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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





giovedì 15 aprile 2010

Iconofilia e Cultura: Il “mistero” dei “Canivets”, tra ipotesi, teorie e ragionevoli certezze - PARTE SECONDA

Fruit de Ioye><Don d'entendement
Spettacolare "Canivet de Lyon"- Intaglio "au canif" su pergamena con meravigliosa decorazione floreale colorata a mano-
Manufatto di provenienza Conventuale di area Lionese-Francia, sec.XVIII
(Collezione privata Galanzi)




Abbiamo già visto come tale tradizione sia attestata nei secc. XVII e XVIII in uso in Francia, Belgio, Olanda, Austria, Germania ed Italia (con particolare riferimento all’area conventuale del Veneto).
La precisa localizzazione e l’origine di determinate tipologie d’ intaglio «au canif» vengono talvolta - a mio avviso arditamente- fatte risalire e limitate a specifiche aree geografiche dell’ Europa pur senza alcuna tradizione letteraria precedente dedicata al Tema che avvalli e confermi tali congetture; è il caso dei Canivets con intaglio cosiddetto «a murice »- («a forma di conchiglia »)- che verrebbe fatta risalire -ripeto, senza alcuna autorevole precedente testimonianza letteraria e/o figurativa a riguardo, al Belgio e alla regione della Bretagna (Francia), solo perchè «richiamante i pizzi prodotti nelle «regioni marittime»…. (vedi : Canivets-A.G.Magnien, Lyon,1970 pag.14)
Più verosimilmente è giusto affermare che- indubbiamente- le preziose trine e gli elaborati merletti manufatti, presenti ed immancabili nelle case aristocratiche così come pure in qualunque contesto abitativo signorile ed elegante dell’epoca, non mancarono probabilmente di ispirare o sollecitare in senso lato l’estro creativo degli Artisti claustrali dediti a tali lavori.
Doverosamente premesso questo, ben più aderente alla realtà appare decisamente la maestosa aquila bicipite recante in cima la corona Imperiale- così come magistralmente «intagliata» su alcuni Canivets in pergamena della spettacolare Collezione dell’ Abbazia Benedettina di Göttweig in Austria acquistati o ricevuti in dono dall’Abate Bessel, grande ed appassionato Collezionista di Immagini devozionali –vedi articolo specifico sul Blog- quale distintivo e indubbio simbolo di appartenenza geografica all’Austria Asburgica di Carlo VI (1685-1740) Imperatore del Sacro Romano Impero.
Altra certezza- documentata nell’opera «L’Art rustique en Italie » da Studio, 1913- è rappresentata dalle immagini di due Canivets intagliati in Italia su pergamena e datati del 1744 che attestano la tradizione tipicamente nostrana (con particolare riferimento , come già detto, all’area Veneta) di intaglio «che richiama i ghirigori tipici della lavorazione Italiana del ferro battuto»- vedi qui sul Blog l’ immagine dell’eccezionale Canivet italiano di Sancta Benevenuta (da Collezione privata).
Anche il Canivet di origine documentatamente Francese, dal ricco ed elaborato intaglio creante la raffinatissima trama floreale caratteristica che incornicia le preziose e bellissime miniature dei Santi è una certezza.
Così come lo è anche il Canivet cosiddetto «de Lyon » o «Lyonnais» - vedi immagine corredata al presente articolo – ricercatissimo dai Collezionisti Francesi in particolare, di assai rara reperibilità e caratterizzato da un intaglio ben più essenziale rispetto ai precedenti ma da una pregiata ed indiscutibile perizia miniaturistica degli antichi claustrali esecutori.
In conclusione, con buon senso ed aderenza all ‘«unicum» storico creato naturalmente dalle peregrinazioni geografiche dell’uomo e dalla rapida diffusione di sì nobile Arte –pur anonima e solo oralmente tramandata nei Monasteri e Conventi dell’ Europa dei secc.XVII e XVIII-con ragionevole attendibilità possiamo giungere infine ad affermare che, pur con la «certezza» di segni distintivi riconducibili a una schietta provenienza geografica, la preziosa e nobile Arte dell’ intaglio «au canif» di Santi e Soggetti religiosi accomunò in generale il nostro Paese alla Francia, Austria, Belgio, Olanda e Germania, grazie alle missioni cui vennero – esattamente come anche oggi accade- destinati, lontano dal proprio Convento di originaria appartenenza e dalla propria nazione, Monache e Monaci, gli anonimi Artisti che indelebilmente hanno impresso «au canif » la loro testimonianza di Fede e di autentica Preghiera.
Non a caso ho scelto di corredare a questo articolo l’ immagine gentilmente concessa del prezioso e rarissimo Canivet del Beato Giuseppe Benedetto Cottolengo (Bra, 1786 -Chieri, 1842), Fondatore della Piccola Casa della Divina Provvidenza e delle Congregazioni di Suore e Sacerdoti del Cottolengo, beatificato da Papa Benedetto XV il 29 Aprile 1917: oltre ad essere un esemplare straordinario e rarissimo di Canivet Italiano con reliquia "incastonata" e piccola foto applicata "à collage", intagliato a mano su carta nella prima metà del sec. XX, incredibilmente richiama nell’ intaglio la grazia e la finezza dei Canivets francesi del sec.XVIII e viene spontaneo chiedersi se la Suora - forse Francese ? -paziente e devota depositaria di tale nobile ed antica Arte che lo realizzò un secolo fà, abbia potuto tramandare a qualcuno i suoi segreti……chissà…….

Paola Galanzi

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