tipica di un epoca a cavallo di due secoli.
    La Belle Epoque era quasi sul tramonto, ma la storia ci riporta al clima descritto da Italo Svevo, Carolina Invernizio..
    Immagino l'incontro sia avvenuto in un salotto come quello di Nonna Speranza.
    Il racconto che hai acoltato dalla nonna (le nonne sono specialiste nei racconti), poi avrà reso più romantica, una storia già al top per romanticismo.
    Bellissima e preziosissima l'immagine proposta, te la invidio...
    Peccato non avere altre notizie sul Conte Manfredi.

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  4. Gianfranco Cecchi13 settembre 2015 18:19

    Il Santuario della Madonna di Valverde ricade nel territorio della Diocesi di Acireale ed è retto dai rev.mi padri agostiniani scalzi.

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