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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





martedì 8 giugno 2010

Iconofilia e Cultura: Suor Isabella Piccini, una valente Artista-Incisore e una grande Donna nel Veneto del sec.XVII

La Beata Vergine Maria
Splendida incisione a bulino su rame realizzata e firmata dalla straordinaria Artista-Incisore Veneziana Suor Isabella Piccini
Stampa ex-libris -Italia, sec.XVIII
(Collezione privata Ermanno e Serena Raio)


La Storia di Suor Isabella-al secolo Elisabetta- Piccini (1644-1734) è una Storia appassionante che induce il Lettore a un’inevitabile, profonda compartecipazione e commozione per il suo realismo.
"Figlia d’Arte", con il padre già stimato Incisore, alla morte di questi, prematuramente sopraggiunta quando lei è poco più che adolescente, a lei, quale figlia maggiore, toccano in eredità la Bottega paterna e le onerose responsabilità del mantenimento della Famiglia.
La Storia della sua vita, fatta di grandi e pesanti sacrifici ,offerti a Maria Vergine con Fede semplice, e di autentico Amore e genetica predisposizione per l’Arte, ci viene oggi presentata con viva e meravigliosa testimonianza, dalla Dott.ssa Laura Di Fazio, stimata Incisore a sua volta - alcuni suoi Lavori sono presenti presso la Civica Raccolta di Stampe Bertarelli di Milano- e profonda conoscitrice delle Discipline Artistiche.
Brillante Ideatrice della esclusiva Enciclopedia delle Donne, con passione unica ed encomiabile ne ha personalmente curato la realizzazione dedicando tutto lo spazio a Donne importanti che, con intelligente e rara Maestrìa, si sono con Onore nei secoli conquistate un posto ed una considerazione speciale nella Storia dell’ Arte.
L’immagine di Suor Isabella, Artista e Donna, che emerge dalle bellissime testimonianze documentali raccolte dalla Dott.ssa Laura Di Fazio è un appuntamento imperdibile e di rara emozione: dopo aver letto il suo bellissimo articolo, provate a chiudere gli occhi: non Vi sarà difficile sentire Suor Isabella ancora viva e presente insieme a tutti noi, con il suo elegante e simpatico accento Veneziano e con le mani macchiate d’inchiostro per le sue incantevoli incisioni a bulino su rame….
Paola Galanzi


Elisabetta Piccini
detta suor Isabella
Venezia 1644 - Venezia 1734

Elisabetta Piccini, o meglio suor Isabella Piccini, è una delle rare e assai poco conosciute donne incisore.
Nasce nel 1644 a Venezia da una famiglia di incisori veneziani. Suo padre Jacopo Piccini (attivo fino al 1669) e suo zio Guglielmo riproducono su rame i quadri di Tiziano e di Rubens, ma lavorano anche come illustratori per tipografi ed editori.
Dunque sin da piccola Elisabetta vede lastre di rame e bulini, inchiostri e libri illustrati. Il padre la educa alla pratica del disegno e del bulino, che richiede una certa forza. Elisabetta impara ad incidere in maniera profonda la lastra, cosa che consente ai tipografi di “tirare” un numero significativo di stampe; per questo motivo, e per il compenso davvero modesto, le sue incisioni sono molto richieste.
E’ un’adolescente quando il padre viene a mancare. Ma ha un “mestiere”, tanto che il 20 novembre 1663, a soli 19 anni, è già imprenditrice di sé stessa: Elisabetta presenta al Doge la domanda per l’autorizzazione in esclusiva alla stampa di alcuni soggetti da lei incisi dopo la morte del padre ed il Senato le accorda tale Privilegio.
Ma per una fanciulla, seppur forte della sua competenza ma certamente non abbiente, la scelta del convento è più o meno obbligata. Così nel 1666, poco più che ventenne, entra nel convento francescano di Santa Croce in Venezia e cambia il suo nome in suor Isabella.
Entrare in convento significa per Isabella poter esercitare la sua arte in tutta tranquillità e in un ambiente, per così dire, protetto. La sua attività, che l’accompagnerà per tutta la vita, è intensa, feconda, vitale: suor Isabella fornisce opere ai più conosciuti editori veneziani. Riesce a stento a far fronte alle commissioni dei tipografi liturgici e dei librai – per citarne qualcuno: a Venezia Bartoli, a Padova la Tipografia del Seminario, a Brescia Gromi e a Bassano i Remondini, con i quali avrà una relazione d’affari di oltre quarant’anni ed un intenso epistolario.
Sono talmente tante le richieste che riceve, che «potea darne dugento annui ducati al monastero per andarne esente da ogni officio» (Moschini 1924, p. 50). Con il ricavato di incisore, dunque, Isabella, contribuisce al mantenimento del monastero, tanto da poter essere esentata dalle consuete incombenze che sarebbero spettate ad una suora. Aiuta anche sua sorella Francesca con una dote di 300 ducati e ne sostiene le spese per la vestizione, perché anche Franceschina, nel 1673, entra nello stesso convento e prende i voti, che però scioglierà undici anni dopo per sposarsi. Quando, a seguito di una malattia, Franceschina muore, nel 1709, nomina Isabella erede di tutti i suoi beni.
Suor Isabella ha 74 anni quando viene nominata Vicaria del Convento; lo è per 6 anni, dal 1718 al 1724 ma non apprezza la responsabilità, come scrive in una lettera a uno dei Remondini «…la Vicaria in sino sto Ottobre e poi viva Gesù … sei anni che sono in catena co tanti pesi addosso. Presto sarò libera.» E ancora «…Sono molto contenta a essere fuori dè 6: anni de vicariato Le me uolleua tornar a far, ma io, li, hò, detto sul sodo che gellassero il confesso, cioè li dusento ducati al lano nò li darò più, che si spente tanto nel uicariado e spicera è morta tutto in anni sei, che no so come sono stata salda, con tutti sti pensieri e spiese. Solo M.V. mi ha assistito. Quindo che, le à sentito che lasserò la il confessor; Le, a, messo le piue spiese in saco, è de più le me uolleua far Badessa…»Ma cosa incide suor Isabella? La sua produzione è legata soprattutto alla illustrazione di testi sacri, messali, libri di preghiere, breviari, biografie di Santi, ma anche ritratti, stampe divulgative di genere profano, soggetti allegorici ed illustrazioni di manuali. I suoi lavori sono apprezzati dagli editori e molto richiesti dal pubblico, che ama quelle rappresentazioni religiose dal sapore semplice e sincero.
E come lavora? i Remondini, ormai diventati i suoi editori preferiti, le forniscono le lastre di rame e a volte anche il disegno da riprodurre, Isabella manda la lastra dal calderer (o l’uomo del rame) il quale la prepara e dopo qualche giorno è di nuovo da Isabella per essere incisa a bulino.
In circa sessantotto anni, questo il tempo passato in convento, senza una allieva o un aiuto, suor Isabella realizza da sola tutte le sue incisioni; in una delle tante lettere scritte ai Remondini si legge «…Vostra sig.ria si assicuri che non alleva niuna, ò insegnato a q. creature, e tutte quando che ano studiato si stuffa e no volle star chiuse, come sono stata io…».
Da questo ricco epistolario con i Remondini, divenuti nel tempo anche suoi confidenti e amici, conosciamo la suor Isabella imprenditrice: a 76 anni sa vendere e gestire le proprie opere anche quando pervengono contemporaneamente da editori diversi; si fa rispettare soprattutto quando non sono puntuali nei pagamenti.
Ma la fatica, con l’età e la salute precaria, si fa sentire e Isabella contesta lastre di rame troppo grandi «...sotto il torcollo che sempre, i, me sé adosso (…) quanto poi à il Santo che lei mi mandò, è molto grade, è stento a lauorar rami cusì gradi».
Suor Isabella muore in povertà la sera del 29 aprile 1734, a 90 anni.
Dr.Laura Di Fazio


Fonti, risorse bibliografiche, siti
Luisa Di Vaio, Suor Isabella Piccini in «Grafica d'Arte», Anno XIV, Gennaio-Marzo 2003, Numero 53

Si ringrazia l’Autrice del suddetto Articolo,tratto da http://enciclopediadelledonne.org/index.php?azione=pagina&id=55
per la squisita disponibilità e la gentile concessione al Blog

LETTURE CONSIGLIATE SULL’ARGOMENTO
Suggerisco agli Amici Collezionisti e ai Lettori del Blog per un ulteriore approfondimento della Biografia di Suor Isabella Piccini questa interessantissima e valida Pubblicazione: Isabella Piccini -VENEZIA 1648-1734 a cura di Vittoria Gosen- Editrice Eidos, corredata da splendide immagini di incisioni firmate dall’Artista e con l’esclusiva presentazione di lettere autografe tratte dal fitto e costante scambio epistolare intrattenuto in un lungo arco temporale di circa quaranta anni dalla stessa con i celebri Stampatori REMONDINI di Bassano del Grappa.
L’Opera è acquistabile on line per la modica cifra di Euro10 direttamente sul Sito della Casa Editrice EIDOS: http://www.editrice-eidos.com/index_i.html


1 commento:

  1. Un interessante articolo questo su Isabella Piccini, Incisore importante e valente Maestra dell'Arte incisoria italiana, da alcuni raffinati Collezionisti conosciuta e menzionata, ma ahimè, le sue incisioni nei Santini sono introvabili...
    Rinnovati complimenti a Paola per i bellissimi ed approfonditi articoli che continua a proporre.
    Un cordiale saluto da Lucio e Patrizia

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