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UN CORDIALE BENVENUTO NEL SALOTTO VIRTUALE DEI CULTORI DELL'ICONOFILIA, LO STUDIO ED IL COLLEZIONISMO DEI SANTINI E DELLE ANTICHE IMMAGINI DEVOZIONALI





martedì 30 marzo 2010

La Passione e La Resurrezione di N.S. Gesù Cristo a perenne Ricordo incise su pergamena nelle Fiandre del sec. XVII


" Ecce Homo ! "
Magistrale incisione a bulino su pergamena realizzata con la spettacolare tecnica detta "Goldpapiersterne". Coloritura a mano e lumeggiatura in oro coeve. Incisore: Petrus Clouwet, Anversa, sec. XVII.
(Collezione privata Lucio e Patrizia Grandi)


Il fascino dell‘ inestimabile Patrimonio Religioso, Storico-artistico e Culturale della produzione dei Santini e delle Immagini devozionali dimora nel fatto che essa rappresenta dalle origini e nei secoli un “unicum“ multiforme ed eclettico -e perciò oltremodo stimolante e prezioso- senza tuttavia soluzione di continuità sino ai giorni nostri.
E‘ infatti impensabile parlare di un' incisione fiamminga a bulino su pergamena del sec. XVII senza citare con la consapevole, dovuta deferenza documenti dell‘ Iconografia religiosa ben più antichi siglati dall‘uomo sulla stessa preziosa materia.
Nell‘ammirare in silenzioso raccoglimento un Immagine devozionale di siffatto pregio e bellezza come l‘ “Ecce Homo“ amabilmente messa a disposizione dai finissimi Collezionisti ed amici Lucio e Patrizia il pensiero vola istintivamente nelle Fiandre, ma stante quanto avanti premesso non possiamo prima esimerci dal porgere il nostro orecchio allo Spamer- nostro indiscusso “Maestro“- che premurosamente ci informa di esemplari di Santini manufatti su pergamena databili di ben tre secoli prima.
E‘grazie infatti ad un carteggio privato dipanatosi con costante assiduità lungo uno spazio temporale di circa venti anni -rappresentante il più antico capolavoro letterario di Misticismo in forma epistolare in lingua volgare Tedesca giunto sino a noi- tra la più illustre Domenicana del Convento di Maria Medingen presso Donau in Baviera - Suor Margaretha Ebner (1291-1351) ed il suo più caro e fraterno amico, il Sacerdote e Predicatore Heinrich von Nördlingen (ca.1310-1380 ca.) che apprendiamo, accanto alla produzione esclusiva riservata a Conventi e Monasteri, di come cittadine e villaggi iniziassero già allora a pullulare di anonimi Artisti – in gran misura “Miniatori”che, chiamati presso gli stessi “Scriptoria” dei Conventi a collaborare con i Monaci, o in affitto in anguste botteghe, ricevevano commissioni da parte di privati per la realizzazione di “handgemaltes Pergamentbild ”- ovvero “Immagini manufatte dipinte su pergamena”, le preziose “miniature” ricercatissime da tutti i Collezionisti.
Lo Spamer aggiunge anche con nota di vivo rammarico, che tale comprensibilmente limitata produzione manufatta di Immagini devozionali -databile dunque del sec.XIV- è purtroppo andata persa e necessariamente si dovrà far riferimento alla feconda produzione dei successivi secc. XV, XVI, XVII e XVIII, - peraltro come facilmente deducibile - seppur con tecniche diverse, creata sull‘ impronta originaria dell‘epoca anzidetta.
Antesignano di una produzione assolutamente originale e tipicamente caratteristica- sin dalla prima metà del sec.XVII fino quasi agli inizi del successivo - di Fiandre ed Olanda, consistente in applicazioni decorative “à collage“ su carta e pergamena di piccoli fiori stilizzati realizzati su tessuto dagli inconfondibili colori rosso-mattone, giallo ocra e verde oliva, meglio noti con il nome di “Goldpapiersterne“- Stelle d‘oro su carta- Petrus Clouwet (1629-1670) – Artista realizzatore dell‘ incantevole “Ecce Homo“ degli amici Lucio e Patrizia- insieme ad altri illustri incisori fiamminghi, quali Theodoor van Merlen, i Galle e Jacobus de Man, estese la fama delle stesse con grande successo fino in Svizzera, Austria e Germania Meridionale.
Allievo negli anni 1643-44 dell‘ insigne incisore anversano Theodoor van Merlen (1624-1671), e celebrato egli stesso, giovanissimo, nel 1645 come valente ed apprezzato Mastro-Incisore, si unì in matrimonio nello stesso anno con Jacoba Bouttats- figlia di Frederick Bouttats, altro importante incisore fiammingo.
E‘alla luce di un piccolo dettaglio incollato da Petrus Clouwet quasi tre secoli e mezzo fà sulla meravigliosa pergamena della loro Collezione che, gli amici Lucio e Patrizia, con grande finezza annunciano a tutti i Collezionisti e agli Amici che seguono il Blog la prossima Pasqua: il piccolo melograno stilizzato sopra la testa del Cristo, da sempre nell‘ Iconografia Religiosa simbolo di Resurrezione e di Vita.




Buona Pasqua a tutti !

Paola e Renato

lunedì 29 marzo 2010

Iconofilia e devozione: Il breve di S.Antonio di Padova

Il Breve di Sant' Antonio da Padova
Stampa monocromatica su tela - Italia, anni '30-40 sec. XX
(collezione privata Galanzi)


Il “Breve di Sant‘Antonio“ è la formula di preghiera che il Santo usava per benedire i Fedeli ed allontanare da essi, in virtù del Segno della Croce, ogni sorta di mali e tentazioni ed i Frati Minori lo propagarono nel Mondo.

E‘ sempre stato in grande venerazione presso i Fedeli che lo portano indosso e lo collocano in onore nelle loro case per ottenere la protezione del Santo nei pericoli spirituali e temporali.
Il Breve di Sant‘Antonio di Padova, secondo la testimonianza di Giovanni Rigaude (sec. XIII) avrebbe avuto origine dal seguente prodigio:

“In Portogallo viveva una povera donna spessissimo molestata dal demonio; il marito un giorno, preso dall’ira glielo rinfacciò ingiuriandola, e la donna uscì di casa per andare ad affogarsi in un fiume.
Era il giorno della Festa del Beato Antonio, il 13 Giugno, e passando davanti alla Chiesa, vi entrò per farvi una preghiera al Santo.
Mentre pregava, affranta per la lotta che dentro di sè combatteva, s‘ addormentò ed in sogno vide il Beato Antonio che le disse: “Alzati o donna e prendi questa polizza con la quale sarai libera dalle molestie del demonio“.Si svegliò e con grande meraviglia si trovò tra le mani una pergamena con la scritta: “Ecce Crucem Domini; fugite partes adversae ! Vicit Leo de Tribu Juda, radix David, Alleluja ! -
Ecco la Croce del Signore ! Fuggite spiriti maligni, che ha vinto il Leone di Giuda, Gesù Cristo, stirpe di Davide Alleluja!" A quella vista la donna sentì riempirsi l‘ animo di Speranza per la propria liberazione, strinse al cuore il biglietto prodigioso , e, finchè lo portò, il demonio non le portò più nessuna molestia.“
I Francescani si diedero premura di diffondere questa divozione esortando i Fedeli a portare indosso il Breve stampato sull‘ Immagine del Santo e molti prodigi si raccontano operati per ragione di questo Breve.
Eccone un altro, fra i tanti: una nave della Marina Francese l‘ “Africaine“, nell‘ inverno 1708 nel Mare del Nord fu sorpresa dalla tempesta, e la violenza dell‘ uragano era tale che il naufragio pareva certo.
Perduta ogni umana speranza di salvezza, il cappellano in nome di tutto l‘ equipaggio fece ricorso al Taumaturgo di Padova: prese un pezzetto di carta, vi scrisse le Parole del Breve e le gittò in mare gridando con fiducia: “ O grande Sant‘ Antonio esaudite le nostre Preghiere !“.
Il vento si calmò, il cielo si rasserenò e la nave giunse felicemente in porto, e i naviganti si recarono subito alla prima Chiesa a ringraziare il Santo.
(dal Libro di P.V. Facchinetti “ Antonio di Padova “)