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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





lunedì 8 febbraio 2010

I Santini su pasta d'ostia




Rientrano in tale elegante tipologia di Santini i manufatti ed i semi-manufatti.
Mi spiegherò meglio: i primi, interamente realizzati a mano su base cartacea ritagliata (o in cartoncino leggero) accoglievano la pasta d' ostia che veniva stesa e con finissimi pennelli colorata manualmente a tempera o ad acquarello.
Miniaturizzata con simboli cristiani e raffinati decori floreali, impreziosita talvolta dalla ricercata applicazione di velluti così come da minuscole scaglie di autentica madreperla e da piccoli, preziosi lustrini dorati e brevi dediche manoscritte, la pasta d'ostia assumeva il pregevole aspetto decorativo del Santino manufatto.
I cosiddetti semi-manufatti, alla cui categoria appartiene il raffinatissimo santino nella seconda immagine (inferiormente) - di effetto estetico finale spesso indubbiamente superiore ai primi descritti -nascevano invece su preesistente base finemente trinata a punzone, realizzata quindi meccanicamente, che doverosamente crea la distinzione con i primi.
Diversamente dalla maggior parte delle tipologie conosciute e classificate di Santini, la cui autentica "essenza" era di natura prettamente catechetica, i santini su pasta d' ostia nascono nei conventi claustrali dalla delicata manualità delle monache, quali sinceri "doni di gratitudine" e fervida preghiera per benefattori e persone care.
La grande studiosa e collezionista Dolores Sella, nel suo capolavoro "Santini e Immagini devozionali in Europa dal secolo XVI al secolo XX ", formula una verosimile datazione della "nascita" di questa specifica ed originale tipologia di Santini anche basandosi sulle dediche manoscritte al verso di molti di essi facenti parte della sua collezione privata, che avrebbero ravvisato nel 1871-pur con beneficio di margine anteriore di una decina d' anni, avverte l' Autrice-tale data. Dunque, creazioni di area conventuale, preghiere autentiche e "viventi", preziosi e raffinati "doni di riconoscente gratitudine", ma anche messaggi privati e personalissimi di affetto e di augurio ai familiari e alle persone care, anche in occasioni e ricorrenze speciali come Prime Comunioni, ordinazioni sacerdotali, matrimoni, festività natalizie o pasquali, etc.., che oltrepassavano le grate della clausura ad imperituro ricordo.
L' evoluzione naturale, al XIX secolo, dell' antica tradizione conventuale Europea che si espresse in tono superlativo nei secoli XVI- XVII e XVIII, con le preziose miniature su pergamena e gli ancor più famosi "canivets" intagliati "à canif": le autentiche opere d' Arte di questo genere di Collezionismo a noi tutti così caro.
Case editrici francesi, quali, tra gli altri, M. Genoux, Aubry e l' ancor più noto Bouasse jeune, ne imitarono a Parigi la tipica fattura fino alla fine del secolo XIX, con grande successo e diffusione come "Precieux Souvenir de Première Communion"(Prezioso Ricordo di Prima Comunione).
Paola Galanzi

(Entrambe i Santini nelle foto appartengono alla collezione privata Galanzi)

SCHEDA TECNICA
(con specifico riferimento al secondo Santino dall'alto)
Semi-manufatto conventuale ; delicata miniatura colorata manualmente a tempera su ovale in pasta d' ostia applicato su fondo dalla raffinata trina a punzone.
Francia, seconda metà sec. XIX.
Misura cm.7,00 x 11,00.




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